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I blog di Edizioni Psiconline

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Redazione

"Nel nome di Dio" di Maria Francesca Mariano, al Circolo Cittadino di Bolzano

Nel_nome_di_dioLunedì 9 Marzo 2015 alle ore 19.00 Maria Francesca Mariano presenta “Nel nome di Dio. Un Giudice Penale e un Sacerdote Mago” presso il Circolo Cittadino di Bolzano in via dei Grappoli 2.



CIRCOLO CITTADINO BOLZANONel nome di Dio,
 attraverso la vicenda di un Magistrato e di un Esorcista, alleatisi per salvare un uomo, racconta il vissuto quotidiano di un Giudice Penale, al di fuori degli stereotipi proposti dai media, in una ricostruzione veritiera delle sue categorie di ragionamento, della sua solitudine, degli ostacoli frapposti all’accertamento della verità, nello sforzo di conservarsi integri in mezzo alle difficoltà della quotidianità, e di un Sacerdote che guiderà il Giudice attraverso l’esperienza sconvolgente di un esorcismo, eseguito con l’impiego di energie fuori dal comune alle quali l’Esorcista attingerà, forte di un passato oscuro dal quale ha cercato redenzione.
Il percorso interiore dei personaggi diverrà il percorso del passaggio dal buio alla luce, nel monito finale che porrà ogni coscienza davanti al giudizio dell’Uno Creatore, in un’epopea dell’anima raffigurata in una trama ricca di colpi di scena, nella contrapposizione di due archetipi dello spirito: il Giudice rappresentante del potere temporale e il Sacerdote rappresentante del potere spirituale.


Maria Francesca Mariano, nata a Galatina in provincia di Lecce, dopo il liceo classico si è laureata in giurisprudenza presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma con lode. Magistrato più giovane d’Italia a ventitré anni, dopo l’esperienza professionale in Sicilia, oggi è Giudice della Corte di Assise di Lecce, impegnata nel contrasto alla criminalità organizzata soprattutto di stampo mafioso, oltre che in iniziative a carattere culturale.
Il suo primo lavoro letterario è stato la pubblicazione del romanzo ‘Ha visto e non ha taciuto’ per la casa editrice romana LIUX Edizioni. Il libro, formato da due racconti lunghi, sviluppa il tema del rapporto tra fede ed esoterismo. Ha, inoltre, composto il testo teatrale ‘Falcone e Borsellino –storia di un dialogo’ messo in scena a Palermo nel gennaio 2013 in occasione dell’inaugurazione del Centro Paolo Borsellino del quale è divenuto testo ufficiale.
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Redazione

Gabriella Stanchina ci racconta come è nato il suo romanzo: "Nell'immensa città mia, la notte"

ICop_Immensa_citta_mia_nottexsitoGiovedì 19 febbraio Gabriella Stanchina ha presentato il suo ultimo libro "Nell'immensa città mia, la notte" - nella collana A Tu per Tu - Edizioni Psiconline, presso la Biblioteca Comunale di Trento.



stanchina3Nella Sala degli Affreschi della Biblioteca di Trento, il pubblico è intervenuto numeroso, e ha seguito con molta attenzione e coinvolgimento l'ottima introduzione di Marcello Farina, docente di filosofia dell'Università di Trento e la presentazione.
Al termine abbiamo intervistato Gabriella Stanchina per far conoscere meglio il suo romanzo, che prende il titolo dal verso di una poesia di Marina Cvetaeva, poetessa geniale e sofferente che fino alla morte ha lottato contro la “belva acquattata nel folto” ed è ambientato in una clinica circondata dalla campagna.
In questo microcosmo raccolto intorno a un giardino, l’autrice, ricoverata per una grave forma di depressione, racconta in prima persona il percorso che dall’inferno della malattia la conduce verso l’inaspettata salvezza, restituendole una comprensione nuova del mistero della vita.


logo edizioni mini

Quando ha deciso di scrivere Nell'immensa città mia, la notte?

logoCi ho pensato per molti anni, ma il dolore era ancora troppo vivo nella memoria, non riuscivo a tradurlo in scrittura. Poi, finalmente, ho deciso di imprimere una svolta radicale alla mia vita, mi sono iscritta nuovamente all’università, e questa trasformazione mi ha dato quel respiro necessario perché quell’ombra che mi ero portata dentro per anni trovasse un linguaggio, si facesse parola.

logo edizioni miniCi spieghi il significato del titolo.


logo“Nell’immensa città mia, la notte” è il primo verso di una poesia di Marina Cvetaeva, che nel libro riporto integralmente. Quando ho letto per la prima volta questa poesia, sono rimasta folgorata per la somiglianza tra le sue parole, così eteree e dolenti, e il mio vissuto. Cvetaeva era un genio sofferente, per tutta la vita è stata accompagnata dalla depressione, ma l’ha distillata in parole così struggenti e vere da dilatare il dolore individuale in una comprensione e compassione di tutto l’umano. Quel verso poi, richiamava il mio sogno di una città notturna, avveniristica e silenziosa, che scandisce il romanzo.


logo edizioni miniChe cosa ha rappresentato ripercorrere la storia della sua depressione, tutte le fasi fino alla guarigione?

logoHa avuto un significato terapeutico. Mi ha permesso di distaccarmi dal stanchina1dolore, quasi di tenerlo in mano e contemplarlo come una gemma oscura.
Di tracciare un intervallo di respiro e di parole tra me e quel ricordo che per troppo tempo era stato così fitto e intenso da sembrare indicibile. E di estrarne un senso che andava al di là della mia vicenda personale e poteva parlare ad altre persone, condividere e infondere speranza.


logo edizioni miniCome è riuscita a parlare del dolore?



logoMi sono servita di immagini, di metafore che potessero tradurre il dolore in un’esperienza visiva concreta. Per esempio ho parlato della mia malattia come di una belva acquattata nel folto, mortale ma vibrante di una luce e di una vita che mi era inaccessibile. Avevo in mente la tigre della poesia di Blake, “il fulgore che avvampa nelle foreste della notte”. Questa immagine guida ha aiutato me stessa a comprendere il significato della mia esperienza di guarigione. La malattia non era un corpo estraneo da distruggere o estirpare, era intimamente parte di me, si nutriva dalla mia stessa fonte di vita, mi mostrava il mio volto in uno specchio oscuro.
Si trattava perciò, attraverso il percorso terapeutico, di costruire tra me e la depressione una parete di cristallo che mi permettesse di osservarla e interrogarla senza esserne divorata.

logo edizioni mini...E soprattutto anche del dolore vissuto da altri? Nel libro si intrecciano anche altre storie, altri personaggi a cui lei ha restituito voce e ha donato una nuova vita.

logoSì, da quegli anni mi trascinavo dietro anche le storie di tante persone conosciute dentro la clinica e fuori, che mi avevano confidato e affidato le loro parole. Queste storie avevano in sé una bellezza e una potenza che spesso il mondo non riconosce, perché la depressione è una malattia che sfocia nel silenzio. Io non volevo che quella ricchezza andasse perduta.

stanchina5logo edizioni miniPuò considerarsi una storia di dolore ma anche di speranza?


logoCertamente, la storia si conclude con un ritorno alla luce, ed è disseminata di confini,di varchi, direi quasi di fessure nella crisalide che annunciano il dischiudersi del cielo. Ritornare alla vita significa recuperare la dimensione dell’umano, ricominciare con pazienza a prendersi cura del mondo, a coltivare la bellezza della terra. Ricordando che la malattia, nel suo grande pericolo, ci è stata madre, ci ha plasmati e costretti a rinascere.


logo edizioni miniNel libro è interessante il parallelo tra la vita reale e quella del sogno, della città avveniristica che sembra però essere collegata alla realtà, intravedendo nella città notturna un'avvisaglia di guarigione, di voglia di affacciarsi nuovamente alla vita e viverla per quella che è.

logoIl sogno descritto nel libro ha realmente accompagnato le mie notti durante gli anni della depressione. Sprofondavo nel sonno e mi ritrovavo in questa città notturna e disabitata, di un silenzio angelico, camminavo tra i suoi grattacieli illuminati, respiravo la purezza sovrumana di questo luogo che non conosceva il male. Era una consolazione. Poi una notte, poco dopo la mia guarigione, ho sognato che in quella vastità minerale c’erano delle foglie,il presagio di un giardino segreto nel cuore della città. Indicandomi questo altrove, il sogno ha probabilmente esaurito la sua funzione, perché non è più ritornato.

logo edizioni miniA quale pubblico si rivolge?


logoMi piacerebbe in particolare che questo libro potesse raggiungere chi soffre di questa malattia, e coloro che per professione o amore stanno loro vicini. Per aiutarli a penetrare nel mondo interiore di chi soffre, e che spesso appare chiuso e inaccessibile.


logo edizioni miniQuale messaggio vuole trasmettere attraverso il suo racconto?


logoChe c’è una luce al termine della notte, di ogni notte. E che, tuttavia, di quella notte siamo impastati, da essa dobbiamo imparare. Vorrei leggere un brano del mio libro che secondo me esprime sinteticamente il significato profondo del mio lavoro di scrittura: “Ci sono forze in noi più antiche dell’umano. Macchine per uccidere che devastano la nostra mente. Deserti che crescono e circondano la fragile cinta di mura che abbiamo eretto intorno al nostro giardino. Eppure, in un modo enigmatico e terribile, anche loro ci sono madri, anche da loro dobbiamo rinascere. E se qualcosa dell’umano è degno di resistere di fronte all’eterno, se c’è qualcosa che per un breve istante lo rende smisurato come le galassie, è questa capacità di chiamare madre ciò che lo distrugge e accettare di morire per rinascere ancora.


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Presentazione a Trento del libro "Nell'immensa città mia, la notte" di Gabriella Stanchina

ICop_Immensa_citta_mia_nottexsitoGiovedì 19 febbraio 2015 alle ore 17,30, GABRIELLA STANCHINA presenta il suo ultimo romanzo Nell’immensa città mia, la notte presso la Sala degli Affreschi della Biblioteca Comunale, Via Roma 55, Trento.
Ne parla con l’autrice Don Marcello Farina.



locandina trentoIl romanzo, che prende il titolo dal verso di una poesia di Marina Cvetaeva, poetessa geniale e sofferente che fino alla morte ha lottato contro la “belva acquattata nel folto”, è ambientato in una clinica circondata dalla campagna. In questo microcosmo raccolto intorno a un giardino, l’autrice, ricoverata per una grave forma di depressione, racconta in prima persona il percorso che dall’inferno della malattia la conduce verso l’inaspettata salvezza, restituendole una comprensione nuova del mistero della vita.



