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Redazione

Intervista a Patrizia Del Verme, autrice del volume Il Training Autogeno

Patrizia_Del_VermeEdizioni Psiconline ha intervistato Patrizia Del Verme autrice del volume Il Training Autogeno. Come custodire e recuperare la salute, nella collana Punti di Vista.


"Gli atteggiamenti mentali, specialmente nei casi di stress, i pensieri, i sentimenti che custodiamo nel cuore, gli eccessi nel comportamento riescono ad alterare la salute. Alcuni specialisti sostengono e dimostrano che più dell’80 per cento delle nostre malattie organiche derivano dallo stress.copertina-il-training-autogeno-sitoi
Per stress intendiamo la somma delle reazioni messe in atto dall’organismo di fronte a qualunque stimolo fisico, ambientale, mentale o emozionale che tenda a perturbarne l’equilibrio. Quando tali risposte sono inadeguate o prolungate nel tempo si può giungere alla malattia, come dimostra la psiconeuroendocrinoimmunologia."

Ancora oggi la medicina ufficiale, nonostante tutto, continua a pensare alla salute come salute del corpo e quando parla di prevenzione fa riferimento soltanto all’alimentazione e all’attività fisica.
È dimostrato da più parti invece, come alcune tecniche psicologiche, soprattutto in situazioni di stress possano aiutare a mantenere l’equilibrio mente-corpo.
Una di queste è certamente il Training Autogeno di Schultz, una tecnica che Patrizia Del Verme pratica su se stessa e sui suoi pazienti da circa 30 anni e che ha alle spalle anni di ricerche in campo medico e psicologico.

Patrizia Del Verme è nata nel ’62 a Torchiara (SA) laureata in Psicologia all’Università degli studi di Roma “La Sapienza” specializzata in psicologia clinica e psicoterapia ad orientamento psicoanalitico e in varie tecniche psico-corporee e di rilassamento.
Svolge da circa trentanni attività clinica. Attualmente responsabile dell’U.O. di Psicologia dell’ASLSA distretto Sanitario di Capaccioni (SA). Si occupa anche di corsi esperienziali per l’equilibrio corpo-mente-spirito. Autrice di varie pubblicazioni in campo psicologico e relatrice in corsi di formazione e convegni.

Siamo molto curiosi di sentire dalla viva voce di chi la pratica da anni e da anni vede risultati molto positivi sui suoi pazienti, in cosa consiste questa tecnica di rilassamento, a chi si rivolge e quali effetti si possono ottenere mettendola in pratica.

D. Innanzitutto la ringraziamo per averci concesso questa intervista. Come nasce questo libro?
R. Avevo già da qualche anno iniziato a scrivere qualcosa sul T.A., perché è una tecnica che conosco bene e che pratico da circa trent'anni su me stessa e sui miei pazienti che seguo nella struttura sanitaria pubblica dove lavoro come psicologa e psicoterapeuta. La spinta forte però, è venuta da quando ho iniziato ad occuparmi di corsi esperienziali nel convento dei Frati Minori di Capaccio-Paestum, finalizzati a far acquisire conoscenze, modalità e tecniche per l’equilibrio corpo, mente e spirito. Questi corsi si pongono in un’ottica olistica della salute e sono affiancata solitamente da un naturalista e un sacerdote. Vengono sperimentate tecniche di comunicazione, di consapevolezza delle emozioni, di meditazione, di rilassamento ecc. Sono stati proprio i partecipanti ai corsi a chiedermi qualcosa di scritto e semplice sul Training Autogeno.

D. Come custodire e recuperare la salute. Sembra un titolo particolarmente impegnativo. Perché utilizzarlo?
R. Ritengo che la salute sia un dono, ma che debba essere coltivato in modo attivo. Il training è uno di questi modi, semplice ed efficace come dimostrano anni di ricerche in campo medico e psicologico. Non è infatti, una semplice tecnica di rilassamento, come solitamente viene definita, ma è una tecnica di trattamento, di cura, con mezzi psichici dei disturbi più svariati ed è finalizzata in primis al mantenimento di uno stato di benessere, con lo scopo di prevenire, permette di agire sugli effetti deleteri dello stress il quale è ritenuto da molti specialisti la causa dell’80% delle malattie; inoltre permette di curare, ha indicazioni elettive negli stati d’ansia, in ansie specifiche come parlare in pubblico in occasione di prove ed esami, in fobie singole, nei disturbi psicosomatici, nell’alterazione del ritmo sonno-veglia, nell’ipocondria ecc. Si ottengono sicuramente risultati positivi quando alla base di una affezione vi è l’alterazione dell’equilibrio del sistema nervoso vegetativo, nei disturbi prevalentemente organici il T.A. rafforza le cure mediche.

D. Nel libro si parla anche della possibilità di una diagnosi precoce con il T.A. di malattia anche tumorale. Riporti dei casi clinici...
R. Sono due i motivi per cui ciò è possibile:
1) dopo molto tempo di pratica del T.A. si verifica, come ho potuto sperimentare anche su me stessa, un’ aumentata capacità di percepire le sensazioni corporee e una maggiore consapevolezza in generale del proprio stato fisico e psichico. Effetto messo poco in rilievo dai grandi autori del T.A.;
2) durante la pratica iniziale degli esercizi fondamentali, come già riferiva Schultz, alcune percezioni disturbanti possono essere la spia di patologie non ancora evidenti. È stato possibile diagnosticare ad esempio, problemi circolatori in una donna che avvertiva dolore alle caviglie non appena ha iniziato ad effettuare gli esercizi del calore.

D. In che cosa si differenzia il suo volume da tante altre pubblicazioni sul T.A.?
R. Guida il lettore ad acquisire e a praticare da solo il T.A. di Schultz, gli esercizi inferiori, riportando anche i contributi di altri grandi autori del T.A.
Fornisce con un linguaggio semplice e discorsivo, suggerimenti ed accorgimenti pratici, senza perdere in scientificità, per apprendere il T.A. e su come affrontare eventuali difficoltà che si presentano, ad esempio le difficoltà di concentrazione durante gli esercizi. Il T.A. in effetti, andrebbe appreso con la guida di uno psicoterapeuta che lo utilizzi prima di tutto su se stesso, in un rapporto individuale o ancora meglio di gruppo. Ho potuto constatare invece, che molto spesso pseudo esperti affermano di praticare il T.A. di Schultz ma di fatto utilizzano tecniche di rilassamento di vario genere, per lo più forme di ipnotizzazione etero indotte cioè guidate e con le frasi più diverse e disparate. Autogeno invece, significa che si genera da sé, cioè le modificazioni somatopsichiche sono indotte dal soggetto stesso. Il training significa allenamento, cioè apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva. Per concentrazione psichica passiva si fa riferimento ad un atteggiamento passivo che consiste nel rappresentarsi mentalmente le varie formule proposte, che sono ben precise e sperimentate e a prestare attenzione a ciò che accade fisicamente ed emotivamente mettendo da parte la volontà e l’imposizione. La prima formula effettiva ad esempio, è “braccio destro pesante”. Si chiede alla persona mentre si ripete mentalmente la formula, per 5-6 volte di immaginare le sensazioni di pesantezza nei muscoli del braccio, e a prestare attenzione a ciò che prova fisicamente ed emotivamente. Per le persone che hanno scarsa capacità ad immaginare propongo degli accorgimenti che permettono di sperimentare la pesantezza.

D. Il libro è molto dettagliato e si parla di formule di proponimento, di visualizzazione...
R. Da quanto abbiamo detto il T.A. è un’autoipnosi, pertanto, con l’utilizzo di formule specifiche, intese come compiti, comandi autoipnotici, introdotte dopo gli esercizi fondamentali, c’è la possibilità di ottenere quanto desiderato a livello fisico o psichico. Ad esempio, per una persona che prova ansia in ogni situazioni nuova, una formula di proponimento potrebbe essere “sono tranquillo e rilassato in ogni occasione”. Vengono fornite formule di proponimento già sperimentate ed indicazioni su come elaborarle. È importante inoltre, visualizzare i contenuti della formula e viene spiegato come.

D. Che cosa si avverte nel fare il T.A. già nei primi esercizi? Quali le sensazioni principali?
R. Rilassatezza fisica con sensazioni fisiche piacevoli, mente libera e consapevolezza del qui ed ora.

D. Quali sono gli effetti principali del T.A.? Quali i vantaggi per chi decidesse di utilizzare questo metodo...
R. I principali effetti sono:
- riposo: la sensazione di sentirsi freschi, riposati e nuovamente carichi di energia;
- aumento della concentrazione e della memoria;
- autosedazione (smorzamento della risonanza emotiva);
- miglioramento delle prestazioni lavorative, sportive, artistiche ed eliminazione di errori e disturbi;
- innalzamento della soglia del dolore;
- autoregolazione delle funzioni corporee normalmente involontarie.

D. È necessaria una particolare situazione per allenarsi? Bisogna assumere posizioni precise?
R. Sono necessarie posizioni ben precise e un luogo tranquillo nella fase di apprendimento del T.A.,  fornisco suggerimenti per esercitarsi anche sul luogo di lavoro. In seguito può essere attuato dovunque e comunque, dal momento che si impara ad estraniarsi.

D. Quale è l’elemento principale che permette di riuscire bene nel T.A.?
R. Avere ben chiara la visione personale, la visione di ciò che si desidera per sé. Può essere una visione di salute, per altri di raggiungimento della quiete dei sensi, del silenzio interiore che è la condizione necessaria per pregare o semplicemente di rilassamento.

D. Quello che ci ha detto finora sembra davvero interessante. Ancora una domanda: a chi si rivolge questo libro?
R. A tutti. Vuole essere un libro divulgativo, ma primariamente a persone che intendano utilizzare il T.A. a fini preventivi, soprattutto in situazioni di stress, e a quelle che presentano problemi ansiosi e psicosomatici ma non già strutturati, cronicizzati, poiché in questi casi è necessaria la guida di uno psicoterapeuta in un rapporto individuale o di gruppo. Si rivolge anche agli addetti ai lavori in quanto viene suggerito come affrontare alcuni fenomeni che avvengono durante il T.A., ad esempio le resistenze, soprattutto in un contesto psicoterapeutico.
Voglio concludere a proposito, con alcune frasi della prefazione, scritte dalla prof.ssa Lidia Provenzano, docente di tecniche del colloquio psicologico della facoltà di medicina e psicologia dell’università di Roma “la Sapienza”:
“Questo lavoro si rivolge a tutti coloro che pensano che il destino non sia una fatalità e che sia possibile intervenire nello sviluppo della propria vita e che se ne possa modificare favorevolmente il corso nonostante la malattia, la sofferenza e la morte. Scegliere coscientemente di vivere il benessere, la gioia, i sentimenti positivi, non nutrire quelle che Spinoza definisce “le passioni tristi” non significa che si è incoerenti, superficiali o egoisti, al contrario è far di se stessi individui capaci di contribuire alla costruzione di un mondo migliore diffondendo serenità, gioia ed equilibrio intorno a sé”.

 

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Il Training Autogeno. Come custodire e recuperare la salute di Patrizia Del Verme

copertina-il-training-autogeno-sitoiIl Training Autogeno. Come custodire e recuperare la salute, nella collana Punti di Vista - Edizioni Psiconline, è l'ultimo lavoro della Dott.ssa Patrizia Del Verme.


