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Sogno o son desto? di Gabriella Giordanella Perilli all'International Conference Training in Music Therapy in Europe

LOCANDINA CONSERVATORIOIl 24 aprile 2015 alle ore 19.00, la Dott.ssa Gabriella Giordanella Perilli, ha presentato presso il Conservatorio Luisa D'Annunzio di Pescara i suoi libri Sogno o son desto? Guida per viaggi nella Galassia dell’Immaginario oltre l’Universo percepito e La verità sospesa. Tra mente e cuore, tra fantasia e realtà durante l’International Conference Training in Music Therapy in Europe tenutosi nei giorni 24 – 26 Aprile.




GIORDANELLA1
La mattina dello stesso giorno alle ore 11,30 la Dott.ssa Giordanella Perilli ha presentato con il Dott. Cicinelli il metodo IEM all'interno del convegno.
Il Convegno Internazionale organizzato dal Conservatorio di Musica “L. D’Annunzio” di Pescara si è tenuto presso l’Auditorium del Conservatorio venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 Aprile 2015 e ha avuto come titolo “La formazione in Musicoterapia in Europa nelle istituzioni di Alta Formazione Accademica: Università e Conservatori di Musica”.

Sogno o son desto? nasce per offrire una prospettiva su aspetti inusuali di processi di conoscenza dell’individuo, con particolare attenzione all’immaginario, alla metafora, alle emozioni. Tali aspetti contribuiscono, talvolta associati alla musica, a farci contattare e, quindi, evocare contenuti di memorie analogiche, sensoriali ed emozionali, conservate
a livello non consapevole.
Il libro vuole essere  una guida per andare oltre la conoscenza consapevole e scoprire, mediante l’immaginario, le potenzialità di innumerevoli nostre “galassie” ancora sconosciute, indirizzare il “viaggiatore” oltre l’orizzonte spazio-tempo dell’Universo di conoscenza di noi stessi.

GIORDANELLA3La verità sospesa è un complesso romanzo  dove il protagonista affronta un’avventura difficile ma affascinante, per combattere i mostri nascosti negli oscuri meandri della psiche e lì trovare i tesori con i quali arricchire la propria esistenza. È un cammino doloroso, non lineare, né scandito da un tempo oggettivo, ma legato alla personale interiorità del viaggiatore.

La presentazione si è svolta con una conversazione vivace e cordiale per l’interesse e la curiosità delle domande fatte dai partecipanti, ed è durata circa un'ora e mezzo. Gli intervenuti hanno espresso calorosamente il loro apprezzamento e soddisfazione per le ampie informazioni ricevute. Il M.o Silvio Feliciani, organizzatore del convegno, ha definito l’incontro un seminario sull’argomento dell’immaginario più che una semplice presentazione. L’evento è stato introdotto musicalmente dal Dott. Ellery La Torre, psicoterapeuta e musicista, esperto nei metodi immaginativi.

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Redazione

Gabriella Giordanella Perilli ci guida nell'immaginario oltre noi stessi

copertina sogno o son destoDa pochi giorni è in libreria “Sogno o son desto? Guida per viaggi nella Galassia dell’Immaginario oltre l’Universo percepito” di Gabriella Giordanella Perilli.
Il titolo ci ha incuriosito moltissimo così ci siamo affrettati a contattare l'autrice per intervistarla, e abbiamo scoperto che vale proprio la pena leggere il suo nuovo libro, così come consigliamo a tutti i nostri lettori di leggere attentamente l'intervista che la bravissima Gabriella Giordanella Perilli ci ha rilasciato.

Siamo sicuri che dopo aver letto l'intervista i nostri lettori non sapranno resistere alla tentazione di leggere "Sogno o son desto".