“Ciò che a distanza di anni ancora mi riempie di stupore è l’assenza di ogni indizio e presagio. Molti temono la follia, e ciò che li inquieta non è l’inferno, ma il suo lento e graduale annunciarsi, l’orrore di un lento disfacimento dell’essere. Non temete, vorrei dire loro. Non vi sarà nulla, assolutamente nulla, se non il cedimento istantaneo del mondo, lo schiocco sordo di una lastra di ghiaccio che si incrina, e il silenzio sterminato del tempo che non cesserà più di ritornare”.

E anche nell’avveniristica città notturna, immersa in un silenzio di vetro e acciaio, che le appare sempre in sogno, un giardino segreto inizia a germogliare.



«Ci sono forze in noi più antiche dell’umano. Macchine per uccidere che devastano la nostra mente. Deserti che crescono e circondano la fragile cinta di mura che abbiamo eretto intorno al nostro giardino. Eppure, in un modo enigmatico e terribile, anche loro ci sono madri, anche da loro dobbiamo rinascere. E se qualcosa dell’umano è degno di resistere di fronte all’eterno, se c’è qualcosa che per un breve istante lo rende smisurato come le galassie, è questa capacità di chiamare madre ciò che lo distrugge e accettare di morire per rinascere ancora. Sarò sempre cittadina di due città, sempre sospesa sull’orlo del mondo, con le torri alle mie spalle e il deserto di fronte a me. A volte guardo le cose che mi circondano e so che non sono reali. So che tutto sarà cancellato, come impronte di gabbiani sulla sabbia. So che la vita è un’illusione. Ma è un’illusione bellissima, ed è tutto ciò che abbiamo.»

L'autrice
Dopo il dottorato in filosofia e alcuni anni di lavoro come bibliotecaria, il suo interesse per il pensiero cinese l’ha portata a Venezia, dove si è laureata in Lingue Orientali, e a Shanghai, dove sta continuando i suoi studi.
Nel 2007 ha pubblicato la raccolta di racconti Ufficio mondi smarriti e nel 2012 l’e-book illustrato Universi sospesi.
Ha pubblicato racconti su Inchiostro, Delos Science Fiction, Marea, e un diario di viaggio da Pechino sul sito di Nazione Indiana.


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Ciro Pinto e Giovanna Albi presentano i loro libri a San Benedetto del Tronto

PINTOEALBISabato 14 febbraio 2015 alle ore 17,30, CIRO PINTO e GIOVANNA ALBI ancora una volta insieme, presenteranno i loro rispettivi lavori “L’uomo che correva vicino al mare” e “In analisi. Diario di una ribellione” presso il Palazzo Bice Piacentini (Sala della Poesia), Via del Consolato 12 San Benedetto del Tronto.




La presentazione è organizzata dall’Associazione Culturale Alchimie d’arte.
Conduce: Tanya Del Bello
Relatore: Domenico Parlamenti
La lettura di alcune pagine sarà a cura di Angy Verdecchia
Intervento critico per Giovanna Albi Dott.ssa Antonella Baiocchi
Intervento critico per Ciro Pinto Prof.ssa Anna Maria Vitale

in_analisi_x-sitoIn analisi. Diario di una ribellione
Si tratta di un diario psicoanalitico che racconta la vita di Giulia e della sua decisione di trovare un editore che lo pubblichi.
Sottesa è la ricerca di un’idea di libertà dai vincoli del passato e la proiezione in un futuro di benessere in cui l’unico farmaco è l’amore, che come un balsamo ristora l’anima di Giulia. Si avverte pungente l’idea di un riscatto e di una ricerca mai spenta del senso della vita, da ricercarsi nelle radici della storia dell’uomo.

 

Giovanna Albi

Giovanna Albi nasce a Teramo dove consegue la maturità classica. Si laurea in Lettere Classiche e in Filosofia. Insegna dal 1987 latino e greco e collabora con l’Università degli Studi di PG. Ha seguito un tirocinio psicoanalitico lacaniano di sette anni. Socia del centro Studi Composteliano ha percorso a piedi e per due volte il Cammino francese di Santiago di Compostela; la via Francigena dal Monginevro a Roma, il Cammino di San Francesco da La Verna a Poggio Bustone.
Ha pubblicato nel 2010 Splenderò nell’ombra; nel 2011 L’avventura di Santiago con la Robin edizioni; nel 2012 Odore di bimbo - La storia di Chiara con la Robin Edizioni.
Ha vinto premi letterari con la pubblicazione di racconti.

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L'uomo che correva vicino al mare

L'uomo che correva vicino al mare
Un uomo corre vicino al mare per sfuggire alla malattia, alle iatture della vita e alla morte.
Il protagonista tenta ogni giorno di perpetuare le sue abitudini anche dopo la morte della moglie, come un pazzo che, crollata la casa, rimane fuori a governare il giardino come se nulla fosse successo.
La sua vita si sgretola pian piano, la sua corsa lo porta dentro i suoi ricordi, mentre la mente si sfoca e si perde nella nebbia di un precoce invecchiamento.
In questa corsa all’indietro ritrova innanzi a sé i dilemmi mai risolti: la perdita della madre quand’era ancora bambino, il ricordo del padre, abbandonato troppo frettolosamente dentro una morte improvvisa e rapida, come uno schiaffo talmente forte da ammazzare persino il dolore.
Una storia d’intima sofferenza, con riflessioni e spunti.
I temi del ricordo, della famiglia e della riflessione sulla vita molto intensi e toccanti si sviluppano attraverso luoghi e momenti diversi, seguendo la trama del romanzo.

pintoCiro Pinto è nato a Napoli nel novembre del 1953, dove tuttora risiede. Ha pubblicato nel settembre del 2012 il suo primo romanzo: Il problema di Ivana, Edizioni Draw Up. Menzione d’onore al Premio Internazionale di Letteratura, 27ma edizione Phintia 2013.
Terzo classificato, sezione editi, al Premio di Letteratura Circe, I edizione. Menzione speciale dell’Asso Artisti Nazionale nell’ambito del Premio Circe.
Ha pubblicato due racconti su Storie brevi de La Feltrinelli nel 2013 e un racconto nell’antologia Crisalide, Edizioni Draw Up, Ottobre 2012, di cui ha curato l’editing ed è stato coordinatore editoriale. È inoltre autore di diverse poesie, tra cui alcune premiate e pubblicate in antologie Artemuse e Circumnavigarte.
L’uomo che correva vicino al mare si è classificato al secondo posto, nella sezione inediti, al Premio di Letteratura Circe, I edizione 2013 (primo classificato dalla Giuria dei lettori).
Vincitore del Premio Nabokov 2014

http://issuu.com/edizionipsiconline/docs/l-uomo-che-correva-vicino_al_mare

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Redazione

Nella mente di Jane di Tiziana Campanella è su Issuu.com

Nella mente di Jane - Tiziana CampanellaNella mente di Jane. Emergere dal silenzio è il romanzo di Tiziana Campanella nella Collana A Tu per Tu di Edizioni Psiconline, disponibile anche nella versione epub sul nostro store.
Da oggi è possibile leggere un estratto del romanzo su ISSUU.COM.



campanellaJane è una storica d’arte e vive a Roma. Il suo lavoro consiste nell’estenuante ed appassionante ricerca e catalogazione di dipinti, appartenenti ad una collezione privata, che non possiedono ancora un nome ed una connotazione.
Vive la realtà narcisistica e liquida dei nostri tempi, senza confini, senza reali incontri, dove ci si perde e disperde negli sguardi della gente, senza mai riuscire a contattarla veramente, provando intimamente una sensazione di sconfinato vuoto interiore.
Parallelamente a questa ricerca, emergerà il bisogno di un’altra, che porterà Jane alla scoperta di sé stessa.
Dalla confusione iniziale, che suscita sensazioni di smarrimento e scissione, si evolve progressivamente verso una condizione, o stato mentale d’integrazione, dove tutto rientra in una cornice d’appartenenza dotata di senso.
Così, lentamente, prenderà via in Jane la ricerca di sé e così come i suoi quadri un’identità troveranno così, i suoi due mondi finalmente combaceranno.
Nella mente di Jane parla di un enorme divario tra l’ideale e la realtà. Parla della possibilità di un cambiamento attraverso l’esperienza fatta di relazioni. Parla di un grande e profondo bisogno di essere visti e compresi pienamente, del bisogno di un modello da seguire, di una traccia da lasciare, del bisogno nascosto di amare. Prima di tutto se stessi.
È dedicato a tutte quelle persone che soffrono silenziosamente e che difficilmente riescono a chiedere aiuto. Forse, perché la fiducia in un contatto autentico, è andata perduta. Inconsapevoli che, ciò che resta, è la delusione che continua imperterrita a sussurrare.
Il romanzo è un invito a contattare e riattivare quella luce di speranza e di entusiasmo che esiste in ognuno di noi e che, per un motivo o per l’altro, è momentaneamente, dispersa. È un modo intimo per comunicare un disagio emotivo e relazionale che si può affrontare e recuperare.
jane1Tiziana Campanella nata a Putignano (BA), vive a Roma. È Psicologa e Psicoterapeuta individuale e di gruppo, conduttrice di classi di bioenergetica. Laureata presso l’Università Sapienza in Psicologia Dinamica e Clinica e specializzata in Analisi Bioenergetica ad indirizzo corporeo.
Ha collaborato con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Roma C dal 2008 al 2011. Coautrice insieme al Direttore della UOC dell’Asl Roma C de Salute Mentale e Governance. Una cultura condivisa e le ragioni di una filosofia organizzativa.
Attualmente svolge attività clinica privata.


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o in formato epub su BOOKREPUBLIC.IT

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Redazione

Intervista a Nina Monica Scalabrin autrice del "Signor Parkinson"

10476304_10202622550149340_3132575522975354344_nAbbiamo chiesto a Nina Monica Scalabrin di parlarci approfonditamente del suo libro, Signor Parkinson.
L'intervista è davvero interessante a dà molti spunti di riflessione.




10576944_10202656119716161_5338584321368681081_nQuando Nina Monica Scalabrin apprende che la madre è affetta un’atipica sindrome di parkinsonismo, viene travolta dal dolore insieme con tutta la sua famiglia. Da questo dolore inizia un dialogo con il "Signor Parkinson" un uomo immaginario e malvagio che ha distrutto la sua vita, ma ben presto questo gioco terapeutico si trasformerà in qualcosa di utile e produttivo.
Piano, piano spogliata dal suo dolore, Monica sarà in grado di offrire tutto il suo aiuto possibile alla madre che procede a piccoli passi verso la fine, offrendole lei stessa il suo prezioso appoggio e tutta la sua forza interiore per accettare la triste verità che talvolta la morte non è sempre negativa, sarebbe molto peggio pensare al dolore come ad una abitudine di vita.
Parliamo con l'autrice del suo libro e di come è cambiata la sua vita a seguito della malattia di sua madre.

logo edizioni miniQuando ha maturato la decisione di scrivere questo libro?

