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I blog di Edizioni Psiconline

Gli autori, le recensioni, le novità e le informazioni sulla nostra Casa Editrice
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Intelligenza emotiva e dialogo interiore di Diego Fortunati è in libreria

copertina dialogo interiore sitoIntelligenza emotiva e dialogo interiore. Come migliorare se stessi di Diego Fortunati nella collana Punti di Vista, è in libreria.
Il libro si pone l’obbiettivo di offrire al lettore una panoramica di riflessioni, sulla base degli assunti di esimi luminari nel campo psicopedagogico, che riguardano il concetto di emozione.

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Redazione

Anoressia e bulimia. Quali emozioni? - Paolo Palvarini

Anoressia e bulimia. Quali emozioni. L'approccio dinamico esperienziale di Paolo Palvarini 398 pagine € 28,00, in libreria e on line. La nostra recensione


[caption id="attachment_2481" align="alignleft" width="180"]Anoressia e Bulimia. Quali emozioni? La copertina del volume

Anoressia e bulimia sono disturbi dell’alimentazione che condividono la medesima psicopatologia centrale, che riguarda sopravalutazione del cibo, peso e forme corporee, e le pazienti passano da una categoria diagnostica all’altra.


Come afferma il prof. Ferruccio Osimo, nella sua prefazione al libro, i disturbi legati al cibo pongono di fronte a una sfida da far tremare le vene e i polsi a qualsiasi terapeuta. Le ferite mortali ostentate dai corpi straziati dell’obesa e dell’anoressica restrittiva, la violenza delle pratiche purgative sono altrettanti schiaffi alla pretesa della cura e, sul piano relazionale, sembrano disegnati appositamente allo scopo di tenere in scacco il terapeuta.



Egli prende in considerazione ricerche e ipotesi circa il ruolo delle emozioni nello strutturarsi e nel mantenimento dei disturbi del comportamento alimentare, cercando di interpretare il vissuto soggettivo della paziente con un disturbo del comportamento alimentare, sono infatti numerosi gli autori che si sono occupati della psicoterapia di queste pazienti, ad avere evidenziato l’utilità e/o l’indispensabilità di adottare delle modalità tecniche capaci di aiutare le pazienti sia ad acquisire maggiore consapevolezza delle loro emozioni che a regolare il funzionamento emozionale.




[caption id="attachment_2597" align="alignright" width="300"]Paolo Palvarini Paolo Palvarini

Il suo obiettivo è cercare di spiegare e giustificare perché a suo avviso, questo modello di psicoterapia sia particolarmente indicato nel trattamento delle patologie del comportamento alimentare, soffermandosi su due costrutti ritenuti centrali nel modello dinamico-esperienziale, e cioè i concetti di relazione reale e di esperienza emozionale correttiva.


Le pazienti con disturbi del comportamento alimentare presentano infatti problemi nella regolazione delle emozioni, e il presentarsi del sintomo assolve perlopiù la funzione di evitare emozioni spiacevoli, dolorose, intollerabili da qui l’utilità di adottare delle modalità tecniche capaci di aiutare le pazienti sia ad acquisire maggiore consapevolezza delle loro emozioni, che a regolare il funzionamento emozionale.


Numerosi autori nella conduzione della psicoterapia delle pazienti con disturbi del comportamento alimentare hanno rilevato la necessità che il terapeuta debba essere caldo e onesto, rispettoso e capace di manifestare un proprio interesse personale mostrarsi umile e modesto, franco e aperto, possedendo tatto, delicatezza e calore affettivo, essere empatico e responsivo. Questi autori rendono perciò evidente la necessità che il terapeuta che si occupa di queste pazienti debba mettere in campo qualità personali ritenute fondamentali nella terapia di bulimiche e anoressiche.


La psicoterapia dinamico-esperienziale, con la sua valorizzazione della relazione reale, umana, tra terapeuta e paziente, può essere considerata una terapia d’elezione per il trattamento di questi disturbi.


