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Costruttori di cerchi il 18 maggio a Reggio Emilia

copertina-costruttori-di-cerchi-sitoLunedì 18 maggio 2015 alle ore 18,30, presso il Nido di infanzia XXV aprile di Villa Cella ( via Cella all'Oldo 6) a Reggio Emilia, aperitivo dialogato con  Massimiliano AnzivinoCostruttori di Cerchi all'interno di un interessante percorso  di collaborazione tra scuola e territorio.



costruttori di cerchiL'iniziativa si colloca all'interno delle celebrazioni per i settant'anni dalla nascita dell'idea della scuola XXV aprile ed è promossa dal Comune di Reggio Emilia - Assessorato Educazione e Conoscenza, Scuole e Nidi d’Infanzia - Istituzione del Comune di Reggio Emilia, Officina Educativa, Istituto Comprensivo “J. F. Kennedy”, Scuola Primaria Statale “V. Ferrari”, Consiglio Infanzia Città della Scuola Comunale dell’Infanzia “XXV Aprile”, Associazione “Mattone su mattone”.
Dopo il terremoto che ha colpito l'Emilia nel maggio 2012, la comunità di Villa Cella, una frazione del comune di Reggio Emilia, si è attivata per contribuire alla ricostruzione di alcune parti del nido di infanzia e della scuola elementare locali costituendo un'apposita associazione di cittadini denominata Mattone su mattone.


Dopo anni di lavoro e di importanti scambi tra i diversi ordini di scuole, la cittadinanza e l'amministrazione comunale è giunto il momento di celebrare gli esiti di tale esperienza e rilanciare nuovi progetti per il futuro: da qui il titolo “Scuola e territorio, progetti di partecipazione”.
Nell'evento del 18 maggio 2015, sono previsti diversi interventi da parte dei protagonisti di tale collaborazione all'interno di un aperitivo dialogato.
L'obiettivo è di mettere in valore una modalità di attivazione e sinergia tra istituzioni e cittadini per poterla riproporre anche al di là di eventi di emergenza e magari consolidarla come buona prassi anche per altri territori.
La presentazione di Costruttori di cerchi è pensata per offrire uno spunto di riflessione alla discussione prendendo spunto dall'esperienza di lavoro dell'autore con le scuole della città e con un modello operativo di consulenza aperto alla relazione e alla partecipazione.


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[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Rlno1XO9SwM?feature=player_detailpage&w=640&h=360]
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Il Tarlo e la Quercia: grande successo a Siracusa

locandina presentazione il tarlo e la querciaVenerdì 17 aprile 2015  alle ore 18,30, con il patrocinio del Comune di Siracusa, si è svolta presso Palazzo Vermexio in Piazza Duomo a Siracusa la presentazione del libro “IL TARLO E LA QUERCIA. Strategie di cura del pedofilo” di Felicia Cataldi e Teresa Tringali, Edizioni Psiconline.




Nonostante vi fossero in contemporanea diverse iniziative culturali di richiamo, hanno partecipato più di cento persone e la sala era piena. L’evento è stato moderato dal Prof. Maurizio Guarneri, docente di Psichiatria dell’Università di Palermo e dell’Istituto di Psicoanalisi di Gruppo.

d01ce856ef4b4b7a41efeb776f6cee68Dopo i saluti dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Siracusa, è intervenuta l’Avv. Sofia Amoddio, Onorevole alla Camera dei Deputati, che ha sottolineato l’importanza del messaggio socio-politico del libro e ha raccontato con entusiasmo la sua visita al gruppo di detenuti protagonisti dell’esperienza riportata nel testo dalle autrici. Si è impegnata a sostenere l’iniziativa  dentro il carcere e fuori nelle varie istituzioni, per una continuità terapeutica.


Dopo l’intervento dell’Avv. Salvatore Bianca, Presidente della Camera Avvocati Tributaristi di Siracusa, che si è soffermato tra l’altro sull’esigenza di creare cultura intorno al tema della cura del pedofilo e sulle esigue risorse investite in tale campo, è stata la volta di Don Fortunato Di Noto, Presidente di Meter  Onlus a tutela dell’infanzia che da tanti anni, a livello nazionale, porta avanti una campagna di informazione e di contrasto alla pedofilia.


Successivamente il Prof. Maurizio Guarneri ha messo in evidenza il valore del libro in quanto, nella letteratura scientifica,  sono pochi  i lavori sulla terapia dei pedofili. Ha rimarcato la validità del metodo della terapia di gruppo come particolarmente indicato nel trattamento di questi pazienti e ha raccomandato il libro, come punto di riferimento, a tutti coloro che si approcciano al problema della pedofilia.


La Dott.ssa Paola Iacono, direttore dell’Unità di Neuropsichiatria infantile dell’ASP di Siracusa, ha rimarcato come sia stata emotivamente coinvolta in occasione di una sua visita in carcere al gruppo terapeutico e come abbia sostenuto ed incoraggiato le autrici nel loro lavoro di elaborazione del libro.


Infine, le autrici hanno concluso con alcune riflessioni relative alle strategie di cura del pedofilo, hanno trasmesso all’uditorio l’intensa partecipazione emotiva che ha accompagnato sia l’esperienza terapeutica sia il lavoro di elaborazione e di scrittura. Hanno inoltre sottolineato come la detenzione, attraverso il trattamento, possa aiutare i pedofili a prendere coscienza del loro disturbo e diventare occasione di cambiamento; il lavoro di gruppo come intervento di cura che di prevenzione.


d73d9e7a6520439e6a1dd987400ee9ccTra gli interventi, l’attrice Valentina Territo ha letto alcuni brani del libro particolarmente significativi, dando così un’idea del "racconto-testimonianza" e mettendo in contatto il pubblico con gli aspetti più intimi dei protagonisti del testo “IL TARLO E LA QUERCIA”.


L’evento ha avuto notevole successo, sia per l’interesse suscitato dal tema, sia perché i vari interventi  sono stati fatti da persone che più o meno direttamente hanno seguito le autrici nel loro percorso.


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Esiste il partner ideale o è solo un'utopia? Intervista a Raffaele Renna autore de Il codice segreto dell'amore

raffaele renna2Il codice segreto dell'amore affronta un tema molto discusso e controverso quale quello dell'innamoramento e dell'amore.
Ci innamoriamo tutti di un modello ideale di partner (e di bellezza).Ognuno ha il suo modello, è in sé perfetto, rimane a livello inconscio, è introvabile nella realtà (ciò comporta problemi e rischi) e per di più ci somiglia.
Il nostro partner ideale esiste davvero o è un'utopia? Quando e come nasce l'amore? Il colpo di fulmine esiste?


 

Intervistiamo Raffaele Renna, per avere risposte ai tanti interrogativi sull'amore, sul partner ideale e sull'innamoramento.

 

RAFFAELE RENNA 2D. Un testo davvero originale, adesso anche in ebook. Quando e come ha concepito questo lavoro?
R. Fin dalla nascita ho avuto un particolare spirito riflessivo e, dentro di me, è rimasto sempre il bambino che chiede alla mamma i tanti “perché” legati alla vita. Ad esempio, quando ho notato che le donne di cui mi innamoravo avevano “qualcosa” in comune (e non solo affinità somatiche), mi è venuta la voglia di indagare sul fenomeno; a maggior ragione quando poi ho scoperto che non riguardava solo me.

D. Si può considerare un manuale?
R. Visti i risultati finali di questi studi, riguardanti le problematiche interne ed esterne
della coppia, il libro è diventato anche un manuale, considerando pure che il 40% delle coppie o si separa o divorzia (e il restante 60% non è che se la passi così bene). Non a caso concludo affermando che la scelta del partner è sempre da considerare un azzardo, una scommessa che però va fatta ed è necessaria.

D. A chi è rivolto?
R. Se l’amore coinvolge tutti, è ovvio che il libro è rivolto a tutti e a tutte le età. In particolare mi rivolgo ai preadolescenti e adolescenti, perché quella è la fase dell’età evolutiva in cui maggiormente va compreso il fenomeno dell’attrazione verso “l’altro” sesso, anche per dare un nome a quelli che possono essere i veri sentimenti nei confronti del potenziale partner. Tra l’altro, è la fase di crescita psico-fisica in cui si matura il proprio sé sessuale/corporeo attraverso il rapporto (un buon rapporto dico io) tra il maschio e la femmina. E questo rapporto (particolare che sfugge ai più) si determina sia tra noi e gli altri, sia all’interno di noi stessi.

D. Il codice segreto dell'amore. L'utopia del partner ideale. Perché questo titolo?
R. Il titolo sta a indicare che ognuno di noi ha una mente strutturata e programmata per innamorarsi di una determinata categoria di persone, ovvero di un certo modello ideale di partner, il quale risulta essere unico, individuale e insostituibile, come se fosse appunto un codice personale di cui non si è consapevoli. E per questo è segreto. Il partner ideale rimane però un’utopia, perché nella realtà non può esistere. Non può esistere, in quanto la mente si attende (e pretende), inconsciamente, sempre la perfezione e una bellezza assolute.

D. Ci parli degli studi che hanno dato vita al suo volume.
R. Sono partito dal fenomeno della somiglianza tra i partner delle coppie, da quelle più famose a quelle più comuni della porta affianco, passando per quelle storie di migliaia di ragazzi e ragazze delle scuole in cui ho insegnato, e non solo, testando anche intere classi campione che danno validità scientifica alle intuizioni e agli assunti di partenza. Il problema era trovare un sistema di misurazioni su vasta scala valido in termini statistici, che alla luce dei risultati si può chiamare biometrico.

D. Cosa è l'amore? E la bellezza?
R. Constatato e verificato il fenomeno delle somiglianze, bisognava capire se bastasse questo fattore a farci innamorare. Ossia: io mi sono innamorato di mia moglie (e viceversa) perché semplicemente somigliamo (nelle vedute, nelle scelte, negli ideali, somaticamente ecc.) o c’è qualcos’altro sotto? Bene è risultato evidente che non basta il fattore somiglianza psico-somato-caratteriale (tra l’altro da chiarire bene). Anzi, tale componente è “subordinata” a un altro fattore che, a ragion veduta, ha una rilevanza addirittura cosmica. Si tratta del fattore BELLEZZA. Come si percepisce la bellezza? Ho preso in considerazione gli studi, ormai millenari, dei parametri di proporzione e di armonia compiuti da scienziati, matematici e artisti, i quali hanno notato una costante geometrico-matematica che ci accomuna tutti nel condividere un senso oggettivo della bellezza. Leonardo da Vinci la chiamò SEZIONE AUREA. Ho preso poi questo valore e ne ho fatto un parametro comparativo e di riferimento tra i vari volti che ho studiato. Chiedendo, in secondo luogo, a migliaia di persone (ai miei studenti liceali in primis) quali fossero i propri idoli della musica, del cinema ecc., ho constatato che tra questi idoli e i volti dei relativi fans ci sono delle affinità somatiche, prima ancora che caratteriali, almeno per come gli idoli vengono immaginati dagli stessi fans che li scelgono. Non a caso, si tratta sempre di personaggi molto famosi che si immaginano come idilliaci, perfetti, bellissimi, eroici e quant’altro.

D. Quando nasce l'amore?
R. L’amore è appunto il richiamo forte e inconscio a questo archetipo, soggettivo e oggettivo insieme, della bellezza attesa e percepita che ci caratterizza in quanto modello a nostro avviso vincente su tutti gli altri, che ci fa sentire gratificati, realizzati, pur nella infinita varietà di livelli. Il parametro della perfezione rimane sempre quello, ma cambiano i modelli: a ognuno il suo, pronto a incontrare il partner giusto che risponda alle nostre “esigenze”. Obiettivo il sublime, quell’irraggiungibile sublime.

D. Di chi e di che cosa ci innamoriamo e perché ci innamoriamo?
R. Per quanto riguarda il partner, ci innamoriamo del maschile e del femminile che ci
manca per completare l’unità primigenia idealizzata da cui proveniamo e di cui ognuno di noi è espressione. Per quanto concerne tutto il resto, ci innamoriamo delle cose con le quali ci identifichiamo e che ci aiutano ad essere ciò per cui siamo nati e su cui sviluppiamo il nostro personale talento.

D. E il colpo di fulmine esiste?
R. Non solo esiste, a variegati livelli, ma rappresenta un segnale, un’indicazione più o meno significativa da parte della nostra mente inconscia. Se mi giro di scatto nel vedere una bella donna al supermercato, evidentemente il mio cervello vuole investire delle energie e rileva inconsciamente degli aspetti interessanti di quella persona, immaginandola poi dentro secondo i propri desideri e le proprie attese.