 

logoDopo avere appreso della malattia di mia madre mi sentivo molto sola e spaventata e cominciai a tenere un diario per annotare le mie sensazioni e soprattutto per descrivere ciò che mi stava accadendo attorno riguardo all'inattesa malattia di mia madre. Riempiendo foglio dopo foglio di un semplice quaderno a righe mi resi conto, insieme alla psicoterapeuta che a quell'epoca appoggiava la mia famiglia stravolta dalla situazione, che quel diario minuziosamente curato nei minimi particolari, dove ogni giorno imprimevo la mia pena sperando che si staccasse dalla mia anima, potesse diventare un libro e fu così che incominciò questo mio percorso letterario.

logo edizioni miniCome è stato ripercorrere le sofferenze vissute da sua madre e dai suoi familiari?

logoScrissi il libro di getto, intendo che la storia della malattia di mia madre coincise perfettamente all'epoca in cui io raccontai la sua storia. Mi ci volle molto tempo per trovare la forza di rileggerlo. Quel periodo terribile si era stampato nella mia memoria in tutta la sua crudeltà e per molto tempo cercai solo di dimenticare per costruirmi nuova nell'anima e cercare di trovare uno spiraglio per ricominciare una vita normale. Intendo riprendere a lavorare, ad avere un contatto con gli amici e a prendermi cura di me stessa e del resto della mia famiglia che aveva bisogno di me.

logo edizioni miniHa mai sentito di non farcela, e dove ha trovato il coraggio per affrontare la malattia di sua madre che improvvisamente ha stravolto la vita di tutti i suoi cari?

logoSì certo, ho avuto dei grandi momenti in cui pensavo di non farcela ad affrontare una situazione così terribile. Vedere una madre che in soli due mesi perde qualsiasi funzione motoria e vocale e si trasforma in un vegetale da accudire, da consolare e da amare incondizionatamente senza che lei ci possa più dare nulla in cambio è stato durissimo ma insieme anche la rivelazione della mia vita. Attraverso la sua malattia ho appreso un infinità di cose in poco tempo, forse mi ci sarebbe voluta una vita per capire quanto siamo fortunati quando siamo sani. Perché quando stiamo bene tutto ci passa accanto senza sfiorarci, diamo peso a cose di scarso valore. Attraverso la mia disperazione in molti momenti mi sono fatta coraggio pensando a questo altrimenti non so se sarei riuscita a superare.

logo edizioni miniL'esperienza di questa malattia l'ha cambiata?

 

logoNotevolmente! Oggi se mi volto indietro vedo una Monica fragile, disperata, alla ricerca di Dio e della fede e mi rendo conto di quanto il male purtroppo possa insegnare molto più del bene. Il dolore mi ha insegnato ad essere forte, l'amore a lottare per chi amo. Sembra strano ma il dolore e la gioia fanno parte della stessa materia, senza uno non esisterebbe l'altro. Entrambi mi hanno trasformata e dotata di una forte disciplina caratteriale, mi hanno reso più obbiettiva e capace di valutare quanto sia importante la vita di chi ami e anche la tua. Questo lo trovo un grande punto di arrivo. Essere fragili ti rende un naufrago in balia di te stesso, prendere coscienza dei valori terreni ti da una grande potenza e ti fa sentire bene.

logo edizioni miniIl percorso di psicoterapia, quindi le tecniche utilizzate, (es. la scrittura delle lettere) che l’hanno portata a scrivere questo libro quanto reputa che siano efficaci per lei?

logoCredo che sia una tecnica molto efficace. I dolori che nascono dentro di noi a lungo andare diventano pesanti come pietre così anche le nostre ossa. Scrivere questo libro come "gioco" terapeutico è stato un po' come lavare il mio dolore con degli stracci gelati dall'inverno. Dentro di me c'erano mostri che mi trattenevano e mi tenevano arroccata al passato, riversarli su fogli di carta è stato come intrappolare il mio dolore ed impedirgli di tornare dentro di me. Ho molta fiducia negli psicoterapeuti, forse una seduta di psicoterapia ogni tanto fa bene all'anima, ci fa vedere chiaro anche dove c'è buio. Noi esseri umani siamo un tutt'uno di ricordi e dolori sepolti dentro il nostro cuore a volte è bene svuotare il nostro inconscio, una pulizia profonda non fa mai male.

logo edizioni miniQuali consigli darebbe a chi sta vivendo la stessa esperienza narrata nel suo libro?

logoE' molto difficile dare consigli, purtroppo l'esperienza dell'uomo davanti alla sofferenza è sempre un fatto singolo ma dal basso della mia umiltà posso dire di non accanirsi contro un male irreversibile. So che può sembrare sbagliato non cercare tutte le strade possibili per salvare qualcuno da una situazione logrante ma a volte la medicina può fare più male che bene. In sostanza voglio dire che esistono situazioni in cui purtroppo bisogna accettare l'idea surreale che non sempre è giusto tenere in vita chi sta soffrendo.

logo edizioni miniQuali sono gli interventi da mettere in atto per migliorare la vita di pazienti affetti dal Parkinson e dei loro familiari?

logoOggi giorno i malati di Parkinson assumendo regolarmente i farmaci necessari a tenere sotto controllo il progredire della malattia per molti anni possono condurre una vita quasi normale. Lo sport per mantenere elastica la muscolatura è fondamentale così come l'alimentazione. Esiste una vera e propria dieta per tenere sotto controllo i sintomi. Questo sarebbe stato il destino di mia madre se non si fosse trattato di un Parkinson atipico. In ultima istanza voglio aggiungere che chi vive serenamente è in grado di fare miracoli sia per se stesso che per gli altri quindi se siete a contatto con un portatore di questo morbo il regalo più bello che possiate farle è quello di trattarlo come una persona sana. Non c'è niente di peggio di infonderle agitazione, i malati di Parkinson sono spesso persone che soffrono di depressione e di forti stati ansiosi. Farli vivere sereni talvolta è efficace quanto una medicina.

logo edizioni miniCosa pensa, oggi, del tema dell’eutanasia?

 

logoPenso che sia una decisione a cui si arriva nel tempo. All'inizio della malattia di mia madre ricordo un episodio spiacevole, uno scontro verbale con dei fautori di una petizione a favore dell'eutanasia a cui io mi risolvi in malo modo cacciandoli dalla camera dove mia madre tutt'ora si trova. Oggi purtroppo come ho scritto nel mio libro nelle mie preghiere sono passata dal "Ti prego Dio falla vivere" a "Ti prego Signore falla morire presto". La vita a volte può passare da uno stato di gioia infinita ad una vera e propria punizione ed a malincuore mi rendo conto che non sempre la morte è un male ma quasi una liberazione e forse i malati stessi incapaci di comunicarci le loro sensazioni desiderano inconsciamente che tutto possa cessare all'improvviso. Col senno di oggi, dopo questa malaugurata situazione, mi ritengo favorevole all'eutanasia.

logo edizioni miniPensa che scriverà altri libri utilizzando la stessa tecnica?

 

logoSto già scrivendo un altro libro. Amo raccontarmi un po' come facevo quand'ero ragazzina in cui riempivo giornalmente il mio diario annotando i miei progressi nella società e anche le mie frustrazioni e i miei disastri emotivi. Credo che infondo la gente normale ami misurarsi con il resto del mondo sapere che sotto questa Luna siamo tutti uguali amiamo, soffriamo e cerchiamo di inventarci il modo migliore per andare avanti. Si, infondo credo che questa tecnica di condividere il bello e il brutto che è dentro di noi serva un po' a tutti come metodo per sentirci simili. Nel mio prossimo romanzo scriverò quanto sia bella la vita probabilmente mi orizzonterò verso una storia d'amore dei nostri giorni quindi difficile sicuramente.

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Redazione

"Signor Parkinson" di Nina Monica Scalabrin la recensione di Edizioni Psiconline

Sig_ParkinsonXsito"Signor Parkinson" è l'ultimo lavoro di Nina Monica Scalabrin nella collana A Tu per Tu.
"Una poetica simbiosi tra madre e figlia che trasforma la tristezza della morte in un delicato inno alla vita dove la forza dell’amore è in grado di compiere miracoli inimmaginabili e abbattere barriere insormontabili come la paura dell’assenza e del silenzio eterno della morte".



Il libro è nato grazie ad un delicato percorso terapeutico che l’autrice ha seguito insieme alla famiglia.
È iniziato tutto attraverso la scrittura di una lettera, indirizzata ad un uomo malvagio ed immaginario che ha distrutto la sua vita, il Signor Parkinson. Questa lettera è diventata, per l’autrice stessa, una forma di diario sul quale annotare tutte le emozioni, le sensazioni che provava nell’assistere al lento spegnersi della madre.


La madre Maria Luisa, maestra elementare di mezza età, nella primavera del 2006 si ammala di una terribile malattia neurodegenerativa, chiamata Parkinson, nonostante i tentativi di cura, la malattia prende il sopravvento ed allora inizia un racconto di tutti i cambiamenti che la signora Maria Luisa avvertiva.


L’autrice scrive: “Rimanere intrappolati dentro il proprio corpo sospesi tra il vuoto dell’esistenza e il tormento della mente è molto peggio che sparire divorati dal nulla.” Con questa frase si denota la profonda sofferenza che l’autrice racconta dall’avvento dei primi sintomi di malattia al suo lento decorso. Si rivolge in prima persona al "Signor Parkinson" come se fosse realmente un essere umano, rimproverandolo, e chiedendogli spiegazioni del perché avesse condotto quella famiglia a crollare nella disperazione più totale.
Il Signor Parkinson tocca tematiche attuali di grande impatto sociale come il tema dell’eutanasia, raccontando come l’autrice sia venuta a contatto con la decisione di porre o non porre una firma su di una petizione a favore dell’eutanasia. Descrive la ricerca di un fisioterapista, mettendo in luce l’importanza di questa figura professionale, nello scenario delle malattie neurodegenerative.


La Scalabrin attraverso il suo racconto  evidenzia quanto, questo percorso psicoterapeutico, sia stato fondamentale per riscoprirsi più forte nell’animo.


Il Signor Parkinson mostra che la potenza della scrittura fa riuscire a trovare una giusta correlazione tra gli eventi dando in questo modo un senso a tanta sofferenza.


Il libro è scritto con un linguaggio semplice e scorrevole, è ricco di descrizioni  di paesaggi  e allo stesso tempo colmo di sentimenti che fanno vivere il lettore la lacerazione dell’animo, il timore, la disperazione che vive l’autrice nel vedere la madre prigioniera di un corpo ormai inerte.


A cura della dott.ssa Angela Chiara Leonino

Guarda la scheda del volume sul sito.

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Redazione

Marzia. Due donne, Marco Andreoli ci racconta il lungo viaggio di una donna a un bivio

IMG_20150110_154449Abbiamo incontrato Marco Andreoli in una fredda ma assolata mattina di gennaio, perché ci incuriosisce molto conoscere come e perché ha deciso di scrivere Marzia. Due donne.
Il mondo di una donna raccontato da un uomo.