 


 

D. Ringraziamo la Dott.ssa Gabriella Giordanella per la sua disponibilità e le chiediamo subito come e quando nasce questo volume?
R. Può sembrare strano quello che sto per dire ma è la verità: questo volume nasce nei tempi della mia infanzia quando, ascoltando rapita e meravigliata, le storie narrate dai miei genitori, mi immaginavo di vivere in quei mondi, così diversi dal mio e, allo stesso tempo, per me così reali, tanto da farmi gioire o piangere insieme ai protagonisti. Negli anni difficili della mia vita non avrei saputo immaginare la strada da percorrere per raggiungere obiettivi che, per cause esterne a me, mi erano stati preclusi: quando a 15 anni dovetti interrompere gli studi, compreso quello del pianoforte, non avrei immaginato di poter conseguire titoli di studio e affermazioni professionali, come accaduto nella realtà. Da tutto quanto vissuto e dalle riflessioni sulle mie esperienze, mi sono resa conto che l’immaginario comprende aspetti imprevedibili ma potenzialmente da sviluppare, per aprirci orizzonti oltre le nostre limitate speranze.
Nel tempo, quelle esperienze sono state alla base dei miei studi sulle funzioni e sulle potenzialità dell’immaginario. Mi è stato sempre più evidente, grazie ai dati di ricerche condotte da eminenti scienziati e alla loro applicazione nel campo della salute e della crescita bio-psico-spirituale dell’individuo, come l’utilizzo mirato e specifico dell’immaginario fosse un potente mezzo nel tortuoso e spesso invisibile cammino per migliorare la qualità di vita di noi esseri umani.


D. Ci spieghi il significato del titolo
R. “Sogno o son desto? Guida per viaggi nella Galassia dell’Immaginario oltre l’Universo percepito” è un titolo con il quale ho voluto spiegare l’intenzione della mia proposta: indirizzare il “viaggiatore” oltre l’orizzonte spazio-tempo dell’Universo di conoscenza di noi stessi; poiché è mia opinione, consolidata in anni di approfondimento e di pratica clinica,  che anche nel nostro Universo soggettivo accade qualcosa di simile a quello che avviene nell’Universo cosmico: è visibile soltanto quella parte di noi che ci arriva attraverso la luce trasmessa dai “corpi celesti”, costituiti dai nostri pensieri consapevoli. Ma questo non ci consente di dire se oltre ci siano in noi altri “universi”, o se il nostro conosciuto sia finito o infinito! Così il titolo indica una guida per andare oltre la conoscenza consapevole e scoprire, mediante l’immaginario, le potenzialità di innumerevoli nostre “galassie” ancora sconosciute. È bene ricordare che anche in un luogo con confini ben definiti, come la nostra Terra, possiamo fare “infiniti” viaggi, scoprire ogni volta nuove prospettive e ampliare le nostre capacità di resilienza e creatività per superare difficoltà e sofferenza.


D. A quale pubblico si rivolge
R. Il pubblico al quale si rivolge il mio lavoro è, nel mio immaginario, un pubblico il più possibile vasto ed eterogeneo. Infatti il mio sogno ambizioso è divulgare questo argomento affinché il maggior numero di persone ne possa essere informato e, per quanto possibile, trarne benefici.