D. Il proprio modello ideale di partner può cambiare, anche col passare degli anni, o rimane immutato per sempre?
R. Fondamentalmente il proprio modello ideale di partner non cambia mai, ma può solo subire degli adeguamenti, in relazione alle esperienze positive e negative che si hanno sul campo. Infatti, la scoperta di questo studio è proprio questa: “Si nasce e si muore con lo stesso modello ideale, come dimostrano, per altre vie, i tantissimi casi di G.S.A. in cui fratelli e sorelle, adottati alla nascita da famiglie diverse, in età adulta incontrandosi casualmente si innamorano pazzescamente. Ciò succede nel 50% dei casi, una percentuale che da sola dimostra il mio assunto teorico, e cioè che noi nasciamo già predisposti ad essere attratti da persone e cose che abbiano affinità con il nostro mondo idealizzato, un mondo di cui noi stessi siamo espressione imperfetta. Per questo motivo, tutto quello che scegliamo ci assomiglia in qualche modo, dall’automobile al partner, dalla musica ai libri, fino al modello di cellulare.

D. Perché conoscere le radici nascoste dell'innamoramento?
R. Conoscere il proprio codice nascosto dell’amore aiuta a comprenderci fino in fondo e a dare un significato e un senso alla nostra vita.

D. Si può affermare che si è in un certo senso predisposti per l'amore e soprattutto per l'amore duraturo?
R. Siamo predisposti per l’amore e soprattutto per l’amore duraturo e lo assecondiamo in funzione a quello che troviamo nel partner, soprattutto in termini qualitativi, rispetto al modello sognato. Il problema è che, anche nei casi più fortunati, non si è mai soddisfatti al 100%, aggiungendovi, tra le cause, le modifiche somato-caratteriali cui ognuno di noi va incontro con l’avanzare dell’età.

 

ANCHE IN  EBOOK

 

il codice ebook


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Il codice segreto dell'amore. L'utopia del partner ideale in versione Ebook

copertina-codice-segreto-amore-sitoIl codice segreto dell'amore di Raffaele Renna è in Ebook disponibile in tutti i principali book-store.
Il volume è uno studio sull’innamoramento ed evidenzia un’importante novità, che si propone di coinvolgere anche i laboratori delle neuroscienze: ci innamoriamo tutti di un modello ideale di partner (e di bellezza) che nasce in noi da un altrove ignoto, e rimane con noi, in quanto parte del programma genetico, all’interno di una personale visione del mondo. Ognuno ha il suo modello, è in sé perfetto, rimane a livello inconscio, è introvabile nella realtà (ciò comporta problemi e rischi), non “invecchia” mai con l’avanzare dell’età e per di più ci somiglia. Ciò è quanto emerge dai test del presente studio, contraddicendo la teoria freudiana sull’argomento.



Noi tutti ci innamoriamo, o siamo destinati a innamorarci, di una bellezza che in realtà non esiste e che nessuna persona al mondo può possedere, né esteriormente né interiormente.
Il partner ideale che abbiamo in mente è dunque una persona che non esiste. È un’utopia.


il codice segreto dell'amoreDal presente studio emergono due dati sorprendenti:
Il primo dato consiste nel fatto che questa bellissima e unica immagine, che cerchiamo inutilmente in tutti i nostri potenziali partner, nasce dunque con noi. Non ce la danno i nostri genitori (come afferma Freud) né la nostra cultura. Bensì è fondamentalmente innata. Si tratta di una misteriosa “in-formazione” genetica che ognuno di noi
si ritrova già scritta nel dna, suo malgrado, alla nascita e che influenza tutta la nostra visione del mondo. Ogni informazione ha un mittente e un destinatario: il destinatario
siamo noi e il mondo, il mittente non lo conosciamo ma sappiamo che esiste e non appartiene a questo mondo (quello visibile).
Il secondo dato, ancora più eclatante, consiste nel fatto che questa bellissima e unica immagine, questa misteriosa in-formazione genetica che ci viene da chissà dove, somiglia
alla persona stessa. È come dire che questa immagineinformazione inconscia risulta essere la bellissima copia di sé (visto che nessuno è perfetto).


Si tratta di un’immagine mentale idealizzata che inconsciamente cerchiamo negli altri e in noi stessi, sia nell’aspetto, sia a livello interiore, un’immagine-informazione fatta di vedute, di qualità, anche queste completamente idealizzate.
Tutta la nostra psiche è abitata da figure strane e contraddittorie. I cosiddetti archetipi. Uno di questi archetipi (il più “bello” e intrigante) è appunto questa idea straordinaria del mondo che ci suggerisce di volta in volta chi può essere il nostro partner.


Conoscere le radici nascoste dell’innamoramento è  importante per: poter “prevenire” le cocenti e talvolta infauste delusioni d’amore, ovvero evitare angosciosi pentimenti da cui non si può tornare indietro; poter vivere il più intensamente possibile e apprezzare il rapporto di coppia; non attribuire sempre e comunque al proprio partner (ma anche a se stessi) la responsabilità di un’eventuale rottura della storia d’amore e covare di conseguenza sentimenti di odio che, a ben vedere, non hanno motivo di esserci.
Il libro si rivolge a tutti per far sì che nella dimensione coppia esistano gli ingredienti di base e la volontà reciproca per un duraturo rapporto.


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Le prossime pubblicazioni di Edizioni Psiconline tra poche settimane in tutte le librerie

PROSSIME PUBBLICAZIONILa Redazione di Edizioni Psiconline è al lavoro per proporre ai lettori affezionati e ai nuovi amici che giorno dopo giorno diventano sempre più numerosi, le nuove pubblicazioni che nelle prossime settimane arricchiranno il Catalogo di Edizioni Psiconline.




Nella Collana Ricerche e Contributi in Psicologia, una collana dedicata al “pensare” e al “fare” dove la teoria si trasforma in azione e dove l’idea assume un immediato connotato pratico, dedicata ai professionisti, agli studenti, agli appassionati di una materia così bella ed interessante e mai abbastanza indagata nel suo profondo e continuo divenire:

copertina-la-torre-di-igea-x-sitoLa torre di Igea. Psicosomatica e psicologia della salute

Autore: Giovanni Garufi Bozza (a cura di)
ISBN: 978-88-98037-50-6
Collana: Ricerche e Contributi in Psicologia
Pag. 450 circa, formato 15x21 cm., rilegato in brossura
Prezzo: € 28.00

USCITA PREVISTA: MAGGIO 2015



Nel mito greco, Igea era la divinità della salute, figlia di Esculapio e sorella di Panacea, dea della Cura. A questa figura mitologica si ispira la Psicologia della Salute, settore che si occupa della promozione del benessere e delle risorse dell’individuo, dei contesti e delle organizzazioni, rinunciando alla semplice cura della malattia. Il sintomo diventa adattivo e occasione di costruzione di un nuovo sé, maggiormente integrato e consapevole.
Questo testo, nato dalle tesine d’esame degli allievi del primo anno di scuola del corso 2011, vuole essere un’occasione di riflessione su questa area psicologica. Sono riflessioni che hanno come sfondo comune lo stupore di chi ha appena scoperto un settore su cui investire le proprie energie e i propri studi. Nella prima parte del libro, gli autori hanno dato maggior peso alla riflessione filosofica e psicologica, sottesa a questo ambito. Nella seconda parte del libro, il lettore troverà dei capitoli più propositivi, di progettazione dell’applicazione della Psicologia della Salute in diversi ambiti di intervento. Questa seconda parte si rifà alla psicosomatica, partendo dalla premessa che la Psicologia della Salute si rifaccia al modello bio-psico-sociale, vedendo dunque corpo, mente e contesto come mutualmente influenzatisi. Il trait d’union di tutto il testo, scritto a più mani, è l’idea di una psicologia che si fa scienza delle relazioni.


copertina-desiderare-la-genitorialità-v001xsitoDesiderare la genitorialità. Il mondo interiorizzato nel disturbo dell'infertilità

Autore: Emmanuella Ameruoso
ISBN: 978-88-98037-75-9
Collana: Ricerche e Contributi in Psicologia
Pag. 112, formato 15x21 cm., rilegato in brossura filo refe
Prezzo: € 16.00

USCITA PREVISTA: GIUGNO 2015



L’esordio della genitorialità difficilmente si ritiene associato al periodo dell’adolescenza: è dalla pubertà che, invece, tutto ha origine. Nel corso della storia, e in diversi contesti, si è potuto constatare che la fanciullezza ha sempre rappresentato un momento critico al quale veniva attribuito importanza poiché l’individuo, divenuto adulto, acquisiva un ruolo riconosciuto socialmente. È quindi l’ambiente a condizionare fortemente l’evoluzione psicologica in termini di identità di genere e di ruolo sessuale. Ancor oggi saldamente pronunciati, rappresentano un’importante espressione della propria capacità generativa e genitoriale. Mentre il procreare è una predisposizione fondamentalmente biologica ed organica, l’essere genitore ha peculiarità psicologiche e comportamentali ed evidenzia come l’assunzione e la gestione del proprio ruolo sessuale si manifesta, non solo collettivamente ma anche nella coppia, con tutte le sue difficoltà. La scelta del compagno, inoltre, avviene attraverso una modalità inconscia nella quale si intersecano i conflitti connessi alla procreatività ed alla genitorialità: la collusione che ne deriva può manifestarsi, a livello sessuale, con il disturbo dell’infertilità.

copertina-malattia-mentale-sitoChe cos'è la malattia mentale

Autore: Francesco Codato
ISBN: 978-88-98037-74-2
Collana: Ricerche e Contributi in Psicologia
Pag. 208, formato 15x21 cm., rilegato in brossura filo refe
Prezzo: € 20.00

USCITA PREVISTA: LUGLIO 2015

Oggi è possibile prevenire e curare con successo le varie forme di malattia mentale, ma sappiamo cos’è la malattia mentale? Sappiamo definirla? Cogliamo cosa essa rappresenta per la società e per il soggetto che la vive? Il paradosso della modernità si costituisce proprio attorno a tale situazione: infatti, sebbene la malattia mentale venga identificata quale male epocale, non esiste nessuna definizione precisa che persuada tutti gli animi su cosa essa sia.


Nella collana Punti di Vista un modo diverso o personale di vedere gli argomenti della psicologia. Ricerche, contributi, opinioni, punti di vista di chi si interessa di psicologia e di scienze umane:

copertina-conoscersi-meglio-sitoConoscersi meglio. Consapevolezza e assertività

Autore: Federica Curzi
ISBN: 978-88-98037-76-6
Collana: Punti di Vista
Pag. 160, formato 15x21 cm., rilegato in brossura filo refe
Prezzo: € 16.00

USCITA PREVISTA: GIUGNO 2015

L’assertività altro non è che l’affermazione consapevole delle proprie idee, del proprio modo di essere e di agire nel mondo; essere assertivo vuol dire essere consapevole di sé e degli altri, rispettoso di se stesso e allo stesso tempo delle altre persone, positivo, con una buona capacità comunicativa e una forte serenità di fondo.

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Redazione

Come sta cambiando la comunicazione medico-paziente? Lo chiediamo a Roberta De Bellis autrice del volume "Dalla malattia al paziente"

roberta de bellisDalla  malattia al paziente di Roberta De Bellis nella collana Ricerche e contributi in Psicologia, propone un nuovo modello di comunicazione medico-paziente evidenziando come sia possibile analizzare e valutare gli aspetti comunicativi nella relazione medico-paziente. La “medicina centrata sul paziente” implica una prospettiva in cui il malato è al centro dell’attenzione ed è protagonista.


Come e perché nasce questo volume e come si svolge il colloquio clinico nel modello centrato sul paziente? Per conoscere meglio "Dalla malattia al paziente" abbiamo intervistato Roberta De Bellis.

