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I blog di Edizioni Psiconline

Gli autori, le recensioni, le novità e le informazioni sulla nostra Casa Editrice
Redazione

La recensione di Tecniche di distensione immaginativa di Enrico Magni

copertina-tecniche-di-distensione-x-sitoTecniche di distensione immaginativa. Manuale di auto aiuto di Enrico Magni, 2013, pagg. 160, euro 14,00, anche in versione epub sullo store Bookrepublic,  è stato recensito dai volontari di “LIBROMONDO”, Centro di Documentazione sull’Educazione alla Pace e alla Mondialità di Savona.
La recensione è stata pubblicata successivamente sulla newsletter di “LIBROMONDO” e noi la pubblichiamo volentieri sul nostro Blog.



L’autore, che ha svolto la professione di psicoterapeuta per più di trent’anni nel settore del disagio psicosociale e della salute mentale, ha sviluppato un eserciziario che sia uno strumento di aiuto alla persona.
Un manuale semplice e chiaro che chiunque possa comprendere e usare.
Prima di tutto, si impara a scoprire il corpo e la mente, come si sia soggetti a tensioni sociali, personali, relazionali, lavorative, affettive.
Poi si deve saper gestire il malessere e le alterazioni, fatiche, ansie, rabbie.
Si parla di training autogeno, biofeedback, ipnosi, distensione immaginativa. Gli esercizi devono essere registrati e poi ascoltati dal lettore stesso che avrà la possibilità di “sintonizzare la voce interna con quella esterna.
È un modo per conciliare il dialogo interno con quello esterno, è un riconoscersi.[…] "Ascoltare la propria voce, interiorizzarla, accettarla è il primo passo per conoscere una parte di sé”. “L’occhio sensoriale della mente - scrive l’autore- è la metafora che ricompare nei vari esercizi e svolge una funzione di accompagnamento nell’esecuzione. […] Sviluppando l’occhio sensoriale della mente, è possibile sperimentare nuovi percorsi dell’esistere”. Infatti, la scoperta del sé è un processo complesso e faticoso ma fattibile, ascoltando le voci che abitano il corpo e la mente. “Le emozioni chiedono di essere ascoltate, accolte dalla parola […] Le conclusioni ognuno le scrive da solo […] servono esclusivamente a se stessi per comprendere la dimensione evolutiva o regressiva dell’esperienza che si sta vivendo.”


ENRICO MAGNI FLAEnrico Magni, psicologo, psicoterapeuta, sessuologo, ipnologo, specialista in Criminologia ha operato presso il Servizio Sanitario Nazionale della provincia di Lecco, negli anni ottanta nei servizi dell’infanzia, negli anni novanta nella tossicodipendenza e disagio giovanile e in seguito presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera di Lecco, ora opera come libero professionista.
È stato docente di Criminologia presso l’Université des Sciences de l’Homme Paris, Dipartimento italiano, Padova.
È iscritto all’albo dei periti – CTU- presso il Tribunale di Lecco. È autore di diversi articoli scientifici e di saggi sul disagio psicologico e sociale tra i vari: Il volo di Rust: il disagio giovanile dentro e fuori il mito, Editore Bertani, 1997; Il male di vivere, Edizioni Sapere, 2003; La discarica dei folli, Edizioni Sapere, 2005; L’atto violento: aspetti biologici, psichici, psichiatrici, Edizioni Sapere, 2006; Droghe ricreative. Le life skills per crescere in-dipendenti, Franco Angeli, 2010; Parlo con te. Ragazzi, genitori, insegnanti, Edizioni Sapere, 2011; Tecniche di distensione immaginativa, manuale di auto-aiuto. Edizioni Psiconline, 2013; Storie borderline della mia pipa. Edizioni Psiconline, 2014


a cura del Centro di Documentazione sull’Educazione alla Pace e alla Mondialità di Savona


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Redazione

Nella mente di Jane di Tiziana Campanella è su Issuu.com

Nella mente di Jane - Tiziana CampanellaNella mente di Jane. Emergere dal silenzio è il romanzo di Tiziana Campanella nella Collana A Tu per Tu di Edizioni Psiconline, disponibile anche nella versione epub sul nostro store.
Da oggi è possibile leggere un estratto del romanzo su ISSUU.COM.