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Redazione

Interessanti novità nel Catalogo 2015 di Edizioni Psiconline

Finalmente è on line il Catalogo 2015 di Edizioni Psiconline.


catalogo 2015L'attività editoriale di Edizioni Psiconline è ricca e variegata e si articola in diverse tipologie di testi. I titoli pubblicati sono infatti sia di grande impegno scientifico, tenendo fede alla impostazione iniziale di Edizioni Psiconline che nasce come Casa Editrice specializzata in psicologia, psicoterapia e scienze umane con lo scopo di diffondere on&off line una corretta cultura psicologica, che di taglio maggiormente divulgativo e si rivolgono a diverse tipologie di lettori.




Tra le novità pubblicate e in fase di pubblicazione  figurano infatti titoli inseriti nelle nostre collane: A Tu per Tu, Strumenti, Ricerche e contributi in psicologia, Punti di Vista.

A tu per tu
Una collana dedicata alla vita, alle esperienze, ai sentimenti che si svelano nell’incontro con la psicologia, racconti personali, vita vissuta, considerazioni di chi un giorno, per scelta o per necessità, ha preso contatto con una materia così bella ma anche così dura e concreta. E, comunque sia finita, vuol portare tutti i lettori a confrontarsi, compenetrarsi, capire cosa accade e come cambia il proprio quotidiano.

Tra le novità:

Icop_dentro_le_scarpe-x-sitoDENTRO LE SCARPE

Autore: Bianca Brotto
ISBN: 978-88-98037-81-0
Collana: A Tu per Tu
Pag. 336, formato 15X21 cm., rilegato in brossura filo refe
Prezzo: € 22.00

Dentro le scarpe è un romanzo intriso di realismo magico, che affronta con uno sguardo intenso, ma al contempo scanzonato, i temi fondamentali dell’esistenza, a cominciare dall’amore e dalla morte, e il modo in cui si intrecciano nella vita dell’uomo attraverso i fili imperscrutabili del destino.

copertina-citt-bianca-x-sitoLA CITTÀ BIANCA

Autore: Francesca Romana Orlando
ISBN: 978-88-98037-60-5
Collana: A Tu per Tu
Pag. 592, formato 15x21 cm., rilegato in brossura filo refe
Prezzo: € 26.00

Ogni sforzo dell'industria per tacere sui rischi per la salute connessi ai cellulari sembra vano quando, il 31 maggio 2011, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro classifica la radiofrequenza come "possibile cancerogeno". Il Round Table poi non potrà nulla per arginare la diffusione una nuova tecnologia che si sostituirà ai cellulari e che cambierà il volto delle città.

Ricerche e Contributi in Psicologia
Teoria e Tecnica unite per parlare a tutti. Agli addetti ai lavori, che costantemente si rapportano con la materia e quotidianamente la vivono e la costruiscono, e a coloro che, nel loro percorso culturale e/o formativo, si interessano di psicologia e si confrontano con i suoi termini, le sue metodiche, le sue continue evoluzioni e scoperte.Una collana dedicata al “pensare” e al “fare” dove la teoria si trasforma in azione e dove l’idea assume un immediato connotato pratico.
Dedicata ai professionisti, agli studenti, agli appassionati di una materia così bella ed interessante e mai abbastanza indagata nel suo profondo e continuo divenire.

Tre le novità:

copertina-accogliere-il-migrante-sitoACCOGLIERE IL MIGRANTE. TECNICHE DI PSICOLOGIA TRANSCULTURALE IN SITUAZIONE DI EMERGENZA

Autore: Rosamaria Vitale, Rosalba Terranova Cecchini
ISBN: 978-88-98037-52-0
Collana: Ricerche e Contributi in Psicologia
Pag. 220 circa, formato 15x21 cm., rilegato in brossura
Prezzo: € 20.00

Nel libro sono presentate tecniche e strumenti che permettono all’operatore di entrare in contatto con la persona straniera in modo veloce ma empatico, di fare una valutazione immediata sia dei problemi psicologici che sociali, di intravederne gli sviluppi possibili in ambedue i campi e di instaurare quindi una corretta presa in carico, nel caso si evidenziasse la necessità di un intervento terapeutico, ed un adeguato accompagnamento nell’inserimento sociale e lavorativo per tutti.

Punti di Vista
Un modo diverso o personale di vedere gli argomenti della psicologia.
Ricerche, contributi, opinioni, punti di vista di chi si interessa di psicologia e di scienze umane.

Tra le novità:

copertina-101-anagrammi-zen-sito101 ANAGRAMMI ZEN. STORIE DI ENIGMISTICA, PSICOLOGIA, CINEMA, POLITICA.

Autore: Marco Minelli
ISBN: 978-88-98037-72-8
Collana: Punti di Vista
Pag. 264, formato 15x21 cm., rilegato in brossura
Prezzo: € 16.00

Marco Minelli ha focalizzato la sua attenzione sugli anagrammi, ricavandone una piccola antologia e cercando di
afferrare i nessi che si nascondono nell’esatto rimescolamento di lettere tra coppie o triadi di parole.
Strumenti
Gli strumenti della psicologia ed il loro uso professionale.
Teoria e pratica in azione a vantaggio di chi offre e di chi chiede ausilio in campo psicologico.

Tra le novità:

copertina_intervento-psicologico-scuolaxsitoINTERVENTO PSICOLOGICO PER LA SCUOLA E METODI NARRATIVI. STRATEGIA PER LA COSTRUZIONE DELL'INTERVENTO.

Autore: Annamaria Improta
ISBN: 978-88-98037-59-9
Collana: Strumenti
Pag. 184, formato 15x21 cm., rilegato in brossura
Prezzo: € 18.00

Il libro nasce con l’intento di suggerire vie e modalità per la risoluzione dei conflitti. L’autrice propone metodi operativi concreti, basati sulla conoscenza di sé per arrivare alla conoscenza e all’accettazione della diversità dell’altro.

Consulta il Catalogo 2015 sul nostro sito
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Redazione

Francesca Romana Orlando ci parla de La città bianca, suo ultimo romanzo.

Francesca Romana OrlandoLa città bianca di Francesca Romana Orlando è da pochi giorni in libreria, ma l'autrice è già impegnata in varie città italiane per presentare il suo romanzo, che suscita l'interesse di molti, dato anche il tema trattato e cioè i rischi legati all'esposizione a radiofrequenze emesse da cellulari, wi-fi, cordless ecc.




Francesca Romana Orlando, giornalista professionista, è esperta di divulgazione scientifica.
Ha conseguito prima il Perfezionamento in Scienze della Comunicazione presso la Sapienza e poi la Specializzazione in Analisi e Gestione della Comunicazione all'Università di Tor Vergata, facendo esperienza presso la redazione di Rai News 24 e del Tg3 Nazionale. Ha vinto nel 2000 il Premio speciale della giuria del Rotery Club Roma Nord-Ovest "C. Casalegno" per la qualità del percorso formativo. Dalla fine degli anni '90 alla metà degli anni 2000 ha lavorato per diverse riviste del settore delle telecomunicazioni e dell'editoria digitale, tra cui Media 2000, ZdNet, Internet Magazine, Internet World, e-Business e molte altre. Di recente collabora per Sicurezza Sanitaria e scrive articoli per il sito di A.M.I.C.A. (www.infoamica.it), un'associazione che si occupa di inquinamento chimico ed elettromagnetico. Per la stessa associazione, che ha co-fondato nel 2003, organizza annualmente convegni medico-scientifici. Nel 2010 ha pubblicato il saggio "Il Cerchio Perfetto" sul conflitto di interessi nelle politiche ambientali e di salute pubblica

Sicuramente torneremo a parlare de La città bianca, anche in occasione delle prossime presentazioni, abbiamo ritenuto però interessante intervistare Francesca Romana Orlando, durante la sua partecipazione a Più libri più liberi a Roma.

logo edizioni miniCome mai l'idea di scrivere un giallo su un argomento così importante come l'inquinamento elettromagnetico?

 

Francesca Romana Orlando logoNegli ultimi anni mi sono interessata sempre di più alla questione dei campi elettromagnetici perché è un tipico esempio in cui si osserva il divario tra conoscenze scientifiche e legislazione. A fronte di maggiori evidenze, infatti, di un rischio legato all'esposizione a radiofrequenza emessa dalle tecnologie senza fili - come wi-fi, cellulari, cordless, ecc. - manca un recepimento da parte delle agenzie di salute pubblica e i governi stentano ad intraprendere misure di tutela della salute più cautelative.

 logo edizioni miniCome ha avuto l'idea di mischiare dati reali con dati fantastici?

 

Francesca Romana Orlando logoHo avuto l'idea di utilizzare elementi fantastici per approfondire questioni reali da un maestro della narrativa contemporanea, Michael Crichton, che nei suoi romanzi è riuscito a trattare di argomenti scientifici complessi e del loro impatto sulla società in modo accattivante e comprensibile a tutti.

 logo edizioni miniIl libro è molto avvincente ma anche molto corposo, come mai il racconto si svolge in così tante pagine?

Francesca Romana Orlando logoMi piaceva far entrare gradualmente il lettore in mondi che sono probabilmente distanti dalla sua vita quotidiana, come quello della ricerca scientifica, delle agenzie di salute pubblica, delle società di consulenza e di pubbliche relazioni, dell'industria delle telecomunicazioni e della criminalità organizzata.
Attraverso un intreccio crescente che corre in parallelo negli Stati Uniti, in India, in Italia e in Inghilterra, ho messo in correlazione questi contesti per mostrare che la ricerca scientifica è fortemente condizionata dagli interessi economici e politici. E' noto, infatti, che l'industria sia solita finanziare studi ad hoc e servirsi di esperti di pubbliche relazioni per produrre verità di comodo che rassicurano l'opinione pubblica in merito ai prodotti che mette in commercio.
Nel caso dell'industria delle telecomunicazioni, poi, questa forma di condizionamento della ricerca è stata ampiamente dimostrata e analizzata da un punto di vista sociologico. Personalmente ho preferito far conoscere questi problemi attraverso la narrativa, invece che attraverso un trattato di sociologia, anche perché questo condizionamento si presta a interpretazioni fantasiose sulla possibile commistione tra industria e criminalità organizzata.

logo edizioni miniCi parli delle caratteristiche dei protagonisti. 

