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I blog di Edizioni Psiconline

Gli autori, le recensioni, le novità e le informazioni sulla nostra Casa Editrice
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Emanuela Masseria, la metafora come strumento di cambiamento

emanuela masseriaLa metafora da anni è oggetto di studio della scienza cognitiva e della linguistica, e numerosi approcci terapeutici si sono interessati alla metafora come strumento di cambiamento.
La funzione è quella, soprattutto, di aiutare i pazienti a far emergere temi mitici, bisogni, ecc. imparando a riconoscerli/rispecchiarli in maniera efficace.

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L'uso terapeutico della metafora il nuovo saggio di Emanuela Masseria

copertina uso metafora sitoL'uso terapeutico della metafora di Emanuela Masseria nel Catalogo Ricerche e Contributi in Psicologia, è una sorta di piccolo manuale sul concetto e sugli usi della metafora in varie discipline.
In particolare si concentra sulle possibili implicazioni nella scrittura e nella fotografia.

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Redazione

Come in un film. Presentazione di Eleonora Capitani


come-in-un-filmCome in un film.
 Il cinema come mezzo di espressione di sé, di Eleonora Capitani nella Collana Punti di Vista di Edizioni Psiconline, propone un percorso di riscoperta di sé per rivolgere lo sguardo verso noi stessi in modo nuovo e costruttivo.
Eleonora Capitani presenta Come in un film ai suoi lettori.


come in un film


"L'arte del cinema consiste nell'approcciarsi alla verità degli uomini, non di raccontare delle storie sempre più sorprendenti"
Jean Renoir


Traendo ispirazione da questa affermazione del grande regista francese, ho pensato di utilizzare il cinema come mezzo di espressione profonda di sé, non solo per realizzare progetti cinematografici, ma anche come strumento per aiutare le persone interessate ad elaborare i propri vissuti e le proprie emozioni in forma creativa e artistica, entrando in contatto con la propria dimensione interiore.
Utilizzando tecniche psicologiche, cinematografiche e meditative, cerco di accompagnare i partecipanti ai miei corsi e i lettori di Come in un film, in un percorso di autoconsapevolezza, alla riscoperta di un mondo interiore, troppo spesso trascurato; le persone hanno la possibilità di rivedere con gli occhi della consapevolezza tutta la loro vita, dando così un senso alla continuità delle loro esperienze, sciogliendo dei nodi del passato e sviluppando maggiore chiarezza sulle decisioni da prendere per il futuro.


La mia intenzione è stata quella di creare un luogo non luogo, sospeso nel tempo, in cui tutti si sentano liberi di esprimersi, sapendo che tutto ciò che emerge non sarà né respinto né giudicato, ma solamente accolto e osservato per ciò che è.
Si lavora scrivendo e riscrivendo il proprio copione di vita, osservandosi da più punti di vista.
Senza una consapevolezza della natura più intima di noi stessi continuiamo ad agire in base ai nostri vecchi schemi mentali e ricreiamo sempre le stesse sofferenze.
Scrivendo, invece, esploriamo le possibilità dell’esistenza e attraverso la creatività ci possiamo liberare dalle scelte abituali, dai blocchi e dalle paure, in quanto iniziamo ad essere consapevoli di ciò a cui prestiamo attenzione.


Abbiamo sempre poco tempo e raramente ci fermiamo a guardare veramente gli oggetti attorno a noi, abbiamo perso questa capacità che hanno i bambini, i quali esaminano istintivamente ogni nuovo oggetto che incontrano, con stupore e ammirazione, senza alcun giudizio critico.
Possiamo prendere nuovamente contatto con questa parte di noi che dimora ancora nei sotterranei ricoperti dalla polvere del tempo.
Provate ad immaginare di vedere per la prima volta gli oggetti che vi trovate di fronte, come li vedete adesso? Cosa vi colpisce?
Ciò che ci colpisce è ciò che ci fa conoscere il nostro rapporto emotivo con la vita.
Questo è un importante punto di partenza per ritrovare la propria semplicità e tendere alla semplicità significa tendere alla profondità della vita.
Come dicono i Saggi "una goccia è l'immagine dell'universo, in una goccia si riflettono le nuvole il cielo gli alberi".
Seguendo un percorso di riscoperta di sé, possiamo iniziare a considerare la possibilità di vivere esperienze diverse da quelle abituali e finalmente possiamo rivolgere lo sguardo verso noi stessi in modo nuovo e costruttivo.