campanellaJane è una storica d’arte e vive a Roma. Il suo lavoro consiste nell’estenuante ed appassionante ricerca e catalogazione di dipinti, appartenenti ad una collezione privata, che non possiedono ancora un nome ed una connotazione.
Vive la realtà narcisistica e liquida dei nostri tempi, senza confini, senza reali incontri, dove ci si perde e disperde negli sguardi della gente, senza mai riuscire a contattarla veramente, provando intimamente una sensazione di sconfinato vuoto interiore.
Parallelamente a questa ricerca, emergerà il bisogno di un’altra, che porterà Jane alla scoperta di sé stessa.
Dalla confusione iniziale, che suscita sensazioni di smarrimento e scissione, si evolve progressivamente verso una condizione, o stato mentale d’integrazione, dove tutto rientra in una cornice d’appartenenza dotata di senso.
Così, lentamente, prenderà via in Jane la ricerca di sé e così come i suoi quadri un’identità troveranno così, i suoi due mondi finalmente combaceranno.
Nella mente di Jane parla di un enorme divario tra l’ideale e la realtà. Parla della possibilità di un cambiamento attraverso l’esperienza fatta di relazioni. Parla di un grande e profondo bisogno di essere visti e compresi pienamente, del bisogno di un modello da seguire, di una traccia da lasciare, del bisogno nascosto di amare. Prima di tutto se stessi.
È dedicato a tutte quelle persone che soffrono silenziosamente e che difficilmente riescono a chiedere aiuto. Forse, perché la fiducia in un contatto autentico, è andata perduta. Inconsapevoli che, ciò che resta, è la delusione che continua imperterrita a sussurrare.
Il romanzo è un invito a contattare e riattivare quella luce di speranza e di entusiasmo che esiste in ognuno di noi e che, per un motivo o per l’altro, è momentaneamente, dispersa. È un modo intimo per comunicare un disagio emotivo e relazionale che si può affrontare e recuperare.
jane1Tiziana Campanella nata a Putignano (BA), vive a Roma. È Psicologa e Psicoterapeuta individuale e di gruppo, conduttrice di classi di bioenergetica. Laureata presso l’Università Sapienza in Psicologia Dinamica e Clinica e specializzata in Analisi Bioenergetica ad indirizzo corporeo.
Ha collaborato con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Roma C dal 2008 al 2011. Coautrice insieme al Direttore della UOC dell’Asl Roma C de Salute Mentale e Governance. Una cultura condivisa e le ragioni di una filosofia organizzativa.
Attualmente svolge attività clinica privata.


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Redazione

Intervista a Nina Monica Scalabrin autrice del "Signor Parkinson"

10476304_10202622550149340_3132575522975354344_nAbbiamo chiesto a Nina Monica Scalabrin di parlarci approfonditamente del suo libro, Signor Parkinson.
L'intervista è davvero interessante a dà molti spunti di riflessione.




10576944_10202656119716161_5338584321368681081_nQuando Nina Monica Scalabrin apprende che la madre è affetta un’atipica sindrome di parkinsonismo, viene travolta dal dolore insieme con tutta la sua famiglia. Da questo dolore inizia un dialogo con il "Signor Parkinson" un uomo immaginario e malvagio che ha distrutto la sua vita, ma ben presto questo gioco terapeutico si trasformerà in qualcosa di utile e produttivo.
Piano, piano spogliata dal suo dolore, Monica sarà in grado di offrire tutto il suo aiuto possibile alla madre che procede a piccoli passi verso la fine, offrendole lei stessa il suo prezioso appoggio e tutta la sua forza interiore per accettare la triste verità che talvolta la morte non è sempre negativa, sarebbe molto peggio pensare al dolore come ad una abitudine di vita.
Parliamo con l'autrice del suo libro e di come è cambiata la sua vita a seguito della malattia di sua madre.

logo edizioni miniQuando ha maturato la decisione di scrivere questo libro?

 

logoDopo avere appreso della malattia di mia madre mi sentivo molto sola e spaventata e cominciai a tenere un diario per annotare le mie sensazioni e soprattutto per descrivere ciò che mi stava accadendo attorno riguardo all'inattesa malattia di mia madre. Riempiendo foglio dopo foglio di un semplice quaderno a righe mi resi conto, insieme alla psicoterapeuta che a quell'epoca appoggiava la mia famiglia stravolta dalla situazione, che quel diario minuziosamente curato nei minimi particolari, dove ogni giorno imprimevo la mia pena sperando che si staccasse dalla mia anima, potesse diventare un libro e fu così che incominciò questo mio percorso letterario.