Alcuni autorevoli autori hanno inoltre rilevato la necessità con queste pazienti, in particolare con le anoressiche, di maneggiare con cautela l’attività interpretativa, affinché il terapeuta non si ponga come colui che sa già tutto della realtà interna della paziente, così come invece è stato nel passato tra la paziente e i genitori. L’approccio dinamico-esperienziale, per sua natura, fa un uso parco dell’interpretazione. Infatti, il lavoro esperienziale con la paziente, che porta all’attivazione emozionale, non viene preceduto da un’attività interpretativa.


Il libro include anche un glossario, che consente al lettore, non avvezzo alla terminologia dinamico-esperienziale, di chiarire il significato di alcuni termini che sono specifici di questo approccio, e lo aiuta a seguire al meglio l’esposizione dei casi clinici.


Il testo non vuole diventare un manuale per il trattamento psicoterapeutico delle pazienti con disturbi del comportamento alimentare, il modello che Palvarini presenta nel suo libro non vuole perciò porsi come alternativo agli approcci psicoterapeutici esistenti e validati nel trattamento delle patologie di cui si sta parlando, ma vuole invece rappresentare una modalità integrativa e complementare a quelli che sono i modelli esistenti.


Il lettore troverà la trascrizione dettagliata di alcune sedute, tratte da due prove di relazione – la prima con una paziente bulimica e la seconda con un’anoressica restrittiva – e da una psicoterapia, durata complessivamente venticinque sedute, con una paziente bulimica.


La trascrizione minuziosa delle sequenze verbali e non, accompagnata dai commenti dell'autore, vuole rispondere a due esigenze.
In primo luogo quella di mettere il più possibile insieme aspetti che riguardano teoria, tecnica e clinica.
In secondo luogo il desiderio di presentare al lettore, nella maniera più fedele possibile, quale sia il modo di operare del terapeuta dinamico-esperienziale.


Grazie alla trascrizione delle sedute, Palvarini ci mostra l’applicazione delle tecniche dinamico-esperienziali a psicoterapie reali, proponendo delle strategie terapeutiche adatte alla gestione di specifiche situazioni cliniche.
Il lettore può così verificare in prima persona l’efficacia delle strategie utilizzate, in base al ricco corredo di materiale clinico puntualmente riportato. I casi clinici sono descritti in modo chiaro e coerente con quanto spiegato teoricamente nella prima parte del libro e nel glossario. I commenti intercalati al dialogo clinico descrivono bene la relazione terapeuta-paziente e gli interventi dinamico-esperienziali.
Palvarini è generoso nel mostrare gli aspetti di se stesso che entrano nel gioco relazionale della terapia, mettendo in luce tra l’altro come forza e dolcezza possano coniugarsi per ottenere effetti terapeutici straordinari nel tempo reale di qualche ora di seduta.
(Prof. F. Osimo).


Guarda la scheda del volume sul sito.

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Redazione

Anoressia e bulimia. Quali emozioni?

Edizioni Psiconline si occupa ancora di anoressia e bulimia con un libro importante e con un diverso punto di vista.


[caption id="attachment_2481" align="alignleft" width="200"]Anoressia e Bulimia. Quali emozioni? La copertina del volume


"Anoressia e Bulimia. Quali emozioni? L'approccio dinamico esperenziale", di Paolo Palvarini, è la nuova proposta editoriale realizzata da Edizioni Psiconline e da poco in libreria e online.
Un corposo volume, inserito nella Collana Strumenti, di quasi 400 pagine in formato 15x21 e rilegato in brossura fresata che, al costo di 28 euro, cerca di portare il lettore in modo completo ed esaustivo all'interno delle tecniche di intervento specifiche per problematiche così complesse come anoressia e bulimia.