Roberta De Bellis, nata a Taranto  nel 1975, è Psicologa clinica, Psicoterapeuta e Consulente per il Tribunale di Busto Arsizio nell’ambito del Diritto di Famiglia.
Si occupa di consulenze e perizie relative alla valutazione dell’idoneità genitoriale e dell’affiamento dei minori, del danno psicologico e stalking. Si occupa di valutazione del danno cognitivo in relazione ad alcune malattie degenerative.
Attualmente svolge privatamente la sua professione di psicoterapeuta a Gallarate (VA).
È impegnata da 5 anni nell’Associazione Filo Rosa Auser, che si occupa di prevenzione e tutela delle vittime di maltrattamento domestico.
Svolge inoltre attività formativa

D. Qual è lo scopo di questo lavoro?
R.
Lo scopo del lavoro è mirato ad ampliare la visione della relazione che intercorre tra medico e paziente incentrata prevalentemente sul concetto di malattia quindi sintomo, focalizzando l'attenzione invece sul VISSUTO, sulla PERCEZIONE della malattia da parte dello stesso paziente, unico portatore di sofferenza. Il medesimo lavoro vuole rappresentare pertanto una linea guida teorica e pratica su come articolare una comunicazione efficace tra medico e paziente orientata a cogliere i segnali di malessere legati alla personale condizione di salute; questo rappresenta un presupposto necessario per instaurare un'adeguata alleanza terapeutica che permetta anche un'adesione da parte del malato ad eventuali trattamenti di cura.

 D. Quando e come nasce questo volume?
R. Questo volume nasce sulla scia di una precedente ricerca svolta a cavallo del periodo della mia specializzazione post lauream in Psicologia Clinica e motivata dall'esigenza concettuale ed operativa di trovare adeguati strumenti comunicativi che possano essere sfruttati dagli operatori della salute ed orientati maggiormente su un modello maggiormente "centrato sul paziente".
Una relazione terapeutica efficace tra il medico e il paziente necessita ad oggi del superamento del vecchio modello incentrato sulla malattia che non tiene conto della persona nella sua totalità.


D. A chi è rivolto?
R. Il presente lavoro è sicuramente rivolto a tutti gli operatori della salute ma potrebbe essere anche rivolto a persone non addette ai lavori che in veste di pazienti si saranno trovate ad interagire almeno una volta nella loro vita con un medico. Il valutare infatti l'adeguatezza o la generica "bravura" del medesimo medico in questione dipende tanto da come lo stesso si pone a livello comunicativo con il paziente, cosa è stato in grado di trasmettergli e soprattutto COME ha trasmesso informazioni delicate come quelle relative alla personale condizione di salute.

D.Le differenze fondamentali tra il modello desease centered e il modello patient centered.
R. Il “modello centrato sulla malattia”, su cui fino ad ora si è basata gran parte della medicina tradizionale, fonda i suoi presupposti teorici e pratici sull’individuazione da parte del medico dei sintomi che un paziente manifesta, la possibile associazione causa-effetto paziente attraverso alcuni strumenti.
Il “modello centrato sul paziente” attribuisce grande importanza alla dimensione umana della relazione; è un modello che promuove il “prendersi cura della persona malata” e considera il paziente protagonista della sua salute.

D. Quando viene introdotto per la prima volta il modello incentrato sul paziente?
R. Già a partire dagli '50 Balint aveva introdotto un modello che poneva sulla persona, sottolineando l'aspetto del riduzionismo biologico che contraddistingue invece la medicina classica.

D. Quanta apertura c'è da parte del personale medico ad adottare un metodo incentrato sul paziente e non solo sulla malattia?
R. Il personale medico ad oggi sta sempre maggiormente ampliando la personale visione rendendosi conto dei limiti legati ad un modello centrato solo sulla malattia che deriva soprattutto dalla richiesta ALTRA che i pazienti pongono quando si sottopongono ad una visita medica. Gli stessi richiedono non solo trattamenti farmacologici che curino i sintomi bensì umanamente richiedono comprensione, ascolto attivo, empatia che fino ad ora non sono stati presuppositi della vecchia medicina tradizionale.

D. Analizzare il vissuto del paziente durante la visita vuol dire indagare quattro categorie cioè i sentimenti del paziente, la paura dell’essere malato; le idee e le interpretazioni relativamente a ciò che non funziona; le aspettative e i desideri riguardo a ciò che dovrebbe essere fatto e infine il contesto familiare, sociale e lavorativo. Quanto è frequente oggi un approccio di questo tipo?
R. L'approccio orientato a cogliere i segnali emotivi dei pazienti legati alla propria condizione di salute sta divenendo una condizione necessaria ed assunta sempre più in considerazione da parte del personale medico. Si può affermare che nonostante qualcuno resti fedele all'antica tradizione della medicina e quindi si limiti a somministrare farmaci passivamente non considerando l'aspetto più importante che è quello umano, il modello centrato sul paziente sta divenendo una necessità da parte dello stesso operatore della salute qualora voglia realmente aiutare e guidare il proprio paziente verso una guarigione. Non si può non sottolineare a tale proposito come il benessere psicofisico derivi da un adeguato funzionamento della mente e del corpo e come queste due entità siano interrelate tra loro.

D. Come si svolge il colloquio clinico nel modello centrato sul paziente?
R. Il colloquio orientato su un modello incentrato sul paziente prevede l'acquisizione di competenze comunicative specifiche da parte del medico atte a rilevare aspetti significativi della condizione psicologica che lo stesso paziente sta vivendo in relazione alla propria malattia. Alcuni esempi sono:
nella fase di RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI, il medico attraverso le cosiddette active listening skills, incoraggerà il paziente ad esprimere le sue preoccupazioni e il suo stato emotivo relativi alla situazione che vive; è molto utile poiché consente allo stesso di parlare del problema che ha portato in visita con il suo linguaggio.
Altresì in altri momenti del colloquio (fase della restituzione delle informazioni) metterà in atto altre strategie mirate soprattutto a stabilire un'adeguata compliance e relazione terapeutica empatica con il paziente.

D. Quali evoluzioni ha subito il modello incentrato sul paziente?
R. Il modello centrato sul paziente ha subìto nel corso degli anni evoluzioni: i medici che lo abbracciano hanno tentato di costruire e mettere in pratica i colloqui clinici focalizzando sempre più l’attenzione sul paziente piuttosto che sulla malattia.Quindi si può affermare che gradualmente ci si stia avvicinando maggiormente ad un nuova cultura della "cura" della persona, che sta divenendo il centro focale del suo stesso problema.

D. Il modello centrato sul paziente può sostituire il primo incentrato
sulla malattia?
R. L'ipotesi non prevede la sostituzione di un modello bensì l'integrazione di due modelli ugualmente indispensabili nella cura e nel trattamento di una persona portatrice di una malattia e di una annessa sofferenza psichica.

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La manipolazione affettiva nella coppia alla Libreria Feltrinelli di Pescara

manAppuntamento di grande interesse Venerdì 8 Maggio 2015 dalle ore 18:00 alla Libreria Feltrinelli di PESCARA con La manipolazione affettiva nella coppia. Riconoscere e affrontare il cattivo partner - Edizioni Psiconline, di Pascale Chapaux-Morelli e Pascal Couderc.
Con l'autrice, Pascale Chapaux-Morelli, dialoga Lilli Mandara, giornalista.


locandina presentazione La manipolazione affettiva PescaraManipolare l’altro significa sfruttarlo per il proprio vantaggio. La manipolazione ordinaria, i piccoli trucchi, fanno parte della vita quotidiana di ogni coppia; il perverso narcisista, invece, seduce per meglio colpire dopo. Dà l’impressione di farsi in quattro per la sua compagna ma, in realtà il suo scopo è quello di distruggere, e possiede l’arte di rovesciare ogni situazione presentandosi come vittima.
Grazie ad una manipolazione costante ed insidiosa, egli modella, a forza di critiche, la personalità stessa dell’altro, che perde la sua autostima e la sua volontà, sfociando nella depressione, ormai dipendente, incapace di andare avanti…
Questa violenza psicologica è distruttiva quanto la violenza fisica.
Attingendo a molti casi concreti Pascale Chapaux-Morelli e Pascal Couderc aiutano ad individuare questo tipo di profilo e ad uscire dalla dipendenza, per potersi ricostruire.

"Quello che i due autori offrono all’attenzione del lettore potremmo definirlo una specie di vademecum attento e preciso, equilibrato, ma senza sconti e non scontato. Un vademecum che cerca di condurre a un’eventuale presa di coscienza. Un vademecum che divulga, per mezzo della scrittura, la necessità di restare vigili e attenti nel rischioso ambito della relazione di coppia: una messa in allarme che può risultare difficile da comunicare al di fuori di un percorso analitico..." (dalla Prefazione di Dacia Maraini)


Pascale Chapaux-Morelli è presidente della A.A.V.V.P., un’associazione di aiuto alle vittime di violenza psicologica con sede principale in Francia.
Pascal Couderc
è psicoanalista, psicologo clinico e specialista delle dipendenze patologiche.


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Sogno o son desto? di Gabriella Giordanella Perilli all'International Conference Training in Music Therapy in Europe

LOCANDINA CONSERVATORIOIl 24 aprile 2015 alle ore 19.00, la Dott.ssa Gabriella Giordanella Perilli, ha presentato presso il Conservatorio Luisa D'Annunzio di Pescara i suoi libri Sogno o son desto? Guida per viaggi nella Galassia dell’Immaginario oltre l’Universo percepito e La verità sospesa. Tra mente e cuore, tra fantasia e realtà durante l’International Conference Training in Music Therapy in Europe tenutosi nei giorni 24 – 26 Aprile.




GIORDANELLA1
La mattina dello stesso giorno alle ore 11,30 la Dott.ssa Giordanella Perilli ha presentato con il Dott. Cicinelli il metodo IEM all'interno del convegno.
Il Convegno Internazionale organizzato dal Conservatorio di Musica “L. D’Annunzio” di Pescara si è tenuto presso l’Auditorium del Conservatorio venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 Aprile 2015 e ha avuto come titolo “La formazione in Musicoterapia in Europa nelle istituzioni di Alta Formazione Accademica: Università e Conservatori di Musica”.

Sogno o son desto? nasce per offrire una prospettiva su aspetti inusuali di processi di conoscenza dell’individuo, con particolare attenzione all’immaginario, alla metafora, alle emozioni. Tali aspetti contribuiscono, talvolta associati alla musica, a farci contattare e, quindi, evocare contenuti di memorie analogiche, sensoriali ed emozionali, conservate
a livello non consapevole.
Il libro vuole essere  una guida per andare oltre la conoscenza consapevole e scoprire, mediante l’immaginario, le potenzialità di innumerevoli nostre “galassie” ancora sconosciute, indirizzare il “viaggiatore” oltre l’orizzonte spazio-tempo dell’Universo di conoscenza di noi stessi.

GIORDANELLA3La verità sospesa è un complesso romanzo  dove il protagonista affronta un’avventura difficile ma affascinante, per combattere i mostri nascosti negli oscuri meandri della psiche e lì trovare i tesori con i quali arricchire la propria esistenza. È un cammino doloroso, non lineare, né scandito da un tempo oggettivo, ma legato alla personale interiorità del viaggiatore.

La presentazione si è svolta con una conversazione vivace e cordiale per l’interesse e la curiosità delle domande fatte dai partecipanti, ed è durata circa un'ora e mezzo. Gli intervenuti hanno espresso calorosamente il loro apprezzamento e soddisfazione per le ampie informazioni ricevute. Il M.o Silvio Feliciani, organizzatore del convegno, ha definito l’incontro un seminario sull’argomento dell’immaginario più che una semplice presentazione. L’evento è stato introdotto musicalmente dal Dott. Ellery La Torre, psicoterapeuta e musicista, esperto nei metodi immaginativi.

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Parliamo di Scuola e Formazione dei giovani con Elia Rubino autore de "I toni dell'azzurro"

Cop Toni azzurroIntervistiamo Elia Rubino poche settimane dopo la pubblicazione in formato Ebook del suo libro "I toni dell'azzurro. Scuola e formazione personale dei giovani".
I toni dell’azzurro è un’autocritica serrata alla scuola, alla sua educazione, ma anche all’essere ed al divenire umani.


È un invito all’autoriflessione, sia per chi opera come insegnante, ma anche per gli studenti, affinché sappiano prendere dalla scuola tutto il nutrimento intellettivo utile a costruire il loro futuro.
Elia Rubino non solo affronta un tema così delicato, ma lo fa con uno stile diretto e leggero, che rende la lettura fluida, come lo è un pensiero quando si articola nella nostra mente, impreziosito da spunti di una cultura che egli trasforma in messaggi e linee guida per la vita presente e futura.

Ringraziamo Elia Rubino per averci consentito di pubblicare questa interessante intervista che consideriamo un utile contributo ricco di spunti di riflessione.

D. “I toni dell’azzurro” e la formazione dei giovani: come si accostano questi due mondi così lontani?
R. Nelle pedagogie delle "scuole nuove" ( e siamo nel '900) l'istituzione scuola, grigia e noiosa, cede il posto a Summerhill, la casa dei bambini e a tante altre architetture dell'educazione in cui al centro c'è la persona umana nelle sue relazioni, nella voglia di scoperta,  di curiosità e di autocostruzione del sé. Insomma una scuola dove non ci sia solo un colore ma tante tonalità da  ricercare e vivere insieme.