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http://issuu.com/edizionipsiconline/docs/come-in-un-film?e=2372380/13477812

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=4oqiC0dVetI?feature=player_detailpage&w=640&h=360]
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Redazione

A Firenze la presentazione di Come in un film di Eleonora Capitani

come-in-un-filmGiovedì 5 Febbraio 2015 alle 21,00 ELEONORA CAPITANI presenta "Come in un film. Il cinema come mezzo di espressione di sé", presso l'Associazione Culturale Alma, in via De Ginori 19, Firenze.




come in un fimUtilizzando tecniche psicologiche, cinematografiche e meditative, Eleonora Capitani accompagna il pubblico in un percorso di autoconsapevolezza.
Si parlerà del libro e a seguire l'autrice sarà disponibile per una sessione di domande e risposte e per guidare una delle meditazioni contenute nel libro.

L’Arteterapia consiste nella ricerca del benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica di pensieri, vissuti ed emozioni. Si tratta di un percorso di autoconoscenza, di consapevolezza e di trasformazione interiore, essa è infatti principalmente un’efficace metodologia di crescita personale.
Nel laboratorio descritto in Come in un film è stata utilizzata una metodologia a carattere pratico-esperenziale in cui ogni partecipante ha la possibilità di costruire gradualmente il proprio personaggio utilizzando la scrittura creativa come mezzo di espressione profonda di sé, condividendo poi con gli altri le proprie emozioni e i propri vissuti nei gruppi di condivisione regolarmente svolte alla fine di ogni sessione, per poi giungere infine alla messa in scena dei lavori svolti.

Eleonora Capitani è psicologa e si occupa di condurre corsi di meditazione e gestire gruppi di condivisione.
Ha frequentato il corso di Regia Cinematografica presso la SNCI ottenendo la qualifica di “Tecnico della ripresa e del montaggio di immagini ...”, e il corso di Sceneggiatura presso CinEuropa.
Ha scritto e diretto i cortometraggi: La tenda del tempo e Invito al concerto.
Ha partecipato a vari cortometraggi come aiuto regista e segretaria di edizione e ha scritto soggetti e sceneggiature per cortometraggi e lungometraggi.
Attualmente lavora come libera professionista.
Partecipa regolarmente a convegni e corsi di formazione per rimanere sempre aggiornata in ambito psicologico e cinematografico.

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http://issuu.com/edizionipsiconline/docs/come-in-un-film
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Redazione

Come in un film, al BUK 2014. Intervista ad Eleonora Capitani

Eleonora Capitani ha presentato "Come in un film. Il cinema come mezzo di espressione di sé" tra le novità di Edizioni Psiconline al Modena BUK 2014.


[caption id="attachment_2716" align="alignleft" width="143"]Eleonora Capitani Eleonora Capitani

Un percorso di autoconoscenza, di consapevolezza e di trasformazione interiore. Nel laboratorio descritto nel suo libro, ogni partecipante ha la possibilità di costruire gradualmente il proprio personaggio, utilizzando la scrittura creativa come mezzo di espressione di sé, condividendo poi con gli altri le proprie emozioni e i propri vissuti nei gruppi di condivisione regolarmente svolti alla fine di ogni sessione, per poi giungere infine alla messa in scena dei lavori svolti.


Eleonora Capitani, laureata in Psicologia clinica e della salute, ha condotto corsi di meditazione e gestito gruppi di condivisione.
Ha frequentato il corso di Regia Cinematografica presso la SNCI e il corso di Sceneggiatura presso CinEuropa.
Ha partecipato a vari cortometraggi come aiuto regista e segretaria di edizione e ha scritto soggetti e sceneggiature per cortometraggi e lungometraggi.
Abbiamo incontrato l'autrice a conclusione della sua presentazione, nel salone affollatissimo del BUK di Modena, ma è stata una impresa ardua, perchè il laboratorio proposto nel suo libro ha affascinato moltissimo il pubblico presente, che malvolentireri ci ha concesso di prendere la parola per intervistare la nostra autrice, sottraendola per un po' alla sua curiosità, al suo affetto e al FIRMALIBRO.




[caption id="attachment_2635" align="alignright" width="300"]Eleonora CApitani Eleonora Capitani al Modena BUK 2014

D. Innanzitutto grazie Eleonora per il tempo che ci stai dedicando, nonostante tu debba intrattenerti con il tuo pubblico che non vuole farsi sfuggire questa fantastica occasione di parlare con te del tuo libro, cercheremo di concentrare in poche domande la nostra intervista.
Come nasce il progetto di Come in un film, che unisce le tue grandi passioni: la psicologia, il cinema, la meditazione?