L’ipotesi di partenza che ha ispirato questo libro è che le pazienti che soffrono di anoressia e bulimia presentino un deficit nella regolazione delle emozioni, e che i sintomi costituiscano delle modalità disfunzionali atte a regolare le emozioni stesse.



Il testo propone un modello di trattamento che utilizza come ingrediente fondamentale il lavoro esperienziale sulle emozioni, finalizzato all’aiutare le pazienti a prendere contatto con le proprie emozioni conflittuali inconsce e a esprimerle in seduta. Il saggio offre ampio spazio all’ambito clinico-pratico, riportando trascrizioni di vignette tratte da psicoterapie svolte con pazienti anoressiche e bulimiche.

Il testo è suddiviso in tre parti. La prima parte è prettamente teorica, e affronta questioni quali: inquadramento diagnostico dei DCA, incidenza dei disturbi, motivazione al trattamento da parte delle pazienti, teorie eziopatogenetiche, approcci psicoterapici a orientamento psicodinamico; viene inoltre documentata la ricerca che ha ampiamente confermato quanto desunto dall’esperienza clinica, e cioè che le pazienti che soffrono di questa patologia presentano difficoltà nella consapevolezza e nella regolazione delle emozioni.

La seconda parte entra nello specifico di teoria e tecnica di un modello di psicoterapia – la psicoterapia dinamico-esperienziale – applicata nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare. La psicoterapia dinamico-esperienziale da un lato nasce come naturale evoluzione del lavoro pioneristico di Davanloo – capace di mettere a punto un approccio psicoterapeutico breve non focale – e dall’altro si radica saldamente nella scienza psicodinamica come definita da Malan. La psicoterapia dinamico-esperienziale promuove con il paziente un lavoro focalizzato su consapevolezza, esperienza ed espressione delle emozioni, considerando centrale l’esperienza viscerale delle emozioni profonde, vissute nel qui e ora della seduta.

Nella terza parte viene presentata la trascrizione dettagliata di alcune vignette tratte da due primi colloqui – con una paziente bulimica e con un’anoressica restrittiva – e da una psicoterapia, durata complessivamente venticinque sedute, con una paziente bulimica. La trascrizione minuziosa delle sequenze verbali e non, accompagnata da commenti, vuole rispondere alle esigenze di collegare teoria, tecnica e clinica e, inoltre, di presentare al lettore, nella maniera più fedele possibile, il modo di operare del terapeuta dinamico-esperienziale.

Paolo Palvarini è psicologo e psicoterapeuta e da anni si occupa di psicoterapia dei disturbi del comportamento alimentare. Lavora presso il Dipartimento Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova, svolgendo al contempo attività libero professionale.

E’ membro della IEDTA (International Experiential Dynamic Therapy Association) e socio fondatore dell’APDE (Associazione di Psicoterapia Dinamico-Esperienziale). Ha pubblicato articoli, riguardanti tematiche inerenti la psicoterapia, su riviste scientifiche italiane e internazionali.

 

 

 

 

 

 
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Alla ricerca delle emozioni conquista grandi e piccini!

[caption id="attachment_1905" align="alignleft" width="200"]Alla ricerca delle emozioni La copertina del volume


Uscito solo lo scorso mese di luglio, "Alla ricerca delle emozioni. Aiutare i bambini a vivere bene felicità, tristezza, rabbia e paura" (Edizioni Psiconline, 2012) ha già conquistato, con i suoi bellissimi disegni e con le sue schede avventurose, grandi e piccini.

I bambini amano Dino, il simpatico personaggio del libro, e attraverso le attività proposte dal volume si divertono a colorare, disegnare, scrivere e si immergono totalmente nel loro mondo emotivo.

I grandi riconoscono il potenziale del libro, l'importanza di educare i bambini alle emozioni, e molte insegnanti stanno adottando "Alla ricerca delle emozioni" come libro di riferimento nei progetti di educazione affettiva nelle scuole materne e primarie.



