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Redazione

IL VIAGGIO DELL'ANIMA IN UN LIBRO

 Quando il tempo logora la tua anima, finisce che non capisci più neanche perché esisti. E' in questo momento che arriva la spinta a rivolgersi altrove. Spesso capita che finisci sul lettino dello psicoanalista e lì ritrovi te stesso. In una sorta di specchio del profondo rivedi la tua vita. In quei momenti, però, se ci pensi, sei il riflesso di un'intera società. Diventi un uomo come tanti. Piero Priorini, psicoanalista di scuola junghiana, questo "qualcuno" lo ha ribattezzato Mario o Maria. Nel suo libro "C'era una volta la psicoanalisi. Epopea di Maria e Mario Rossi", ha preso a narrare, in capitoli efficaci e diretti, le storie che ha incontrato nella sua carriera.



Vicende umane di una forza prorompente, che catturano il lettore in un viaggio tutto d'un fiato tra le problematiche dell'Essere di questi due infinitesimali sconosciuti, così simili a chi ci sta intorno, anche da vicino. C'è la storia di Maria innamorata non corrisposta, o dell'altra incapace di amare, o ancora di quella che non riesce più a guidare da sola un mezzo di trasporto. C'è la vicenda di Mario, poi, che veste la tonaca e ha l’inconfessabile pulsione pedofila, o l'omonimo che non riesce ad amare fino in fondo per una strana idea di contrapposizione tra amore sacro e amore profano, o ancora il Mario che nell'amor di carriera ha sacrificato tutti gli affetti e ora, anziano, muore nell'incapacità di tenere le redini della sua vita. Ci sono storie della porta accanto nel libro di Priorini, 22 in totale, molte di più se ne immaginiamo il riflesso sociale.  Un botta e risposta con l'autore aiuta a entrare un po' di più nelle pagine del libro.
 Perché questo titolo?
“La prima parte del titolo, "C'era una volta la psicanalisi", è nato - risponde Priorini -quasi da un raptus nostalgico verso qualcosa che oggi si sta perdendo. Ho così voluto recuperare le vicende storiche di alcune persone che, attraverso me, si sono messe in discussione diventando protagonisti di un "atto di coraggio": cercare di comprendere se stessi in un tempo in cui tutto fugge senza riflessione”.
 Cosa intende?
“Alessandro Baricco, parlando della società contemporanea, ha affrontato il problema della comunicazione. La velocità di circolo delle informazioni, l'era di Internet, ha sostanzialmente portato a un approccio superficiale alla conoscenza di ciò che ci circonda. Non poteva, dunque, mancare lo stesso atteggiamento nei riguardi di noi stessi. Diciamo che ho preso in prestito questo approccio, parlando di quella che secondo Baricco è una generazione di "surfisti" e non di "palombari" che amano scendere in profondità”.
Il lettino dello psicanalista in un libro può aiutare?
“E' la mia speranza. Sono convinto, anche per la formazione e l'approccio alle problematiche esistenziali che ho, di stampo junghiano, che il trans personale non manchi mai nella lettura delle storie e vicende intimistiche di altri".
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