 

Francesca Romana Orlando logoIl libro è corale nel senso che ci sono tanti protagonisti che si trovano di fronte ad una scelta. L'idea del romanzo nasce da un personaggio in particolare, quello della dottoressa Cassandra Conte, biologa dell'Istituto Superiore di Sanità che è chiamata da un Giudice del Tribunale di Secondo Grado di Roma ad esprimersi in merito alla pericolosità delle antenne della telefonica mobile.
Ho immaginato Cassandra Conte all'apice della sua carriera. Figlia di un decano della medicina italiana, la Conte ha raggiunto all'Istituto Superiore di Sanità una delle posizioni più prestigiose a cui un biologo possa ambire nel nostro Paese. Man mano che approfondisce la questione della pericolosità dei campi elettromagnetici emessi dalle antenne, si rende conto di non condividere le posizioni rassicuranti delle agenzie di salute pubblica, come l'OMS e lo stesso istituto per cui lavora, perché secondo molti studi scientifici i campi elettromagnetici possono causare molte patologie anche al di sotto degli attuali limiti di legge.
La protagonista, dunque, si trova ad un bivio: seguire la propria deontologia professionale e dare ragione ai cittadini oppure attestarsi sulle posizioni rassicuranti delle agenzie di salute pubblica e dare ragioni ai gestori della telefonia mobile. A complicare la sua decisione arriva la proposta di un lavoro estremamente remunerativo da una fondazione di ricerca finanziata dall'industria delle telecomunicazioni. Sarà l'incontro con uno scienziato indiano a darle il coraggio di decidere, ma non senza conseguenze impreviste.
copertina-citt-bianca-x-sitoIl personaggio di Raj Kotak, fisico indiano, mi è stato ispirato da una persona reale, il Prof. Girish Kumar, del Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell'Istituto IIT di Bombay in India, il quale ha presentato al proprio governo proprio un rapporto sulla pericolosità delle antenne dei cellulari e ha avuto un'esperienza personale di elettrosensibilità. E' stato diversi mesi male con un progressivo aumento di sintomi che è riuscito a ricollegare alle esposizioni a radiofrequenza che subiva nel suo ambiente di lavoro. Le antenne presenti nel laboratorio accanto al suo, infatti, lo facevano stare male e solo schermando il proprio studio, è riuscito a far sparire tutti i sintomi di cui soffriva. Mi è sembrato interessante che un fisico abbia vissuto sulla propria persona gli effetti nocivi dei campi elettromagnetici. Anche in Italia ho conosciuto tecnici che soffrivano degli  stessi identici problemi i quali, per non avere ripercussioni di carattere lavorativo, hanno preferito tacere piuttosto che esprimere le proprie difficoltà in quanto l'elettrosensibilità ad oggi è una condizione non riconosciuta dalla comunità medica. L'esperienza del Prof. Kumar mi ha incuriosito particolarmente e l'ho voluta ripercorrere nel personaggio di Raj Kotak.
Un altro protagonista del libro è Theodore Cunningham, esperto di pubbliche relazioni che lavora per un'organizzazione occulta di società di telecomunicazioni. Abituato a mentire per confezionare verità rassicuranti per l'opinione pubblica, Cunningham si trova a dover far fronte alla richiesta di eliminare fisicamente alcuni scienziati "scomodi" per l'industria dei cellulari. Anche se è perfettamente consapevole che uccidere con una pistola non è diverso dall'uccidere con la negazione della verità, al momento di commettere azioni illegali, decide di redimersi e di smascherare l'organizzazione clandestina per cui lavora.

logo edizioni miniPerché partire dall'Italia?

 

Francesca Romana Orlando logo

Il romanzo parte dall'Italia e, in particolare da Roma, perché è la mia città ed è qui che ho immaginato una ricercatrice dell'Istituto Superiore di Sanità che proprio nella sera di frivolezze e di buon umore, la sera di Capodanno, deve fare i conti con la propria coscienza.

logo edizioni miniCome è nato in lei l'interesse per le questioni ambientali?

 

Francesca Romana Orlando logoHo cominciato ad interessarmi di ambiente perché ho una storia personale di gravi problemi di salute causati da veleni ambientali. È per questa ragione che undici anni fa ho co-fondato AMICA (www.infoamica.it), un'associazione impegnata per la difesa della salute e dell'ambiente. Attraverso l'attivismo mi sono accorta di quanto complessa sia la nostra società attuale e di quanto le scelte politiche dipendano dal parere di esperti sui quali è difficile compiere un monitoraggio democratico.

logo edizioni miniQuale messaggio vuole dare ai lettori?

 

Francesca Romana Orlando logoIl messaggio che vorrei far arrivare ai lettori è quello di imparare a mantenere uno spirito critico e vigile, facendo lo sforzo di informarsi in modo indipendente sul mondo che ci circonda.
Siamo fortemente condizionati, infatti, dal pensiero positivista secondo il quale, attraverso la ragione e gli strumenti del metodo sperimentale galileiano, sia possibile conoscere tutto e controllare tutto. In realtà, la nostra società si scontra oggi con una sfida nuova, quella del conflitto di interessi.
Sempre più la ricerca scientifica è condizionata dai suoi finanziatori e questo fenomeno dovrebbe essere in qualche modo controllato e regolamentato. Quando un ricercatore conclude che un farmaco, una tecnologia o un prodotto non è pericoloso per la salute, dopo aver impostato la propria ricerca su appositi vizi progettuali proprio per non trovare effetti nocivi, commette un vero e proprio crimine, ma al momento questo oggi non è illegale.

Acquista direttamente La città bianca su PSYCHOSTORE.NET
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Redazione

Grande attesa per l'uscita in libreria de La città bianca di Francesca Romana Orlando

copertina-città-bianca-x-sitoDal 18 dicembre è finalmente disponibile in tutte le librerie e on line La città bianca il romanzo thriller di Francesca Romana Orlando nella collana A Tu per Tu - Edizioni Psiconline.



La città bianca è già stato presentato in anteprima a Pedavena e poi a Terni nell'ambito di manifestazioni nelle quali si è discusso dei rischi per la salute legati ai campi elettromagnetici di wi-fi, cellulari, dispositivi mobili, tema ampiamente trattato nel libro anche se, come l'autrice stessa ha specificato, il libro è opera di fantasia. I personaggi, le multinazionali, le organizzazioni e le istituzioni citate, come la E-ART o il Global Forum for Mobile World, sono il prodotto dell'immaginazione dell'autrice. Nel caso di istituzioni reali, come l'Istituto Superiore di Sanità e l'OMS, o di eventi reali, la citazione serve ad offrire una cornice alla finzione e non ha alcun intento di descrivere la condotta di alcuno degli appartenenti a queste istituzioni.
Anche le vicende relative al conflitto di interessi nella commissione IARC, che sono state svelate da un'inchiesta giornalistica, sono citate in questo libro esclusivamente come pretesto per costruire intorno ad esse gli intrecci della finzione.
Quando si fa riferimento a studi scientifici reali, questi sono citati dettagliatamente in nota.

Il volume conduce il lettore in mondi che sono probabilmente distanti dalla sua vita quotidiana, come quello della ricerca scientifica, delle agenzie di salute pubblica, delle società di consulenza e di pubbliche relazioni, dell'industria delle telecomunicazioni e della criminalità organizzata.
La città bianca è un volume piuttosto corposo, ma ciò non deve intimidire chi è in cerca di novità editoriali anche in vista dei regali di Natale e rimane incuriosito, ma anche indeciso se acquistare il libro fresco di stampa nonostante le sue quasi seicento pagine.
La città bianca è infatti un libro che rapisce il lettore dalla prima all'ultima pagina, che si esaurisce in poche ore perché è impossibile interrompere la lettura, si diventa parte della storia e la suspense fa restare in allerta in quell'intreccio crescente di varie vicende che corre in parallelo negli Stati Uniti, in India, in Italia e in Inghilterra e che coinvolge personaggi diversi tra loro.
Un tranquillo professore di statistica di una università di provincia si è appena trasferito a New York. Sta per iniziare una consulenza per una delle più grandi società di assicurazioni statunitensi. È entusiasta. Sembra che niente possa fermare la sua ascesa nella Grande Mela quando apre la porta della sua camera d’hotel e viene ucciso da un misterioso fattorino.
A Londra, l'ultima sera dell'anno, un esperto PR della City partecipa ad un incontro degli alcolisti anonimi. Vuole cambiare la sua vita e per non essere riconosciuto, ha scelto una chiesa di periferia.
A Roma una biologa dell’Istituto Superiore di Sanità sta preparando una perizia per conto del tribunale sui rischi connessi ai ripetitori dei cellulari. È una decisione difficile da cui dipenderà il destino di centinaia di persone, ma anche il suo. Se sbaglia potrebbe restare isolata dalla comunità scientifica. Ad aggravare queste preoccupazioni c’è l’accusa assurda di essere coinvolta in un traffico di stupefacenti e lo strano incidente stradale di cui è vittima suo padre, decano di medicina ormai in pensione.
Un ingegnere di Nuova Dehli sta per lasciare l’India per iniziare una nuova carriera a Londra, quando una giovane e bellissima ricercatrice si offre a lui con eccessiva disinvoltura.
Che cosa accomuna questi personaggi?
Si trovano tutti ad un bivio, di fronte ad una scelta e sono tutti in pericolo di vita.

Francesca_Romana_Orlando_LacittàbiancaFrancesca Romana Orlando, giornalista professionista, è esperta di divulgazione scientifica. Ha studiato Lettere all'Università La Sapienza di Roma e all'Università di Exeter nel Regno Unito. Ha conseguito prima il Perfezionamento in Scienze della Comunicazione presso la Sapienza e poi la Specializzazione in Analisi e Gestione della Comunicazione all'Università di Tor Vergata, facendo esperienza presso la redazione di Rai News 24 e del Tg3 Nazionale. Ha vinto nel 2000 il Premio speciale della giuria del Rotery Club Roma Nord-Ovest "C. Casalegno" per la qualità del percorso formativo.
Dalla fine degli anni '90 alla metà degli anni 2000 ha lavorato per diverse riviste del settore delle telecomunicazioni e dell'editoria digitale, tra cui Media 2000, ZdNet, Internet Magazine, Internet World, e-Business e molte altre. Di recente collabora per Sicurezza Sanitaria e scrive articoli per il sito di A.M.I.C.A. (www.infoamica.it), un'associazione che si occupa di inquinamento chimico ed elettromagnetico. Per la stessa associazione, che ha co-fondato nel 2003, organizza annualmente convegni medico-scientifici. Nel 2010 ha pubblicato il saggio "Il Cerchio Perfetto" sul conflitto di interessi nelle politiche ambientali e di salute pubblica.