Dino, con le sue magiche avventure, ha raggiunto il cuore di tanti e la speranza è che raggiunga più bambini possibile per aiutarli a vivere bene le emozioni.

“Alla ricerca delle emozioni. Aiutare i bambini a vivere bene felicità, tristezza, rabbia e paura” di Davide Viola, psicologo e psicoterapeuta, con le bellissime illustrazioni di Luigi Carretta, interior design, è disponibile in libreria e nelle principali librerie on line.

 La scheda del volume

 
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Redazione

Il meraviglioso mondo delle emozioni dei bambini

[caption id="attachment_1717" align="alignleft" width="200"]Alla ricerca delle emozioni dei bambini La copertina del nuovo volume di Davide Viola


A tutti gli appassionati del meraviglioso mondo delle emozioni dei bambini comunico che con la Casa Editrice Edizioni Psiconline ho da pochissimo pubblicato un libro sull'educazione alle emozioni dal titolo "Alla ricerca delle emozioni. Aiutare i bambini a vivere bene felicità, tristezza, rabbia e paura"

Dino è un simpatico dinosauro di 8 anni, con tanti amici e una fidanzatina di nome Saurina. Per un brutto scherzo di Tiranno, un dinosauro cattivo e antipatico, il povero Dino perde tutte le sue emozioni. Parte così alla ricerca delle emozioni perdute, in un percorso fatto di grandi sfide per riconquistare la felicità, la tristezza, la rabbia e la paura.
Il bambino è chiamato ad aiutare Dino a compilare la schede: ogni scheda è una sfida che aiuta il bambino a comprendere ed esprimere le emozioni.



Dino e SarinaIl libro si rivolge direttamente al bambino, evitando intenzionalmente tecnicismi e teorizzazioni, perché tanto si è già scritto sulle emozioni ma pochi sono gli strumenti semplici e immediati che i bambini possono utilizzare, aprendo il cuore e la mente.

Si è anche cercato di evitare il più possibile la presentazione di schede con immagini prestabilite con l’intento di creare degli spazi in cui il bambino può dare libero sfogo alla propria creatività senza influenzamenti vari.

La scelta di presentare il racconto iniziale e le relative schede in bianco e nero consente al bambino di far riferimento esclusivamente alla propria immaginazione, colorando le figure del racconto e le cornici delle schede-sfide come preferisce.

[caption id="attachment_1721" align="alignleft" width="283"]Uno dei disegni del volume Uno dei disegni del volume


A lavoro compiuto il bambino avrà contribuito, con la propria fantasia e la propria capacità di far danzare i colori sul foglio, al completamento grafico del libro. Questo consentirà al bambino di potenziare la sensazione di aver partecipato creativamente e attivamente alla realizzazione delle attività proposte, e non di averle subite passivamente.

Obiettivo del libro è stimolare la crescita emotiva del bambino, fornendogli uno spazio avventuroso in cui è possibile scrivere e disegnare le emozioni, le sensazioni e i pensieri che passano per il cuore.

In libreria dal 12 luglio a 12.00 euro!
Già acquistabile in anteprima sul sito di Psychostore.net

Davide Viola

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Redazione

I disegni dei bambini come viaggio alla scoperta delle emozioni

Il secondo capitolo del volume Progetti di Psicologia. Scuola, Professione, Esame di Stato è dedicato a un progetto di educazione alle emozioni nella scuola primaria, dal titolo “Viaggio alla scoperta delle emozioni. Un percorso fatto di colori, musica e tanta fantasia!”. Proporre in una scuola elementare, o in una scuola dell'infanzia, un progetto rivolto all'educazione emotiva vuol dire utilizzare tanti materiali di facile consumo, quali fogli, tempere, colla, colori vari, cartelloni, forbici e pennelli. Questo perchè lo strumento principe che vi troverete principalmente a utilizzare e proporre ai bimbi è il disegno. Il disegno è il modo più naturale di espressione dei bambini che coinvolge fattori intellettivi e affettivi. Attraverso i disegni i bambini ci consentono l'ingresso nel loro mondo affettivo e creativo e ci permettono di comprendere tutti i disagi, le preoccupazioni e i problemi più nascosti che non riescono o non vogliono esprimere verbalmente. Anche uno scarabocchio, un piccolo segno, una leggera macchia, può suggerirci tanto del loro mondo. Attraverso l'analisi dei disegni possiamo capire quello che i bambini vogliono dire.

