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Redazione

La tecnica del Villaggio nella psicoterapia infantile di L. Bosco e L.G. Grandi

la tecnica del villaggioLa tecnica del Villaggio nella psicoterapia infantile è il libro di Luca Bosco e Lino G. Grandi nella Collana Strumenti di Edizioni Psiconline.


Il volume nasce da un vivo interesse degli autori per lo strumento del Villaggio, nonché dalla constatazione della grossa difficoltà a reperire del materiale per conoscerlo e studiarlo in modo approfondito. Vuole quindi sopperire al vuoto della letteratura scientifica italiana sull'argomento e accompagnare il lettore alla scoperta di questo test sconosciuto a molti, ma estremamente ricco, approfondendo i diversi e multiformi aspetti e fornendo esemplificazioni cliniche, corredate da molte immagini.
Il Test del Villaggio è poco considerato e ancor meno utilizzato, quindi non è fatto oggetto di ricerche o studi che ne promuovano, a livello di pubblicazioni scientifiche, l’apertura al mondo dei professionisti della psicologia e della psicoterapia. Rimane, pertanto, uno strumento di nicchia, per quegli operatori che ne hanno intuito la straordinaria potenzialità e utilità, e che hanno saputo fare proprio e ampliare l’insegnamento di Arthus e dei primi Autori che studiarono il Villaggio.
A partire dal classico Test del Villaggio viene presentato un manuale operativo per l'utilizzo di uno strumento psicodiagnostico che può avere un'ampia rilevanza all'interno del setting clinico tra terapeuta e paziente.
Si tenta di mostrare come l’utilizzo del Villaggio, nel corso della psicoterapia, consenta – se letto in modo dialettico con quanto via via emerge nelle sedute – di avere sempre un quadro aggiornato di quanto si muove nel mondo interno del bambino e di cosa succede nella relazione terapeutica. Questo, naturalmente, potrebbe essere fatto anche con gli altri test; ma il Villaggio, rispetto ad essi, ha la peculiarità di essere fondamentalmente un gioco di costruzioni: rappresenta, dunque, per il bambino, un “compito conosciuto”, nel quale si sente “competente”, ed è da questi vissuto in maniera tendenzialmente meno ansiogena e valutante, fino al punto da potersene appassionare, richiedendo a più riprese di poterci “giocare”.
Nella prima parte, gli autori hanno ripercorso sinteticamente la storia del Test del Villaggio e riscontrato ciò che emerge dal dibattito attuale.
Hanno quindi ricercato e tentato di stabilire un legame tra gli apporti di Arthus alla lettura del Villaggio e gli apporti della Psicologia Individuale Comparata, a partire da Adler, fino ai giorni nostri (Dreikurs, Ansbacher, Parenti, Grandi); segue poi una carrellata sugli Autori e sulle concettualizzazioni che vengono ritenute fondamentali per il lavoro clinico e per l’analisi dei villaggi.

Stefano 300ppiOltre ad aver compiuto una sistematizzazione degli apporti teorico-metodologici all’utilizzo del Villaggio, servendosi della letteratura disponibile sull’argomento, ma soprattutto delle riflessioni, delle rielaborazioni e degli apporti originali al lavoro sul Villaggio (per lo più tramandati oralmente) dell’équipe di Psicoterapia dell’Infanzia dell’Istituto Adler.
Parallelamente è stato proposto un “modello integrato” per l’analisi del Villaggio, che permette un’analisi multidimensionale, attraverso cioè più piani e più lenti sovrapposte, integrate e fatte dialogare: tale modello si basa essenzialmente sulla teoria adleriana, anche se vi sono altri apporti che consentono di completare le osservazioni secondo tre criteri: strutturale (o di organizzazione/integrazione), tematico (o psicodinamico-relazionale), dinamico (o topografi cotopologico); nonché attraverso una complessa teoria sul simbolismo delle zone e delle linee direttrici.
Nell’ultimo capitolo della seconda parte sono riportate alcune esemplificazioni tematiche a partire dall’analisi dei Villaggi di alcuni bambini e pre-adolescenti di diverse età, che gli autori hanno incontrato nell’ambito di una valutazione psicodiagnostica.
Nella terza parte, più prettamente clinica, sono stati presentati tre “casi”, fornendo un’ampia descrizione e un’approfondita analisi dei diversi Villaggi costruiti dai tre bambini nel corso di alcuni anni di psicoterapia, supportate: (a) da integrazioni anamnestiche o provenienti dai dati ricavati da altri test; (b) da alcuni stralci di sedute, con situazioni
di gioco o sequenze verbali; (c) da riflessioni su temi specifici emersi nel corso dell’evoluzione della terapia.
Il Villaggio può essere utilizzato proficuamente in ambito scolastico, ad esempio come gioco “proiettivo” e/o “relazionale” nella scuola dell’infanzia, sia come strumento utile a favorire determinate dinamiche di scambio e cooperazione all’interno del gruppo classe o di una parte di esso.
Il Villaggio si propone come uno strumento che non disturba il bambino, ma che al contempo ci permette di rilevare eventuali precursori di difficoltà scolastiche (di apprendimento, di comportamento, di relazione ecc.) che egli potrebbe incontrare nell’accedere alla scuola primaria.

 

"Per giudicare un uomo non è sufficiente osservarlo: bisogna osservarlo
«vivere» ed è per vederlo vivere che gli si fa costruire un villaggio".
(Henri Arthus)

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