Il libro si rivolge principalmente a persone che vogliano utilizzare il T.A. a fini preventivi soprattutto in situazioni di stress e a quelle che presentano problematiche, ma non già strutturate e cronicizzate, poiché in questi casi è necessaria la guida di uno psicoterapeuta (psicologo o medico), in un rapporto individuale o di gruppo. Questo libro nasce, soprattutto, dalla richiesta dei partecipanti ai corsi esperienziali organizzati da Patrizia Del Verme, di avere qualcosa di scritto e semplice sul training autogeno.



IMG_0033Quanto si propone quindi ne "Il Training Autogeno", è il frutto di formazione specifica, ma anche e soprattutto di esperienze concrete: sia nella pratica clinica, che nei gruppi di formazione ed esperienziali.
Pur esistendo molti libri sul Training Autogeno di esperti del settore, che si rivolgono a loro volta a professionisti del campo, questo testo vuole essere invece divulgativo, arrivare agli addetti ai lavori e non, tanto da rendere il Training Autogeno di Schultz accessibile a tutti, senza per questo perdere in scientificità, con suggerimenti ed accorgimenti pratici per apprenderlo e per superare le più frequenti difficoltà.


Il Training Autogeno viene semplicemente definito una tecnica di rilassamento, ma è molto di più, è una tecnica di trattamento, di cura con mezzi psichici di disturbi più svariati e finalizzata in primis al mantenimento di uno stato di benessere, con lo scopo di prevenire (soprattutto in presenza di stress), di curare (ha indicazioni elettive per stati d’ansia, disturbi psicosomatici, insonnia ecc.) e di rafforzare le cure mediche in altre patologie. Il T.A. può permettere anche una “diagnosi precoce” di malattia, poichè durante l’esecuzione degli esercizi, possono manifestarsi sintomi che sono l’espressione di manifestazioni patologiche non ancora percepite ed inoltre il T.A aumenta in generale, la percezione e la consapevolezza del proprio stato psico-corporeo.


L’autrice rifacendosi ai grandi autori del Training Autogeno: Schultz, Luthe, Thomas, Hoffman, Giorda, Bazzi (alla revisione delle formule di quest’ultimo) riporta la sua esperienza quasi trentennale nell’utilizzo del T.A. (esercizi inferiori) avvenuta in ambito psicoterapeutico e in gruppi di formazione ed esperienziali.


Il testo, diviso in sei capitoli, ripercorre la storia della nascita di questa tecnica di rilassamento e la sua introduzione in Italia.


patriziadelvermeAmpio spazio viene dedicato alla spiegazione della nozione di Training Autogeno di Schultz, qual è lo scopo del T.A. a chi si rivolge e come applicarlo, gli effetti generali del T.A., le indicazioni nei disturbi fisici e psichici, le controindicazioni. Dal terzo capitolo in poi si entra nel vivo dell'apprendimento spiegando chi può, quando si può, dove e come effettuare il T.A. e soffermandosi naturalmente sulle formule e le formule di proponimento.


Il Training Autogeno è davvero un testo di facile consultazione che si differenzia dalle altre pubblicazioni soprattutto nel fornire suggerimenti ed accorgimenti pratici per l'apprendimento e la pratica del T.A. con un linguaggio semplice e discorsivo.


Guarda la scheda del volume sul sito


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Guarda la presentazione del Training Autogeno


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=tBnQ0i5SasM?feature=player_detailpage&w=640&h=360]
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Redazione

Presentazione di Oltre le Stelle, il 23 ottobre 2014 a Udine

Oltre le stelleRachele Magro e l'Associazione l'Altra Metà della Divisa sono liete di presentare OLTRE LE STELLE. Vissuti ed emozioni di famiglie militari italiane  giovedì 23 ottobre a UDINE presso la LIBRERIA FELTRINELLI in Via Canciani 15.




oltre_le_stelle

Oltre le stelle. Vissuti ed emozioni di famiglie militari italiane raccoglie storie di donne che hanno scelto di condividere la propria vita accanto a uomini in divisa e di figlie che invece la vita militare l’hanno conosciuta nel corso della loro esistenza.
Si tratta di una serie di testimonianze raccolte dall’Associazione L’Altra Metà della Divisa e poi rielaborate ed inserite da Rachele Magro in una cornice che ne inquadra e analizza in modo professionale la psicologia e la capacità di reazione agli eventi imprevisti, racconti personali rilasciati da mogli e compagne – c’è anche una figlia – di militari di ogni grado e forza armata.
Storie profonde che molto spesso evocano più che descrivere, nel pudore prima umano che d’ordinanza, e che lasciano cogliere una quotidianità complessa e complicata dalle regole della vita militare. Rappresenta un’iniziativa all’interno del progetto dell’Altra metà della Divisa, associazione no profit nata per iniziativa di donne, compagne di militari, consapevoli dell’indispensabilità di una rete di supporto, allo scopo di condividere esperienze e difficoltà, sensibilizzare e sostenere le famiglie militari.

Appuntamento allora a UdineGiovedì 23 Ottobre alle ORE 18.00 per saperne di più, per esprimere le vostre impressioni sul libro e condividerle con l'autrice e con l'Altra Metà della Divisa e per far firmare le copie di Oltre le stelle  da poche settimane in libreria ma  già richiestissimo dal pubblico.

È davvero un successo, non potete mancare, VI ASPETTIAMO numerosi!


Oltre le Stelle a Udine giovedì 23 ottobre 2014!



 

 

 
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Redazione

Ciro Pinto e Giovanna Albi hanno presentato i loro volumi a Busto Arsizio

I libri di Ciro Pinto e Giovanna AlbiIl 12 e 13 ottobre 2014 i nostri autori Ciro Pinto e Giovanna Albi, insieme allo scrittore Alessandro Vizzino, hanno presentato i loro libri al pubblico di Busto Arsizio, il 12 ottobre presso l'Accademia Musicale G. Rossini nella Villa Ottolini-Tosi e il 13 ottobre al Liceo Crespi.


Domenica pomeriggio è stata sicuramente una domenica memorabile per i nostri autori ospiti dell'Accademia Musicale presso la prestigiosa Villa Ottolini-Tosi, la più grandiosa delle ville di Busto Arsizio.


Villa_Tosi_1L’edificio fu costruito nel 1902 ed acquisito dal comune di Busto Arsizio nel 1969 dall’allora proprietario Dott. Gino Tosi. Oggi è sede di uffici pubblici del Parco Alto Milanese e dell'Accademia Musicale G. Rossini, fondata nel 1918 da Ariodante Coggi, violinista cremonese ma bustese d’adozione. Per volontà di costui e di un bustese doc: Eugenio Filippini, l’Accademia, meglio conosciuta nella città come Scuola di Musica, ha diffuso la cultura e l’amore per la musica.
Tra i vari eccelsi Presidenti dell’Accademia, succedutesi dall’anno della fondazione ad oggi, anche il violinista Uto Ughi. Oggi la Scuola Musicale G.Rossini è presieduta da Giovanni Mazzucchelli.


20141013_112859_resized1-150x150Alla presenza di un pubblico numeroso e interessato, la presentazione delle opere è stata condotta da Paola Colombo Mazzucchelli, docente di Educazione Musicale alla Scuola Media, docente e coordinatrice didattica dell’Accademia, già Presidente della sezione Siem (Società Italiana per l’educazione Musicale) di Varese.


La dott.ssa Paola Colombo Mazzucchelli ha individuato nelle storie dei personaggi principali dei romanzi un fil rouge davvero interessante: il Tempo.


CIRO_PINTO_GIOVANNA_ALBILa vita che si dipana tra il passato, con la sua ineluttabilità, in quanto qualcosa di avvenuto, e i suoi riverberi nel flusso di coscienza che ce lo riporta alla memoria; il presente, che è l’unico elemento reale e allo stesso tempo fluido; il futuro, intessuto di speranza, come proiezione delle nostre attese, dei nostri progetti, con le sue incognite, perché è tutto ciò che deve ancora accadere.


CIRO PINTOIl tutto impreziosito dall’affascinante assioma con il tempo musicale, capace di riproporre con le sue pause, la durata dei suoni e l’intensità delle note, il fluire del tempo reale e, perché no, del tempo nella dimensione onirica.
È stato quindi un pomeriggio vissuto all’insegna del connubio tra letteratura e musica, con l’accompagnamento al piano del M° Luca Cozzi.


CIRO_PINTO_LICEO_CRESPILunedì 13 ottobre, presso il Liceo Crespi di Busto Arsizio, quasi cento alunni del liceo multidisciplinare, classico, a indirizzo delle scienze umane, linguistico, hanno ascoltato e condiviso le storie di Ciro Pinto e Giovanna Albi, con attenzione e curiosità, assistiti dalla preziosa presenza dei docenti. La proiezione dei book trailer e la lettura di alcuni brani hanno reso ancora più vivace e interessante l’incontro che è durato due ore, i ragazzi hanno superato l'impaccio iniziale e si sono mostrati molto interessati partecipando a scambi di battute con gli autori sui diversi temi trattati nei loro romanzi.


CIRO-PINTOUn'avventura affascinante per Ciro Pinto e Giovanna Albi, che ha proposto non solo opere letterarie quindi, ma anche buona musica.


Il matrimonio perfetto tra le due espressioni artistiche che ha portato il pubblico ad apprezzare ancora di più le produzioni letterarie degli scrittori.


 
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Redazione

Intervista a Paolo Cardoso curatore di "Le nuove dipendenze"

Edizioni Psiconline pubblica l' intervista a Paolo Cardoso curatore del volume: Le nuove dipendenze. Gioco, Cibo, Internet, Sesso, Shopping... 




copertina-nuove-dipendenzexsitoIl testo , include scritti di Paolo Cardoso, Laura Benedetti, Elisa Romolini, Claudia Spolverini, Eleonora Sirsi, nella collana Ricerche e Contributi.

Negli ultimi anni, la nozione di dipendenza, da un punto di vista clinico, include anche quadri sintomatologici in cui l’oggetto stesso della dipendenza non è una sostanza chimica, bensì comportamenti o attività più o meno accettati (in qualche caso addirittura promossi) della società moderna.

[caption id="attachment_3222" align="alignright" width="110"]Claudia Spolverini Claudia Spolverini


Nell’ambito delle cosiddette Nuove Dipendenze (o dipendenze comportamentali), la persona manifesta un’incontrollata necessità di dover compiere una specifica attività (come ad es. scommettere o navigare in rete), per trovare immediata soddisfazione ad un bisogno, che talvolta assume l’accezione di una necessità quasi fisiologica di mettere in atto il comportamento come per il tossicodipendente lo è assumere la sostanza.

[caption id="attachment_3223" align="alignleft" width="118"]Eleonora Sirsi Eleonora Sirsi


Di queste forme di nuove dipendenze viene data una descrizione fenomenologica e, laddove presenti, vengono forniti dati di ricerche empiriche.
Il testo è un utile utile strumento per chi vuole farsi un’idea di queste patologie che sono in grande crescita.

 

 

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Qual è lo scopo principale che ha guidato la stesura del libro? Per quale tipo di lettore è stato pensato? 