D. Ci parli  dei metodi immaginativi, del loro scopo e della loro applicazione
R. È  plausibile pensare che modalità immaginative abbiano costituito il ponte attraverso cui è avvenuto il passaggio all’homo sapiens sapiens. Le culture più antiche, i miti e le leggende ci offrono esempi di metodi immaginativi a scopi iniziatici, religiosi, per lo sviluppo di potenzialità e di conoscenza, per fare previsioni ed elaborare scenari alternativi in situazioni problematiche: un esempio per tutti può essere l’attribuzione di una forma ed un nome dovuti all’immaginazione di popoli diversi ad agglomerati di stelle, per cui l’orsa dei Greci era un carro per i Romani, una pentola per i Cinesi, un ippopotamo per gli Egizi e un ventilabro, lo strumento usato per mondare il grano, per gli Ebrei.
Nella vita quotidiana noi utilizziamo metodi immaginativi per sentirci più sicuri e abbassare ansia e tensione, oltre che per programmare in anticipo soluzioni e comportamenti in modo da affrontare “preparati” nuove esperienze. Può capitare di frequente immaginare un incontro con una persona alla quale teniamo affettivamente, dialogare con lei, fantasticare le sensazioni che proveremo; nel caso di una precedente discussione immaginiamo quali parole usare per addolcire l’atmosfera e far ritornare l’intesa amorosa.Numerosi sono i metodi immaginativi utilizzati in ambito sportivo, educativo e terapeutico: es. visualizzare i movimenti prima di effettuare un tuffo, pensare alla sequenza delle note in preparazione all’esecuzione di una sonata, immaginare se stessi in una situazione valutata con ansia e, quindi, modificarla pensando a qualcosa di piacevole, fino a poterla vivere con tranquillità.
Di conseguenza gli scopi differiscono secondo il contesto e gli utenti. L’applicazione dei metodi immaginativi spazia da situazioni quotidiane (sociali, relazionali, lavorative, ecc.) a quelle più propriamente riabilitative e terapeutiche, con una consistente applicazione nell’ambito dello sviluppo e della crescita di potenzialità insite in ciascun essere umano (es. esercizi di brain storming per sviluppare nuovi prodotti o utilizzi alternativi di oggetti già in uso, modalità spesso praticata nel gioco dai bambini per cui una scopa è come se fosse un cavallo da mandare al galoppo o un raggio laser per difendersi dagli alieni).


D. Sembra particolarmente interessante la tecnica  di Immaginario e Musica.
R. In effetti, anche per me le esperienze con l’Immaginario e la Musica sono state da subito molto interessanti: mi hanno aperto, in modo privilegiato, diretto e sublime, quella porta per entrare nel mio mondo costituito da sensazioni movimenti ed emozioni, serbatoio di memorie costituenti la mia identità più nascosta. A dare maggiore consistenza al metodo ci sono una miriade di dati forniti dalle neuroscienze: l’anno scorso durante un convegno a Riva del Garda sull’emergere del Sé, il prof. Antonio Damasio mi ha detto che, nelle loro ricerche sul cervello, la musica è considerata l’Arte per eccellenza: anch’essa è organizzata con ritmi come il nostro corpo e la nostra mente, il nostro Sé, quindi evoca risposte emotive, motorie e cognitive su larga scala e permette esperienze utili a modificare e rendere più funzionali i nostri circuiti cerebrali. Pertanto l’utilizzo dell’Immaginario, associato a rilassamento e musica, risulta particolarmente efficace per sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie risorse e di soluzioni innovative per affrontare situazioni problematiche. Nel libro ho dedicato ampio spazio per illustrare il metodo di Immaginario Evocato con la Musica, proprio in considerazione della rilevanza che può rivestire nella nostra vita. Mi auguro che gli Scenari proposti offrano esperienze significative per molti lettori.


D. Quali sono le finalità? Quali cambiamenti può apportare?
R.
Le finalità fanno parte della perenne ricerca degli esseri umani di conoscere meglio se stessi in modo da rendere il mondo più vivibile, le relazioni più autentiche e significative, la società più rispettosa della dignità di ciascuna persona. Se ognuno operasse un cambiamento nel suo modo di pensare, agire e provare emozioni, potremmo realisticamente sperare che ciò avrebbe  conseguenze nel contesto sociale di appartenenza, con la modifica di stereotipi e pregiudizi che innalzano barriere verso l’altro, il diverso. Prima di tutto bisogna che cambiamo l’atteggiamento, le aspettative rigide e poco realistiche verso noi stessi, fino ad accettarci come esseri umani fallibili e, nel contempo, ricchi di potenzialità da sviluppare.

D. Oltre ai metodi immaginativi utilizzati a scopi terapeutici, è possibile un impiego anche autonomo di tali tecniche?
R. Posso rispondere affermativamente in quanto la maggior parte delle tecniche proposte è basata su capacità naturali che ciascuno pratica nella vita quotidiana, magari le tecniche presentate sono maggiormente strutturate e integrate con elementi di conoscenza scientifica su funzioni e processi dell’essere umano, come ad esempio la capacità riflessiva sui propri pensieri, comportamenti ed emozioni.