OLTRE IL LIBRO, LO SCARABOCCHIO. Con questo post vorrei integrare il capitolo del mio libro dedicato al progetto di educazione alle emozioni, con delle informazioni riguardo l'interpretazione dei disegni. La prima attività grafica del bambino è lo scarabocchio, vera e propria espressione corporea che coinvolge l'intero corpo. Verso il primo anno di età, lo scarabocchio consiste in semplici linee verticali, orizzontali e radiali. Verso il secondo anno di età compare il cerchio e l'angolo: è l'età in cui appaiono i primi scarabocchi organizzati. Verso i tre anni, eccezionalmente anche prima, il bambino inizia a dare un nome al proprio scarabocchio, che non rappresenta più soltanto un piacere motorio ma soprattutto un dare voce ad un progetto, un'intenzione, una sensazione. A quattro anni il bambino perfeziona l'abilità di disegnare la casa e il sole e inizia ad abbozzare la figura umana, concludendo la fase dello scarabocchio. Verso i cinque e i sei anni, il bambino diventa più capace di rappresentare la realtà, mentre, verso gli otto anni, acquisisce una maggiore capacità di percezione dello spazio. Tra i dieci e i quattordici anni, passa, invece, al cosiddetto realismo visivo che mette fine all'originalità grafica del bambino.

IL SIGNIFICATO NEL SEGNO. Alcuni oggetti ed elementi che compaiono frequentemente nei disegni dei bambini hanno un preciso significato psicologico:

Il suolo indica la base sicura dei bambini, simbolo di sicurezza e nutrimento.
La montagna indica il seno materno, simbolo di accoglienza e bisogni orali.
Il sole è il simbolo paterno per eccellenza.
Le nuvole, se abbondanti, indicano minaccia e inquietudine.
La pioggia è la minaccia materna.
Le stelle indicano il bisogno di essere valorizzati.
L'acqua è l'immagine della madre.
I fiori indicano femminilità, gioia e spensieratezza.
Gli animali sono spesso utilizzati dai bambini come compensazione di un sentimento di solitudine.

GRANDI E PICCOLI: LE DIMENSIONI. Le dimensioni degli oggetti rispecchiano l'importanza che il bambino attribuisce all'elemento disegnato. La parte più importante è quasi sempre collocata per prima o al centro del foglio, la parte svalorizzata è quasi sempre collocata per ultima o disegnata piccola e senza importanza.

PSICHE E MATITA. Ma qual è il significato psicologico dei disegni più comuni dei bambini, ovvero il disegno della figura umana, il disegno dell'albero, il disegno della casa, il disegno della famiglia? Nel disegnare la figura umana il bambino rappresenta inconsciamente se stesso e quindi la percezione e rappresentazione del proprio schema corporeo. Permette quindi di avere un'idea dello sviluppo psicofisico e del livello di evoluzione grafica del bambino. La dimensione della figura umana è legata alla percezione che il bambino ha di sé: una piccola dimensione sta a indicare timidezza, una grande dimensione o una dimensione "giusta" (compresa tra gli 8 e i 18 cm di un foglio con formato regolare) esprime sicurezza, fiducia, estroversione e una buona percezione di sè. La testa rappresenta i sentimenti che il bambino ha dedotto dal volto della madre; i particolari del viso ci raccontano delle abilità di comunicazione e di scambio con il mondo esterno; il collo è il tramite tra la ragione e l'istinto; le gambe rappresentano sicurezza e stabilità; le braccia e le mani sono il simbolo della comunicazione e del contatto con il mondo; il tronco ci racconta dell'istintualità.