R. L’idea di elaborare il corso descritto in questo libro è nata in primo luogo da un’esperienza che ho avuto durante un tirocinio formativo per l’abilitazione alla professione di psicologo.
Stavo seguendo Anna e un giorno mi è venuto in mente di chiederle di raccontarmi la sua vita, così da poterne un giorno fare un film. Abbiamo iniziato il lavoro quasi per gioco.
Immaginare insieme il film della sua vita è stata per Anna un’esperienza importante: mi ha detto molte volte che è stato per lei un po' come se il suo pesante bagaglio di ricordi si fosse alleggerito.
Dopo questa esperienza ho pensato che tutti noi in realtà ci portiamo dietro un bagaglio di vissuti  chi più e chi meno pesante, e a tutti noi può far bene alleggerirsi un po', lasciandosi aiutare da qualcuno che possa condividere con noi il peso di questo bagaglio.
Ho anche pensato che normalmente, in contesti quotidiani non è facile fermarsi a riflettere su se stessi e trovare la modalità giusta per condividere le proprie esperienze e dare un senso alla continuità del nostro essere, quindi l’idea è stata quella di creare uno spazio appositamente dedicato all’espressione profonda di sé, utilizzando e integrando le mie conoscenze.
Io sono psicologa clinica e della salute e mi sono laureata con una tesi dal titolo: "La meditazione come metodologia d'approccio all'unità mente-corpo".
Ritengo che la meditazione sia uno strumento fondamentale per  familiarizzare con la nostra mente, per conoscerci meglio; non è evasione o fuga, tutt'altro, consiste nell'essere completamente onesti con noi stessi, aiuta a vedere dentro di noi con maggiore chiarezza e più in profondità.
Inoltre favorisce il rilassamento e migliora il benessere psico-fisico.
Il cinema è sempre stata una mia grande passione: fin da piccola amavo guardare film e io stessa scrivevo poesie evocative di immagini, che mi sarebbe piaciuto un giorno vedere su un grande schermo.
Ho avuto quindi l'idea di integrare in questo progetto anche le conoscenze che ho acquisito in corsi di sceneggiatura e di regia cinematografica, perchè sono convinta  che le tecniche cinematografiche possano essere un valido ausilio in un percorso di autoconoscenza se si pone  l'accento sul processo creativo, più che sul prodotto artistico finale.
Lo scopo principale di questo progetto è quindi quello di fornire strumenti e applicarli per contribuire allo sviluppo delle capacità immaginative, espressive e creative dei partecipanti e adesso anche dei lettori!




[caption id="attachment_2717" align="alignleft" width="200"]copertina-come-in-un-film-x-sito Copertina di "Come in un film"


D. Quale metodologia hai usato nel corso descritto in questo libro?
R. La metodologia che ho pensato di utilizzare in questo corso è una metodologia a carattere pratico-esperenziale.
Si parte da un’introduzione teorica generale su come si realizza un prodotto audio-video, a partire dall’idea iniziale fino alla messa in scena, ponendo molta attenzione, durante i vari passaggi, alla costruzione psicologica dei personaggi; si utilizzano esercitazioni pratiche in cui ogni partecipante costruisce il proprio personaggio; si fanno poi gruppi di condivisione sulle esperienze pratiche effettuate e sui relativi vissuti emotivi associati.
Per finire c’è la realizzazione di un cortometraggio in cui si mettono in scena i lavori prodotti durante il corso.
Come dicevo, lo scopo principale di questo progetto è essenzialmente quello di fornire strumenti e applicarli per contribuire allo sviluppo delle capacità immaginative, espressive e creative dei partecipanti.
I partecipanti di questo corso hanno avuto la possibilità di mettersi in gioco in prima persona per realizzare un prodotto audio-video completo in cui hanno potuto esprimere simbolicamente parti di sé difficilmente esprimibili solo con le parole.
Come ho scritto nel libro:
"Questo non è un corso per diventare sceneggiatori, ma per utilizzare la tecnica utilizzata per la sceneggiatura per esplorare noi stessi più in profondità ed esprimere parti di noi difficilmente esprimibili nella vita di tutti i giorni".