D. Da dove nasce l’idea di parlare della scuola, in modo tanto “rivoluzionario”?
R. Rivoluzionario? Non direi. Realistico. La scuola italiana, come tutto il sistema, è profondamente malata: soffre di una letargite acuta che non pone nulla al passo con i tempi. È come se io pretendessi di costruire la "Cinquecento" ( facciamo un po' di pubblicità al Made in Italy) con le stesse tecnologie di cento anni fa. Il risultato sarebbe desueto ed antiquato e, soprattutto invendibile: come del resto è la scuola italiana, classificata sempre agli ultimi posti nella classifica annuale OCSE.

D. Perché ha scelto questo stile “amichevole” ed umoristico per trattare argomenti complessi? Non ha paura di non essere preso sul serio?
R."Un direttore di teatro si presenta tutto trafelato sulla scena per avvertire il pubblico che è scoppiato un incendio. Gli spettatori, però, credono che la sua comparsa faccia parte della farsa che si stanno godendo: e così quanto più quello urla, tanto più forte si leva il loro applauso". L'aforisma kierkeegardiano  ben risponde alla sua sottile domanda. A volte la vita non va presa sul serio, va giocata, come diceva Baden Powell, fino in fondo, oppure, se preferisce, va testimoniata con serenità, secondo l'eredità che ci ha lasciato Socrate. Del resto c'è un'intera classe politica in giacca e cravatta che ogni giorno ci prende in giro in politichese tra leggi e dibattiti, tutti seri! Io ho trascorso 26 anni nella scuola italiana e ne ho viste di tutti i colori ( a proposito dell'azzurro); ho vissuto esperienze  stupende e pioneristiche a livello umano e didattico, sempre con il sorriso sulle labbra,  al fianco di presidi e colleghi  amabili e preparati. In questi ultimi anni, al contrario, ho sperimentato il fallimento e la solitudine e, realmente, mi sono sentito una Cassandra, anche se, purtroppo, i fatti confermano la deriva di questo nostro contesto sociale.


D.Lei ci parla della sua esperienza diretta: non sarebbe stato il caso di integrare con altre osservazioni o, comunque, di indagare anche in altri contesti e con altri colleghi?
R. Il mio non è un "trattato pedagogico", quanto una denuncia, seppur con toni leggeri, di un malessere che certamente non è solo mio ma anche di studenti, colleghi ( quelli "allegri" come me) e genitori.  Quando  vedo i ragazzi sofferenti e distratti  mi sento realmente male e non capisco perché una realtà così evidente: una scuola noiosa ed inadeguata ai tempi, sfugga a tutti. Vedo "colleghi" spiegare e spiegare per ore, dettare  appunti, compiacersi delle proprie lezioni  frontali,  compunti nella "valutazione fiscale", mentre gli studenti continuano a dormire sui banchi. Certo non tutte le scuole sono uguali, ma le statistiche si fanno con i grandi numeri e di certo la scuola italiana  sta soffrendo. Insomma "i toni dell'azzurro " è un modo ironico  per confermare quello che trovai scritto sul diario di uno studente: "la scuola e come una P...: tutti ci vanno ma nessuno la ama!"


D. Vorrebbe spiegarci meglio quale potrebbe essere un approccio proficuo all’apprendimento da parte della scuola, sia per quel che riguarda gli insegnanti, che gli studenti?
R. Alcuni (pochi in verità) professori che hanno letto la mia riflessioni mi hanno chiesto: perché non espliciti in modo scientifico il "tuo" modello educativo? Potrebbe essere un'idea, ma anocor più sarebbe meglio sperimentare, da parte di una equipe, quello che dico. Eppure nihil sub sole novi: Basta "sincretizzare"  i modelli scientifici delle attuali tecniche dell'educazione e il gioco è fatto. Ancor più semplicemente, basterebbe "osservare" i modelli nord europei per  trovare adeguate soluzioni. Del resto l'Italia non è in Europa? e cosa abbiamo tratto da  questo essere Europa? A me sembra nulla: ci sono modelli funzionali nel campo educativo, giuridico, economico, sanitario, ma noi facciamo finta di niente e continuiamo ad andare... indietro. Del resto i contenuti della scuola italiana sono quelli dei primi del Novecento... e la metodologia? quella si ferma alla seconda metà dell'Ottocento, al così detto frontalismo: SPIEGARE-INTERROGARE-ANDARE AVANTI COL PROGRAMMA.... Tutto il resto è....noia. Certo è, lo ripeto, che non tutte le scuole sono così: ci sono avanguardie pedagogiche in italia (dalle scuole Montessori a quelle di Malaguzzi) che realmente danno il senso di approcci pedagogici centrati sulla persona. E lo Stato italiano perché non recepisce? Semplice: ad una classe politica del genere può corrispondere solo un "popolo anestetizzato", incapace di reagire come  comunità ad un sistema  di sfruttamento sociale. Siamo in uno stato di "sonno intellettuale" e nessun movimento culturale  riesce a rispondere  ai soprusi  a cui siamo sottoposti ogni giorno. Tasse, ingiustizie,  malasanità, ecomafia... mali sociali che ci avvolgono ma non riescono a svegliarci. del resto "panem et circenses" è garantito per tutti e così: "sta bene Rocco, sta bene tutta la Rocca!"

D. Dallo scritto si evince una forte critica rivolta, per lo più, al corpo docente o, se vogliamo, organizzativo, dell’istruzione scolastica. Cosa si sente di dire, invece, sul comportamento degli alunni? Non crede che si stia parlando di uno scambio formativo e, come tale, che anche il corpo studentesco abbia la sua parte?
R. Quando una squadra di calcio non fa goal chi è il primo a saltare? L'allenatore! Partendo dal fatto che io non critico nessuno, cerco solo di chiedermi come mai non ci sia una reazione reale da parte dei professori: mal selezionati, mal pagati, mal considerati, continuano a piangersi addosso o a paventare  agitazioni che non vanno ad intaccare nessun interesse reale. Una volta mi venne da dire: organizziamo uno sciopero della fame e accampiamoci sulle principali arterie della città... Sorrisi di tutti e... punto e a capo. Mi chiedo: come sono selezionati i professori  in altre zone d'Europa? Come sono pagati? Qual è il loro peso sociale? Se devo andare a  prestare servizio nell'esercito la prima selezione è quella psico-attitudinale. Nei "concorsi  a cattedra" che tipo di selezione abbiamo? (io ho avuto la s-fortuna di  essere nominato commissario per i  due scorsi concorsi a cattedra). Ebbene non c'è traccia di una possibile selezione per attitudine alla formazione dei giovani: capacità comunicativa, attitudine all'ascolto delle problematiche, capacità di coinvolgimento... Per non parlare della selezione dei "dirigenti scolastici". In un'azienda privata, ne sono convinto, i cosiddetti  dirigenti non passerebbero nemmeno la prova attitudinale. Insomma lo Stato italiano scimmiotta il modello manageriale in ambito scolastico ma non ne adotta il cuore:  la selezione  attitudinale. Le sorelle Agazzi avvisavano le aspiranti maestre: l'insegnamento è una vocazione, non un mestiere!
In questo bailamme gli studenti chi sono? Paragoniamoli a calciatori, ognuno con una innegabile potenzialità, spesso nascosta e addormentata in un angolo remoto del cervello. Senza voler scomodare il buon Froebel, gli alunni sono  come seme, ognuno sboccerà, grazie alla guida  del giardiniere... MA il giardiniere sa che non potranno essere tutte rose, ogni  seme nasconde un fiore diverso! Ultimo esempio. Se lei  decide di andare in palestra con l'obiettivo di dimagrire e  sborsa fior di euro, pretende dal "personal trainer" di ottenere un risultato? Certo che sì... eh, mi si potrebbe obiettare, ma i ragazzi non sono motivati, sono distratti, assenti... Chiaro, ma anche nel caso della persona che va in palestra può accadere lo tesso e, di conseguenza il trainer, con specifiche tecniche "motiva" supporta e stimola , arrivando ad ottenere  risultati scientificamente provati. Qua non si tratta di addossare colpe, si tratta, al contrario, di ammettere che  le tecnologie educative esistono, ma non sono  né studiate né tantomeno applicate.

D. Crede che un cambiamento come quello da lei augurato sia possibile al giorno d’oggi?
R.
Ottimismo pedagogico il mio? Non saprei. A me sembra che abbiamo la necessità di cambiare, e non solo nel contesto scolastico. Un eco sistema completamente devastato,  mancanza di valori, disequilibri economici: questo è il mondo che stiamo consegnando ai  giovani. Per chi crede nei cicli cosmici, il Kalpa induista, la soluzione è semplice... Ci sarà un periodo di distruzione e poi di ri-creazione. Senza essere così catastrofici ci sembra necessario, e tutti lo stanno predicando, un cambiamento radicale e tutto questo può essere suscitato solo da un  sistema educativo nuovo: la polis è possibile se fin da piccoli si è educati  a vivere in una polis. Se pensiamo alla politica sull'immigrazione italiana ci rendiamo conto del paradosso messo in atto: accogliamo (come è giusto che sia), ma in maniera approssimata ed indiscriminata e poi? Non seguiamo  gli immigrati, non garantiamo loro nulla, non li educhiamo e... sforniamo nuovi fenomeni di delinquenza e di devianza. Non sarebbe meno dispendioso  educarli ad una vita  comune, garantendo loro i diritti fondamentali, come  fa il resto dell'Europa. Ma si sa, l'Italia è il paese di Pulcinella....

D.Cosa si aspetterebbe da questa scuola nuova? Quali miglioramenti? 
R. Di "scuole nuove"  se ne parla da un secolo in tutto il mondo... Solo che in altre zone del mondo queste strategie educative sono state messe in atto e in Italia no. L'elefantiasi  della burocrazia, gli interessi delle classi dominanti rallentano ed ostacolano la formazione di "nuovi" docenti e  "nuovi" dirigenti, per non parlare di strutture fatiscenti ed attrezzature obsolete. Eppure le stanze del Quirinale e del parlamento pullulano di  Mac utilizzati anche per prenotare  le serate hard dei politici!  Il popolo italiano, creativo, geniale, pieno di arte, cultura e tradizione  spesso è costretto ad emigrare. Il male del CLIENTELISMO, del NEPOTISMO e in alcuni casi del CLERICALISMO si è insinuato in tutti i centri di potere. Una scuola nuova dona coscienza e consapevolezza, offre strumenti critici e di sana e pacifica rivoluzione culturale. Stiamo vivendo un paradosso: un governo non votato dal popolo ha votato un presidente:  ecco il crollo subdolo della democrazia. Un'Italia che  è culla della cultura occidentale potrebbe vivere di arte cultura e turismo, invece, soprattutto al Sud, è stata  avvelenata da aziende ed industrie che nel dopo guerra  hanno promesso benessere e invece hanno portato morte  attraverso tumori assurdi. E ora? Sono partite verso nuovi  "lidi" da inquinare,  dove  la manodopera costa meno e le tasse sono appetibili. Dura legge del Mercato? No! Squallida macchinazione dei ricchi.  Una coscienza  nuova, pulita,  dinamica, acquisita grazie ad una scuola  critica,  che sveglia e non addormenta è alla base di un possibile cambiamento della nostra società.

D. A chi dedica il suo lavoro?
R. Chiaramente ai giovani, a quelli che a scuola vanno male, perché spesso nella vita troveranno riscatto e giustizia. Ai giovani che si sentono insoddisfatti ed inquieti nell'ascoltare passivamente per ore: eppure proprio loro hanno una grande responsabilità nel cercare di contrastare un sistema  letargico ed invernale. I ragazzi di don Milani andavano  a scuola con allegria e non esisteva né ricreazione né pausa, perché tutto era una scoperta costante, contro i frontalismi  assurdi a cui erano costretti a sottostare.