L'ALBERO O LA CASA. Nel disegnare l'albero il bambino ci racconta della sua energia e della sua autenticità. I tre elementi che devono essere osservati nel disegno dell'albero sono le radici, il tronco e la chioma. Le radici rappresentano l'affettività e ci suggeriscono il legame tra madre e bambino. Il tronco esprime la percezione e la sicurezza che il bambino ha di sé. La chioma simboleggia l'apertura verso il mondo, l'adattabilità, la solidarietà e l'amore.

Il disegno della casa ci racconta il modo di vivere del bambino, i rapporti con i genitori e i fratelli, il suo ruolo nella famiglia. Alcuni studiosi associano alla casa il volto materno: il tetto rappresenta la capigliatura, le finestre gli occhi e la porta la bocca. Una casa grande simboleggia accoglienza, spontaneità e apertura alla vita. Una casa piccola significa intimità, introversione e timidezza. La porta rappresenta il modo di entrare in contatto con l'ambiente. Le finestre rappresentano il modo di comunicare del bambino. Il comignolo è simbolo di calore e affetto.

MAMMA E PAPA'. IN FAMIGLIA.  Il disegno della famiglia ci racconta delle dinamiche interne al nucleo familiare. Il personaggio disegnato per primo è quello per cui il bambino prova maggiore ammirazione; disegnare se stesso al primo posto è segno di egocentrismo mentre disegnarsi all'ultimo posto è segno di poca fiducia nelle proprie potenzialità, timidezza e chiusura. L'aggiunta di personaggi alla famiglia reale è indice di compensazione per un senso di solitudine. La dimensione ridotta di un personaggio vuol dire svalutazione da parte del bambino mentre un personaggio sproporzionatamente grande è vissuto come oppressivo e dominante. La collocazione in disparte di un personaggio mette in luce la difficoltà del bambino a stabilire con lui un legame significativo, così come la cancellazione di un personaggio è indicativo di insofferenza che il bambino prova nei confronti di esso. L'aggiunta di animali può indicare che il bambino tende a nascondere l'aggressività che prova nei confronti di uno o più personaggi della famiglia. Escludersi dal disegno è indice di una scarsa autostima e di un senso di esclusione.

I COLORI. Anche la scelta dei colori ha un ruolo importante nello sviluppo psicofisico dei bambini.
I bambini utilizzano i colori per la loro valenza emotiva: sotto i 7 anni usano il colore in modo impulsivo rispetto alla forma, solo verso gli 8 anni iniziano ad associare il colore all'oggetto e solo verso gli 11 anni si accorgono che il colore può variare anche nello stesso oggetto.
Adesso ci concentreremo sui significati simbolici del colore.
Il rosso è il colore della forza e della vita ed è sempre presente nei disegni dei bambini. E' ambizione, energia, passione, coraggio.
Il giallo è il colore del sole, della luce e dell'estroversione. E' il colore dell'aggressività.
Il blu è il colore della calma, del cielo e del mare. E' il colore dell'intelligenza e del ragionamento.
Il verde è il colore della tranquillità e della soddisfazione di sè. E' soddisfazione, equilibrio, speranza.
L'arancione è il colore della vivacità e della serenità.
Il viola è il colore della razionalità e del dominio sulle passioni.
Il bianco è il colore del silenzio, della tranquillità.
Il nero è il colore della paura e della rinuncia. E' riservatezza, pudore, ansia.

Il disegno, dunque, è una porta aperta al mondo del bambino. E' la rivelazione della sua indole profonda e autentica, e quindi una miniera d'informazioni sulla sua struttura psicologica e sul suo carattere.
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