D. All'interno del libro ricorrono spesso questi  termini, che tra l'altro danno anche il titolo ad un  capitolo: il tempo e le emozioni. Che cosa rappresentano il tempo e le emozioni?
R. Penso che l’arte cinematografica sia intimamente collegata con il tempo, con il nostro essere nel tempo e la nostra percezione del tempo.
Possiamo nel cinema manipolare il tempo, cambiare la realtà delle cose, controllarle.
Questo non è qualcosa che possiamo fare facilmente nella realtà quotidiana, ma è qualcosa che possiamo fare concretamente e sempre nel nostro mondo interiore, possiamo diventare i registi della nostra mente, scrivere e riscrivere le nostre storie, prenderne il controllo, dar loro un significato profondo.
Sappiamo tutti che la nostra percezione del tempo cambia anche in base al nostro stato emotivo, delle volte il tempo sembra volare, altre invece non passa mai. Noi possiamo imparare a gestire e ad utilizzare il tempo soggettivo per il nostro star bene.
Passando adesso alle emozioni, possiamo notare che i termini “emozione”, “emotivo”, “emotività” compaiono spesso nei nostri discorsi.
Ciascuno di noi avverte le emozioni come qualcosa che ha un ruolo importante nella propria vita.
Le emozioni spesso determinano il modo di vedere la realtà, di vivere molte delle nostre esperienze.
Nel corso descritto in questo libro il primo passo nel lavoro con le emozioni è riconoscerle nel momento in cui affiorano.
Tutti noi possiamo imparare ad entrare sempre più in contatto con la nostra vita emotiva.
Tuttavia dobbiamo essere consapevoli del fatto che prima di poter entrare in un luogo di pace dobbiamo necessariamente entrare in contatto con le nostre emozioni, in particolare con la nostra sofferenza, dobbiamo provare ad abbracciarla ed a sostenerla.
La nostra sofferenza non scompare quando ne diventiamo consapevoli, ma cambia il nostro modo di rapportarci ad essa, cambia ciò che pensiamo, ciò che proviamo e ciò che facciamo di fronte a questa sofferenza.
Iniziamo a non aggiungere più sofferenza alla sofferenza.
Senza una consapevolezza della natura più intima di noi stessi continuiamo ad agire in base ai nostri vecchi schemi mentali e a ricreare sempre le stesse sofferenze.
Possiamo imparare a non giudicare le nostre emozioni, ma ad accettare ciò che è in noi.
Possiamo anche gradualmente imparare ad essere presenti alla nostra vita interiore senza giudicarla.
Fintanto che non riusciamo ad entrare in contatto con le nostre emozioni, esse continueranno ad avere il controllo della nostra vita.
Sono profondamente convinta che la responsabilità di iniziare un processo di trasformazione interiore, di crescita personale sia nelle mani di ognuno di noi, abbiamo tutti la possibilità di farlo, basta solo scegliere gli strumenti giusti.
Lavorando sul tempo e le emozioni abbiamo ripercorso l'intero arco della vita con gli occhi della consapevolezza.
Ad esempio,  per quanto riguarda il passato, se ci sono dei nodi che ci tengono ancora legati, rivivendoli, ascoltandoli, consolando le parti di noi che hanno bisogno del nostro sostegno, riusciamo più facilmente a scioglierli e a lasciarli andare, liberandoci.
Come diceva una grande poetessa russa: Anna Akmatova, l’uomo con l’infanzia nutre tutto il suo potenziale creativo, tutta l’attività creativa del periodo adulto.
L’infanzia è un periodo della vita ricco di immaginazione e creatività, spesso però nel corso degli anni perdiamo il contatto con questa parte di noi, ce ne dimentichiamo, lasciando che giaccia addormentata nelle profondità di noi stessi, ricoperta di polvere.
Con l'esercizio descritto in questo libro proviamo a riprendere il contatto con la nostra infanzia, con questa parte di noi spesso dimenticata o perlomeno trascurata, a cui non diamo più tanta importanza.
L’esercizio sul presente si propone invece di aumentare la nostra consapevolezza delle risorse che possediamo nel momento presente.
Il tempo presente è il qui e ora, è il tempo in cui dimorano tutte le nostre risorse e potenzialità.
Difficilmente riusciamo a stare veramente nel presente, troppe cose ci distraggono, ricordi del passato, progetti futuri e molti altri fattori fanno sì che non riusciamo a vivere questo tempo pienamente e profondamente.
Il futuro è il tempo in cui si realizzano i nostri progetti.
Il tempo in cui i semi che abbiamo piantato ora, qui nel presente, sbocceranno e daranno i loro frutti permettendoci di uscire dalle gabbie che spesso noi stessi ci siamo creati nel corso della vita.
Infine, per mettere insieme i tre tempi c'è un esercizio che riguarda tutto l’arco della vita, basato sul recupero dalla memoria dei momenti significativi.
In questo esercizio è possibile ripercorrere tutta la vita come se fosse un sentiero che parte dalla nascita ed arriva fino ad oggi, questo è utile per dare continuità e significato alle nostre esperienze.