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L'uomo che correva vicino al mare di Ciro Pinto alla Rassegna Internazionale dell'Editoria di Cattolica

copertina-uomo-che-correva-sitoDomenica 14 dicembre ore 17.15, CIRO PINTO presenta L’UOMO CHE CORREVA VICINO AL MARE durante la Rassegna Internazionale dell’Editoria WORLDBOOK (12-14 dicembre) presso il Museo della Regina – CATTOLICA




L'UOMO_CHE_CORREVA_VICINO_AL_MAREUn uomo corre vicino al mare per sfuggire alla malattia, alle iatture della vita e alla morte.
Il protagonista tenta ogni giorno di perpetuare le sue abitudini anche dopo la morte della moglie, come un pazzo che, crollata la casa, rimane fuori a governare il giardino come se nulla fosse successo.
La sua vita si sgretola pian piano, la sua corsa lo porta dentro i suoi ricordi, mentre la mente si sfoca e si perde nella nebbia di un precoce invecchiamento.
Una storia d’intima sofferenza, con riflessioni e spunti.
I temi del ricordo, della famiglia e della riflessione sulla vita molto intensi e toccanti si sviluppano attraverso luoghi e momenti diversi, seguendo la trama del romanzo.
La storia termina con la proiezione nel futuro di qualche anno, che dona alla fine una luce di speranza: la possibilità che l’umanità ha di tramandare se stessa rende possibile il perpetuarsi della vita e il superamento della morte.

CIRO PINTO è nato a Napoli nel novembre del 1953, dove tuttora risiede.
Ha pubblicato nel settembre del 2012 il suo primo romanzo: Il problema di Ivana, Edizioni Draw Up. Menzione d’onore al Premio Internazionale di Letteratura, 27ma edizione Phintia 2013.
Terzo classificato, sezione editi, al Premio di Letteratura Circe, I edizione. Menzione speciale dell’Asso Artisti Nazionale nell’ambito del Premio Circe.
Ha pubblicato due racconti su Storie brevi de La Feltrinelli nel 2013 e un racconto nell’antologia Crisalide, Edizioni Draw Up, Ottobre 2012, di cui ha curato l’editing ed è stato coordinatore editoriale. È inoltre autore di diverse poesie, tra cui alcune premiate e pubblicate in antologie Artemuse e Circumnavigarte.
L’uomo che correva vicino al mare si è classificato al secondo posto, nella sezione inediti, al Premio di Letteratura Circe, I edizione 2013 (primo classificato dalla Giuria dei lettori).

L’autore è introdotto da Stefania Maestri (Scrittrice, consulente letteraria)

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Redazione

Stefano Mosca presenta Le Ali di Christina alla Rassegna Letteraria LIBeRI: che cosa possono le parole?

Dopo la presentazione a Napoli alla Mostra d'Oltremare, Giovedì 11 dicembre alle ore 16.00, STEFANO MOSCA presenta LE ALI DI CHRISTINA presso la Sala Conferenze – Chiostro Comunale Sant’Agostino – Via Mazzini, 67 – Caserta.




stefano_mosca_CASERTALe Ali di Christina è una piccola metafora sulla libertà, raccontata con stile fiabesco. Un racconto breve che custodisce un messaggio profondo e che vuol portare il lettore alla riflessione.
La piccola Christina, rinchiusa in una pericolosa torre, inizia un percorso utopistico verso la consapevolezza e la trasformazione di se stessa.
Attraverso esperienze surreali, la piccola donna arriverà a imporsi su una società che la vuole identica agli altri e a far valere la sua personalità.

Quando la consapevolezza di chi siamo realmente inizia a farsi strada nel nostro animo, non ci resta che liberarci da ciò che ci limita e iniziare quel viaggio, quel volo, che ci porta finalmente ad essere noi stessi. In un mondo che si contamina l’unico modo per non cadere è liberarci di ogni cosa.



STEFANO MOSCA è nato a Maddaloni (CE) nel 1982, è un critico letterario e recensore cinematografico. Ha maturato esperienza nel teatro come attore e nella lettura espressiva di brani poetici. Nutre grande interesse per la psicologia e l’interpretazione dei sogni. È appassionato di illustrazioni. Attivista per i diritti umani, collabora come redattore volontario con Ong italiane ed internazionali. “Le Ali di Christina” è il suo racconto d’esordio di cui ha realizzato anche le illustrazioni.

La presentazione è inserita nell’ambito della rassegna letteraria LIBeRI: che cosa possono le parole? organizzata dall’Associazione RAIN con il patrocinio del Comune e della Provincia di Caserta.

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La città bianca di Francesca Romana Orlando al Salone del Benessere a Terni

Domenica 7 dicembre alle ore 15.00, al Salone del Benessere, presso Piscine dello Stadio Viale dello Stadio, 40 - Terni, FRANCESCA ROMANA ORLANDO presenta LA CITTÀ BIANCA - Edizioni Psiconline.




la città biancaIl Salone del Benessere è l'evento dedicato al Benessere Naturale di corpo e mente - Discipline Olistiche - Energie rinnovabili - Risparmio Energetico e BioEdilizia con esposizione, vendita, corsi, conferenze, dimostrazioni, spettacoli e pratiche di gruppo.

Nel corso della presentazione si discuterà dei rischi per la salute legati ai campi elettromagnetici di wi-fi, cellulari, dispositivi mobili.

Francesca Romana Orlando, giornalista professionista, è esperta di divulgazione scientifica. Ha studiato Lettere all'Università La Sapienza di Roma e all'Università di Exeter nel Regno Unito. Ha conseguito prima il Perfezionamento in Scienze della Comunicazione presso la Sapienza e poi la Specializzazione in Analisi e Gestione della Comunicazione all'Università di Tor Vergata, facendo esperienza presso la redazione di Rai News 24 e del Tg3 Nazionale. Ha vinto nel 2000 il Premio speciale della giuria del Rotery Club Roma Nord-Ovest "C. Casalegno" per la qualità del percorso formativo.Dalla fine degli anni '90 alla metà degli anni 2000 ha lavorato per diverse riviste del settore delle telecomunicazioni e dell'editoria digitale, tra cui Media 2000, ZdNet, Internet Magazine, Internet World, e-Business e molte altre. Di recente collabora per Sicurezza Sanitaria e scrive articoli per il sito di A.M.I.C.A. (www.infoamica.it), un'associazione che si occupa di inquinamento chimico ed elettromagnetico. Per la stessa associazione, che ha co-fondato nel 2003, organizza annualmente convegni medico-scientifici. Nel 2010 ha pubblicato il saggio "Il Cerchio Perfetto" sul conflitto di interessi nelle politiche ambientali e di salute pubblica.

Guarda la scheda del volume sul sito.

 

 

 

 
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La città bianca di Francesca Romana Orlando in anteprima a Pedavena (BL)

Giocittà_biancavedì 4 dicembre alle ore 20,30 presso la Sala Guarnieri di Pedavena, in anteprima assoluta, presentazione del libro thriller La città bianca di Francesca Romana Orlando, Edizioni Psiconline nella collana A Tu per Tu.




città_biancaUn tranquillo professore di statistica di una università di provincia si è appena trasferito a New York. Sta per iniziare una consulenza per una delle più grandi società di assicurazioni statunitensi. E’ entusiasta. Sembra che niente possa fermare la sua ascesa nella Grande Mela quando apre la porta della sua camera d’hotel e viene ucciso da un misterioso fattorino.

A Londra la sera dell’ultimo dell’anno un esperto di pubbliche relazioni della City partecipa ad un incontro degli alcolisti anonimi. Ha scelto la riunione in una chiesa della periferia di Londra per non essere riconosciuto. Vuole fare ammenda.

A Roma una biologa dell’Istituto Superiore di Sanità sta preparando una perizia per conto del tribunale sui rischi connessi ai ripetitori dei cellulari. E’ una decisione difficile da cui dipenderà il destino di centinaia di persone, ma anche il suo. Se sbaglia potrebbe restare isolata dalla comunità scientifica. Ad aggravare queste preoccupazioni c’è l’accusa assurda di essere coinvolta in un traffico di stupefacenti e lo strano incidente stradale di cui è vittima suo padre, decano di medicina ormai in pensione.

Un ingegnere di Nuova Dehli sta per lasciare l’India per iniziare una nuova carriera a Londra, quando una giovane e bellissima ricercatrice si offre a lui con eccessiva disinvoltura.

Non lo sanno, ma sono tutti in pericolo.

Francesca Romana Orlando, giornalista professionista, è esperta di divulgazione scientifica.

Dalla fine degli anni '90 alla metà degli anni 2000 ha lavorato per diverse riviste del settore delle telecomunicazioni e dell'editoria digitale, tra cui Media 2000, ZdNet, Internet Magazine, Internet World, e-Business e molte altre. Di recente collabora per Sicurezza Sanitaria e scrive articoli per il sito di A.M.I.C.A. (www.infoamica.it), un'associazione che si occupa di inquinamento chimico ed elettromagnetico. Per la stessa associazione, che ha co-fondato nel 2003, organizza annualmente convegni medico-scientifici. Nel 2010 ha pubblicato il saggio "Il Cerchio Perfetto" sul conflitto di interessi nelle politiche ambientali e di salute pubblica.

La presentazione, patrocinata dal Comune di Pedavena è organizzata dal Comitato No Antenne di Pedavena si discuterà del tema CAMPI ELETTROMAGNETICI E SALUTE.

città_bianca Guarda la scheda de La città bianca SUL SITO
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Intervista a Enrico Magni al Festival delle Letterature dell'Adriatico

ENRICO MAGNI FLAEdizioni Psiconline ha intervistato Enrico Magni durante la presentazione del suo Storie borderline della mia pipa. Infatti, a conclusione della dodicesima edizione del Festival delle Letterature dell'Adriatico, che si è svolto a Pescara da 6 al 9 novembre, e che ha registrato più di 14.000 presenze, domenica 9 novembre alle 17,00 presso il Circolo Aternino di Pescara anche Edizioni Psiconline era presente insieme con Enrico Magni che ha presentato al pubblico, intervenuto alla manifestazione, il suo ultimo lavoro pubblicato nella collana A Tu per Tu: Storie borderline della mia pipa.




enrico_magniEnrico Magni,  ha decisamente saputo tenere vivo l'interesse del pubblico per tutta la durata della sua presentazione. In effetti è impossibile, distrarsi o distogliere l'attenzione quando si è di fronte ad un relatore così ispirato, così infervorato nell'esporre le tematiche dei suoi racconti. Temi a lui cari che lo hanno accompagnato e che tuttora lo impegnano nel suo percorso professionale di psicologo e psicoterapeuta. Enrico Magni è uomo di grande cultura, raffinata intelligenza e di profonda sensibilità, che sa coinvolgere il lettore, dando voce alle storie di chi vive al confine tra “normalità” e “follia” e che voce non ha, storie che nascono dalla realtà, dall'incontro e dall'ascolto dell'altro. Storie narrate nel corso della sua attività perché venissero custodite e al momento opportuno “donate” al lettore perché le facesse sue e trovasse un messaggio una ispirazione, un nuovo significato. Storie che fanno nascere nuovi interrogativi e che generano una piccola rivoluzione nell'animo di chi legge.

Con piacere proponiamo al nostro pubblico l'intervista integrale.

 

logo edizioni miniQuando e come è nata l'idea di questo suo ultimo lavoro?