logo edizioni miniCome è stato ripercorrere le sofferenze vissute da sua madre e dai suoi familiari?

logoScrissi il libro di getto, intendo che la storia della malattia di mia madre coincise perfettamente all'epoca in cui io raccontai la sua storia. Mi ci volle molto tempo per trovare la forza di rileggerlo. Quel periodo terribile si era stampato nella mia memoria in tutta la sua crudeltà e per molto tempo cercai solo di dimenticare per costruirmi nuova nell'anima e cercare di trovare uno spiraglio per ricominciare una vita normale. Intendo riprendere a lavorare, ad avere un contatto con gli amici e a prendermi cura di me stessa e del resto della mia famiglia che aveva bisogno di me.

logo edizioni miniHa mai sentito di non farcela, e dove ha trovato il coraggio per affrontare la malattia di sua madre che improvvisamente ha stravolto la vita di tutti i suoi cari?

logoSì certo, ho avuto dei grandi momenti in cui pensavo di non farcela ad affrontare una situazione così terribile. Vedere una madre che in soli due mesi perde qualsiasi funzione motoria e vocale e si trasforma in un vegetale da accudire, da consolare e da amare incondizionatamente senza che lei ci possa più dare nulla in cambio è stato durissimo ma insieme anche la rivelazione della mia vita. Attraverso la sua malattia ho appreso un infinità di cose in poco tempo, forse mi ci sarebbe voluta una vita per capire quanto siamo fortunati quando siamo sani. Perché quando stiamo bene tutto ci passa accanto senza sfiorarci, diamo peso a cose di scarso valore. Attraverso la mia disperazione in molti momenti mi sono fatta coraggio pensando a questo altrimenti non so se sarei riuscita a superare.

logo edizioni miniL'esperienza di questa malattia l'ha cambiata?

 

logoNotevolmente! Oggi se mi volto indietro vedo una Monica fragile, disperata, alla ricerca di Dio e della fede e mi rendo conto di quanto il male purtroppo possa insegnare molto più del bene. Il dolore mi ha insegnato ad essere forte, l'amore a lottare per chi amo. Sembra strano ma il dolore e la gioia fanno parte della stessa materia, senza uno non esisterebbe l'altro. Entrambi mi hanno trasformata e dotata di una forte disciplina caratteriale, mi hanno reso più obbiettiva e capace di valutare quanto sia importante la vita di chi ami e anche la tua. Questo lo trovo un grande punto di arrivo. Essere fragili ti rende un naufrago in balia di te stesso, prendere coscienza dei valori terreni ti da una grande potenza e ti fa sentire bene.

logo edizioni miniIl percorso di psicoterapia, quindi le tecniche utilizzate, (es. la scrittura delle lettere) che l’hanno portata a scrivere questo libro quanto reputa che siano efficaci per lei?

logoCredo che sia una tecnica molto efficace. I dolori che nascono dentro di noi a lungo andare diventano pesanti come pietre così anche le nostre ossa. Scrivere questo libro come "gioco" terapeutico è stato un po' come lavare il mio dolore con degli stracci gelati dall'inverno. Dentro di me c'erano mostri che mi trattenevano e mi tenevano arroccata al passato, riversarli su fogli di carta è stato come intrappolare il mio dolore ed impedirgli di tornare dentro di me. Ho molta fiducia negli psicoterapeuti, forse una seduta di psicoterapia ogni tanto fa bene all'anima, ci fa vedere chiaro anche dove c'è buio. Noi esseri umani siamo un tutt'uno di ricordi e dolori sepolti dentro il nostro cuore a volte è bene svuotare il nostro inconscio, una pulizia profonda non fa mai male.

logo edizioni miniQuali consigli darebbe a chi sta vivendo la stessa esperienza narrata nel suo libro?

logoE' molto difficile dare consigli, purtroppo l'esperienza dell'uomo davanti alla sofferenza è sempre un fatto singolo ma dal basso della mia umiltà posso dire di non accanirsi contro un male irreversibile. So che può sembrare sbagliato non cercare tutte le strade possibili per salvare qualcuno da una situazione logrante ma a volte la medicina può fare più male che bene. In sostanza voglio dire che esistono situazioni in cui purtroppo bisogna accettare l'idea surreale che non sempre è giusto tenere in vita chi sta soffrendo.

logo edizioni miniQuali sono gli interventi da mettere in atto per migliorare la vita di pazienti affetti dal Parkinson e dei loro familiari?