Paolo CardosoLo scopo del libro era sia dare una corretta informazione su queste nuove patologie, sia essere uno strumento di aiuto per chi ne soffre.
È un libro rivolto a genitori, adolescenti o comunque ad un vasto pubblico non specialista di queste materie.
Vorrei spendere una parola sul perché abbiamo scelto un’opera dell’artista Akiko Chiba. Lei realizza splendide incisioni con la tecnica della maniera nera. Il contrasto del bianco e nero così profondi suscita emozioni profonde.
Ci sembrava appropriato per un libro che tratta di temi legati all’inconscio profondo.

logo edizioni miniQuanto la sua esperienza ne ha influenzato lo stile ed il contenuto stesso?

Paolo CardosoPenso molto. Ho avuto esperienza di lavoro, all’inizio della mia carriera, in un SERT e durante gli anni successivi ho sempre seguito pazienti con problemi di dipendenza.

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I primi due capitoli sono dedicati esclusivamente alle definizioni scientifiche e terminologiche dei vari argomenti trattati. Non ha pensato che per alcuni lettori, soprattutto persone non pratiche del ramo, ciò potrebbe risultare troppo pesante o noioso? Vorrebbe spiegare a queste persone quali sono lo scopo e l’importanza di questa sua scelta?

Paolo CardosoQuando si affrontano argomenti di natura scientifica bisogna avere chiaro di cosa si parla. D’altra parte oggi con l’uso della rete ed ad esempio di Wikipedia, se incuriositi, si possono chiarire anche definizioni un po’ “ostiche”.

logo edizioni miniQuanto sono attuali le Nuove Dipendenze? Qual è, secondo la sua esperienza pratica, l’incidenza di questo fenomeno?

Paolo CardosoMolto molto alta per quanto concerne la dipendenza da gioco, quella da internet (Facebook ecc.) e quelle alimentari.
Oggi purtroppo, è un argomento molto attuale.

logo edizioni miniSi prevede una crescita o ci sono buoni risultati dovuti alla cura ed alla prevenzione?

Paolo CardosoIo penso che il problema è destinato a crescere. Ora il Servizio Sanitario si sta iniziando a muovere ed anche chi segue questi problemi è sempre più attento.

logo edizioni miniNegli ultimi capitoli lei si dedica alla cura ed alla prevenzione di questi fenomeni nella regione Toscana. Non ha considerato che potrebbe risultare come una limitazione nella sua esposizione?

Paolo CardosoIo ho parlato delle esperienze che conosco. So che anche in altre Regioni si sta iniziando ad esempio ad organizzare  i gruppi di autoaiuto per i giocatori, ma sono ancora interventi a macchia di leopardo. La legge ad esempio regola per i SERT solo gli interventi per le dipendenze da sostanze. Anche le associazioni di volontariato stanno da tempo
cercando di aiutare queste persone con gruppi di autoaiuto, aiuti economici ed altro.

logo edizioni miniCome deve muoversi una persona direttamente o indirettamente interessata, ma residente in una regione diversa?

Paolo CardosoSicuramente rivolgersi alla propria ASL od a servizi di volontariato che si occupano di queste patologie ed anche, ovviamente, a psicoterapeuti e psicologi in grado di aiutarli.

logo edizioni miniVorrebbe aggiungere qualcosa a quanto scritto (considerazioni personali, consigli, risultati, novità, …)?

Paolo CardosoBisognerebbe che le Regioni, il volontariato, il Ministero della pubblica istruzione realizzassero efficaci interventi di prevenzione partendo proprio dalle scuole.
Inoltre che tutte le Regioni e non solo alcune, mettessero su e coordinassero tutti gli interventi di aiuto e di cura necessari.

[caption id="attachment_3224" align="alignleft" width="108"]Elisa Romolini Elisa Romolini


 

 

[caption id="attachment_3225" align="alignleft" width="112"]Laura Benedetti Laura Benedetti


 

 

 

 

 

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Le nuove dipendenze. Gioco, cibo, internet, sesso, shopping a cura di Paolo Cardoso. La nostra recensione

le nuove dipendenzeDal 9 ottobre è in libreria: Le nuove dipendenze. Gioco, cibo, internet, sesso, shopping… a cura di Paolo Cardoso, con gli scritti di Paolo Cardoso, Laura Benedetti, Elisa Romolini, Claudia Spolverini, Eleonora Sirsi. Edizioni Psiconline, 2014, nella collana Ricerche e Contributi in Psicologia.

Lo abbiamo recensito per i nostri lettori.

 

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Intervista a Rachele Magro curatrice di Oltre le stelle. Vissuti ed emozioni di famiglie militari italiane

copertina Oltre le stelle sitoA pochi giorni dalla pubblicazione di Oltre le Stelle. Vissuti ed emozioni di famiglie militari italiane, collana Punti di Vista, Edizioni Psiconline, abbiamo intervistato la curatrice Rachele Magro.


rachelemagroRachele Magro è psicologa-psicoterapeuta ed è Presidente ASPIC- Sede territoriale di Viterbo dal 2009. Impegnata dal 2004 nel campo dell’emergenza in vari progetti di formazione, prevenzione e sostegno psicologico rivolti alla popolazione e alle varie figure professionali.
Ha attivato dal 2004 al 2006 un progetto come psicologa volontaria in un Reggimento Operativo svolgendo attività di supporto psicologico ai militari impiegati all’estero e alle loro famiglie, proseguita in seguito con il lavoro clinico nell’attività privata a supporto degli operatori dell’emergenze. Autrice del libro “Cuore di Soldato” – Edizioni Psiconline.

Il libro raccoglie storie di donne che hanno scelto di condividere la propria vita accanto a uomini in divisa e di figlie che invece la vita militare l’hanno conosciuta nel corso della loro esistenza.
Si tratta di una serie di testimonianze raccolte dall’Associazione L’Altra Metà della Divisa e poi rielaborate ed inserite da Rachele Magro in una cornice che ne inquadra e analizza in modo professionale la psicologia e la capacità di reazione agli eventi imprevisti, racconti personali rilasciati da mogli e compagne – c’è anche una figlia – di militari di ogni grado e forza armata.
Storie profonde che molto spesso evocano più che descrivere, nel pudore prima umano che d’ordinanza, e che lasciano cogliere una quotidianità complessa e complicata dalle regole della vita militare.

Rappresenta un’iniziativa all’interno del progetto dell’Altra metà della Divisa, associazione no profit nata per iniziativa di donne, compagne di militari, consapevoli dell’indispensabilità di una rete di supporto, allo scopo di condividere esperienze e difficoltà, sensibilizzare e sostenere le famiglie militari.


D. Vogliamo iniziare questa intervista con una domanda fortemente provocatoria:

il libro racconta storie di famiglie militari, viste dall'interno,  perché dovrebbero interessarci?
R. Perché queste famiglie rappresentano uno spaccato di italianità che stiamo perdendo, perché dobbiamo riprovare ad amare il nostro Paese che questi uomini in divisa e le loro famiglie con i loro sacrifici raffigurano. Nella città dove abito io c'è almeno un uomo o una donna in divisa in molte famiglie: è giusto e doveroso riconoscere a questi uomini e donne il valore e comprenderne le fatiche, i disagi e le sofferenze ma anche le capacità di risollevarsi e di rimboccarsi le maniche quando la situazione lo richiede, per costruire una rete di supporto sempre più efficace.

D. Le storie raccontate nel volume sono davvero interessanti e illustrano  dal di dentro la vita delle coppie che hanno scelto di condividere una avventura come quella militare. Quale motivazione spinge queste donne a  raccontare il proprio vissuto?

R. La scelta di raccontarsi è nata dall'iniziativa di alcune donne interne all'Associazione L'Altra Metà della Divisa pensando che condividendo esperienze e vissuti non solo permettevano ad altri di conoscere un mondo spesso invisibile, ma soprattutto aiutavano le altre famiglie a riconoscersi e a non sentirsi sole nei momenti di difficoltà. L'intento è far conoscere al mondo militare e alle famiglie che c'è qualcuno che si sta attrezzando per dare risposte e che insieme si può fare di più e meglio. L'Associazione in questi due anni ha aiutato tantissime famiglie.

IMG 0358D. Come curatrice del volume ti sei trovata ad ascoltare storie che  potevano essere più o meno coinvolgenti perché scegliere quelle pubblicate?

R. Le storie arrivate sono state davvero tante. Alcune donne invece le conoscevo, ne avevo seguito le vicende e insieme all'Associazione le abbiamo aiutate a trovare nuove e più funzionali soluzioni, a volte abbiamo solo cercato di essere presenti, in ascolto, a sostegno. Ho scelto così di costruire un percorso rispetto alle tematiche più importanti e comuni che in questi 10 anni di attività in questo campo accanto alle famiglie militari e agli uomini e donne in divisa, avevo affrontato. Sono tematiche piene di significato per questo tipo di vita e soprattutto accumunavano più vissuti. Il senso era quello di far emergere i punti di forza, la capacità di far fronte agli eventi critici di queste mogli e madri, la loro resilienza per costruire una nuova ottica "di possibilita'", di nuove occasioni; quasi come guardare la parte del bicchiere mezzo pieno. "Se ce l'hanno fatta loro posso farlo anche io!"

D. In una raccolta come questa si è portati a pensare che tutto si concluda  con il lieto fine. Come mai hai scelto di raccontare anche storie che  si concludono in modo problematico?
R. Purtroppo la vita è fatta anche di cadute, di muri difficili da scavalcare, di momenti di crisi che sembrano infiniti. Qualcuno non ce l'ha fatta a trovare la rete di supporto giusta per procedere verso il benessere. Io li chiamo "maladattamenti". In questi casi, che purtroppo ce ne sono tanti, è necessario fare di più, trovare altre strade, altre alleanze e non sempre è facile. Alcune donne non siamo riuscite ad aiutarle, e dobbiamo fare anche i conti con la nostra frustrazione e il senso di colpa di operatori della relazione d'aiuto.
La storia di Catia, ad esempio, è quella che più mi è rimasta nel cuore, ma invece che cestinarla ho scelto di darle voce. Ne ho sentito l'obbligo.

D. Non ci sono storie di donne militari è una scelta precisa o è una casualità?
R. È una casualità e in parte una conseguenza del fatto che la parte più attiva dell'Associazione è fatta di donne che la divisa non la indossano, ma se ne prendono cura in altro modo. Sono la parte più forte di questo sistema ma hanno anche bisogno di un luogo dove potersi riposare un po' e pensare che qualcuno possa farsi recipiente di ansie e preoccupazioni per permettere al loro uomo in divisa di lavorare serenamente. Il motto è: una famiglia felice fa un soldato sereno.

D. Da quello che emerge nel libro, il mondo militare è decisamente complesso e sfaccettato. Ci può essere spazio per la diversità?

R. Il mondo militare è pieno di diversità, di uomini e donne che provengono da ogni parte d'Italia, ognuno che porta con se la sua storia, i suoi valori e i suoi riferimenti. È al contempo un mondo rigido e strutturato nella modalità e nelle funzioni e fa molta fatica, a mio parere, ad interfacciare Istituzioni e famiglie, anche il rapporto tra mondo militare e civile è ad oggi complicato.
Noi vorremmo andare oltre.

