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Bianca Brotto si racconta su GardaWeek

Bianca BrottoBianca Brotto è una autrice molto apprezzata dalla critica e dai lettori, deve il suo successo ai suoi due romanzi "Dentro le scarpe" e "Perché io" entrambi pubblicati da Edizioni Psiconline, con i quali è riuscita nel suo proposito di "raccontare qualcosa e qualcuno che toccasse le corde più profonde di noi stessi" e "condividere parole di stimolo, di confronto, divertendo, ma allo stesso tempo, accompagnando i lettori alla scoperta di se stessi" .

Bianca Brotto è riuscita a realizzare il suo sogno che l'accompagna dall'infanzia cioè assecondare il suo talento che è quello della scrittura.
Scopriamo qualcosa di più su Bianca Brotto e i suoi romanzi nella intervista che ha rilasciato a GardaWeek  (a cura di Gianfranco Iovino) e che di seguito pubblichiamo.

D. Il messaggio contenuto nel romanzo Dentro le scarpe?
R. Essendo i personaggi del romanzo accomunati dall'incontro con il medesimo uomo, questo appuntamento della vita offre a tutti un cambio di rotta.
Qualcuno coglierà l'occasione, altri no. La vita è una grande caccia al tesoro e il mondo è la mappa ricca di indizi per raggiungere la meta. Molto spesso le tracce sono persone, a volte fatti o frasi sentite "per caso". Siamo noi a decidere se seguire fato, istinto  o destino.

D. In cosa consiste questo "tesoro" che ognuno di noi potrebbe trovare?
R. C'è un capitolo dal titolo "La soglia". Il protagonista legge sulla porta di un monastero la frase "Diventa ciò che sei". Ecco, questo è il tesoro. In ognuno di noi c'è un'essenza unica, un seme che racchiude lo scopo della vita, proprio come il seme di una grande quercia la contiene già dentro di sé. Noi dobbiamo solo comprendere cosa siamo dentro e cosa vorremmo essere. Se riusciamo a diventare ciò che saremmo voluti essere, abbiamo raggiunto il tesoro.

copertine brottoD. È appena stato pubblicato il secondo libro dal titolo "Perché io?"
R. È una biografia, quella di Chiara Cervi, segnalatami da un'amica. Mi ha parlato di lei, come di una donna speciale che avrei dovuto incontrare. E quel giorno è arrivato la settimana successiva.
Parlando con Chiara è emerso che lei da dieci anni stava cercando i scrivere la sua storia. Il giorno seguente ha chiesto a me di farlo.

D. Quali differenze tra la stesura di "Dentro le scarpe" e quella di "Perché io?"
R. Chiara un giorno mi ha detto: «Tu sei un'incosciente!», ecco, "Dentro le scarpe" è stata un'avventura da incosciente. Mai avrei dovuto cimentarmi, come opera prima, con una trama così fitta di personaggi e intrecci temporali, ma è stata una bella sfida  e mi sono lanciata nell'avventura con entusiasmo. Con "Perché io?" la traccia esisteva già e dovevo solo svilupparla, ma non è una storia comune. L'incontro con Chiara non può lasciare indifferenti; raccontare di lei è stato un viaggio fra le incognite e i misteri dell'esistenza, ed è stato come quando si scala una montagna: il sentiero è a tratti impervio, può nevicare, grandinare e soffiare vento, ma una volta raggiunta la cima, l'emozione della vetta ripaga di tutte le fatiche. da lassù si vede un altro mondo. Ecco dopo aver scritto di Chiara, ho imparato a vedere da una diversa prospettiva.

gardaweeD. Il lettore cosa può trovare in un libro come "Perché io?"
R. Consolazione, gioia, fede e risposte a domande sull'esistenza e una testimonianza reale dalla quale imparare che la vita è una variabile in continuo mutamento e che l'esito di quel divenire dipende da noi.
(a cura di Gianfranco Iovino)

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