logoOggi giorno i malati di Parkinson assumendo regolarmente i farmaci necessari a tenere sotto controllo il progredire della malattia per molti anni possono condurre una vita quasi normale. Lo sport per mantenere elastica la muscolatura è fondamentale così come l'alimentazione. Esiste una vera e propria dieta per tenere sotto controllo i sintomi. Questo sarebbe stato il destino di mia madre se non si fosse trattato di un Parkinson atipico. In ultima istanza voglio aggiungere che chi vive serenamente è in grado di fare miracoli sia per se stesso che per gli altri quindi se siete a contatto con un portatore di questo morbo il regalo più bello che possiate farle è quello di trattarlo come una persona sana. Non c'è niente di peggio di infonderle agitazione, i malati di Parkinson sono spesso persone che soffrono di depressione e di forti stati ansiosi. Farli vivere sereni talvolta è efficace quanto una medicina.

logo edizioni miniCosa pensa, oggi, del tema dell’eutanasia?

 

logoPenso che sia una decisione a cui si arriva nel tempo. All'inizio della malattia di mia madre ricordo un episodio spiacevole, uno scontro verbale con dei fautori di una petizione a favore dell'eutanasia a cui io mi risolvi in malo modo cacciandoli dalla camera dove mia madre tutt'ora si trova. Oggi purtroppo come ho scritto nel mio libro nelle mie preghiere sono passata dal "Ti prego Dio falla vivere" a "Ti prego Signore falla morire presto". La vita a volte può passare da uno stato di gioia infinita ad una vera e propria punizione ed a malincuore mi rendo conto che non sempre la morte è un male ma quasi una liberazione e forse i malati stessi incapaci di comunicarci le loro sensazioni desiderano inconsciamente che tutto possa cessare all'improvviso. Col senno di oggi, dopo questa malaugurata situazione, mi ritengo favorevole all'eutanasia.

logo edizioni miniPensa che scriverà altri libri utilizzando la stessa tecnica?

 

logoSto già scrivendo un altro libro. Amo raccontarmi un po' come facevo quand'ero ragazzina in cui riempivo giornalmente il mio diario annotando i miei progressi nella società e anche le mie frustrazioni e i miei disastri emotivi. Credo che infondo la gente normale ami misurarsi con il resto del mondo sapere che sotto questa Luna siamo tutti uguali amiamo, soffriamo e cerchiamo di inventarci il modo migliore per andare avanti. Si, infondo credo che questa tecnica di condividere il bello e il brutto che è dentro di noi serva un po' a tutti come metodo per sentirci simili. Nel mio prossimo romanzo scriverò quanto sia bella la vita probabilmente mi orizzonterò verso una storia d'amore dei nostri giorni quindi difficile sicuramente.

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Redazione

"Signor Parkinson" di Nina Monica Scalabrin la recensione di Edizioni Psiconline

Sig_ParkinsonXsito"Signor Parkinson" è l'ultimo lavoro di Nina Monica Scalabrin nella collana A Tu per Tu.
"Una poetica simbiosi tra madre e figlia che trasforma la tristezza della morte in un delicato inno alla vita dove la forza dell’amore è in grado di compiere miracoli inimmaginabili e abbattere barriere insormontabili come la paura dell’assenza e del silenzio eterno della morte".



Il libro è nato grazie ad un delicato percorso terapeutico che l’autrice ha seguito insieme alla famiglia.
È iniziato tutto attraverso la scrittura di una lettera, indirizzata ad un uomo malvagio ed immaginario che ha distrutto la sua vita, il Signor Parkinson. Questa lettera è diventata, per l’autrice stessa, una forma di diario sul quale annotare tutte le emozioni, le sensazioni che provava nell’assistere al lento spegnersi della madre.


La madre Maria Luisa, maestra elementare di mezza età, nella primavera del 2006 si ammala di una terribile malattia neurodegenerativa, chiamata Parkinson, nonostante i tentativi di cura, la malattia prende il sopravvento ed allora inizia un racconto di tutti i cambiamenti che la signora Maria Luisa avvertiva.