D. Anche in questo caso l'associazionismo fornisce la via di compensazione alle angosce individuali quanto può essere considerato in effetti utile?

R. Direi fondamentale. Ricevo tantissime email a settimana da parte di famiglie che si rivolgono a noi: è un canale aperto, accessibile e sempre disponibile.
L'Associazione in questo campo è fondamentale ma bisognerebbe attivare più canali di dialogo e confronto affinché le famiglie si sentano più riconosciute.
È un luogo dove puoi darti una mano reciprocamente senza sentirsi isolata e poi trovi sempre qualcuna che può dirti "ti capisco, ci sono passata anche io, ma vedrai che troviamo insieme una nuova strada".

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Redazione

Oltre le stelle a cura di Rachele Magro in libreria dal 2 ottobre

Dal 2 ottobre in tutte le librerie e on-line: Oltre le stelle. Vissuti ed emozioni di famiglie militari italiane a cura di Rachele Magro, prefazione  della giornalista Paola Casoli, Collana Punti di Vista (16,00 Euro), Edizioni Psiconline.


Oltre le stelleSi tratta di una serie di testimonianze messe insieme dall'Associazione "L’Altra Metà della Divisa" e poi rielaborate ed inserite da Rachele Magro in una cornice che ne inquadra e analizza in modo professionale la psicologia e la capacità di reazione agli eventi imprevisti, racconti personali rilasciati da mogli e compagne – c’è anche una figlia – di militari di ogni grado e forza armata.

Oltre le stelle racconta la forza delle donne nell'affrontare la solitudine e la sofferenza, esperienze uniche vissute attraverso gli occhi di chi rimane a casa in attesa.

"Ho messo insieme le storie, intrecciandole. Alcune donne
sono andata a cercarle nella speranza che volessero concedermi
il privilegio di poter essere depositaria della loro grande ricchezza:
qualcuna ha detto no, qualcuna ha dovuto pensarci a lungo,
altre hanno provato a buttare giù qualcosa di scritto, ma non sono
riuscite a continuare perché i vissuti dolorosi hanno preso il sopravvento.
E per alcune di loro è stato meglio tenere chiuso il
cassetto, sperando non si riapra mai. Altre, invece, hanno accolto
l’iniziativa di buon grado e con grande entusiasmo hanno partecipato
a questo progetto. È il caso di Delia, Elena, Giorgia,
Monika e le altre, le cui storie colorano queste pagine. I loro
nomi sono di fantasia, le loro storie sono state private di elementi
riconducibili alle loro identità, per tutelarne la privacy."

Monika, Delia, Giorgia e Elisa sono solo alcune delle giovani protagoniste che hanno voluto regalare la loro storia, raccontando che ce la si può fare utilizzando le proprie capacità e costruendosi intorno una rete di sostegno.

Storie profonde che  lasciano cogliere una quotidianità complessa e complicata dalle regole della vita militare.
Sono storie di speranza e di coraggio, sono storie di mogli e di figlie che sono riuscite a utilizzare le proprie risorse emotive e psicologiche per far fronte agli eventi critici, che hanno saputo guardarsi intorno e prendere da quello che le circondava ciò di cui avevano bisogno. Storie di donne che a volte, con sacrificio e dolore, hanno saputo stare accanto a una divisa riuscendo in qualche modo a completarla, divenendone una metà non proprio perfetta, ma che con testardaggine e audacia combaciava perfettamente con il loro vivere.

Ci sono vissuti ed emozioni, che permeano ogni storia, che le hanno dipinte con medesima intensità e ne costituiscono un denominatore comune: la solitudine, la paura, a volte il dolore di ritrovare un soldato ferito, la necessità di ricercare nuove modalità di adattamento, la grande flessibilità. Ma, in particolar modo, emergono, in ognuna delle protagoniste, la forza, la necessità di appartenere, di sentirsi parte di qualcosa o di qualcuno per cui ogni giorno si combatte una battaglia di precarietà emotiva e sociale.

Oltre le stelle rappresenta un’iniziativa all'interno del progetto dell’Altra metà della Divisa, a cui sarà devoluto totalmente il ricavato del libro, associazione no profit nata per iniziativa di donne, compagne di militari, consapevoli dell’indispensabilità di una rete di supporto, allo scopo di condividere esperienze e difficoltà, sensibilizzare e sostenere le famiglie militari.

Guarda la scheda di Oltre le stelle sul sito

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Redazione

Intervista a Najaa autrice di Ti amo anima mia. Una storia di violenza - Ed. Psiconline

Da pochi giorni è in libreria un nuovo volume della collana A Tu per Tu di Edizioni Psiconline dal titolo Ti amo anima mia. Una storia di violenza, di Najaa. Abbiamo intervistato l'autrice per farla conoscere meglio ai nostri lettori.




Ti amo anima miaIl romanzo autobiografico, è la storia di un amore finito male, di un amore malato quello di Najaa  e Sajmir.
L'autrice preferisce mantenere l'anonimato e ricorrere ad uno pseudonimo per tutelare la sua privacy perché vittima purtroppo di violenze e persecuzioni da parte del suo ex marito.
È un romanzo che suscita sentimenti molto forti: indignazione, rabbia, sconcerto, paura, tuttavia si avverte che le malvagità e violenze subite sono state rielaborate e metabolizzate, sicuramente con un duro e difficile lavoro che l'autrice ha compiuto su se stessa, tanto da raccontarle con estrema lucidità.
Non mancano pagine di vera e propria poesia, laddove Najaa ci regala i suoi sentimenti più intimi e profondi, l'incontro con Sajmir, la sua avvenenza, la scoperta reciproca e l'amore fisico, pagine d'amore che stridono con il prosieguo del racconto, con gli avvenimenti successivi, con le violenze psicologiche e fisiche subite.

Un libro che cattura il lettore e che sicuramente farà parlare di sé, perché ci obbliga a non chiudere gli occhi di fronte a fenomeni di violenza, di cui purtroppo le pagine di cronaca ci danno notizia quasi quotidianamente.

Siamo lieti di pubblicare l'intervista che Najaa ci ha rilasciato, sperando di rispondere, in parte, alle curiosità dei lettori.

 

logo edizioni miniTi ringraziamo innanzitutto della tua disponibilità.Il libro è autobiografico, molto intenso e coinvolgente, mantenendo ovviamente, l'anonimato, vorremmo conoscere le ragioni che ti hanno spinta a raccontare le tue vicende personali, la tua storia.Come sei riuscita a superare la naturale ritrosia che ciascuno ha a raccontare la sua sofferenza?

Intervista a NajaaProbabilmente ognuno ha una propria reazione verso la sofferenza e un conseguente modo di rapportarsi con essa, per cercare di abbatterla.
Per me è stato naturale, se non d'obbligo, parlarne, scriverne. Ho sentito il bisogno assoluto di non tacere, perché non volevo innanzitutto coprire l'uomo che non meritava il silenzio del suo modo di essere e di agire, dopo tutto quello che mi aveva fatto, inoltre scrivere della mia sofferenza mi ha davvero aiutata ad esorcizzarla. Ero persa, totalmente sola con i miei mostri e i miei sbagli. Mi sentivo a terra, avvolta da un enorme panno grigio che rappresentava il vuoto in cui ero sprofondata e avevo bisogno di aggrapparmi a qualcosa. Allora mi mettevo qui, davanti al computer e scrivevo. Ripercorrevo tutto dall'inizio per comprendermi, per non lasciare che fossero gli altri a giudicarmi ma semplicemente io stessa.
Questo è stato fondamentale. Terapeutico direi. Mi ha aiutata a capire molto di me, del mio passato, dei meccanismi che scattano nella mente, dei bisogni, delle fragilità ma anche a scoprire una forza che nemmeno pensavo di avere, nonché un'estrema voglia di rinascita.


logo edizioni miniQual è il meccanismo che ti ha aiutata a staccarti da quell'uomo nonostante una evidente dipendenza affettiva?


Intervista a NajaaNon credo si possa parlare di un meccanismo, bensì di un modo di essere.
Ho letto di tante storie simili e parlato con altre persone che non riescono a reagire o che forse nemmeno lo vogliono.
Io al primo schiaffo ho capito che sarei dovuta scappare da quell'uomo immediatamente o forse ancor prima: dalle precedenti ossessioni, gelosie, intimidazioni.
A volte semplicemente facciamo finta di non sapere, di non capire e ci prendiamo in giro. L’ ho fatto anch’io ma in realtà ero oppressa, seppur succube e dipendente e non mi ci ritrovavo in quella sofferenza.
Più guardavo il mio viso devastato nello specchio e i miei occhi colmi di ansie e paure, più mi promettevo di doverne uscire e al più presto, ma non era semplice.
Come scrivo nel libro, ci vuole coraggio, sì, ma anche sicuramente fortuna.
Perdere la vita in queste situazioni è un attimo e non si può assolutamente agire d’istinto.


logo edizioni miniScrivere è stata forse una componente fondamentale per uscire dalla dipendenza affettiva?


Intervista a NajaaScrivere mi appartiene da sempre. Lo preferisco ad altre forme di comunicazione.
La dipendenza affettiva si è conclusa prima.
Quella si interrompe solo se lo si vuole veramente ed io ho lavorato molto su me stessa per riuscirci e prima di potermi mettere a scrivere e poi ho sicuramente continuato, durante tutta la stesura del testo.
È stata comunque una componente molto importante, che mi ha alleggerita la pena, mi ha dato modo di guardare in faccia tutta la storia vedendo realmente quello che era e l’ho preferito sicuramente come metodo, rispetto alle sedute terapeutiche dallo psicologo.


logo edizioni miniPensi di essere guarita o sei ancora a rischio?


 

Intervista a NajaaNon so come rispondere a questa domanda.
Se essere guarita significa non dipendere più dagli altri, non cadere più in un amore tormentato e malato come quello passato, credo proprio di sì, anche se poi spesso si cade proprio sul "non mi capiterà mai" o in questo caso "mai più".
Se significa non pensare più a "lui", non avere più incubi, né ansie, allora credo che non guarirò mai completamente.
Ci sono emozioni e ferite che restano incastrate dentro di noi.
Sono tatuaggi che stanno lì, dove sono stati infiltrati, a ricordarci quello che è successo, che abbiamo vissuto. Quello che siamo stati in un preciso momento della nostra vita e credo sia importante che, non scolorino mai completamente.


logo edizioni miniTi senti pronta a rimetterti in gioco con il mondo maschile dopo una esperienza di questo genere o pensi sia meglio per il momento pensare a te stessa?


Intervista a NajaaHo passato lunghi periodi di solitudine, di chiusura col mondo maschile o più esattamente col mondo in generale, ma è stata una scelta.
Avevo bisogno di riprendere in mano la mia vita, la mia anima e rimettere in sesto anche il corpo, dopo tutto quello che era stato costretto a subire, tra digiuni, notti insonni e tutto il resto.
Uscire o stare a contatto con le persone non mi dava nulla se non altra insofferenza, perché avevo bisogno di stare semplicemente con me stessa, straziarmi alcune sere e coccolarmi altre, con la consapevolezza, che sarei stata l'unica in grado di poterlo fare completamente.
È stato un percorso graduale. Ora, a distanza di qualche anno, sono maggiormente predisposta ad eventuali nuovi incontri ma sicuramente anteponendomi agli altri.
So bene, insomma, quanto sia importante essere la mia priorità.
Probabilmente ho perso parte della dolcezza e dell'ingenuità che avevo un tempo. Difficilmente riesco a lasciarmi andare e a liberare la mente ma credo di non odiare il genere maschile o meglio credo di amare molto l'amore ed essendo una sognatrice, anche se non ci credo più, in un angolo segreto del cuore spero ancora di poterlo vivere in maniera forte e coinvolgente.


logo edizioni miniQuali sentimenti sono scaturiti da questa esperienza? Cosa hai provato e cosa provi adesso?