D. Qual è la risposta all'utilizzo di tali tecniche in casi di patologie e nei casi "normali"?
R. Ho tenuto a specificare che, in casi di sofferenza patologica, l’utilizzo delle tecniche proposte  nel libro va praticato da professionisti specializzati: le risposte ottenute sono generalmente soddisfacenti ad esempio nei disturbi dell’umore, nelle nevrosi, nei disturbi di ansia e nei disturbi da stress post traumatico. In genere è consigliabile affiancare l’utilizzo dei metodi immaginativi, nella pratica terapeutica, a metodi e tecniche verbali. Nei casi cosiddetti normali, si ottengono apprezzabili benefici per la scoperta di risorse e con lo sviluppo di atteggiamenti resilienti che consentono di imparare da esperienze dolorose per modificare il proprio stile di vita e renderlo più funzionale e coerente.


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"Sogno o son desto?" il nuovo libro di Gabriella Giordanella Perilli, in libreria dal 5 marzo

copertina-sogno-o-son-destoXsitoSogno o son desto? Guida per viaggi nella Galassia dell'Immaginario oltre l'Universo percepito di Gabriella Giordanella Perilli nella collana Punti di Vista - Edizioni Psiconline,  è online e in libreria dal 5 marzo.




Utilizzare in modo consapevole la capacità immaginativa, con esperienze mirate associate alla musica e a stati di rilassamento, ci permette di indirizzarla verso il raggiungimento di traguardi ambiziosi: conoscere noi stessi in maniera più articolata, sviluppare l'auto-efficacia, basilare per affrontare situazioni critiche, ed elaborare soluzioni alternative, creative, funzionali al miglioramento della qualità di vita.
Il volume nasce per offrire una prospettiva su aspetti inusuali di processi di conoscenza dell’individuo, con particolare attenzione all’immaginario, alla metafora, alle emozioni. Tali aspetti contribuiscono, talvolta associati alla musica, a farci contattare e, quindi, evocare contenuti di memorie analogiche, sensoriali ed emozionali, conservate
a livello non consapevole.
Affinché ci sia un buon funzionamento nell’individuo, tali contenuti necessitano di essere integrati con i contenuti verbali della conoscenza, offrendo materiale per lo sviluppo di quelle capacità riflessive fondamentali per una relazione significativa con sé, oltre che verso l’ambiente.

[caption id="attachment_4010" align="alignleft" width="205"]giordanella Gabriella Giordanella Perilli


Sogno o son desto è articolato in quattro parti, nelle quali viene sviluppato l'argomento principale, l'Immaginario.
La prima descrive differenti approcci terapeutici e non, con metodi e tecniche inerenti l’immaginario ed i suoi correlati (metafore, emozioni, musica, rilassamento); la seconda propone esperienze pratiche con tecniche di induzione per il rilassamento e Progetti Scenografici per l’immaginario e la musica, da sperimentare per verificare, nella pratica diretta, l’efficacia della metodologia già ampiamente e da tempo utilizzata dall’Autrice in contesti educativi, riabilitativi e terapeutici volti allo sviluppo delle capacità presenti nel bagaglio degli esseri umani, alla promozione della qualità della vita e alla modifica di stati di sofferenza; la terza espone alcuni esempi di esperienze immaginative vissute da diversi tipi di utenti, per illustrare come sono stati vissuti dei Progetti Scenografici in situazioni reali applicate per raggiungere diversi obiettivi e in differenti contesti; infine la quarta parte tratta alcuni aspetti teorici dell’immaginario, delle emozioni, della coscienza, della metafora e della musica, in modo da fornire una cornice scientifica per la comprensione e l’approfondimento teorico delle proposte offerte e di quanto esposto nelle precedenti tre parti del lavoro.

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http://issuu.com/edizionipsiconline/docs/sogno-o-son-desto/1
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