D.Cosa raccomanderebbe a chi volesse trarre uno spunto concreto dal suo scritto?
R. Sapere aude... o ancora, più recente: stay hungry, stay foolish! C'è una sottile follia nell'esistenza, di cui Erasmo tesseva l'elogio. Abbiamo dimenticato che la nostra permanenza su questa terra è brevissima e, spesso la  sciupiamo. Se la vita è un dono è un nostro diritto viverla pienamente: carpe diem, "l'attimo fuggente", celebrato film su una scuola attiva è passato di generazione in generazione senza lasciare tanta traccia. Gli anni della gioventù, senza retorica, sono quelli più vitali: il GH è alle stelle, eppure lo lasciamo dormire tra le pieghe dei nostri neuroni. Qui non si tratta di cambiare la scuola, ma di trasformare la società sclerotica fondata sul "religio", sull'essere incatenati. Da più di duemila anni il "mito della caverna" continua ad ammonire i giovani sulla possibilità di liberarsi dai vincoli degli "idola" che ci attanagliano. Nel visionario "Matrix" si intrecciano mondi e domini virtuali, mentre l'uomo continua a soffrire e... sperare. Dobbiamo avere il coraggio di  cambiare il mondo, senza la pretesa di voler essere salvatori della terra ma cercando di operare piccoli passi di "metanoia"  in noi stessi prima che negli altri. Viviamo in una grande truffa, ma  la cosa peggiore è che  pensiamo di truffare gli altri mentre stiamo truffando noi stessi.

D. Ha considerazioni o commenti da aggiungere?
R. Vorrei ringraziarla per avermi dato uno spazio di riflessione. I new media sono importantissimi nella formazione dei giovani ma si devono utilizzare con tecniche appropriate.  Nelle scuole europee ed in alcuni istituti italiani  si vedono i risultati  e la velocizzazione dei processi di apprendimento... Tutto si trasforma e in pochi anni  i sistemi di apprendimento tradizionale saranno soppiantate da tecnologie educative completamente diverse. Sarà allora che ci si renderà conto del ritardo epocale che ha coinvolto docenti e dirigenti  per colpa di un sistema politico elefantiaco.  Il problema sarà non nell'utilizzo del mezzo ma  nell'ossatura valoriale che saremo riusciti a trasmettere alle nuove generazioni. Se mi si offre la possibilità potrei raccogliere in una antologia  voci della pedagogia di tutti i tempi che offrono spunti di riflessione scientifica su una scuola  diversa, nuova, attiva, adatta ai nostri tempi... Ma non dipende certo da me...


Intervista a cura della Dott.ssa Alice Fusella

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"Intervento psicologico per la scuola e metodi narrativi" di Annamaria Improta: presentazione a Portici

LOCANDINA INTERVENTO PSICOLOGICOGiovedì 30 aprile 2015 alle ore 18,00 Annamaria Improta presenta "Intervento psicologico per la scuola e metodi narrativi. Strategie per la costruzione dell’intervento" con il Patrocinio del Comune di Portici presso Villa Savonarola, C.so Garibaldi 200 – Portici.




Il libro nasce con l’intento di suggerire vie e modalità per la risoluzione dei conflitti. L’autrice propone metodi operativi concreti, basati sulla conoscenza di sé per arrivare alla conoscenza e all’accettazione della diversità dell’altro.
Il lavoro affonda le radici su una salda impostazione teorica - richiamata peraltro  nel testo - che parte dallo studio dell’attuale organizzazione scolastica per comprenderne il mandato sociale nella società complessa e giungere alla definizione di qualità e caratteristiche dell’intervento psicologico più utile nei contesti scolastici.
Il lavoro, naturalmente, non prescinde da una precisa e ampia analisi della domanda dei committenti (alunni, genitori, insegnanti, operatori sociali e chiunque abbia bisogno di un supporto di questo tipo).
copertina_intervento-psicologico-scuolaxsitoNel libro l’utilizzo dei metodi narrativi in un’ottica costruttivistica dell’intervento viene collegato alla più generale teoria dell’intervento psicologico nei sistemi complessi. In questa prospettiva, l’intervento e l’operato dello specialista viene costruito in un’ottica di sviluppo del cliente, non attraverso l’adesione alla sua richiesta di intervento, ma attraverso la decodifica delle dinamiche emozionali che sono ‘dietro’, alla base della sua richiesta. Gli alunni divengono così parte del processo di cambiamento e non solo “oggetto” dell’intervento e lo psicologo coniuga la teoria (attraverso la lettura di tali dinamiche secondo un saldo modello teorico) alla prassi, operando compiutamente anche attraverso il metodo ‘autobiografico’.

Annamaria Improta (4)Annamaria Improta Psicologa Clinica di Comunità, Pedagogista, Spec. Psicoterapia e Insegnante. Specialista dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento e del Comportamento Alimentare e del Peso. Si occupa del disagio psicosociale e relazionale, dell’handicap, dei disturbi del comportamento alimentare. Docente a contratto presso l’Università degli Studi di Salerno di tre laboratori nei Corsi di Specializzazione per Insegnanti di Sostegno. Svolge attività come docente di sostegno e psicopedagogista presso una Scuola Secondaria di Primo grado, dove è coordinatore didattico delle attività di inclusione delle diversità.

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Dalla malattia al paziente di Roberta De Bellis. Un nuovo modello di comunicazione medico-paziente

cop dalla malattia al pazienteDalla malattia al paziente. Modelli di comunicazione nella relazione terapeutica è un interessante  volume di Roberta De Bellis nella collana Ricerche e Contributi in Psicologia - Edizioni Psiconline, che propone un cambiamento della comunicazione medico-paziente cioè una “medicina centrata sul paziente”, una prospettiva in cui il malato è al centro dell’attenzione ed è protagonista.


Attualmente il modello più diffuso sostiene che la medicina si debba occupare della malattia (desease centered), intesa come alterazione dalla norma di variabili biologiche, somatiche misurabili. Al medico compete definire la presenza di una patologia nei malati, tramite una diagnosi e di intervenire con un piano terapeutico dimostrato scientificamente. Il punto di vista del paziente sulla sua malattia e la sua condizione di sentirsi malato non sono tenuti in considerazione e addirittura in molti casi ritenuti ostacoli nel processo diagnostico. Il medico, infatti, più che un alleato, è spesso percepito come un esperto che parla un linguaggio poco comprensibile e che combatte la malattia con le armi che la tecnologia gli ha consegnato.

 

La “medicina centrata sul paziente”, implica invece una prospettiva in cui il malato è al centro dell’attenzione ed è protagonista. Il modello patient centered non si limita
solamente ad un cambiamento a livello teorico ma propone obiettivi specifici per il medico, e individua gli strumenti pratici e i percorsi adeguati per acquisire tali strumenti.
In questo modello acquisiscono pari importanza e rilevanza sia la patologia del malato in senso biologico, sia il suo vissuto di malattia.
Una visita medica fondata su un metodo patient centered vede il malato coinvolto attivamente, con le sue paure, preoccupazioni bisogni, articolati nella relazione con il medico che dovrà comprendere in toto il suo paziente.
La partecipazione attiva del paziente non sostituisce le competenze del medico ma al contrario le arricchisce al fine di conoscere il vissuto del malato.
Nel presente lavoro si è puntata quindi l’attenzione all’aspetto comunicativo della relazione tra medico e paziente, quale strumento fondamentale nel processo di cura; saper comunicare fa parte del bagaglio culturale del medico, a tutti i livelli e rappresenta un caposaldo fondamentale per l’instaurarsi di una relazione empatica, di una buona compliance da parte del paziente nel percorso di diagnosi e di cura.
Questo libro, offre una visione chiara dei due approcci e si focalizza attraverso esempi pratici, frutto di ricerca avvenuta sul campo, sugli alcuni dettagli della comunicazione tra medico e paziente che possono incidere positivamente sul processo di accettazione, comprensione e vissuto della condizione di malattia.

 

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La città bianca alla Feltrinelli di Pescara. Intervista all'autrice

LA CITTA BIANCA PESCARAVenerdì 17 aprile presso la Libreria Feltrinelli di Pescara si è svolta la presentazione del libro La città bianca di Francesca Romana Orlando.
È intervenuta l'autrice che per circa un'ora è riuscita a coinvolgere il pubblico presente che si è mostrato attento e partecipe. Non è stata una presentazione come quelle a cui siamo abituati, perché si è discusso del romanzo ma molto di più del tema che ha ispirato la storia.


PRESENTAZIONE1L'autrice infatti per potersi rivolgere ad un pubblico ampio ha scelto di scrivere un romanzo, nello specifico un romanzo di avventura, un thriller, perché il suo movente primario era quello di divulgare e quindi far arrivare ad un pubblico vasto argomenti piuttosto complessi, cioè i rischi per la salute derivanti dall'esposizione ai campi elettromagnetici e i conflitti di interessi tra chi è chiamato a giudicare la pericolosità di tale esposizione e le multinazionali del settore delle telecomunicazioni che spesso finanziano e condizionano gli studi.
Si è parlato del delicato equilibrio tra realtà e finzione, della distinzione tra realtà e finzione. La realtà è che ci sono rischi legati all'utilizzo giornaliero del cellulare che però viene recepito come uno strumento utile anzi indispensabile, uno strumento che ci rende particolarmente efficienti, ancor più pericolosa inoltre è l'esposizione "inevitabile" alle antenne.
LA CITTA BIANCA PESCARALa realtà è anche che esiste un meccanismo "malato" che porta a far sì che scienziati legati all'industria arrivino a influenzare le decisioni di organizzazioni sovranazionali come l'OMS, e di conseguenza l'opinione pubblica. Sono queste le caratteristiche, le realtà che hanno portato al concepimento del libro dove l'autrice immagina che una ricercatrice dell'Istituto Superiore di Sanità, venga incaricata dal Tribunale di Roma ad esprimersi sulle conseguenze dell'esposizione alle antenne di cittadini residenti in una zona di Roma, che sono interessati da varie e spesso gravi patologie. Riuscirà a condurre al sua ricerca in modo indipendente anche rischiando l'isolamento nel mondo scientifico o si piegherà ai condizionamenti dell'industria e del suo stesso Istituto?


LA CITTA BIANCA PESCARAPer riuscire a conoscere ancora meglio La città bianca abbiamo intervistato Francesca Romana Orlando, al termine della interessantissima presentazione che si è svolta con l'ausilio di slide e che si è concentrata sull'esposizione di studi passati e in corso sulla materia e sugli ostacoli posti alla ricerca indipendente dall'industria delle telecomunicazioni. Successivamente anche all'acceso dibattito che ne è seguito.


logo edizioni miniQuando ha ideato questo thriller e cosa l'ha ispirata?


LOGOHo iniziato a lavorare a questo thriller nei primi mesi del 2011 quando ho letto la monografia della Commissione Internazionale per la Sicurezza dei Campi Elettromagnetici sui cosiddetti "effetti non termici" dei campi elettromagnetici e mi sono resa conto che il cittadino comune non sa di essere circondato 24 ore su 24 da un inquinamento invisibile, impercettibile ma estremamente dannoso, dovuto all'uso dei dispositivi a radiofrequenza, come il cellulare.
Quello che mi interessava di più era proprio l’aspetto dell'esposizione passiva alle antenne che siamo tutti costretti a subire in strada, ma soprattutto coloro che vi abitano vicino. Conosco personalmente, infatti, diverse realtà in cui si osserva un aumento preoccupante di patologie in coloro che vivono nei palazzi intorno a queste installazioni e ci sono forti sospetti che l'attuale legge che limita i campi elettromagnetici non sia sufficiente a tutelare la salute della popolazione.
Già nel 2009 il Tribunale della Corte d'Appello di Brescia ha riconosciuto il nesso causale tra l'uso del cellulare e l'insorgenza di tumore cerebrale e mi sono chiesta se fosse possibile dimostrare in un aula di tribunale anche il nesso causale tra le antenne e le patologie osservate in chi vi abita vicino.
Ho immaginato il travaglio che si troverebbe a vivere una biologa dell'Istituto Superiore di Sanità chiamata dal giudice a decidere in merito a questa situazione e ne ho concluso che sarebbe divisa tra la spinta della coscienza di chi ragiona in modo autonomo e il dovere di appartenenza alla propria istituzione, l'ISS appunto che ha un posizione rassicurante in merito agli attuali limiti di legge.


logo edizioni miniQuando ha incominciato ad interessarsi a questo argomento (rischi per la salute derivanti dall'esposizione ai campi elettromagnetici)?