Intervista a NajaaAll'inizio ho provato rabbia, delusione, frustrazione, impotenza, forse vergogna ma poi è passato quasi tutto o perlomeno si è affievolito, lasciando spazio ad altri sentimenti o alla freddezza.
Spesso infatti, tuttora, mi sento senza emozioni. Mi sembra di osservarmi dall'esterno e ritrovarmi senza il cuore.
Anche quando osservo gli altri, quelli che si tengono per mano, che sembrano volersi bene, che si sposano o hanno dei figli, continuo a non provare nulla.
Potrei avvertire ancora rabbia o invidia per qualcosa che io non sono riuscita a costruire ma la verità è che non sento niente e sinceramente questa mia stasi che non mi appartiene, un po' mi spiazza.
Spesso mi chiedo cosa sia peggio: se il dolore o questa sospensione dei sentimenti, ma cerco di non preoccuparmene troppo perché probabilmente fa parte del percorso che non ho ancora concluso e che avrò modo, con altro tempo, di compiere al meglio.
Magari presto tornerò a "sentire" e sarà ancora più bello di qualche anno fa, perché si tratterà di un'emozione vera, più forte, forse più conscia, se così si può definire.


logo edizioni miniTra i temi affrontati nel racconto c'è anche quello dell'incontro tra culture differenti, un incontro che dapprima sembrava potesse rappresentare un cambiamento positivo nella tua esistenza, poi invece si è rivelato esattamente il contrario, quindi il cambiamento in effetti non c'è stato. Come è potuto accadere tutto questo?


Intervista a NajaaSono sempre stata una persona attratta dalle emozioni, dal vissuto delle persone. Affascinata dalle culture differenti, dagli accenti diversi e da tutto quello che ha a che fare con il viaggio, il movimento… e questo movimento quando arriva nella mia vita e mi coglie all'improvviso mi accende una luce negli occhi che normalmente non credo di avere. Questo è stato il primo abbaglio verso una mia nuova quotidianità. Poi mi sono lasciata ingannare la mente con l'abilità delle parole e dei gesti di un uomo sicuramente avvenente ma anche calcolatore. Per questo forse ho pensato e sperato di ritrovare, attraverso di lui, delle sue leggi, una mia nuova identità. Un'identità migliore che avrebbe annullato quella scomoda che mi sentivo addosso, amplificata dai suoi giudizi avvilenti su di me.
Il contrario è accaduto perché ho creduto di essere davvero una persona da dover correggere. Ho ascoltato troppo le sue parole e poco la mia anima, fino ad annullarla.

Quando si arriva a fare questo, non c'è niente che possa cambiare in positivo la nostra vita.


logo edizioni miniQuale messaggio vorresti dare alle donne che vivono o hanno vissuto una esperienza simile alla tua?


Intervista a NajaaA tutte le donne vorrei dire di non smettere mai di amare o di credere nell'amore perché merita sicuramente di essere vissuto ma di non farlo lasciandosi  rubare il cervello, perché nessuno ha diritto di fare questo.
Di non dimenticarsi di loro stesse, che vengono sicuramente prima di ogni altra cosa.
Di imparare a guardarsi dentro, in maniera sincera e profonda, mettendo via la paura di quello che realmente sono o desiderano, per poi prendersi cura, giorno dopo giorno, di loro stesse.
Sembrano luoghi comuni ma sono le cose che alla fine contano di più per il proprio benessere psico-fisico.
Per stare bene con gli altri, bisogna per forza prima conoscersi e trovare la propria serenità.
A chi è uscita da una brutta storia, simile magari alla mia, e si sente senza un domani, vorrei dire di non smettere di cercare una propria luce, qualcosa di buono dove appigliarsi per poter ridare colore ai propri sogni.
A chi invece, purtroppo, si trova ancora in un incastro malsano di amore e violenza, posso solo consigliare di inventarsi una via di fuga, magari parlandone con qualcuno, perché una strada per uscire dal tunnel c'è sempre e bisogna almeno provare a percorrerla.
Parafrasando il mio libro: non esistono schiaffi d'amore e non bisogna, nella maniera più assoluta, arrivare a  giustificarli.
Guarda la scheda del volume sul sito.

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Redazione

Ti amo anima mia. Una storia di violenza - Edizioni Psiconline in libreria dal 25 settembre.

Dal 25 settembre è in libreria Ti amo anima mia. Una storia di violenza - Najaa - Edizioni Psiconline nella collana A Tu per Tu (14,00 euro)


Ti amo anima mia"Ciao a tutti, mi chiamo Najaa e quella che segue è la mia storia.
Sono una ragazza che ha subito violenza, prima psicologica e poi fisica, a seguito di un tormentato amore. Ma sono anche cuore, anima, polmoni..."

Così l'autrice esordisce nella prefazione al romanzo, e queste brevi frasi concentrano tutta la drammaticità della sua storia.

Una storia d'amore finita male, tra un ragazzo e una ragazza.
Dall'incontro di Najaa con Sajmir, che sembra essere l'uomo più importante della sua vita, all'innamoramento più assoluto, al matrimonio e ai successivi problemi di gelosie e convivenza.



"Sono stata una stupida. Non ho mai gradito i fiori come regali, li ho sempre
trovati banali e superflui e proprio da una rosa mi sono lasciata adescare"

"Non dovevo correre troppo.
Non sapevo niente di lui.
Niente della sua terra.
...
Poteva essere chiunque eppure non ci pensavo...

...Volevo prendermi cura totalmente di lui e portarlo a casa con me...

Ero felice. Ero smarrita. Ero in pericolo"

Una lotta estrema tra amore e violenza, fino al momento della verità, quando
Najaa apre gli occhi e si accorge della realtà.

"Non esiste più nulla di tutte le cose semplici che amavo fare.
Le regole sono diverse ora e non c'è modo di eluderle.
...
La pelle sensuale e i tratti di donna devono essere offuscati.
Il mio corpo da ragazzina che vanta una xs ora deve essere coperto.
Saranno t-shirt lunghe quelle che indosserò d'ora in avanti con adeguate scollature
e gonne non attillate lunghe fino alle caviglie.
Sono sottomessa ed inizio ad averne coscienza..."

Da questo momento inizia la storia fatta di violenza che prosegue con la rottura
del rapporto, la persecuzione dell'uomo nei confronti di lei e la definitiva
separazione legale.

"La violenza è tra noi, dondola. Si ristora, poi torna e cresce, alimentata non so
nemmeno da cosa.
La vedo avanzare come un fiume senza argini che si ingrossa con la pioggia.
La vedo venire contro di me senza riuscire a gestirla, immotivata, esagerata e
dilaniante"

Un romanzo che non può lasciare indifferenti, un amore, una passione che presto svela le sue vere sembianze: un amore che si trasforma in disprezzo, una passione che si trasforma in violenza, una storia che colpisce  come un pugno nello stomaco, un incubo dal quale ci si vorrebbe svegliare, una storia di sofferenze, di delusioni ma anche di riscatto come si legge nelle bellissime e toccanti parole che seguono.

"Guarderò spesso il sole come facevo da piccola. Capirò che il senso della vita è
semplicememtne viverla Capirò che è meglio aspettare invece di correre, perché
spesso si trova molto di più nell'attesa che nella continua ricerca.
Scriverò la parola FINE e mi sentirò assolta".

Ti amo anima mia.

Guarda la scheda del volume sul sito.

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Ciro Pinto alla Libreria Feltrinelli di Pescara

locandina presentazione L'uomo che correva pescaraSabato 20 settembre ha avuto luogo la presentazione dell'ultimo lavoro di Ciro Pinto "L'uomo che correva vicino al mare", nella bellissima ed accogliente Sala "Ennio Flaiano" al secondo piano della Libreria Feltrinelli in Via Milano a Pescara.


 



presentazione ciro pinto pescaraIl pubblico è intervenuto numeroso riempiendo la sala e accogliendo con vivace interesse l’Autore ed Edizioni Psiconline presenziata per l’occasione dal Prof. Luigi Di Giuseppe Direttore della Casa Editrice.
Dopo ad aver presentato l'autore e ringraziato i convenuti, il Prof. Di Giuseppe si è soffermato sulle straordinarie qualità di Ciro Pinto che con L’uomo che correva vicino al mare si è classificato al secondo posto, nella sezione inediti, al Premio di Letteratura Circe, I edizione 2013 (primo classificato dalla Giuria dei lettori).

L'autore, in effetti, ha dato prova di essere un uomo dalle molteplici doti, non
solo letterarie ma soprattutto umane, caratteristiche che si colgono già dalle prime
pagine del suo romanzo.

ciro-pinto-pescara-20-9-2014 (13)L'uomo che correva vicino al mare è stato accolto favorevolmente, così come
avvenuto per il suo precedente lavoro Il problema di Ivana, Edizioni Draw Up (Menzione d’onore al Premio Internazionale di Letteratura, 27ma edizione Phintia 2013. Terzo classificato, sezione editi, al Premio di Letteratura Circe, I edizione. Menzione speciale dell’Asso Artisti Nazionale nell’ambito del Premio Circe), sia dalla critica che dal pubblico, che durante la presentazione si è reso partecipe con domande che dimostravano un vivace interesse per il romanzo e anche per l'autore, che in effetti, non ha deluso le aspettative e ha risposto dimostrando molto entusiasmo.

Le domande hanno toccato i temi più cari all'autore: il dolore del vivere, l’ineluttabilità della sofferenza e della morte, la speranza che si fa strada, anche se a fatica, nella vitalità dei personaggi che non si danno per vinti, nonostante tutto, temi che si fondono e percorrono la trama del romanzo portando il lettore a riflettere sul significato della vita e sui sentimenti che la animano facendo risultare la lettura sempre scorrevole e mai pesante.

firmacopie presentazione ciro pinto pescaraDopo i saluti molti dei presenti si sono
intrattenuti con l'autore che con la spontaneità, la simpatia e la disponibilità che lo caratterizzano si è dedicato alla firma delle copie.

 

Guarda la videoclip di presentazione del libro

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=DSG46wK-Sqc?feature=player_detailpage&w=640&h=360]
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Redazione

Conclusa a S.Giorgio a Cremano “Ricomincio dai libri”

ricomincio-dai-libriSi è svolta nei giorni 20 e 21 settembre, presso Villa Bruno di San Giorgio a Cremano, la Prima Fiera del libro “Ricomincio dai libri” organizzata dalle Associazioni La Bottega delle parole, Librincircolo e Arenadiana.


Nello splendido scenario della Villa Bruno, la Fiera, che prende il nome dal film di Massimo Troisi a cui è dedicata, ha aperto le porte a Editori, Autori e Associazioni che operano sul territorio Campano e Nazionale.



