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Maratoneti e ultrarunner: intervista a Matteo Simone, psicologo e sportivo

maratonetieultrarunnerMaratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida (Punti di Vista-Edizioni Psiconline, € 20,00) è il nuovo saggio di Matteo Simone.
Maratone, ultramaratone, psicologia dell'atleta e della performance gli argomenti del libro.
Intervistiamo Matteo Simone, psicologo e psicoterapeuta Gestalt, da anni impegnato come Psicologo dello Sport.

D. Quali sono gli argomenti trattati nel volume?
R. Gli argomenti sono maratona, Ultramaratone e psicologia dell'atleta e della performance. Ci sono diverse interviste dai principianti agli atleti nazionale e mondiali per rimarcare attraverso loro esperienze aspetti che determinano il benessere e che contribuiscono a raggiungere la performance. Tra gli aspetti della psicologia dello sport si tratta da una parte di lavorare su se stessi a partire dal respiro e sensazioni corporee, consapevolezze, aspettative, motivazioni, caratteristiche da sviluppare e potenziare. Determinanti sono le credenze, le visualizzazioni, i pensieri positivi, l'ottimismo.

D. Come sono stati elaborati i questionari che lei propone nel volume e qual è il loro scopo?
R. Ho iniziato a proporre questionari e domande da circa 4 anni cercando di tirare fuori dall'atleta sensazioni, emozioni, aspettative, storie e aneddoti che servono prima di tutto allo stesso atleta per elaborare, fare il punto della situazione c'è servono ad altri come insegnamenti attraverso esperienze dirette integrato con aspetti e teorie di psicologia dello sport.

D. In che modo, negli sport di endurance, ad esempio l'ultramaratona, si riesce a non cedere, anche nei momenti di massimo stress psico-fisico?
R. Nello sport di Endurance bisogna conoscersi bene attraverso esperienze dirette e attraverso esperienze di altri. Sì tratta di conoscere bene il proprio fisico e la propria mente, capire se abbiamo sabotatori interni da gestire che vorrebbero che noi mollassimo. Ma la chiave è avere ancoraggi di riuscita, di esperienze precedenti proprie o di altri, saper attendere, giocare di anticipo per non esaurire tutte le energie.


matteosimone3D. Dove trova la motivazione uno sportivo affermato, con tante vittorie alle spalle, per continuare ad allenarsi e a raggiungere sempre nuovi obiettivi?
R. Lo sportivo affermato crede prima di tutto nel suo sport e poi nelle vittorie ma non a tutti i costi, se c'è passione e motivazione intrinseca che fa praticare sport anche per il solo piacere non c'è la pressione della vittoria. Anche familiari, amici e fan riconoscono che non si può essere sempre vincenti e continuano a essere accanto all'atleta.

 D. Come affronta uno sportivo un infortunio grave? Come riesce a trovare la forza di tornare a praticare sport dopo la riabilitazione?
R. L'infortunio fa parte della vita dell'atleta che a volte lo destabilizza come se fosse un terremoto o un grave lutto che improvvisamente entra nel corso della preparazione o di una gara. L'atleta è consapevole che dovrà attraversare diverse fasi dall'accettazione allo studio del caso, sa che dovrà avvalersi di consigli e cure di esperti e professionisti da una parte per non aggravare la situazione, dall'altra per cercare di recuperare al più presto gestendo il tempo di attesa rimodulando gli obiettivi e distraendosi con piani B e C. Per esempio praticando possibilmente sport complementari, riprendendo settori della sua vita che ha trascurato, facendo lavori mentali di consapevolezza, fiducia, resilienza, visualizzazioni di esperienze precedenti superate.