LOGOAlla fine degli anni '90, quando stava esplodendo Internet nel nostro Paese, lavoravo per diverse riviste che trattavano dello sviluppo della Rete e mi sono trovata spesso a descrivere le potenzialità del Wi-Fi e dei cellulari, ma con qualche perplessità. Avevo l'impressione, infatti, che si stessero promuovendo delle tecnologie che emettevano- radiofrequenza con eccessiva leggerezza.
A quindici anni di distanza, nonostante ogni giorno aumentino le evidenze scientifiche dei rischi per la salute legati all'esposizione a campi elettromagnetici, la nostra società sta adottando delle scelte "folli" come lo sviluppo delle reti Wi-Fi nelle scuole o la diffusione di nuove reti per la telefonia mobile che comportano un'esposizione pressoché pervasiva di radiofrequenza e microonde.
La consapevolezza di quanto siano gravi i rischi per la nostra salute, ma anche per la flora e la fauna in natura, mi ha spinto ad approfondire questo tema e a divulgarlo. Ho ritenuto che il romanzo fosse il modo migliore per descrivere tutti gli attori che sono coinvolti nel problema: dai ricercatori, all'industria, agli esperti di pubbliche relazioni e ai mass media.


logo edizioni miniQuanto c'è di reale nel suo libro e quanto invece è frutto di fantasia?


LOGOIl libro prende spunto da fatti reali e li sviluppa attraverso una narrazione di finzione. Innanzitutto, è reale la diatriba che divide gli scienziati riguardo gli effetti biologici dei campi elettromagnetici: alcuni ritengono che ci si debba preoccupare solo degli effetti termici, ovvero del riscaldamento prodotto dalle radiazioni; altri credono invece che ci sono effetti biologici anche per esposizioni bassissime che non possono causare alcun riscaldamento. Curiosamente a sostenere quest'ultima tesi sono soprattutto scienziati indipendenti che non hanno legami con l'industria delle telecomunicazioni.
Il romanzo trae ispirazione da questa realtà per descrivere la crisi personale di una scienziata di un'importante istituzione governativa, l'Istituto Superiore di Sanità, che deve decidere con quale gruppo schierarsi, avendo la consapevolezza che la propria scelta rischia di metterla in una condizione di isolamento rispetto alla propria classe di appartenenza.
Un altro fatto reale è la classificazione della radiofrequenza come possibile cancerogeno per l'Uomo nel maggio 2011 da parte dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro. Avevo iniziato a scrivere "La città bianca" diversi mesi prima di questo evento, immaginando che un'eventuale ammissione del rischio per la salute umana avrebbe causato una reazione delle pubbliche relazioni promosse dall'industria. Così è stato: anche sulla stampa italiana si sono letti articoli di giornale piuttosto curiosi che adottavano tecniche di comunicazione molto precise per sminuire l'importanza della notizia. Ecco perché il romanzo sottolinea la silenziosa alleanza tra industria delle telecomunicazioni e industria dei media e delle pubbliche relazioni - per cui il mondo dei cellulari è una fonte di reddito sostanziale.


logo edizioni miniSi ha l'impressione che si parli meno e ci preoccupi meno dei rischi derivanti dall'esposizione dei campi elettromagnetici rispetto ad esempio ad agenti chimici ecc.

LOGOÈ solo un problema di tempo. Di inquinamento chimico si parla almeno dalla fine degli anni '70 e, ciononostante, la nostra capacità come società di contenere i danni e di prevenirli è appena agli albori. Il fatto che se ne parli, tra l'altro, non significa che siamo in grado di gestire questi problemi. Anzi.
Nel caso dei campi elettromagnetici l'opinione pubblica è completamente disinformata perché le tecnologie a radiofrequenza si sviluppano commercialmente senza che vi siano sufficienti ricerche che ne provino l'innocuità. Praticamente vengono immessi sul mercato dispositivi wireless lasciando che siano gli utenti a fare da cavie inconsapevoli.
L'aspetto più drammatico è che le fonti di esposizione a radiofrequenza stanno diventando talmente ubiquitarie (nelle scuole, negli uffici, a casa, nei bar, nelle biblioteche, nelle piazze, nelle case con i rilevatori a distanza dei consumi di gas, luce, riscaldamento, ecc.) che da qui a pochi anni sarà impossibile trovare persone non esposte a radiofrequenza e questo comporterà una notevole limitazione per gli studi epidemiologici che, per funzionare, devono confrontare gruppi di popolazione esposta e non esposta.
Esattamente come è avvenuto per l'amianto o per altri inquinanti, è la popolazione a sperimentare sulla propria pelle gli effetti nocivi dell'esposizione e la politica assume con troppo ritardo le evidenze che derivano dal mondo scientifico, anche a causa di scienziati corrotti che producono ricerche apposta per minimizzare le prove del rischio.


logo edizioni miniLei si sente vicina ad un personaggio descritto nel suo libro per le vicende vissute o per alcune caratteristiche?

LOGOCredo che ogni scrittore metta nei propri personaggi una parte di sé e della propria esperienza. Con il personaggio principale, Cassandra, condivido lo spirito di indipendenza che si esprime non solo nel modo critico di affrontare la conoscenza, cercando sempre di comprendere il contesto e le fonti delle informazioni, ma anche nell'affettività e nelle relazioni, con il rifiuto di modelli stereotipati in favore di una ricerca più profonda di contatto e di relazione con gli altri.
Ho voluto tratteggiare il personaggio di Cassandra come un'eroina che si trova di fronte ad una scelta da cui dipende non solo la propria carriera, ma anche la propria identità. Moltissime volte non ci si rende conto che si prendono decisioni per rispondere al proprio gruppo di appartenenza, come la propria famiglia o i propri colleghi. È raro che ci si prenda l'onere di ragionare in modo autonomo e di pagare le conseguenze di un eventuale isolamento relazionale in onore di un valore più alto, come la verità e la libertà.
Cassandra, inoltre, è anche il nome di una figura della mitologia greca. Era sacerdotessa nel tempio di Apollo da cui ebbe la facoltà della preveggenza. Bellissima, profetizzava sventure e non veniva ascoltata. Accade anche quando il cavallo di legno fu introdotto a Troia e lei rivelò ai suoi concittadini che al suo interno vi erano dei soldati greci. Nessuno le credette e sappiamo quale fu il destino della città. Non vorrei proprio che l'allarme lanciato dalla Cassandra del mio romanzo rimanesse allo stesso modo inascoltato.


logo edizioni miniIl suo libro è frutto della fantasia anche se gli studi che lei cita
sono reali, una vicenda come quella narrata potrebbe verificarsi anche nella realtà? Quando la ricerca scientifica "danneggia" gli interessi delle grandi multinazionali cosa accade realmente? Quali tutele ha il
cittadino comune che non ha conoscenza della realtà dei fatti?


LOGODimostrare che le multinazionali si organizzano per uccidere gli scienziati scomodi o per finanziare degli studi scientifici manipolati per ridurre la percezione del rischio ambientale è davvero molto difficile. Il lavoro dell'ex procuratore del Tribunale di Venezia Felice Casson è emblematico. Nel corso delle sue indagini sugli operai del polo petrolchimico di Marghera che si ammalavano di tumore, scoprì che le Sette Sorelle, ovvero le sette maggiori compagnie petrolifere, si erano messe d'accordo per occultare per decenni le prove dei rischi derivanti dall’esposizione occupazionale a cloruro di vinile monomero (CVM).
Sin dalla fine degli anni ’50, infatti, i dirigenti delle principali multinazionali del settore erano consapevoli che i livelli stabiliti per l’esposizione occupazione al CVM erano di gran lunga superiori a quelli che producevano significativi danni alla salute. Le multinazionali si mandavano missive “confidenziali” per avvisarsi a vicenda, senza intraprendere, però, alcuna azione per rimediare al problema. Nella finzione ho ipotizzato che potesse avvenire qualcosa del genere anche in merito alla negazione dei rischi per la salute derivanti dall'esposizione a radiofrequenza.
Credo che anche solo immaginare questa ipotesi ci aiuti tutti ad essere più vigili.
D'altra parte, dobbiamo imparare anche a riconoscere e a sostenere chi si batte affinché emerga la verità, anche pagando in prima persona, come spesso avviene. Nel caso dei campi elettromagnetici questo sostegno va dato agli scienziati della Commissione Internazionale per la Sicurezza dei Campi Elettromagnetici (ICEMS), a cui il libro è dedicato con profonda stima e ammirazione.


logo edizioni miniIl suo romanzo si conclude con una speranza e cioè che esista davvero una alternativa valida all'utilizzo dei campi elettromagnetici e cioè la comunicazione fotonica. Esiste davvero una alternativa alle onde radio?


LOGOAssolutamente sì. Le alternative alle tecnologie esistono sempre. Basti pensare all'energia atomica che fino a qualche anno fa veniva presentata come la migliore fonte energetica alternativa ai combustibili fossili. Qualche ricercatore italiano ha scoperto, invece, che si potrebbe sviluppare anche la fissione fredda, ma "chiaramente" è stato messo in condizione di non approfondire la questione.
Nel caso delle onde radio al momento ci vogliono far credere che non siano possibili altre forme di telecomunicazioni, ma le alternative ci sono.
Nel libro ho ipotizzato una telefonia mobile che si basa sulla luce, un fattore ambientale che non è nocivo per il corpo umano. L'idea sarà forse possibile in futuro ma già oggi esiste il Wi-Fi via LED che è stato sviluppato in Germania dall'Istituto Fraunhofer di Berlino. Questa luce LED viene posizionata sul soffitto di una stanza e da essa il segnale adsl viene reso disponibile ai computer nella stanza via luce.
PRESENTAZIONE6Ad oggi l'unica vera alternativa all'esposizione alla radiofrequenza è lo sviluppo delle tecnologie via cavo. Invece di finanziare le reti Wi-Fi o di agevolare lo sviluppo delle reti mobili con decreti ad hoc, i governi potrebbero finanziare la fibra ottica agevolando gli investimenti per postazioni fisse agli angoli delle strade, in ogni banco di scuola, in ogni tavolo di biblioteca, per garantire a tutti connettività ad alta efficienza e soprattutto senza rischi per la salute.

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Edizioni Psiconline a #PESCARALEGGEPERCHÉ - 23 aprile 2015

pescara1Il giorno 23 Aprile 2015 Giornata Mondiale del libro e del diritto d'autore, anche Edizioni Psiconline con i suoi libri parteciperà a  #PESCARALEGGEPERCHÉ manifestazione organizzata dal Comune di Pescara - Assessorato alla Cultura – Assessorato al Turismo, inserita nella grande manifestazione nazionale denominata #ioleggoperché, iniziativa dell'Associazione Italiana Editori istituita per promuovere la lettura.


flyer-Pescara-Legge-Perche-f#PESCARALEGGEPERCHÉ si svolgerà in Piazza della Rinascita dalle ore 10 alle ore 24, una grande iniziativa di promozione del libro e della lettura che ha l'obiettivo di stimolare chi legge poco o chi non legge.
Libri, incontri, reading, presentazioni, poesia, laboratori, performance, tutto questo propone il ricco programma di #PESCARALEGGEPERCHÉ , ininterrottamente dalle 10 alle 24.
Una buona occasione per conoscere da vicino anche le Case Editrici locali che negli stand
esporranno i loro volumi.
Edizioni Psiconline per tutta la giornata sarà presente allo STAND 2 dove, nel pomeriggio, sarà possibile anche incontrare alcuni autori che hanno dato la loro disponibilità per il FIRMACOPIE.
Per festeggiare insieme la passione per la lettura, per incuriosire i lettori e per aderire allo spirito che ha animato questo grande evento e cioè la promozione della lettura anche tra gli irriducibili non lettori Edizioni Psiconline farà omaggio a quanti acquisteranno un volume della Casa Editrice, di altri due libri a scelta tra volumi cartacei ed ebook.
Non resta che partecipare numerosissimi per apprezzare il piacere di un buon libro!

flyer-Pescara-Legge-Perche-r
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Redazione

Intervista a Bianca Brotto autrice del romanzo Dentro le scarpe

COPERTINA BROTTOBianca Brotto ci guida alla scoperta del suo bellissimo romanzo Dentro le scarpe  pubblicato nella Collana A Tu per Tu e nella intervista che segue ci invita a riflettere con queste parole di speranza: "C’è un’essenza unica in noi, un seme che racchiude lo scopo della nostra vita, proprio come il seme di una grande quercia la contiene già tutta.
Nasciamo destinati a lasciar esplodere la meraviglia che siamo... perché la vita è una grande caccia al tesoro e il mondo è la mappa ricca di indizi per raggiungere la meta; le tracce sono a volte persone, a volte fatti, a volte frasi sentite “per caso”. Solo noi possiamo decidere se seguirle".



DIGITAL CAMERABianca Brotto è una sensibile osservatrice dei comportamenti umani, instancabile ricercatrice del significato della vita e consegna ai lettori più attenti i tasti per far suonare le corde dell’anima.
Una attenta e appassionata lettrice del suo libro ha definito Dentro le scarpe  "un romanzo che va ben oltre la trama; trascina alla scoperta del significato della vita e della morte, del destino del quale ognuno è artefice e dell’importanza della “sapienza” che sa leggere i segni e può suggerire rimedi".


