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Redazione

Intervista a Matteo D'Angelo. Dal BUK 2014

Edizioni Psiconline ha intervistato Matteo D'Angelo  autore di "La stella alpina e la farfalla. I riflessi dell'anima", al Modena BUK Festival 2014


[caption id="attachment_2638" align="alignleft" width="240"]Matteo D'Angelo e Roberta Sorrentino Matteo D'Angelo al BUK 2014

Incontriamo Matteo D'Angelo al Modena BUK 2014, ha appena concluso la presentazione del suo libro “La stella alpina e la farfalla, I riflessi dell'anima”.
Lo raggiungiamo al tavolo dove il pubblico si avvicenda per far firmare la propria copia, appena acquistata allo stand, le shopping bags di Edizioni Psiconline testimoniano la recente sosta allo stand per l'acquisto.



È difficile davvero avvicinarlo, perché tantissimi ammiratori affascinati dalla presentazione non lo lasciano andare via, sono curiosi, vogliono conoscere meglio Matteo D'Angelo, probabilmente perché "La stella alpina e la farfalla" lascia ai lettori tantissimi spunti di riflessione, e questa particolarità è emersa già durante la presentazione, perché è un libro che ti impone di fermarti a riflettere, ricco di spunti e di "semini" (come dice l'autore), dove i lettori stessi danno il senso ad ogni singola parola con la carica che solo il vissuto personale può dare.
Nella introduzione definisce questo libro "un manuale di sopravvivenza per giovani e meno giovani “principi” sperduti nella giungla femminile, ma che non si rassegnano a ricercare quel calesse anche solo provato". e conclude con un invito "ascoltate il vostro corpo perché esso vi comunica costantemente ciò che è meglio per voi, sentiatevi uno e riuscirete a non mentirvi".




[caption id="attachment_2633" align="alignright" width="300"]Presentazione di Presentazione di "La stella alpina e la farfalla" e incontro con il pubblico

Il tema dell'Uno e del Tutto appunto, è il filo conduttore e la ricerca incessante dell'Io. Protagonista è Marianna, coinvolta in un confronto quotidiano con gli altri e con se stessa, e alla costante ricerca di un equilibrio, convinta che tutti siamo Uno e, quindi, se miglioriamo noi stessi miglioramo gli altri. Interpreta i segni che la vita le manda, cerca in tutti modi di comprenderne il significato: sa che essi indicano la via.
C'è poi il vecchio saggio che nessuno sa chi sia, ma che ha molto da dire.
Piegato dalle fatiche e dai dolori di una vita che sentiva avergli tolto, più che dato, aveva passato la sua vita a chiedere alla vita stessa qualcosa che sentiva mancasse dentro di sé e questo gli aveva impedito di dare alla vita ciò che, invece, dentro sé aveva.
Aveva passato una vita a chiedere di ricevere e non aveva mai compreso che doveva dare ciò che aveva e smetterla di guardare ciò che non aveva. Guardava ciò di cui aveva paura e puntualmente si realizzava, non aveva capito che è dove la mente, prima e lo sguardo, poi, si posano che il corpo arriva. L’Universo realizza ciò che davvero vuoi.
Un libro profondo che fa riflettere, e impone una ulteriore lettura, perchè ogni pagina va riletta e ripensata, perché il senso ad ogni singola parola, ad ogni “semino” (come lo chiama l’autore), lo dà proprio chi legge, con la sua unicità.


L'autore è qui vicino a noi, possiamo finalmente intervistarlo




[caption id="attachment_2732" align="alignright" width="168"]1474775_10202531619640186_598913724_n Il FIRMALIBRO

D. Grazie Matteo per la tua disponibilità, ti chiediamo soltanto qualche minuto, tra poco potrai tornare al FIRMALIBRO con i tuoi lettori. Come è nata l'idea di scrivere questo libro?
R. Ho sempre scritto nella mia vita, vuoi per attività politica, vuoi per lavoro. A scuola, poi, i temi di italiano erano per me una valvola di sfogo, seppur nei limiti delle tracce fornite. Insomma, i miei pensieri sono sempre stati pubblici, sia oralmente che per iscritto. Poi, verso fine del 2012, mi sono detto: "Eppure c'è qualcosa di cui non ho mai espresso, scrivendolo, pubblicamente: non ho mai parlato di Vita.".
Ero arrivato ad un punto in cui sentivo il bisogno di condividere un mio punto di vista fino ad allora condiviso solo verbalmente con le persone con cui mi trovavo ad interloquire sull'argomento.
Sentivo il bisogno di lanciare un semino.


D. Ci hai pensato a lungo prima di scriverlo, o è stato scritto di getto quindi è il frutto di una ispirazione improvvisa? E quanto tempo hai impiegato per scriverlo?
R. L'ho scritto di getto, ho raccolto le idee e qualche spunto scritto qui e lì (tratto da qualche mia affermazione scritta via sms o via facebook) ed in un mese era pronto, ma il lavoro di "preparazione", per così dire, durava da anni.
Più di qualche persona a me vicina, nel tempo, ha dimostrato interesse per ciò che scrivevo e per come lo scrivevo e, spesso, l'invito era "dovresti scrivere un libro".
E così è stato.
I miei genitori pensavano che stessi scherzando quando risposi loro che stavo scrivendo un libro: mi vedevano scrivere freneticamente e solo l'arrivo del contratto da firmare li convinse.