 D. Quale meccanismo mentale si innesca in uno sportivo che fa uso di doping, pur avendo grandi possibilità di vittoria senza farne uso?
R. Non tutti gli atleti si avvalgono del doping che procura danni fisici e inquina lo sport. Dipende molto dalla motivazione intrinseca dell'atleta se nasce prima la passione o prima la gloria nel senso che se all'atleta piace lo sport che pratica saprà accettare la vittoria come percorso di crescita unito al suo talento avvalendosi di figure professionali che aiutano. Se all'atleta interessa prima la gloria e lo sport diventa un mezzo allora farà di tutto per vincere sempre apprezzando sempre di meno la fatica e lo sport che pratica e sarà propenso a essere disponibile ad avvalersi di scorciatoie pur di continuare a vincere a tutti i costi. L'aiuto da proporre può essere sia preventivo che riabilitativo, un lavoro sulla consapevolezza di capacità e limiti, del tempo che passa e quindi tutto cambia,villa rispetto di se stessi, avversari e persone di riferimento.


D. Quando è nato il suo interesse per la psicologia dello sport?
R. L'interesse nasce una quindicina di anni fa ma diedi la priorità alla formazione in Psicoterapia della Gestalt e dopo qualche anno ho frequentato il Master Interuniversitario di 2° livello di Psicologia dello Sport presso l'Università del Foro Italico al termine del quale ho fatto uno stage tirocinio presso il Centro Sportivo Aeronautica a Vigna di Valle con atleti e tecnici di livello internazionale.

 

D. Lei oltre ad essere uno psicologo pratica anche sport? Ha partecipato a gare? Quali sono i suoi prossimi obiettivi?
R. In effetti sono atleta e psicologo e nel corso degli anni sono passato dalla corsa allo sport di Endurance quali Ultramaratone e Ironman con un periodo di pratica della capoeira che è lotta, danza, arte marziale. Prossimi obiettivi: gare di Ultramaratone quali la 100km del Gargano, forse il campionato italiano 24ore, avrei dovuto fare da guida a un atleta donna non vedente in una gara di 6ore il 13 luglio con partenza a mezzanotte, la prima 6ore di Roma ma per motivi familiari dovrò rinunciare, ultimamente sto provando anche salto in alto e triplo, pratico anche yoga  una volta a settimana. Uso la bici come mezzo di trasporto e sono tesserato con la società di atletica "La Sbarra & I Grilli" quale atleta e dirigente e con "Podistica Solidarieta'" quale ciclista e triatleta. Collaboro con l'Associazione Turismo Scuola e Sport di Aosta di Chiara Raso per stage running in Kenya a Iten progetto The Heart of kenyan running.

 

D. Quanto conta la figura dello psicologo dello sport? Quali sono le esperienze più significative che ha vissuto come psicologo dello sport?
R. Più aumentano le variabili per l'incremento della prestazione e più conta lo psicologo dello sport, più è sfidante lo sport più utile può essere l'intervento dello psicologo dello sport. Perché lo psicologo dello sport non dirà mai non lo puoi fare come dicono alcuni allenatori ma insieme si individuano le caratteristiche e le capacità occorrenti e da sviluppare per poterlo fare, quindi dirà se veramente lo vuoi fare ci lavoriamo insieme per capire come farlo. Quindi il lavoro è sulla consapevolezza su quello che si vuole e può fare, sull'incremento di fiducia basata su esperienze di riuscita e capacità dimostrate di possedere. Le mie esperienze in psicologia dello sport sono di uno stage post master di psicologia sport 2°livello a un centro sportivo militare aeronautica dove ho avuto modo di relazionarmi con campioni italiani dei 400metri ostacoli, tecnici, mezzofondisti e maratoneti. Inoltre ho partecipato a un raduno nazionale premondiale ultratrail dove ho avuto l'opportunità di relazionarmi con tecnici e atleti.Inoltre docenze a corsi e master di psicologia sport, conferenze e workshop su motivazione e Resilienza nello sport di Endurance, brevi collaborazione con le scuole, e brevi percorsi individuali con atleti in difficoltà.

 

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