Incontriamo Bianca Brotto in una assolata e mite giornata di aprile. Sedute comodamente in un tranquillo locale mentre sorseggiamo un cappuccino e gustiamo uno squisito cannolo di pasta sfoglia farcito alla crema, discorriamo del suo libro.



logo edizioni miniA quando risale la tua passione per la scrittura?


logoMi è sempre piaciuto utilizzare la penna per dar voce al mio sentire profondo: nella mia famiglia le emozioni non venivano espresse, sembrava “peccato” farlo. Ecco allora che il foglio rappresentava una barriera di sicurezza per esprimermi senza inibizioni.


logo edizioni miniQuando è nata l’idea di questo libro?


logoAlcuni anni fa ho frequentato un corso estivo di scrittura creativa organizzato dalla Rivista Inchiostro; è stata una settimana intensa, si lavorava otto ore al giorno in un contesto armonico e piacevole. Nello svolgere un esercizio di gruppo è nata l’idea di questo romanzo.
Quella settimana in Toscana è stata per me rivelatrice di una passione che non avrei più potuto contenere; sono infatti tornata a casa che volavo! Hai presente quando ci si innamora? Si vede il mondo con colori brillanti, le persone diventano tutte amabili, il cuore frizza e la gioia esplode in ogni sguardo? Ecco, io ero così: ero diventata il mio sorriso.
Mi sembrava di camminare a un metro da terra, ero piena, piena di… passione!
Nella mente continuava a girarmi un racconto che avevo scritto l’ultimo giorno e che dovevo ultimare. Che tormento! Ero al lavoro e non facevo altro che pensare a come sarebbe andata a finire quella storia e, appena ho potuto, mi sono tuffata e ho lasciato che si scrivesse.


logo edizioni miniCosa intendi per: “Ho lasciato che si scrivesse”?


logoMi succede spesso: poso le mani sulla tastiera e la storia si scrive da sola come se i personaggi vivessero di vita propria. Quando metto il punto finale io stessa scopro come è andata a finire.
Anche nella stesura di questo romanzo i personaggi mi hanno spesso preso la mano obbligandomi in seguito ad aggiungere capitoli per rimediare a quel che avevano combinato. So che dal punto di vista letterario non è così che si deve agire: l’autore deve avere ben presente l’intera trama prima di cimentarsi nell’opera ma, in DENTRO LE SCARPE, l’istinto ha spesso prevalso sulla ragione.


logo edizioni miniQual è il messaggio che volevi comunicare con questo libro?


logoNel romanzo i personaggi sono accomunati dal medesimo incontro con Ruben, il proprietario del negozio di scarpe, e questo appuntamento offre a tutti la possibilità di modificare la loro esistenza. Qualcuno coglierà questa occasione, qualcun altro no.
Accadono anche a noi incontri o eventi che potrebbero cambiare la nostra storia se solo li sapessimo riconoscere e cogliere.
La vita è una grande caccia al tesoro e il mondo è la mappa ricca di indizi per raggiungere la meta; le tracce sono a volte persone, a volte fatti, a volte frasi sentite “per caso”. Solo noi possiamo decidere se seguirle.


logo edizioni miniIn cosa consiste, Bianca, questo “tesoro” che ognuno di noi potrebbe trovare?


logoC’è un capitolo a me molto caro che si intitola: “La soglia”. Il protagonista legge sulla porta di un monastero greco la frase: “Diventa ciò che sei”. Ecco, questo è il tesoro.


logo edizioni miniCosa intendi?


logoC’è un’essenza unica in noi, un seme che racchiude lo scopo della nostra vita, proprio come il seme di una grande quercia la contiene già tutta.
Nasciamo destinati a lasciar esplodere la meraviglia che siamo, ma subito ci ritroviamo immersi in un sistema che ci addestra e ci obbliga a regole, paletti, divieti che imbrigliano la nostra natura.
Siamo ancora molto piccoli quando ci insegnano che non possiamo ascoltare il nostro sentire perché, così facendo, non guadagniamo l’approvazione degli adulti. Per essere accettati dobbiamo agire come vogliono loro: stare composti nei banchi di scuola, quando la nostra natura ci porterebbe a correre, mettere le scarpe rinunIMG_0635_700ciando ai piedi nudi e così via.
Scopriamo che se ubbidiamo ci lodano e se seguiamo il nostro istinto ci sgridano e così, giorno dopo giorno, impariamo a non ascoltarci più e ad agire seguendo i metri del loro giudizio. Diventiamo meri esecutori del volere altrui e questo è il motivo per il quale se chiediamo a qualcuno: ma tu, cosa vuoi veramente? Qual è il tuo sogno? La tua passione? La risposta spesso è: non lo so.


logo edizioni miniQuindi un libro che vuole favorire la crescita personale?


logoNel romanzo i personaggi scelgono se seguire o meno le indicazioni di Ruben, con le conseguenze che inevitabilmente ne conseguono, e questa è la storia di ognuno di noi. Anche noi siamo chiamati ad osservare gli eventi, ad ascoltarci e a scegliere.
Ruben, nel negozio, fornisce agli ignari avventori semplicemente alcuni spunti. Questo vorrei comunicare: ognuno di noi può diventare un attento osservatore della vita e scoprire i tanti segnali che lo guideranno alla scoperta della propria meravigliosa essenza, senza paura dei cambiamenti.


logo edizioni miniNon è normale temere i cambiamenti?



logo
La natura ci è maestra: tutto muta, non esiste la staticità, ma un armonico divenire. Le stagioni stesse ci mostrano che dalla morte dell’inverno si passa alla rinascita della primavera, allo splendore dell’estate e al declino dell’autunno. Solo l’essere umano si ostina a temere il cambiamento e la morte, mentre la natura continua a rivelarci di non aver mai mancato una primavera.


logo edizioni miniA proposito di sogni, qual è il tuo?



logo
Vivere di scrittura e vedere DENTRO LE SCARPE diventare un film.


logo edizioni miniHai altri libri nel cassetto?


logoLa biografia “Perché io” uscirà in novembre 2015 con Edizioni Psiconline. Ho poi quasi ultimato un romanzo breve dal titolo “Amore imperfetto” e devo finire un testo sulla crisi economica.
Moltissime trame continuano ad affollarmi la mente e attendono di vedere la luce!


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Dentro le scarpe il romanzo di Bianca Brotto, il senso della vita e della morte nel destino dei protagonisti

Icop_dentro_le_scarpe-x-sitoDentro le scarpe è il libro di Bianca Brotto nella collana A Tu per Tu di Edizioni Psiconline, un romanzo intriso di realismo magico, che affronta con uno sguardo intenso, ma al contempo scanzonato, i temi fondamentali dell’esistenza, a cominciare dall’amore e dalla morte, e il modo in cui si intrecciano nella vita dell’uomo attraverso i fili imperscrutabili del destino.



Quando Ruben eredita l’attività di calzolaio sui Navigli milanesi, dopo la scomparsa del precedente Maestro Camillo, sa che quello è il suo ineludibile futuro: diventare a sua volta il Maestro e, attraverso uno specchio – antichissimo, eterno, forse – leggere il passato e il futuro dei clienti che entrano nel suo negozio, per provare a incidere sulle loro esistenze.


5G9nEwF2Yb0EGvuxYSVC4A2BRLXe-gc63hIp2GQGcbwNel corso degli anni, la piccola ma accogliente bottega accoglierà un variopinto campionario di umanità: personaggi dalle sorti spesso avverse che a volte si incroceranno e non di rado – ma non sempre – Ruben riuscirà a salvare, offrendo loro, grazie alle scene viste nello specchio, la possibilità di modificare il corso degli eventi.


Sarà nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno che Ruben conoscerà Alessandro, un bambino di cinque anni che ha il suo stesso dono; da questo momento le vite dei due Maestri si incroceranno più volte finché Alessandro, dopo molti anni perduti alla ricerca di   Vittoria, la ragazza amata e, suo malgrado, abbandonata, maturato e libero dalle ossessioni, erediterà la bottega, con i suoi strani oneri, mentre Ruben si allontanerà discreto, evanescente, come il suo Maestro prima di lui.


bianca brottoScorrendo i ventun capitoli, le storie dello scampolo di umanità di passaggio nel negozio si intrecciano così con le vite del protagonista e del suo successore in un arco temporale che va dal 1950 al 1992.


Di seguito le impressioni di alcuni lettori:


"DENTRO LE SCARPE mi ha fatto sorridere e commuovere con storie e personaggi talmente veri da rimanere in testa e accompagnarmi nella vita fuori dalle pagine. Il passato e il presente di uomini e donne con segreti, dolori che arrivano da lontano tormentando il loro presente e gioie che vorrebbero rivivere ma sembrano ormai irraggiungibili, mi hanno toccata profondamente arrivando dritti al centro, percorrendo strade che ho riaperto e che non ricordavo neppure di aver chiuso.  Ruben, il protagonista principale, crea squisite calzature con tutta la lentezza, l'accuratezza e l'amore che dovremmo dedicare a noi stessi e alla nostra vita; lui e la sua bottega artigianale fanno da catalizzatori e scaldano il cuore, fanno da riparo e rifugio e rivelano verità anche scomode agli avventori". (Daniela)


"Libro molto bello: complesso, ma ben strutturato, ricco nel linguaggio e nelle immagini. I personaggi, anche quelli minori, sono ben delineati e le loro vicende incuriosiscono ed appassionano.
“Dentro le scarpe” va ben oltre la trama; trascina alla scoperta del significato della vita e della morte, del destino del quale ognuno è artefice e dell’importanza della “sapienza” che sa leggere i segni e può suggerire rimedi. Dietro al “maestro” che “vede” nello specchio, penso sia nascosto ognuno di noi che ha la possibilità di interpretare la propria vita e quella delle persone che gli stanno accanto; se guidato da un “purezza” di sguardo che diventa saggezza può orientarsi ed orientare verso un futuro di speranza.
Complimenti all’autrice: mi ha divertito e commosso, ha reso viva davanti ai miei occhi la vita sui navigli, quella di un tempo e quella più recente, mi ha trascinato in un viaggio all’apparenza solo fantastico, ma dai contorni molto reali, che parlano, in fondo, anche di me". (Paola)


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Il Tarlo e la Quercia. Strategie di cura del pedofilo: presentazione a Siracusa

copertina_il_tarlo_e_la_quercia_v002-sitoVenerdì 17 aprile alle ore 18,30 Felicia Cataldi e Teresa Tringali presentano “Il Tarlo e la Quercia. Strategie di cura del pedofilo” con il Patrocinio del Comune di Siracusa, presso la Sala Borsellino di Palazzo Vermexio – P.zza Duomo 4 Siracusa.


Il libro nasce da un’esperienza concreta ed ha l’obiettivo, rivolgendosi a tutti e quindi non solo al lettore professionalmente interessato a questa tematica, di affrontare ed analizzare in modo innovativo, una delle più controverse e spinose problematiche che l’umanità si è trovata a fronteggiare: la pedofilia.
Il testo si cala nella profondità più celata ed oscura del pedofilo rispondendo all’interrogativo più grande che la collettività si pone di fronte a comportamenti così spregevoli, ovvero cosa possa spingere un adulto a provare interesse sessuale nei confronti di un minore.
Perché il tarlo e la quercia?
Il pedofilo rimanda all’immagine della quercia, albero dalla struttura nodosa, pesante e dura, per la corazza impenetrabile che si è costruito nel tempo. Le sue fantasie devianti sul minore, il desiderio martellante di sopraffazione, richiamano l’azione corrosiva del tarlo. Ma attraverso la terapia un nuovo tarlo si insinua: il rimorso, la vergogna, l’immedesimazione nell’altro, la coscienza.
Il libro è la descrizione di un processo di cambiamento, attraverso la riflessione retrospettiva dei suoi protagonisti. Questi, divenuti consapevoli della loro devianza e del bisogno di aiuto, si sono messi a nudo, hanno scavato nella loro interiorità, per comprendere e far comprendere i propri meccanismi mentali, a vantaggio della ricerca e della possibilità di cura.

locandina presentazione il tarlo e la quercia

Felicia Cataldi è nata a Siracusa, dove vive e lavora.
Laureata in Servizio Sociale presso l’Università degli Studi di Trieste è iscritta all’Albo Professionale degli Assistenti Sociali della Regione Sicilia. Funzionario dell’Amministrazione Penitenziaria, dal 2003 è Responsabile dell’Area educativa della Casa Circondariale di Siracusa.

