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STATUE SOMMERSE - la bellezza di una adolescenza che cerca spazio nel tempo del digitale

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fronte Copertina Di Liborio Statue sommerse v001

DISPONIBILE DA OTTOBRE 2026

Tre ragazzi si siedono su un muretto, tirano fuori il telefono e restano in silenzio davanti allo schermo. Arriva il quarto, parlano per qualche minuto, poi ognuno rientra nel silenzio. A un congresso, mentre il relatore parla, metà della platea tira fuori il cellulare: una danza continua di occhi tra il palco e lo schermo. Scene ordinarie, quasi invisibili. Ma se le si guarda con attenzione, contengono in miniatura la questione centrale di questo libro: cosa succede quando un cervello progettato per ambienti lenti, relazionali e prevedibili si ritrova a crescere in un ecosistema di stimoli incessanti e presenza frammentata?

Statue sommerse nasce da anni di pratica clinica con adolescenti e di lavoro con i ragazzi nel mondo dello sport, e da un'indagine che ha spinto oltre i confini di una sola disciplina. Il titolo prende a prestito un verso dei Matia Bazar per evocare una doppia condizione: quella di chi è presente ma sommerso da un altrove digitale che reclama attenzione, e quella dell'adolescente stesso, la cui ricchezza interiore resta visibile ma irraggiungibile agli occhi dell'adulto, come una statua in fondo al mare.

Il libro si sviluppa in quattro parti. La prima esplora l'ambiente: il contesto ipermoderno, il mismatch evolutivo tra la nostra architettura neurale, sostanzialmente identica a quella di trecentomila anni fa, e un mondo trasformato in pochi decenni, e il funzionamento degli algoritmi, analizzati non come nemici ma come ambienti. La seconda entra nei meccanismi profondi: le neuroscienze affettive di Panksepp, il sistema dopaminergico, il ruolo del corpo nella presa di decisioni secondo Damasio, il significato evolutivo del gioco e del rischio. La terza affronta la costruzione dell'identità: temperamento, personalità, carattere, autostima, e quella zona grigia tra adolescenza e età adulta che Arnett ha chiamato emerging adulthood. La quarta attraversa i terreni concreti, scuola, sport, cultura digitale, interrogandosi su cosa significhi educare quando il compito non è proteggere ma preparare.

Tra i capitoli si inseriscono cinque interludi: storie cliniche, ricordi personali, episodi che non hanno bisogno di essere spiegati. L'impianto teorico integra psicoanalisi lacaniana, neuroscienze e psicologia evoluzionistica, mantenendo un linguaggio e un registro accessibili.

Statue sommerse non è un manuale. È un libro che prova a restituire complessità a una fragilità sempre più presente, che non è solo un problema ma una richiesta: il bisogno di corpo, di rischio, di tribù e di tempo vuoto che il mondo ha smesso di soddisfare. Un libro che prova a ragionare su una generazione che aspetta ancora di essere capita.

 

AUTORE

Massimiliano Di Liborio è psicologo e psicoterapeuta di orientamento lacaniano. Esercita a Pescara, è Past President dell'Associazione Italiana Psicologia dello Sport e dell'Esercizio (AIPS) e membro del direttivo della Società Italiana di Psicologia Online (SiPSIOL). Ha seguito diverse nazionali italiane come psicologo dello sport, accompagnandole in competizioni internazionali. Da oltre dieci anni si interessa al rapporto tra tecnologia e sviluppo psicologico.

 

A CHI SI RIVOLGE

Il volume si rivolge a genitori, insegnanti, allenatori ed educatori: a tutti gli adulti che si confrontano ogni giorno con i ragazzi e cercano strumenti per capirli prima di giudicarli.

 

 

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