 

MAGNIlogoNon c'è un fatto o un evento particolare che mi abbia sollecitato a scrivere questo libro. Alcune storie stavano da anni in un cassetto. Le avevo scritte con la mia vecchia olivetti lettere 32 che avevo acquistato a rate da studente e che in ospedale qualcuno se l'è presa - mi brucia ancora -. Le storie  si ispirano a dei fatti che mi hanno catturato.  Prima di risistemare, riscrivere, riorganizzare queste storie e aggiungerne delle altre, avevo già scritto e pubblicato, per Edizioni Sapere di Padova, La discarica dei folli, che è un affresco metaforico sulla follia e Il mondo di Caino, che raccogli storie riguardanti il male. Protagonista costante di questi viaggi è un reporter che si ritrova poi in Storie borderline della mia pipa. Desideravo concludere una trilogia.
Lo spunto, dopo anni di silenzio di questi racconti, è scaturito dopo un serio intervento chirurgico.
Le storie sono state una forma di recupero alla realtà.

logo edizioni miniPerché “Storie Borderline”, se, in effetti, non vengono trattate delle patologie Borderline in senso stretto? E perché la pipa? È un rimando al lavoro psicoterapeutico ed in primis a Freud?

MAGNIlogoMi chiede perché borderline. L'etimologia di borderline è composta da border che significa bordo, limite e da line che significa linea. Sono storie che raccontano la dimensione del vivere il bordo dell'esistere, della quotidiano, sono storie dinamiche che stanno sulla soglia della normalità e follia. Sono storie cariche di energia, di contraddizioni. Non mi interessava la psicopatologia. Ci sono trattati che spiegano questo. Mi affascinavano le voci dell'esistere che si estendono e si muovono su dei fili come degli equilibristi.
La pipa mi è stata sempre di compagnia, è stato il mio oggetto transizionale. Ha partecipato, ha ascoltato i miei fantasmi e i fantasmi degli altri. L'ho lasciata, l'ho messa nel cassetto, dopo l'operazione. Mi manca il suo profumo, la sua presenza, il suo calore.
Freud fumava il toscano, Jung la pipa. La cosa che ci accomuna è il piacere del fumo e il suo gioco funambolico... Ha in mente quella bella poesia di Ungaretti? Natale "sto/ con le quattro/ capriole di fumo/ del focolare"

logo edizioni miniQual è lo scopo principale del suo libro?

 

MAGNIlogoMi pone una domanda complessa, troppo razionale. Le rispondo in termini generali. Quando scrivo qualcosa lo scopo che ho, può essere anche un testo di saggistica o altro, è quello di promuovere un messaggio e di lanciarlo sperando che qualcuno lo raccolga e gli sia utile. Un messaggio per muovere i neuroni!! Ma, quando il testo è nelle mani del lettore, dipenderà da lui trovare dei significanti. Quando ho concluso il lungo travaglio della scrittura, il testo mi sfugge dalle mani e prende una sua vita autonoma. Smette di appartenermi e inizia a vagare alla ricerca di un lettore che lo prenda. La mia speranza, ripeto, è che muova qualcosa di indistinto e solleciti delle domande.

logo edizioni miniPerché ha scelto di raccontare delle storie, invece che, ad esempio, scrivere una trattazione per ognuna delle patologie e dei disturbi descritti? E perché proprio queste storie?

MAGNIlogoIn parte le ho già risposto. Usando la forma della scrittura narrativa desideravo concludere una trilogia composta da: follia, male, limite. La forma narrativa è più libera e permette di muoversi tra i vari vicoli  della fantasia, passando dal registro della realtà a quello dell'immaginazione, permette di mettere insieme i frammenti depositati nella mente e nella memoria.
Ho scritto vari saggi. Il saggio necessita di una struttura testuale più 'fredda', più 'organizzata', insomma, per certe cose c'è bisogno di essere guidati dalle forme che i personaggi assumono, è opportuno lasciare che le storie si muovano guidate dell'inconscio personale e collettivo... non c'entra Jung... sono un eretico, sono un borderline.

logo edizioni miniLa sua esperienza ha in qualche modo influenzato la stesura ed i contenuti delle storie stesse?

MAGNIlogo

Queste storie nascono dall'incontro con l'Altro, con la A maiuscola, come direbbe o scriverebbe Lacan. Sono la trasposizione letteraria di racconti, di vicende veritiere, alcune sono andate nel profondo e hanno scosso dei meccanismi di difesa. Sono storie che sono state depositate nel cassetto per anni... qualche motivo ci sarà? Le ho riprese, riscritte, rivisitate e poi rimesse nel cassetto. Solo quando mi sono, ci siamo riappacificati, abbiamo cercato una disegno narrativa pacante e abbiamo preso forma.

logo edizioni miniTra le storie raccontate ce n'è qualcuna che ricorda con più partecipazione?

MAGNIlogo

Mi è difficile darle una risposta di getto. Ripeto, sono storie che sono state tenute a lungo nella memoria o nel cassetto. Ogni racconto taglia la tela del tempo e narra la pregnanza di uno stato emozionale, reale forte. Non sta a me scegliere, le storie mi hanno scelto e io le ho adottate.

logo edizioni miniIl disagio giovanile e la tossicodipendenza: temi che ricorrono nel suo volume, quali riflessioni sente di fare su un argomento così importante? Come è possibile individuare il disagio nei ragazzi per aiutarli tempestivamente a risolvere i problemi? La scuola può contribuire ad aiutare il ragazzo in difficoltà, quali strumenti ha oggi la scuola per prevenire il disagio giovanile?

MAGNIlogoMi fa una domanda articolata e complessa. Mi permetta di risponderle a pezzi: quali riflessioni sente di fare su un argomento così importante? Ho lavorato molto con il disagio giovanile, nella tossicodipendenza, ho scritto e pubblicato. Mi permetta di ricordare solo due testi che ho scritto. Il primo: Il volo di Rust: il disagio giovanile dentro e fuori il mito del 1998, edito da Bersani (Ve). Rust è quel giovane ragazzo di vent'anni, che nel 1987 per la prima volta, con un velivolo leggero, supera la Cortina di Ferro dell'URS e atterra nella Piazza Rossa del Cremlino. Era il segno che qualcosa sarebbe cambiato nel mondo. Ripercorrendo il mito classico dell'occidente con Omero ho evidenziato il disagio planetario del giovane che stava cercando una nuova identità ed era alla  ricerca di una voce. La questione è ancora aperta... va oltre. Il pensiero dominante occidentale cerca di categorizzare le tappe della vita. Oggi i giovani, per essere giovani, non devono accettare più di essere giovani (paradosso). È  sempre un potere Altro che definisce quello che il giovane è o si è.
In merito alla tossicodipendenza. Dopo anni di lavoro duro, avendo assistito a troppe morti, sono giunto alla conclusione che è indispensabile superare la politica del proibizionismo. Sono per l'assoluta depenalizzazione e per la riduzione del danno. Mi piace l'impostazione del Portogallo.
La tossicodipendenza non è più un fenomeno generazionale ma intergenerazionale, sociale ed economico oltre che criminoso.
Mi domanda: Come è possibile individuare il disagio nei ragazzi per aiutarli tempestivamente a risolvere i problemi?
Non ho una ricetta. Ho scritto in collaborazione con un mio collega un testo Droghe ricreative le life skills per crescere in-indipendenti nel 2010 per la Franco Angeli dove si cerca di dare degli strumenti per rinforzare le potenzialità individuali presenti, lavorando sull'empowerment che implica l'autostima e la capacità di confrontarsi di fronte alle difficoltà reali o simulate.

Mi chiede se: La scuola può contribuire ad aiutare il ragazzo in difficoltà, quali strumenti ha oggi la scuola per prevenire il disagio giovanile?
Le racconto brevemente un fatto che per me è stato significativo e fondamentale perché mi ha dato lo spunto per iniziare a svolgere all'interno della scuola un lavoro di prevenzione con gli studenti delle scuole medie superiori.

La preside di questo liceo sperimentale con circa mille studenti era indecisa se chiamare la polizia con i cani, per ispezionare le aule, oppure provare a consultare il servizio per la tossicodipendenza della sanità pubblica. Ci siamo confrontati. Abbiamo stabilito che era compito della sanità pubblica e della scuola svolgere la funzione di prevenzione del disagio. Con la Preside ci convincemmo che  mai la Polizia o le forze di sicurezza dovrebbero entrare nelle scuole, men che meno con i cani, Se avessimo lasciato spazio alla Polizia avremmo ammesso il  fallimento della scuola e il nostro.
Bisogna potenziare gli interventi di ascolto, di counseling... aprirsi al nuovo senza aver paura di essere inghiottiti dall'angoscia di precipitare dalla torre.  La scuola è il primo presidio sostanziale, fondamentale per lo sviluppo psicosociale. È importante.

logo edizioni mini A chi si sente di consigliare la lettura del suo libro?

 

MAGNIlogo Mi fa una domanda alla quale non saprei rispondere... direi a tutti. Sono dei racconti, delle storie che  descrivono la crudezza della realtà.
Non sono delle storie intimistiche o noir che vanno di moda. Certo è un libro che va letto non a letto prima di addormentarsi. Mi lasci passare una battuta: non è vietato ai minori di 14 anni né di 80.

logo edizioni miniVuole aggiungere qualche commento o considerazione?

 

MAGNIlogoRingrazio la casa editrice Psiconline per avere deciso di pubblicarlo.  Desidero evidenziare l'interessante collana A tu per Tu che favorisce un filone narrativo che è rimosso dalle grandi produzioni editoriali. Un grande incoraggiamento alle casa editrice e agli operatori. Forza!!!

logo edizioni miniGrazie a lei per la partecipazione e l'incoraggiamento.

 

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Redazione

Marzia. Due donne di Marco Andreoli dal 27 novembre in libreria e on-line

Marzia. Due donne è il romanzo d'esordio di Marco Andreoli nella collana A Tu per Tu di Edizioni Psiconline (14,00 euro) dal 27 novembre in tutte le librerie e on-line.



marzia-due-donne-per-sitoUna donna che, non inganni, contiene anche pensieri  e parti di uomini.
Una donna perché ogni uomo, comunque, per un breve periodo della propria esistenza, è stato parte di una donna... 