Teresa Tringali è nata a Caltagirone, vive e lavora a Siracusa.
Laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, è iscritta all’Ordine degli Psicologi e degli Psicoterapeuti della
Regione Sicilia. Terapeuta E.M.D.R., libero professionista, dal 2003 Esperto presso la Casa Circondariale di Siracusa e la Casa di Reclusione di Augusta.

 

Insieme alle autrici interverranno:
Dott. Emanuele Schiavo (Assessore alle Politiche Sociali Comune di Siracusa)
Avv. Sofia Amoddio (Onorevole alla Camera dei Deputati)
Avv. Salvatore Bianca (Presidente Camera Avvocati Tributaristi di Siracusa)
Don Fortunato Di Noto (Presidente di Meter onlus a tutela dell’infanzia)
Prof. Maurizio Guarneri (Docente Istituto di Psicanalisi di Gruppo di Palermo)
Dott.ssa Paola Iacono (Direttore F.F. N.P.I.A. ASP Siracusa)


Valentina Territo leggerà pagine del libro

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La città bianca di Francesca Romana Orlando alla Libreria Feltrinelli di Pescara

copertina-citt-bianca-x-sitoVenerdì 17 aprile alle ore 18.00 Francesca Romana Orlando presenta “La città bianca” presso la Libreria Feltrinelli di Pescara in Via Milano (angolo Via Trento).
Nel corso della presentazione si discuterà di onde elettromagnetiche e rischi per la salute.
Con l’autrice dialoga Alessio Ramaccioni (giornalista radiofonico, autore di saggi sull’inquinamento elettromagnetico).




locandina presentazione La città bianca Pescara

La città bianca
Un tranquillo professore di statistica di una università di provincia si è appena trasferito a New York. Sta per iniziare una consulenza per una delle più grandi società di assicurazioni statunitensi. È entusiasta. Sembra che niente possa fermare la sua ascesa nella Grande Mela quando apre la porta della sua camera d’hotel e viene ucciso da un misterioso fattorino.
A Londra, l’ultima sera dell’anno, un esperto PR della City partecipa ad un incontro degli alcolisti anonimi. Vuole cambiare la sua vita e per non essere riconosciuto, ha scelto una chiesa di periferia.A Roma una biologa dell’Istituto Superiore di Sanità sta preparando una perizia per conto del tribunale sui rischi connessi ai ripetitori dei cellulari. È una decisione difficile da cui dipenderà il destino di centinaia di persone, ma anche il suo. Se sbaglia potrebbe restare isolata dalla comunità scientifica. Ad aggravare queste preoccupazioni c’è l’accusa assurda di essere coinvolta in un traffico di stupefacenti e lo strano incidente stradale di cui è vittima suo padre, decano di medicina ormai in pensione.
Un ingegnere di Nuova Dehli sta per lasciare l’India per iniziare una nuova carriera a Londra, quando una giovane e bellissima ricercatrice si offre a lui con eccessiva disinvoltura.

Che cosa accomuna questi personaggi?
Si trovano tutti ad un bivio, di fronte ad una scelta e sono tutti in pericolo di vita.

Francesca Romana Orlando, giornalista professionista, è esperta di divulgazione scientifica. Ha studiato Lettere all’Università La Sapienza di Roma e all’Università di Exeter nel Regno Unito. Ha conseguito prima il Perfezionamento in Scienze della Comunicazione presso la Sapienza e poi la Specializzazione in Analisi e Gestione della Comunicazione all’Università di Tor Vergata, facendo esperienza presso la redazione di Rai News 24 e del Tg3 Nazionale. Ha vinto nel 2000 il Premio speciale della giuria del Rotery Club Roma Nord-Ovest “C. Casalegno” per la qualità del percorso formativo.
Dalla fine degli anni ’90 alla metà degli anni 2000 ha lavorato per diverse riviste del settore delle telecomunicazioni e dell’editoria digitale, tra cui Media 2000, ZdNet, Internet Magazine, Internet World, e-Business e molte altre. Di recente collabora per Sicurezza Sanitaria e scrive articoli per il sito di A.M.I.C.A. (www.infoamica.it), un’associazione che si occupa di inquinamento chimico ed elettromagnetico. Per la stessa associazione, che ha co-fondato nel 2003, organizza annualmente convegni medico-scientifici. Nel 2010 ha pubblicato il saggio “Il Cerchio Perfetto” sul conflitto di interessi nelle politiche ambientali e di salute pubblica.

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I toni dell'azzurro di Elia Rubino adesso anche in Ebook

Cop Toni azzurroI toni dell’azzurro. Scuola e formazione personale dei giovani di Elia Rubino, Edizioni Psiconline, 2013, nella collana A Tu per Tu è disponibile anche in Ebook. Pubblichiamo una recensione per far conoscere meglio il libro.


La scuola e la formazione dei giovani: Elia Rubino ci presenta le diverse sfumature di questo mondo. Sfumature di un unico colore però: l’azzurro, simbolo di gioia, ma anche rimando al cielo, a qualcosa di superiore e più alto di noi, nonché diametralmente opposto alla terra, in cui si erigono le mura di questo edificio tanto eterogeneo.

 

Ed è proprio con i toni della gioia e dell’umorismo che l’autore ci apre le porte delle sue classi, non tanto, o meglio, non solo per mostrarci i suoi studenti annoiati dalle solite lezioni ripetitive e dalla paura per compiti ed interrogazioni, per lo più fini a se stessi, ma per descriverci soprattutto quello che fanno gli insegnanti.

 

Una spiegazione diversa, quindi, ai risultati mancati, agli atteggiamenti negativi e spavaldi di una gioventù, secondo Rubino, troppe volte accusata di colpe che non le sono proprie (o, per lo meno, che non sono solo sue): e se tutto ciò dipendesse anche dagli educatori e dalla scuola come istituzione? Cos’è che essa dà realmente ai giovani? E di cosa essi hanno bisogno per il loro futuro?

 

Elia Rubino fa riecheggiare queste domande in tutta la sua trattazione ed apre la strada ad una riflessione profonda, quanto complessa e delicata. Egli si pone in prima persona in questa analisi, ripercorrendo la sua carriera e descrivendo i passaggi più delicati del suo metodo, senza risparmiare nemmeno a se stesso una critica ed un giudizio del tutto obiettivi. Sì, perché, secondo l’autore, la vera scuola dovrebbe essere quella che prepara alla vita, al saper riflettere con la propria testa ed al saper utilizzare e mettere in campo le proprie forze e le proprie capacità. E proprio lui riesce a scrivere ragionando ed argomentando il suo pensiero e prende ad esempio la filosofia, che non utilizza come quella materia “spaventosa” e misteriosa, che da sempre perseguita gli studenti di ogni generazione, ma come aspetto intrinseco dell’intelligere umano.

 

I toni dell’azzurro è un’autocritica serrata alla scuola, alla sua educazione, ma anche all’essere ed al divenire umani. È un invito all’autoriflessione, sia per chi opera come insegnante, ma anche per gli studenti, affinchè sappiano prendere dalla scuola tutto il nutrimento intellettivo utile a costruire il loro futuro.

 

Elia Rubino non solo affronta un tema così delicato, ma lo fa con uno stile diretto e leggero, che rende la lettura fluida, come lo è un pensiero quando si articola nella nostra mente, impreziosito da spunti di una cultura che egli trasforma in messaggi e linee guida per la vita presente e futura.

 

a cura della Dott.ssa Alice Fusella


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Tutti gli ebook di Edizioni Psiconline in promozione fino al 21 aprile

PROMOEBOOKFantastica Promozione di tutti gli Ebook di Edizioni Psiconline a soli Euro 0,99, su tutti gli e-store.
Il catalogo degli ebook di Edizioni Psiconline sta crescendo, presto si aggiungeranno nuovi titoli, nel frattempo gli ultimi tre pubblicati qualche giorno fa sono anch'essi in promozione.




Ti amo anima mia di Najaa, un libro: una storia di amore e di violenza. Una storia d’amore finita male, tra un ragazzo e una ragazza. Dall’incontro di Najaa con Sajmir, che sembra essere l’uomo più importante della sua vita, all’innamoramento più assoluto, al matrimonio, alla quotidianità e ai successivi problemi di gelosie e convivenza.

I Toni dell'azzurro di Elia Rubino: riflessioni scritte quasi di getto, pensate a lungo e vergate senza nemmeno rileggere, ecco lo sfogo, le speranze e le utopie di chi per 25 anni ha rovinato o ha formato in modo diverso (dipende dai punti di vista) tanti ragazzi.

Il codice segreto dell'amore di Raffaele Renna: ci innamoriamo tutti di un modello ideale di partner (e di bellezza) che nasce con noi, in quanto parte del programma genetico, all’interno di una personale visione che proiettiamo continuamente nel mondo. Ognuno ha il suo modello, è in sé perfetto, rimane a livello inconscio, è introvabile nella realtà (ciò comporta problemi e rischi), non “invecchia” mai con l’avanzare dell’età e per di più ci somiglia. Ciò è quanto emerge dai test del presente studio, contraddicendo la teoria freudiana sull’argomento.

I nostri titoli sono in formato Pdf o Epub, comunque per tutti gli e-reader disponibili sul mercato.
Questa è sicuramente un'ottima occasione per chi non l'avesse già fatto per vivere un'esperienza di lettura più libera e indipendente perché è possibile portare sempre con sé il proprio ebook per leggerlo dappertutto.

Alcuni titoli presenti nel catalogo:

ebook scontati
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Le presentazioni del mese di aprile 2015

PRESENTAZIONI APRILELe presentazioni continuano anche nel mese di aprile.
I nostri autori si stanno impegnando per assicurare un calendario davvero interessante per il mese di aprile 2015, di seguito alcune anticipazioni.




 presentazioni aprileVenerdì 17 aprile  alle ore 18.00 Francesca Romana Orlando presenta “La città bianca” presso la Libreria Feltrinelli di Pescara in Via Milano (angolo Via Trento).

"Ogni sforzo dell'industria per tacere sui rischi per la salute connessi ai cellulari sembra vano quando, il 31 maggio 2011, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro classifica la radiofrequenza come "possibile cancerogeno". Il Round Table poi non potrà nulla per arginare la diffusione di una nuova tecnologia che si sostituirà ai cellulari e che cambierà il volto delle città."

Con l'autrice dialoga Alessio Ramaccioni (giornalista radiofonico, autore di saggi sull'inquinamento elettromagnetico).
Nel corso della presentazione si parlerà di onde elettromagnetiche e rischi per la salute.

 presentazioni aprileVenerdì 17 aprile alle ore 18,30 Felicia Cataldi e Teresa Tringali presentano "Il Tarlo e la Quercia. Strategie di cura del pedofilo" con il Patrocinio del Comune di Siracusa, presso la Sala Borsellino di Palazzo Vermexio – P.zza Duomo 4 Siracusa.

Il libro nasce da un’esperienza concreta ed ha l’obiettivo, rivolgendosi a tutti e quindi non solo al lettore professionalmente interessato a questa tematica, di affrontare ed analizzare in modo innovativo, una delle più controverse e spinose problematiche che l’umanità si è trovata a fronteggiare: la pedofilia.

Insieme alle autrici interverranno:
Dott. Emanuele Schiavo (Assessore alle Politiche Sociali Comune di Siracusa)                 Avv. Sofia Amoddio (Onorevole alla Camera dei Deputati)
Avv. Salvatore Bianca (Presidente Camera Avvocati Tributaristi di Siracusa)
Don Fortunato Di Noto (Presidente di Meter onlus a tutela dell’infanzia)
Prof. Maurizio Guarneri (Docente Istituto di Psicanalisi di Gruppo di Palermo)
Dott.ssa Paola Iacono (Direttore F.F. N.P.I.A. ASP Siracusa)

Valentina Territo leggerà pagine del libro

presentazioni aprile

Giovedì 30 aprile 2015 alle ore 18,00 Annamaria Improta presenta "Intervento psicologico per la scuola e metodi narrativi. Stretegie per la costruzione dell'intervento"  con il Patrocinio del Comune di Portici presso Villa Savonarola, C.so Garibaldi 200 - Portici.

Il libro nasce con l’intento di suggerire vie e modalità per la risoluzione dei conflitti. L’autrice propone metodi operativi concreti, basati sulla conoscenza di sé per arrivare alla conoscenza e all’accettazione della diversità dell’altro.
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