Grande l’affluenza dei visitatori che hanno avuto modo di prendere parte alle presentazioni, ai laboratori di scrittura e ai workshop. Un luogo dove la cultura ha fatto da padrona e il tutto messo gratuitamente a disposizione del pubblico.


Uno staff di organizzatori giovane e fortemente dinamico!


Stefano Mosca, presente con il suo libro d’esordio Le ali di Christina, ha raccontato alla nostra Redazione di Edizioni Psiconline il successo della Fiera e il grande riscontro ottenuto tra il pubblico di visitatori presente in Fiera.


È sempre bello prendere parte a queste esperienze specie se serve a coltivare l’interesse per i libri e a diffondere cultura.


 
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Redazione

Ricomincio dai Libri è la prima fiera del libro che si terrà a San Giorgio a Cremano

Ricomincio dai Libri, a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, i prossimi 20 e 21 Settembre, presso Villa Bruno, dalle ore 10 e fino alle 20


1601011_847706575253771_6727668856280299452_n Ricomincio dai Libri è la prima fiera del libro che si terrà a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, i prossimi 20 e 21 Settembre, presso Villa Bruno, dalle ore 10 e fino alle 20. Nasce dalla voglia di tre associazioni La Bottega delle parole, Librincircolo e Arenadiana, in collaborazione con il Forum delle Associazioni e il Comune di San Giorgio a Cremano, di valorizzare le realtà editoriali e associative sul territorio campano e rilanciare la cultura attraverso presentazioni di libri, workshop e laboratori.


Una fiera che vuol essere un momento d'incontro, di scambio e di crescita culturale tra editori, autori e associazioni che avranno l'occasione di farsi conoscere ed entrare in contatto con i lettori.




[caption id="attachment_2471" align="alignright" width="141"]1604826_10201099352918657_1854249133_n Le ali di Christina

Il nostro Stefano Mosca, autore de Le ali di Christina, sarà presente la giornata di Domenica 21 a partire dalle ore 10 per firmare le copie del suo libro.


Il sito della Fiera è www.ricominciodailibri.it dove è possibile leggere info e il programma dettagliato.


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Redazione

Le prossime presentazioni dei nostri libri

Quante novità in questo inizio autunno per Edizioni Psiconline!


Pubblichiamo le date delle prossime presentazioni dei nostri libri, ma ne stiamo già organizzando altre, per consentire ai lettori appassionati di incontrare direttamente gli autori, conoscere meglio il loro lavoro, rivolgere tutte le domande che il libro ha ispirato e perché no dopo la presentazione fermarsi a scambiare quattro chiacchiere.


Allora segnatevi queste date!




copertina-uomo-che-correva-sito20 settembre

Ciro Pinto 'L'uomo che correva vicino al mare',
18,30 Feltrinelli - Pescara.

Un uomo corre vicino al mare per sfuggire alla malattia, alle iatture della vita e alla morte. Il protagonista tenta ogni giorno di perpetuare le sue abitudini anche dopo la morte della moglie, come un pazzo che, crollata la casa, rimane fuori a governare il giardino come se nulla fosse successo.La sua vita si sgretola pian piano, la sua corsa lo porta dentro i suoi ricordi, mentre la mente si sfoca e si perde nella nebbia di un precoce invecchiamento.

 

Le_ali_di_Christ_52cdadc15a89021 settembre

Stefano Mosca 'Le Ali di Christina',
10,00 Fiera del Libro a San Giorgio a Cremano



“Se davvero avessimo la possibilità di trasformarci
in uccello e volar via dal mondo che, malato, sta crollando, saremmo veramente uomini liberi.” (Stefano Mosca)

 


copertina-il-sentiero-del-viaggio-interiore-sito225 settembre

Vincenza Sollazzo 'Il sentiero del viaggio interiore. Conosciti, amati, guarisci',
18,30 Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale (Aula 5) Trento

"Il tema della sofferenza intesa, oltre che come penoso
fardello,
come chiamata iniziatica o malattia creativa dell’anima e le strategie psicoterapeutiche per trasformarla e favorire il naturale percorso psicologico, le attitudini vocazionali, la “Bellezza” dell’esistenza, preclusa dai sintomi, devitalizzanti, coercitivi"

 

copertina-analisi-della-lesione-sito27 settembre

Sebastiano Lupo 'Analisi della lesione assessment neuropsicologico',
19,00 Manifestazione Buk Catania

"Attraverso tre snelli capitoli, l’autore presenta i principi di base, i materiali e le applicazioni, del metodo di Analisi della Lesione Cerebrale, un’importante metodica neuropsicologica, che consente di fondare, su un piano eminentemente scientifico ed oggettivo, la correlazione tra l’area cerebrale danneggiata, che il metodo aiuta a definire anatomicamente, e le alterazioni comportamentali conseguenti alla lesione, osservate, controllate e misurate sperimentalmente.
L’autore ne traccia il profilo storico-evolutivo, mettendo in luce i fattori fondamentali di sviluppo".

 

copertina-che-cos-e-l-antipsichiatria-sito27 settembre

Francesco Codato 'Che cos'è l'antipsichiatria. Storia della nascita del movimento di critica alla psichiatria',
Postioma, Treviso

"L’importanza dell’antipsichiatria risiede nell’aver aperto un dialogo critico che ha messo in luce l’urgenza della considerazione dei contesti sociali e relazionali in cui trova forma e si esplica il vissuto di ogni persona, il quale si pone a base ineliminabile per avviare un contatto terapeutico.
L’urgenza odierna di rievocare il movimento antipsichiatrico trova tutto il proprio fondamento nell’oblio dei contesti sociali a cui la psichiatria moderna si sta avviando, scegliendo di sposare le teorie sociobiologiche e neuroscientifiche".

 

ICop_Nel_nome_di_dioxsito10 ottobre

Francesca Mariano 'Nel nome di Dio',
18,00 Palazzo Roberti Bassano del Grappa.

"Il romanzo “Nel Nome di Dio –Storia di un Giudice Penale e di un Sacerdote Mago-“ attraverso la vicenda di un Magistrato e di un Esorcista, alleatisi per salvare un uomo, racconta il vissuto quotidiano di un Giudice Penale, al di fuori degli stereotipi proposti dai media, in una ricostruzione veritiera delle sue categorie di ragionamento, della sua solitudine, degli ostacoli frapposti all’accertamento della verità".

 

In analisi. Diario di una ribellione

18 ottobre

Giovanna Albi 'In analisi. Diario di una ribellione'
Teramo Sala San Carlo,
Relatore Prof. Elso Simone Serpentini


"Un diario psicoanalitico che racconta
la vita di Giulia e della sua decisione di trovare un editore che lo pubblichi. Sottesa è la ricerca di un’idea di libertà
dai vincoli del passato e la proiezione in un futuro di benessere in cui l’unico
farmaco è l’amore, che come un balsamo ristora l’anima di Giulia. Si avverte pungente l’idea di un riscatto e di una ricerca mai spenta del senso della vita, da ricercarsi nelle radici della storia dell’uomo"
.
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L'uomo che correva vicino al mare - Pescara 20 settembre 2014 - Libreria Feltrinelli

Si terrà sabato 20 settembre, alle ore 18, presso l'accogliente Sala Conferenze della Libreria Feltrinelli di Pescara (dedicata allo scrittore Ennio Flaiano), la presentazione dell'ultimo volume di Ciro Pinto "L'uomo che correva vicino al mare", pubblicato per i tipi di Edizioni Psiconline.




L'uomo che correva vicino al mareIl romanzo, ultima fatica dello scrittore napoletano vincitore di numerosi Concorsi letterari, racconta di un uomo che "corre vicino al mare per sfuggire alla malattia, alle iatture della vita e alla morte".
Una storia d’intima sofferenza, con riflessioni e spunti. I temi del ricordo, della famiglia e della riflessione sulla vita molto intensi e toccanti si sviluppano attraverso luoghi e momenti diversi, seguendo la trama del romanzo.
Il protagonista tenta ogni giorno di perpetuare le sue abitudini anche dopo la morte della moglie, come un pazzo che, crollata la casa, rimane fuori a governare il giardino come se nulla fosse successo.
La sua vita si sgretola pian piano, la sua corsa lo porta dentro i suoi ricordi, mentre la mente si sfoca e si perde nella nebbia di un precoce invecchiamento.
In questa corsa all’indietro ritrova innanzi a sé i dilemmi mai risolti: la perdita della madre quand’era ancora bambino, il ricordo del padre, abbandonato troppo frettolosamente dentro una morte improvvisa e rapida, come uno schiaffo talmente forte da ammazzare persino il dolore.
Tenta di ricostruirsi un futuro, ma l’impresa si presenta più ardua di quanto previsto con sullo sfondo una verità che non vuole accettare.
La storia infine si proietta avanti di qualche anno con una luce di speranza: la possibilità che l’umanità ha di tramandare se stessa rende possibile il perpetuarsi della vita e il superamento della morte.

Ciro Pinto è nato a Napoli nel novembre del 1953, dove tuttora risiede. Ha lavorato sempre nel settore bancario e finanziario, dove ha svolto ruoli dirigenziali e di responsabilità nazionali. Ha girato l’Italia e ha vissuto diversi anni a Firenze.
Lasciato il lavoro è ritornato a Napoli ed oggi può dedicarsi interamente alla passione che coltiva da sempre: scrivere.
Ha pubblicato nel settembre del 2012 il suo primo romanzo: Il problema di Ivana, Edizioni Draw Up. Menzione d’onore al Premio Internazionale di Letteratura, 27ma edizione Phintia 2013.
Terzo classificato, sezione editi, al Premio di Letteratura Circe, I edizione. Menzione speciale dell’Asso Artisti Nazionale nell’ambito del Premio Circe.
Ha pubblicato due racconti su Storie brevi de La Feltrinelli nel 2013 e un racconto nell’antologia Crisalide, Edizioni Draw Up, Ottobre 2012.
"L’uomo che correva vicino al mare" si è classificato al secondo posto, nella sezione inediti, al Premio di Letteratura Circe, I edizione 2013 (primo classificato dalla Giuria dei lettori).

Edizioni Psiconline nasce nel 2005, a Francavilla al Mare, come Casa Editrice specializzata in psicologia, psicoterapia e scienze umane, direttamente dalla esperienza di Psiconline.it, psicologia e psicologi in rete, e dalla sua mission di diffondere on&off line una corretta cultura psicologica.
I titoli pubblicati, per tale ragione, sono sia di grande impegno scientifico che di taglio maggiormente divulgativo e vogliono coprire uno spettro di lettori ampio e variegato.

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Padroni della nostra vita di Gaetano Cotena: intervista all'autore

cotena1In occasione della pubblicazione  in versione Ebook del libro Padroni della nostra vita. Essere autentici per realizzare i nostri desideri - Edizioni Psiconline, abbiamo intervistato l'autore Gaetano Cotena.