Marzia è una donna ad un bivio.
Vive la sua vita quotidiana senza troppa convinzione, senza quell’energia vitale e creativa che l’aveva sorretta e sospinta negli anni dell’adolescenza.
Pian piano quest’energia sembra essersi dispersa, quasi dissolta nelle crepe che la vita crea attorno ad ognuno di noi.
Crepe in cui si infilano i nostri anni, le nostre passioni, le nostre pulsioni più costruttive e preziose.
Crepe che, man mano, vengono riempite da sospetti, dissapori, rancori, rammarichi e rimpianti, rendendo la nostra vita più vuota, più sbiadita.
Crepe che generano quella sensazione di essere invecchiati, anche se lo specchio rimanda sempre la stessa immagine di donna giovane e bellissima.
Ma quella sensazione esiste e non si riflette in uno specchio: è dentro di noi.
Essere invecchiati dentro.
Sentire le rughe nell’anima e non avere creme o prodotti per combatterle lascia per un attimo sconcertati, sgomenti.
Fino a che non arriva un mazzo di rose.
Profumate, proprio di quel colore, di quella sfumatura, di quella grandezza.
E la vita riprende a scorrere forte nelle vene di questa donna coraggiosa.
Marzia - Due donne è il viaggio lungo un anno di una donna in continuo divenire.
Da un periodo un po’ grigio della propria esistenza in cui un mazzo di rose rappresenta l’elemento catalizzatore per una scossa, una rinascita, un cambiamento, fino alla trasformazione in una donna diversa, più consapevole, più forte.
Il libro è una raccolta di riflessioni sulle cose che contano nella vita e sulla riscoperta dell’energia interiore, della femmina selvaggia e coraggiosa che ogni donna ospita, seppur sopita, nel profondo della propria anima.

 
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Le ali di Christina di Stefano Mosca alla Mostra d'Oltremare - Napoli

Le_ali_di_Christ_52cdadc15a890Continuano con successo gli incontri di STEFANO MOSCA con i suoi lettori.
LE ALI DI CHRISTINA stavolta è a Napoli alla Mostra d'Oltremare presso la libreria Libri Liberi in Movimento, domenica 30 novembre ore 17,30 (insieme alla presentazione del libro Dove cedono le stelle di C.S. Campolattano).


le_ali_di_christinaLE ALI DI CHRISTINA è il romanzo d’esordio di Stefano Mosca di cui ha realizzato anche le illustrazioni.
La piccola Christina, rinchiusa in una pericolosa torre, inizia un percorso utopistico verso la consapevolezza e la trasformazione di se stessa.
Attraverso esperienze surreali, la piccola donna arriverà a imporsi su una società che la vuole identica agli altri e a far valere la sua personalità. Quando la consapevolezza di chi siamo realmente inizia a farsi strada nel nostro animo non ci resta che liberarci da ciò che ci limita e iniziare quel viaggio, quel volo, che ci porta finalmente ad essere noi stessi.

In un mondo che si contamina l’unico modo per non cadere è liberarci di ogni cosa. La materialità ha seminato la vita dell’uomo, ammalandolo. La salvezza è nascosta davanti ad ognuno di noi: trovarla e crederci al punto da spiccare il volo.

Le Ali di Christina è una piccola metafora sulla libertà, raccontata con stile fiabesco. Un racconto breve che custodisce un messaggio profondo e che vuol portare il lettore alla riflessione.

Un racconto breve che custodisce un messaggio profondo e che vuol portare il lettore alla riflessione: avere il coraggio di andare oltre ciò che ci è stato imposto. Ciò che ci è stato concesso. Avere coraggio, di buttarsi giù dalla torre e andare oltre.

STEFANO MOSCA è nato a Maddaloni (CE) nel 1982, è un critico letterario e recensore cinematografico.
Ha maturato esperienza nel teatro come attore e nella lettura espressiva di brani poetici. Nutre grande interesse per la psicologia e l’interpretazione dei sogni.
È appassionato di illustrazioni.
Attivista per i diritti umani, collabora come redattore volontario con Ong italiane ed internazionali.
“Le Ali di Christina” è il suo racconto d’esordio di cui ha realizzato anche le illustrazioni.

INTERVENGONO: Anna Lerro (Psicologa/Psicoterapeuta) - Stefano Mosca - Chiara Serafina Campolattano
MODERA: Angela Feola (Insegnante)

Edoardo Integlia leggerà alcuni brani dei libri presentati

Acquista direttamente Le ali di Christina su PSYCHOSTORE.NET

Guarda l'intervista di Stefano Mosca gentilmente concessa da Televomero

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Nel nome di Dio. Un giudice penale e un sacerdote mago di Maria Francesca Mariano a Taviano (Lecce)

ICop_Nel_nome_di_dioxsitoSabato 29 novembre alle ore 19,00 presso la sede dell’Associazione V. Bachelet di Taviano (Lecce), MARIA FRANCESCA MARIANO presenta Nel nome di Dio. Un giudice penale e un sacerdote mago.




Dopo il successo ottenuto a Bassano del Grappa, nella prestigiosa Libreria Roberti introdotta da Matteo D'Angelo, autore per Edizioni Psiconline del romanzo La stella alpina e la farfalla. I riflessi dell’anima,  proseguono gli incontri con la nostra bravissima autrice, stavolta protagonista a Taviano (Lecce).

Il romanzo "Nel Nome di Dio. Un Giudice Penale e un Sacerdote Mago" attraverso la vicenda di un Magistrato e di un Esorcista, alleatisi per salvare un uomo, racconta il vissuto quotidiano di un Giudice Penale, al di fuori degli stereotipi proposti dai media, in una ricostruzione veritiera delle sue categorie di ragionamento, della sua solitudine, degli ostacoli frapposti all’accertamento della verità, nello sforzo di conservarsi integri in mezzo alle difficoltà della quotidianità, e di un Sacerdote che guiderà il Giudice attraverso l’esperienza sconvolgente di un esorcismo, eseguito con l’impiego di energie fuori dal comune alle quali l’Esorcista attingerà, forte di un passato oscuro dal quale ha cercato redenzione.

locandina presentazione nel nome di dio - TavianoIl percorso interiore dei personaggi diverrà il percorso del passaggio dal buio alla luce, nel monito finale che porrà ogni coscienza davanti al giudizio dell’Uno Creatore, in un’epopea dell’anima raffigurata in una trama ricca di colpi di scena, nella contrapposizione di due archetipi dello spirito: il Giudice rappresentante del potere temporale e il Sacerdote rappresentante del potere spirituale.

MARIA FRANCESCA MARIANO, nata a Galatina in provincia di Lecce, dopo il liceo classico si è laureata in giurisprudenza presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma con lode. Magistrato più giovane d’Italia a ventitré anni, dopo l’esperienza professionale in Sicilia, oggi è Giudice della Corte di Assise di Lecce, impegnata nel contrasto alla criminalità organizzata soprattutto di stampo mafioso, oltre che in iniziative a carattere culturale.
Il suo primo lavoro letterario è stato la pubblicazione del romanzo ‘Ha visto e non ha taciuto’ per la casa editrice romana LIUX Edizioni. Il libro, formato da due racconti lunghi, sviluppa il tema del rapporto tra fede ed esoterismo. Ha, inoltre, composto il testo teatrale 'Falcone e Borsellino –storia di un dialogo-' messo in scena a Palermo nel gennaio 2013 in occasione dell’inaugurazione del Centro Paolo Borsellino del quale è divenuto testo ufficiale.FRANCESCAMARIANO

La presentazione del volume Nel nome di Dio di Maria Francesca Mariano è organizzata dalla Associazione V. Bachelet.
Relatori: Dott. Roberto Tanisi (Magistrato) e Don Angelo Corvo (Sacerdote).

Marco Romano leggerà alcuni brani tratti dal libro.

Esibizione di Cristina Verri maestra di danza orientale

ICop_Nel_nome_di_dioxsitoAcquista direttamente Nel nome di Dio su PSYCHOSTORE.NET
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Ciro Pinto presenta L'uomo che correva vicino al mare il 21 novembre a Rende (CS).

uomo-che-correva-rendeIl giorno 21 novembre alle ore 17,00 presso la Sala Giove dell’Hotel San Francesco a Commenda di Rende (CS), CIRO PINTO presenta il suo ultimo libro L'uomo che correva vicino al mare (insieme alla presentazione di Trinacrime di Alessandro Vizzino) - Edizioni Psiconline.


La presentazione è inserita nella  rassegna letteraria Autori D’Autunno organizzata e promossa dall’Associazione Culturale GueCi.




pintoarendeUn uomo corre vicino al mare per sfuggire alla malattia, alle iatture della vita e alla morte.
Il protagonista tenta ogni giorno di perpetuare le sue abitudini anche dopo la morte della moglie, come un pazzo che, crollata la casa, rimane fuori a governare il giardino come se nulla fosse successo.
La sua vita si sgretola pian piano, la sua corsa lo porta dentro i suoi ricordi, mentre la mente si sfoca e si perde nella nebbia di un precoce invecchiamento.
In questa corsa all’indietro ritrova innanzi a sé i dilemmi mai risolti: la perdita della madre quand’era ancora bambino, il ricordo del padre, abbandonato troppo frettolosamente dentro una morte improvvisa e rapida, come uno schiaffo talmente forte da ammazzare persino il dolore.
Tenta di ricostruirsi un futuro, ma l’impresa si presenta più ardua di quanto previsto e sullo sfondo una verità che non vuole accettare.
Una storia d’intima sofferenza, con riflessioni e spunti.
I temi del ricordo, della famiglia e della riflessione sulla vita molto intensi e toccanti si sviluppano attraverso luoghi e momenti diversi, seguendo la trama del romanzo.
La storia termina con la proiezione nel futuro di qualche anno, che dona alla fine una luce di speranza: la possibilità che l’umanità ha di tramandare se stessa rende possibile il perpetuarsi della vita e il superamento della morte.

pinto_a_rendeCIRO PINTO è nato a Napoli nel novembre del 1953, dove tuttora risiede. Ha pubblicato nel settembre del 2012 il suo primo romanzo: Il problema di Ivana, Edizioni Draw Up. Menzione d’onore al Premio Internazionale di Letteratura, 27ma edizione Phintia 2013. Terzo classificato, sezione editi, al Premio di Letteratura Circe, I edizione. Menzione speciale dell’Asso Artisti Nazionale nell’ambito del Premio Circe. Ha pubblicato due racconti su Storie brevi de La Feltrinelli nel 2013 e un racconto nell’antologia Crisalide, Edizioni Draw Up, Ottobre 2012, di cui ha curato l’editing ed è stato coordinatore editoriale. È inoltre autore di diverse poesie, tra cui alcune premiate e pubblicate in antologie Artemuse e Circumnavigarte. L’uomo che correva vicino al mare si è classificato al secondo posto, nella sezione inediti, al Premio di Letteratura Circe, I edizione 2013 (primo classificato dalla Giuria dei lettori).

Interverranno in qualità di relatori e commentatori dei testi la dott.ssa Anna Canè e la scrittrice rendese Maria Marcella Vivacqua.
Le letture dei testi saranno a cura di Livia Caputo.
Modererà l’evento Anna Laura Cittadino, presidente GueCi.
Presenti all’evento entrambi gli Autori.

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http://issuu.com/edizionipsiconline/docs/l-uomo-che-correva-vicino_al_mare
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