D. Un altro capitolo è incentrato sul personaggio e sulla crescita del personaggio. In che modo, lavorare sul personaggio aiuta il lavoro sulla persona?
R. Lavorando sul personaggio siamo più liberi dalle difese psicologiche che potrebbero ostacolare un percorso di autoconoscenza se si lavorasse nello stesso modo sulla persona.
Lavorare sul personaggio favorisce una certa distanza che aiuta ad essere più obiettivi e a fare maggiore chiarezza in noi favorendo la crescita personale.
In genere nei film la crescita ha a che fare con la reazione del personaggio ad un conflitto in cui è coinvolto.
Un personaggio può crescere facendo la scelta corretta, così come anche facendo la scelta sbagliata.
Inoltre un personaggio deve avere un obiettivo, da raggiungere.
L’obiettivo in un film è di solito legato ad un bisogno interiore del protagonista che cerca in qualche modo di soddisfare superando degli ostacoli che si trova di fronte nel suo percorso.
Attreverso alcuni esercizi possiamo individuare i bisogni del nostro personaggio, che può essere una proiezione della persona o anche solamente una proiezione di una parte della persona a cui vuole dar voce.
Una volta individuati questi bisogni possiamo definire l'obiettivo che il personaggio vuole raggiungere e gli ostacoli che sono sul suo cammino, per giungere infine al superamente di questi ostacoli.15104_10203241469784498_1097551703_n

D. Quello che hanno in comune la psicologia e la cinematografia è il racconto. Quanto è importante il racconto nella vita di ognuno di noi?
R. Come dicevo, sono profondamente convinta che la responsabilità di iniziare un processo di trasformazione interiore, di crescita personale sia nelle mani di ognuno di noi, e penso che possiamo iniziare questo processo proprio raccontando la nostra storia, possiamo così a poco a poco integrare tutte le parti di noi stessi e vivere la vita più profondamente.
In un racconto è possibile mettere un intero mondo interiore, storie, emozioni, sensazioni.
L'importanza del racconto si può evincere anche dalle parole di una persona con cui ho fatto questo percorso seguendola individualmente via Skype:
"Cercavo qualcosa che avesse un inizio, una fine e una concretezza. Cercavo una chiave, una piccola crepa nel guscio e nelle convinzioni che mi ero creata e dentro le quali, alla fine, non mi sentivo nè a mio agio nè a casa".
"Questa esperienza è stata come accendere dei cartelli stradali. Alla fine ho trovato una direzione e ho scoperto che il labirinto mi riportava a casa. Una casa mentale ed emotiva, che non riuscivo mai ad afferrare".
"È stato divertente cimentarsi nella scrittura di un film. Avevo bisogno di qualcosa che mi permettesse non solo di buttare fuori pensieri ed emozioni, ma anche che mi aiutasse a vedere e focalizzare. Avevo bisogno di dargli una forma.
La storia che ne è venuta fuori non è un racconto un po' folle figlio dell’analisi di paure e frustrazioni, ma il frutto di un’osservazione di se stessi fatta con amore.
Ho visto tanti film, e siamo tutti delle grandi case di produzione cinematografiche dentro di noi, per una volta mi sono presa cura di uno di questi miei film e dentro ci ho scoperto, come Alice, il mio paese delle meraviglie".
"Non è che ci sono effetti speciali miracolosi che possono risolvere problemi e situazioni, ma possiamo quotidianamente dare un senso a quello che facciamo e prendercene cura con amore.  Questo sì.
Siamo tutti seduti sopra dei tesori che non vediamo. Ed è davvero un peccato non prendere una torcia ed avventurarsi per andarli a cercare.
Adesso ho la torcia e sono partita all’avventura.
Augurami buon viaggio".
Francesca
Così come l'ho augurato a Francesca, auguro di cuore buon viaggio a tutti i lettori!


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