[caption id="attachment_2731" align="alignright" width="210"]15974_5000590225224_1807319412_n La stella alpina e la farfalla

D. Perchè nella introduzione affermi che questo libricino è un manuale di sopravvivenza? Quale aiuto può dare ai lettori?
R. È una "mappa di segni", come dico nella prefazione: vorrei che i lettori letteralmente interloquissero con il libro in modo tale da trovare da sé stessi le risposte.
Posso dir loro (soprattutto ai maschietti) come accendere il fuoco, ma sta a loro capire se, nel determinato momento e posto in cui si trovano, possono accenderlo o, eventualmente, quali accorgimenti prendere.
Ecco perché "manuale di sopravvivenza".


D. Che cosa è possibile vedere, cogliere in questo libro?
R. La tensione. Tensione tra generi, tensione tra appartenenti dello stesso genere, tensione interiore.
La protagonista è in conflitto con se stessa e con gli altri, ma non perché sia una cattiva persona, ma perché ha intrapreso un percorso di cambiamento.
Per cominciare a camminare c'è un momento in cui devi perdere l'equilibrio, ma l'equilibrio in sé è una tensione perché per trovare l'equilibrio devi oscillare costantemente, fino a rendere l'oscillazione impercettebile. Proprio come durante un cammino.
Se poi questo cammino è interiore, beh, capirete come la tensione sia estrema...


D. Perchè la scelta di una figura femminile principale (Marianna)?
R. Lo dico nella prefazione: all'universo femminile è dedicato tutto il mio amore. A loro "pago un pegno", riconosco loro la forza generatrice della vita.
Le donne si immedesimeranno e si scontreranno con il libro per le affermazioni in esso contenute, molto più degli uomini, per questo c'è bisogno che certe affermazioni siano sostenute da una giovane donna.
E poi Marianna è la parte femminile di ogni uomo.


D. Ci puoi spiegare questo brano dal tuo libro: “Ascoltate il Vostro corpo perché esso Vi comunica costantemente ciò che è meglio per Voi, sentiateVi uno e riuscirete a non mentirVi”.
R. Sono convinto che il linguaggio del corpo sia indispensabile nella comprensione di sè. Si parla tanto dell'interpretazione del prossimo tramite il linguaggio del suo corpo, ma dell'interpretazione di se stessi quasi nessuno si interessa.
Man mano che aumenterà la comprensione di noi stessi diminuiranno le tante piccole/grandi bugie che costantemente diciamo a noi stessi. L'onestà con se stessi va di pari passo con l'onestà nei confronti del prossimo ed una incentiva l'altra.
Ecco perché "sentiatevi uno": sentiamoci una sola cosa con il prossimo e diventerà più difficile mentire a lui. E quindi a noi stessi.
Cosa c'è scritto sull'Oracolo di Delfi? "Uomo, conosci te stesso e conoscerai l'Universo e gli Dei".
Insomma, la strada da percorrere è indicata e l'indice non punta fuori da noi stessi.


D. “...aveva passato la sua Vita a chiedere alla Vita stessa qualcosa che sentiva mancasse dentro di sé e questo gli aveva impedito di dare alla Vita ciò che, invece, dentro sé aveva” parole davvero profonde quasi un monito per il lettore. Quale messaggio si cela in queste parole? E a chi è rivolto?
R. È rivolto all'ingordigia. Per me è fondamentale il concetto di "Tutto/Uno". È l'ingordigia di averi, di affetti che caricano la persona. Avere avere avere avere avere. Ma è nel Dare che si cela il Benessere. Dare dipende esclusivamente da se stessi, mentre Avere presuppone che qualcun altro ci dia, ma perché mai dovremmo pretendere qualcosa dagli altri? Dove sta scritto? Se il tentativo perenne di accumulo ha portato l'Umanità nelle condizioni attuali, non è che magari è sbagliato qualcosa alla base? Ecco, per me è nel rapporto con gli altri che dobbiamo cambiare approccio.
Bisogna invertire la direzione delle forze: non per (tentare di) prendere, ma per dare.
Se tutti dessimo, tutti riceveremmo.


D. Marianna, il vecchio Saggio, due personaggi diversi, si intravedono speranza, fiducia, amore per la vita nelle parole di Marianna,  tristezza, delusione, angoscia nel saggio. Quali spunti di riflessione lasciano al lettore?
R. Vero ciò che nelle due figure si intravede, ma alla fine è il Vecchio Saggio che aiuta Marianna. Leggendo il libro il lettore deve tenere sempre presente il concetto di Unità. Nulla è in contrapposizione, nulla è diverso, nulla è altro (o altrove), ma è tutto Uno.
Il libro è un semino: quando piantate un seme mica andate a vedere di quali cellule è composto, lo sapete che è composto da miliardi di cellule diverse e con funzioni diverse, ma l'unica cosa che a voi interessa è che il seme germogli e che, poi, la pianta dia i suoi frutti.
Tutto è Uno: voi con me, io con il libro, il libro con i suoi personaggi, i personaggi con voi.
Non facciamo forse tutti parte di qualcosa di più grande?1489082_207964792722620_1999871519_n


Ti ringraziamo per questa intervista che sicuramente non lascerà indifferenti i nostri lettori. Come il tuo libro che lascia un "seme" in chi lo legge. Un libro che fa molto riflettere, una guida per chi ha intrapreso un percorso di cambiamento e di crescita interiore.


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