Ringraziamo Gaetano Cotena per la disponibilità dimostrata nonostante i numerosi impegni di lavoro, però per noi è davvero importante intervistarlo prima dell'inizio delle ferie estive, per dare ai nostri lettori la possibilità di conoscere meglio il suo libro, di cui abbiamo già parlato nelle scorse settimane e che ora è disponibile anche in formato epub da leggere comodamente su computer, e-readers, iphone, ipad, kindle, kobo.

copertina padroni della nostra vitaD. La consapevolezza di non essere realmente padroni della nostra vita, può sconvolgere e indurre a ripensare la propria vita lavorativa, affettiva,
familiare, ecc. e travolge chi ne prende consapevolezza e vuole
cambiare. Ma si può sempre cambiare o a volte la vita ci imbriglia e
vincola irrimediabilmente?
R. La vita non può imbrigliarci inevitabilmente, siamo noi padroni di scegliere il percorso affettivo e di lavoro che esaudisce i nostri bisogni. Ad ognuno il compito di prendere consapevolezza di quali siano e di come soddisfarli. Non è la vita che imbriglia, ma noi che ci facciamo imbrigliare dalla vita.

D. È frequente che quello che si desiderava fare da bambini venga messo a
tacere per dare credito all'adulto, solo all'adulto. È possibile in età adulta
ascoltare la voce del proprio bambino interiore?
R. Sì, è possibile. Integrando il desiderio e i sogni della nostra parte creativa e più vera con la realtà e le possibilità offerte dal presente.
È fondametale che i nostri desideri non vengano sacrificati per l'immagine o per dare credito alle aspettative esterne. Se ci accorgiamo che non riusciamo da soli in questo intento possiamo chiedere aiuto.

D. Qual è il nostro copione di vita, la decisione che a un certo punto abbiamo
preso da piccoli su come la nostra vita sarebbe andata? Si può stravolgere il
nostro copione?
R. Il copione è una strategia di adattamento che abbiamo adottato in risposta alle situazioni che la vita ci ha presentato nelle prime fasi di vita. Un certo grado di adattamento e di automatismo nelle risposte è necessario, ma quando la risposta e la modalità copionale diventa disfunzionale non dando la possibilità di scegliere risposte alternative a quella automatica, allora è possibile per la persona  imparare nuove modalità di risposta più funzionali e più adeguate alla realtà, difronte a situazioni problematiche.

D. Riuscire a svolgere un lavoro che gratifichi la parte più vera di noi, ci
permette di limitare quel meccanismo di compiacenza e di far coincidere sempre più quello che desidera il nostro capo, con quello che vogliamo noi. Quando ci si rende conto di essere stati per molto tempo compiacenti e di aver sacrificato la parte vera di sé, come ci si può risollevare da questa
condizione rimediando a questa situazione?
R. Rivalutando il proprio bisogno e accorgendosi che la compiacenza se diventa parte costante delle nostre giornate non può non portare ad un sintomo.

D. Cosa significa fare attenzione al bisogno interiore?
R. Significa dare voce alla parte più autentica di noi. Significa ascoltare e dare credito alle proprie emozioni, che anche quando sono negative, rappresentano una bussola per la nostra esistenza.

D. Quali sono i principali meccanismi psicologici che se perpetrati e ripetuti possono dare luogo ad alcune patologie, partendo dall’assunto che molti di questi meccanismi sono non solo presenti tra genitori e figli, ma insiti, ad un livello macro, anche nel rapporto tra dipendente e azienda. Come riuscire a prenderne consapevolezza?
R. Compiacenza, simbiosi, narcisismo, sono alcune delle condizioni psicologiche che si vivono nelle organizzazioni o in alcune relazioni disfunzionali. La presa di consapevolezza avviene ascoltando cosa manca alle nostre vite, perché è solo partendo da ciò di cui abbiamo bisogno, che possiamo andare a cercarlo nel mondo.

cotena2D. Perché le emozioni sono così importanti? Anche in un contesto aziendale?
R. Perché ci comunicano se stiamo realizzando i nostri compiti evolutivi.
Appartenenza e autonomia sono due delle nostre pulsioni primarie, e una vita felice non è possibile se non le realizziamo entrambe. Nel mondo aziendale spesso è appagata prevalentemente solo la pulsione di appartenenza. Per questo è necessario a mio avviso la presenza di uno psicologo clinico, come consulente esterno disponibile all'ascolto e all'accoglienza, ma anche come figura di accompagnamento nella consapevolezza dei bisogni non soddisfatti nei contesti aziendali

D. Come fare per individuare cosa motivi una persona un lavoratore?
R. Questa è una domanda che va rivolta alla psicologia del lavoro.
Nell'ottica clinica, che è quella di cui mi occupo, non si tende a motivare il lavoratore perché parte dal presupposto che se il lavoratore sente che quello in cui lavora e'il posto in cui può soddisfare i suoi bisogni evolutivi sarà anche motivato ad impegnarsi e ad apprendere. Fuori da questa considerazione, la motivazione indotta da corsi di formazione o altri interventi simili, ha il solo risultato di raggirare la radice del problema, non facendo il bene del dipendente e della consapevolezza dei propri desideri più veri.

D. Cosa può fare concretamente chi contando sul sostegno economico fornito
dall'azienda ne subisce in qualche modo il ricatto?
R. Domandarsi se vuole vivere tutta la vita in quel ricatto, oppure se vuole una vita autentica, fuori dall'immagine e dalle lamentele con cui si aspetta l'arrivo del venerdì. Perché non è mai tardi per rimettersi in gioco e investire in un altro percorso lavorativo.

D. Si può conservare nella vita adulta, soprattutto nel lavoro la creatività
che alimenta la nostra parte bambina?
R. Si. E dobbiamo dargli voce per evitare che si manifesti in un sintomo.

È stato molto piacevole intervistare il nostro simpaticissimo autore, che ringraziamo e al quale auguriamo buone vacanze.

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Redazione

Nuovi Ebook nel catalogo di Edizioni Psiconline

Tre novità nel catalogo Ebook di Edizioni Psiconline: Nella mente di Jane di Tiziana Campanella, La stella alpina e la farfalla di Matteo D'Angelo e Tecniche di distensione immaginativa di Enrico Magni.



La presenza online degli ebook di Edizioni Psiconline, sta crescendo rapidamente e il gradimento del pubblico è motivato dalla agilità di lettura su diversi dispositivi: computer, e-readers, iphone, ipad, kindle, kobo... ma anche dal prezzo molto contenuto.
L'estate è il periodo dell'anno in cui si legge di più e si è alla ricerca di nuovi volumi.
Quando si ha più tempo libero non si può fare a meno di un buon libro, perché non cercarlo nel catalogo ebook di Edizioni Psiconline, e scoprire che... un ebook tira l'altro...



Scopriamo insieme i nuovi titoli pubblicati!


 nella mente di jane ebook
Jane è una storica d’arte e vive a Roma. Il suo lavoro consiste nell’estenuante ed appassionante ricerca e catalogazione di dipinti, appartenenti ad una collezione privata, che non possiedono ancora un nome ed una connotazione.
Vive la realtà narcisistica e liquida dei nostri tempi, senza confini, senza reali incontri, dove ci si perde e disperde negli sguardi della gente, senza mai riuscire a contattarla veramente, provando intimamente una sensazione di sconfinato vuoto interiore.
Parallelamente a questa ricerca, emergerà il bisogno di un’altra, che porterà Jane alla  scoperta di sé stessa.
Dalla confusione iniziale, che suscita sensazioni di smarrimento e scissione, si evolve progressivamente verso una condizione, o stato mentale d’integrazione, dove tutto rientra in una cornice d’appartenenza dotata di senso.
Così, lentamente, prenderà via in Jane la ricerca di sé e così come i suoi quadri un’identità troveranno così, i suoi due mondi finalmente combaceranno.
Tiziana Campanella è Psicologa e Psicoterapeuta individuale e di gruppo, conduttrice di classi di bioenergetica. Laureata presso l’Università Sapienza in Psicologia Dinamica e Clinica e specializzata in Analisi Bioenergetica ad indirizzo corporeo.
Attualmente svolge attività clinica privata.


la stella alpina ebook
Marianna è una giovane laureata che collabora nello studio di un commercialista della sua città. La sua vita è scandita dai confronti con la sua procace collega Marina che spesso tratta da sua alunna, il suo “non” fidanzato Luca, giovane ingegnere per notti di “sudore e jazz” e il miglior amico Edoardo, che pare conoscerla come nessun altro: confronti di vita vissuta e da vivere, opinioni e vedute, cicatrici e guarigioni vere o credute.
Sullo sfondo Eva, la protagonista del libro del momento sulla bocca di tutti e nelle mani di Marianna, alter ego forse proprio della protagonista. O di ognuno di noi.
Ed il vecchio saggio che non si sa chi sia, ma ha qualcosa da dire: dove, come e a chi? E soprattutto: che cosa? La protagonista è in un confronto quotidiano con gli altri che, alla fine, altro non è che un confronto con se stessa. È alla costante ricerca dell’equilibrio convinta che tutti siamo Uno e, quindi, se miglioriamo noi stessi miglioramo gli altri. Con le difficoltà che si incontrano in ognuno di noi.


Matteo D’Angelo,  laureato in Giurisprudenza a Ferrara, collabora in uno studio legale della provincia di Venezia. Appassionato di psicologia e politica, insegna Diritto in un Istituto privato di recupero anni scolastici. È tra i fondatori del “Movimento per un’avvocatura europea”, organizzazione composta da giovani praticanti e avvocati nata in seno alla Scuola Superiore dell’Avvocatura - Fondazione del Consiglio Nazionale Forense - con l’intento di promuovere il rispetto dei diritti umani e fondamentali e di concorrere al rinnovamento della cultura professionale e del ruolo dell’avvocatura nella società.


tecniche di distensione ebook
La metodica è rivolto a tutti coloro che ne fossero interessati.  Gli esercizi sono stati eseguiti in ambito professionale, sono il frutto di un lavoro quotidiano e sono stati applicati direttamente su persone con malesseri dell’umore, disturbi psicosomatici, d’ansia generalizzata/specifica. È il prodotto di una lunga attività.
Lo scopo di questo manuale pratico è quello di offrire uno strumento di aiuto alla persona che autonomamente apprenderà ad applicare gli esercizi dopo averli autoregistrati con la propria voce.


Enrico Magni, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, ipnologo, specialista in Criminologia ha operato presso il Servizio Sanitario Nazionale della provincia di Lecco, negli anni ottanta nei servizi dell’infanzia, negli anni novanta nella tossicodipendenza e disagio giovanile e in seguito presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera di Lecco, ora opera come libero professionista.


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Redazione

Padroni della nostra vita di Gaetano Cotena, adesso in Ebook

Padroni della nostra vita. Essere autentici per realizzare i nostri desideri  di Gaetano Cotena, Edizioni Psiconline nella collana Punti di Vista è da poco disponibile in Ebook formato epub.



padroni della nostra vita"Per stare bene sul lavoro e nella vita c’è bisogno di una madre e di un padre. Di una madre che accoglie e di un padre che dà al figlio il permesso di andare.
C’è quindi bisogno che quel bambino che diventa adulto porti con sé l’affettività e il senso di protezione ricevuto dalla madre, ma intesi come forza e sicurezza per andare nel mondo e non, come spesso accade, come un ostacolo al diventare individuo adulto e separato, con una sua individualità e un suo sentire, con i suoi desideri e la sua evoluzione da realizzare.

