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Che cos'è la fame nervosa? Ne parliamo con Rosanna Bellanich

dire addio alla fame nervosaRosanna Bellanich, autrice di "Dire addio alla fame nervosa. Trucchi e ricette per farcela" e "Alla faccia delle diete. Vivere sani, forti e belli" entrambi nella collana Punti di Vista, è dietista clinica e counsellor sistemico. Dal 1977, dopo l'abilitazione universitaria in nutrizione clinica, lavora come dietista presso un'Azienda Sanitaria delal Regione Piemonte.
Intervistiamo la dott.ssa Bellanich per parlare della fame nervosa, argomento del suo precedente volume, un libro per tutti, che grazie alla sua forma semplice e chiara è rivolto alle persone, sovrappeso o meno, che vivono in modo problematico il loro comportamento alimentare ma anche ai professionisti che desiderano avviarsi al counselling nutrizionale sistemico come nuovo strumento per l’affiancamento e il sostegno dei loro pazienti durante il percorso di cura.

D. Che cosa è la fame nervosa e che cosa la differenzia dalla fame vera?
R. Spesso la fame nervosa viene confusa con la vera fame.
La vera fame è un bisogno fisiologico, significa che abbiamo bisogno di nutrirci, perché siamo a corto di carburante. La sensazione di fame viene dallo stomaco, alcuni la chiamano “vuoto allo stomaco”, altri “crampi”, altri ancora “buco”. Qualcuno prova un leggero senso di nausea, altri provano come un bisogno di masticare, di muovere le mandibole e ingoiare del cibo. Se proviamo a stare attenti ci accorgiamo che si tratta sempre di sensazioni che provengono dal nostro corpo e in particolare dal nostro stomaco.
La fame nervosa invece non proviene dallo stomaco. Proviene dalla testa o dal cuore ed è innescata dalle emozioni. Se prestiamo attenzione riusciamo a distinguerla, magari non subito, ma dopo un po’ di esercizio.

rosanna bellanichD. Perché è sconsigliato resistere alla vera fame?
R. Resistere alla fame è pericoloso, perché la fame magari sul momento si placa, ma poi si ripresenta dopo poco tempo in modo rabbioso, tanto che diventa molto difficile controllarla. Allora si rischia di ingurgitare enormi quantità di cibo tutto in una volta, senza quasi rendersene conto, fermandosi solo dopo essere troppo pieni, fino a quasi stare male e avere assunto una quantità di calorie sufficienti ad un calciatore.
È proprio questa fame furiosa che viene facilmente confusa con quella nervosa.

D. Come facciamo a capire se abbiamo mangiato a sufficienza?
R. Ascoltando la sazietà che è un meccanismo fisiologico innato, cioè è quella sensazione che ci invia lo stomaco quando è pieno. È questo il segnale che ci fa capire che il cibo che abbiamo introdotto è sufficiente a coprire il bisogno calorico di quel momento. È una sensazione piacevole, di benessere e soddisfazione che ci fa sentire appagati.
Quando restringiamo troppo l’introito calorico lo stimolo della fame insoddisfatta ci spinge alla smaniosa ricerca di cibo.

D. Ma allora, se siamo in sovrappeso, come facciamo a dimagrire?
R. È sufficiente mangiare in modo sano e muoversi di più, ma senza esagerare, senza forzare troppo.
La dieta e l’attività fisica devono essere piacevoli o comunque non devono diventare uno sforzo troppo intenso. Gli sforzi e le costrizioni esagerati, come tutti sappiamo, vengono abbandonati in breve tempo.
Dimagrire è difficile: è un meccanismo lento che deve verificarsi pian piano. Il segreto è fare le cose dolcemente, mangiando solo un po’ di meno e muovendosi di più, per stimolare il nostro metabolismo.

D. Ma se vogliamo perdere peso velocemente come possiamo fare?
R. Perdere velocemente peso è sconsigliabile, perché ha degli effetti collaterali importanti che dobbiamo considerare.
Nelle nostre cellule è ben presente e funzionante un meccanismo fisiologico per il quale, quando proviamo a mangiare sempre meno e sempre più scipito il nostro metabolismo si riduce e rallenta. Quando poi, a forza di semidigiunare, non ne possiamo più e sospendiamo la dieta, in quel momento lì le calorie ingerite sono proprio troppe, perché nel frattempo il nostro metabolismo si è ridotto. In questo modo le calorie in più vengono immagazzinate sotto forma di grasso e il nostro peso aumenta.
Invece sviluppando una buona massa muscolare, che fa aumentare il nostro metabolismo basale e la spesa calorica, e mangiando in modo equilibrato possiamo controllare il peso corporeo.

D. Come possiamo evitare la fame nervosa?
R. Dobbiamo seguire i segnali del nostro stomaco che ci indica sia quando ingerire del cibo e sia di quanto ne abbiamo bisogno, poi la testa ci dice cosa mangiare, seguendo tutte le indicazioni e le informazioni della nutrizione sana. Inoltre il gusto ci guida per variare con piacere la nostra alimentazione ed evitare la monotonia. In questo modo possiamo finalmente DIRE ADDIO ALLA FAME NERVOSA!

D. Come possiamo fare per mangiare in modo sano?
R. Seguire le indicazioni della piramide alimentare come descritto nel manuale.
Nel testo sono inoltre riportate alcune ricette elaborate in modo sano e piacevolmente gustoso.

D. Se a questo punto ci accorgiamo di soffrire di una vera fame nervosa come possiamo fare per evitarlo?
R. Le emozioni sono una specie di rimescolamento viscerale. Quando diventiamo preda delle emozioni ci troviamo in balia di una vera e propria tempesta emozionale.
A volte ci capita di confondere le emozioni con la fame e di usare il cibo per calmarci. Inutile
cercare di resistere al desiderio di abbuffarci: in genere l’autoinibizione non è efficace.
Proviamo invece a riconoscere e a capire le emozioni che sentiamo, esaminiamo attentamente i nostri sentimenti e riflettiamo. Osserviamo tutte le volte che ci sentiamo in balia di un certo stato d’animo e proviamo a chiamarlo con il suo nome. Cerchiamo di definire e di riconoscere le nostre emozioni e proviamo a starci dentro. Cerchiamo di capire come funzionano e come si presentano, proviamo a viverle fino in fondo e lasciamole fluire dentro di noi. Se riconosciamo le nostre emozioni e ne diventiamo consapevoli sarà più facile liberarci dalla loro schiavitù. Se impariamo a conoscere e a riconoscere l’emozione che innesca l’abbuffata non ne saremo più schiavi, ma potremo prenderci la libertà di trasgredirla o di trattarla per quello che è: un impulso istintivo, immediato, maldestro e assolutamente inefficace, creato dalla vostra mente per fronteggiare una certa situazione.
La padronanza consapevole delle nostre emozioni può permetterci di dirigerle e di gestirle per dedicarci ad inventare altre soluzioni creative e innovative, differenti dall’introduzione compulsava di cibo.

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