Quando la madre tiene il figlio a sé, è il padre a concedere su un piano psicologico il permesso di andare nel mondo e di crescere sperimentando.
E se l’azienda è madre onnipresente, con tutti i meccanismi patologici che si instaurano nella dipendenza, allora per tutti quelli che lavorano in azienda o che vivono relazioni di dipendenza ci sarà bisogno di un padre: il padre necessario che dà al figlio il permesso di sentire i suoi desideri, la sua creatività oltre il processo, che caratterizzante sempre più il mondo delle aziende e che costituisce l’essenza prima di una disumanizzazione che è di ostacolo allo slancio vitale che scorre in ognuno di noi".



Chi è questa madre onnipresente (nella vita e nel lavoro) e chi è il padre necessario?
E perché si finisce in azienda?
Quanto la nostra struttura di personalità e la nostra storia personale ci pongono nella condizione di accettare lo stato di dipendente e di colludere con alcuni meccanismi psicotici presenti all’interno dell’azienda riuscendo a conviverci?
In quali di quei meccanismi ci ritroviamo, o meglio qual è il nostro copione di vita, la decisione che da piccoli ad un certo punto abbiamo preso su come la nostra vita sarebbe andata?
E come questa decisione ci ha portato dove siamo adesso?Gaetano Cotena


Da queste domande  si comprende come questo sia un testo rivolto a chi almeno una volta ha dubitato o addirittura sofferto della propria scelta lavorativa, in cui un dubbio si è insinuato, ma più volte è stato scacciato perché non c’erano e perché non ci sono altre alternative.
A chi è in una continua attesa del fine settimana per iniziare a vivere, a chi almeno una volta si è fermato a pensare davvero che vorrebbe una vita diversa, non solo lamentandosi, ma volendo davvero fare qualcosa per cambiare il suo stato, quantomeno quello emotivo e di consapevolezza.


L'autore non indica una strada, ma vuole offrire la possibilità di identificarsi e prendere consapevolezza di alcuni meccanismi, che vede ogni giorno e di cui, forse, è un po’ stufo.

Perché possiamo avere il coraggio di desiderare che qualcosa nella nostra vita cambi.
Perché ognuno di noi è chiamato ogni giorno ad una scelta.


gaetano cotenaQuella di essere padroni della nostra vita o di permettere ad altre figure di esserlo, vivendo la propria vita compiacendo ad una madre, ad una compagna, ad un’azienda o in generale ad un’immagine di noi che ci portiamo dentro e che arriva però da fuori, da un desiderio che ci è stato etichettato dall’esterno e che non appartiene alla nostra verità più intima. Oppure, si potrà scegliere di vivere ciò che forse agli altri non piace, ciò in cui gli altri forse ci scoraggiano e in cui non credono, ma con la possibilità di poter dire alla fine o nel mezzo della nostra vita, che abbiamo realizzato o che stiamo realizzando il nostro compito evolutivo.


Queste pagine si rivolgono al lettore dagli interessi trasversali, al dipendente d’azienda, agli investitori e agli psicologi; ma anche a  chiunque senta di aver lasciato, da qualche parte o in qualche tempo della sua vita, la parte più autentica di sé.
In Padroni della nostra vita ognuno potrà ritrovare tracce, pezzi, parentesi della sua storia, oppure potrà non ritrovarsi in niente e scoprirsi felice, a patto, però, di non lamentarsi più in ascensore che è ancora lunedì.

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Redazione

La verità sospesa di Gabriella Giordanella Perilli. Intervista all'autrice

giordanella2La verità sospesa  di Gabriella Giordanella Perilli nella collana A Tu per Tu - Edizioni Psiconline è disponibile anche in versione ebook.
Di seguito l'intervista all'autrice in occasione della pubblicazione del volume nel formato epub.

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Redazione

Dire addio alla fame nervosa. Intervista all'autrice Rosanna Bellanich

bellanichChe cos’è che ci fa mangiare a dispetto della nostra volontà e ci rende schiavi di questo strano comportamento, magari proprio quando desideriamo perdere qualche chilo e cerchiamo di controllare la nostra alimentazione?

Intervistiamo Rosanna Bellanich autrice di Dire addio alla fame nervosa, Edizioni Psiconline per avere delle risposte a questi e ad altri quesiti.






copertina dire addio alla fame nervosaLa invitiamo nella nostra redazione dove comodamente seduti  sorseggiamo un cappuccino fumante  accompagnato da un fragrante cornetto ripieno di marmellata. A metà mattina, soprattutto se la giornata comincia molto presto, la fame si fa sentire, fame e voglia di qualcosa di gustoso...

Ringraziamo la Dott.ssa Rosanna Bellanich per averci fatto visita, nella nostra redazione. La ringraziamo soprattutto perché ha risposto esaurientemente alle nostra domande, che abbiamo elaborato cercando di interpretare le aspettative dei nostri lettori.

D. Come definirebbe il suo libro? Una guida, un manuale o cosa?
R. Una simpatica guida.

D. Quando ha deciso di scrivere questo libro? Cioè quando e perché ha sentito il bisogno di scrivere?
R. Quando ho notato che molti pazienti mi parlavano della fame nervosa che li tormentava e che non riuscivano a placare.

D. Perché ha scelto Edizioni Psiconline?
R. Perchè mi sembra una casa editrice molto seria e adatta al mio  libro.

D. Il problema del sovrappeso o anche della incapacità di regolarsi nella assunzione del cibo riguarda moltissime persone di tutte le età,  quali soluzioni sono possibili per imparare a nutrirsi senza aumentare di peso per bambini adulti e anziani? Gli  interventi sono diversi a seconda dell'età?
R. Gli interventi cambiano a seconda delle fasce di età, per esempio ai bambini è sconsigliato prescrivere diete: meglio incrementare l'attività fisica e nello stesso tempo attuare un intervento educativo che coinvolga la famiglia.
Comunque un'alimentazione sana, che insegni a riconoscere e a rispettare i bisogni fisiologici della fame, della sazietà e del piacere del gusto può essere un vantaggio per tutti.

bellanichD. Si può prevenire il sovrappeso dell'età adulta fin dall'infanzia?
R. Certamente, con una sana alimentazione e uno stile di vita adeguato.

D. Se il senso della fame fa sragionare negli orari non propriamente  riservati ai pasti, ad esempio a metà mattina, durante le ore di lavoro, quando insomma non c'è molto tempo per mangiare, come fare per saziarsi  senza ingurgitare cibi spazzatura?
R. Se si ha fame fuori pasto è segno che siamo a corto di energia.
Si può ovviare a ciò mangiando un pò di più a colazione, oppure consumare un piccolo spuntino (es. qualche tarallo o cracker semplice o fette biscottate, o anche solo 1 yogurt o 1 cappuccino) nei momenti di crisi.

D. Perché non sappiamo resistere alla tentazione di assumere dolci di tutti  i tipi, perchè chi è goloso e non può fare a meno di mangiare dolciumi,  avverte di avere reali crisi di astinenza quando non li mangia?
R. Perchè i dolci sono buoni e in genere piacciono. Ricordo che il piacere del gusto è uno dei fattori fisiologici responsabili della autoregolazione alimentare. C'è chi
va matto per il gusto dolce e chi va matto per il salato. È normale. Bisogna stare attenti però che la voglia di dolci non sia l'indicatore che stiamo mangiando troppo pochi carboidrati, questi sono indispensabili per il nostro organismo e se ne avverte la carenza li pretende.

D. La sazietà serve a farci capire che abbiamo mangiato  a sufficienza. Quali consigli dà a chi, nonostante il senso di sazietà  si faccia sentire, non riesce a dire no alla tentazione di ingurgitare  altro cibo soprattutto dolciumi?
R. Bisogna scoprire quella cosa che fa succedere che, anche se un individuo è sazio, ingurgita dolci. Di solito questo è molto soggettivo, questo pezzo lo svolgo durante gli incontri individuali con i pazienti. C'è sempre una ragione, anche nascosta, ma c'è.

D. Quali consigli dà a chi vuole iniziare a dimagrire ma non è mai riuscito  a seguire una dieta né ad iniziare una attività sportiva anche solo la  cyclette?
R. Bisogna lavorare insieme analizzando bene le difficoltà incontrate e gli obiettivi che ogni persona ha.

D. Ma in effetti esiste o no la cosiddetta fame nervosa? E chi ne è afflitto?
R. La vera fame nervosa, cioè quella dettata dalle emozioni negative, è molto rara, di
solito si tratta di vera e propria fame che viene troppo spesso negata, con
l'intento di dimagrire, e che ad un certo punto scoppia in modo incontrollabile.

D. Esistono persone in perenne conflitto con il cibo? Dopo le abbuffate dei giorni di festa quali sono i consigli per i giorni  successivi?
R. Sì in effetti esistono. Riprender a mangiare un modo sano e a fare un po' di esercizio fisico, non saltare i pasti, perchè questo incrementa la fame e rende più difficile seguire uno schema alimentare regolare.

D. Spesso risulta difficile a chi vuole perdere anche solo qualche chilo,  riuscire ad ottenere risultati oppure, una volta ottenuti mantenere il  proprio peso ideale per sempre, sembra quasi che per alcuni il  sovrappeso sia qualcosa di inevitabile, è possibile farcela?
R. Il decremento ponderale avviene in modo lento! Ogni chilo perso significa che si è ottenuto un deficit calorico di 7000 calorie! Per questo motivo perdere peso è
difficile.
Poi c'è la genetica che gioca contro: i figli di genitori sovrappeso hanno buone probabilità di sviluppare prima o poi un sovrappeso.
Poi c'è la questione del metabolismo: alcune persone hanno un metabolismo veloce e bruciano di più, altre persone meno, comunque con un'alimentazione sana e un adeguato stile di vita i risultati (chi più e chi meno) ci sono.

D. Una volta riusciti a perdere peso una volta raggiunto il peso ideale è  possibile mantenerlo per sempre senza ricorrere a vere e proprie privazioni?
R. Il segreto per mantenere il peso è l'attività fisica regolare. Con questa ci si
può permettere di mangiare qualcosa in più e mantenere il peso.

D. Quando ci si  accorge di essere un po' o un po' troppo in sovrappeso e si avverte  impellente il bisogno di perdere almeno qualche chilo, è già troppo tardi  per rimediare ai chili di troppo?  Quali trucchi, strategie consiglia a  chi deve perdere finalmente quei famosi chili di troppo. È una missione impossibile?
R. Non è una missione impossibile, bisogna seguire una dieta sana e un po' di moto: il peso scenderà di conseguenza. Certo evitare di affamarsi con diete estenuanti: queste incrementano la fame che si ripresenterà molto presto in modo rabbioso e incontrollabile.

D. Dopo aver scritto "Dire addio alla fame nervosa", ha in progetto un altro volume dedicato a questo argomento?
R. Sì. Ho appena terminato un altro manuale che spiega come mantenersi sani e in forma senza ricorrere a diete estenuanti, ma mangiando il giusto con il giusto piacere, mantenendosi in equilibrio tra croci e delizie, diletti e regole e vivere a lungo felici.

Ringraziamo la dottoressa Bellanich per l'entusiasmo con cui ha risposto alle nostre domande e ci auguriamo di poterla avere presto, di nuovo ospite della nostra Redazione.

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