L’autrice scrive: “Rimanere intrappolati dentro il proprio corpo sospesi tra il vuoto dell’esistenza e il tormento della mente è molto peggio che sparire divorati dal nulla.” Con questa frase si denota la profonda sofferenza che l’autrice racconta dall’avvento dei primi sintomi di malattia al suo lento decorso. Si rivolge in prima persona al "Signor Parkinson" come se fosse realmente un essere umano, rimproverandolo, e chiedendogli spiegazioni del perché avesse condotto quella famiglia a crollare nella disperazione più totale.
Il Signor Parkinson tocca tematiche attuali di grande impatto sociale come il tema dell’eutanasia, raccontando come l’autrice sia venuta a contatto con la decisione di porre o non porre una firma su di una petizione a favore dell’eutanasia. Descrive la ricerca di un fisioterapista, mettendo in luce l’importanza di questa figura professionale, nello scenario delle malattie neurodegenerative.


La Scalabrin attraverso il suo racconto  evidenzia quanto, questo percorso psicoterapeutico, sia stato fondamentale per riscoprirsi più forte nell’animo.


Il Signor Parkinson mostra che la potenza della scrittura fa riuscire a trovare una giusta correlazione tra gli eventi dando in questo modo un senso a tanta sofferenza.


Il libro è scritto con un linguaggio semplice e scorrevole, è ricco di descrizioni  di paesaggi  e allo stesso tempo colmo di sentimenti che fanno vivere il lettore la lacerazione dell’animo, il timore, la disperazione che vive l’autrice nel vedere la madre prigioniera di un corpo ormai inerte.


A cura della dott.ssa Angela Chiara Leonino

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Redazione

Marzia. Due donne, Marco Andreoli ci racconta il lungo viaggio di una donna a un bivio

IMG_20150110_154449Abbiamo incontrato Marco Andreoli in una fredda ma assolata mattina di gennaio, perché ci incuriosisce molto conoscere come e perché ha deciso di scrivere Marzia. Due donne.
Il mondo di una donna raccontato da un uomo.

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Redazione

"Accogliere il migrante" di Rosamaria Vitale e Rosalba Terranova Cecchini è in libreria

copertina-accogliere-il-migrante-sitoAccogliere il migrante. Tecniche di psicologia transculturale in situazioni di emergenza, è l'ultimo lavoro di Rosamaria Vitale (Medico Chirurgo Specialista in psicologia e Psicoterapeuta, docente presso la Scuola di Psicoterapia Transculturale della Fondazione Cecchini Pace a Milano e responsabile per Medici Volontari Italiani dei progetti riguardanti i rifugiati) e Rosalba Terranova Cecchini (Fondatrice e Presidente Emerito della Fondazione Cecchini Pace di Milano e Direttore dell'Istituto Transculturale per la Salute, della Fondazione) nella collana Ricerche e Contributi in Psicologia (180 pagine 20,00 Euro).





[caption id="attachment_3743" align="alignright" width="300"]accogliere migrante Rosamaria Vitale con profughi eritrei a Milano

Il libro si rivolge a tutti gli operatori di diversa professionalità che in ambito sia sociale che sanitario svolgono attività di accoglienza, presa in carico e cura di stranieri, siano essi migranti per
motivi economici, richiedenti asilo, minori non accompagnati, rifugiati. Riassume il lavoro svolto da maggio 2011 a febbraio 2013, periodo di tempo in cui Rosamaria Vitale ha collaborato a quella che è stata definita dal Ministero dell’Interno “Emergenza Nord d'Africa”. I dati, le osservazioni, i colloqui, presentati nel libro, sono il resoconto di quanto è avvenuto in quei ventidue mesi trascorsi nei vari centri di accoglienza di Milano presso i quali l'autrice ha lavorato.


Partendo dall’analisi di una situazione di emergenza che si è verificata in Italia nel corso 2011, in seguito alle ribellioni che hanno caratterizzato i paesi del Nord Africa portando un afflusso improvviso di circa 50.000 migranti, il libro intende mostrare attraverso esempi concreti come l’utilizzo di una precisa metodologia di lavoro transculturale faciliti una buona “accoglienza”, anche in situazioni molto difficili, e ponga le basi per buoni percorsi di integrazione.
Il contesto da cui la ricerca ha preso l’avvio è quindi quello di uno screening psico-culturale effettuato nell’ambito di una emergenza umanitaria, politica e sociale, che ha visto come protagoniste ondate anomale di richiedenti asilo che si muovevano nella quotidianità di piccoli paesi e grandi città di tutta Italia; dunque una “emergenza umanitaria” nel nostro territorio nazionale.


Nel libro sono presentate tecniche e strumenti che permettono all’operatore di entrare in contatto con la persona straniera in modo veloce ma empatico, di fare una valutazione immediata sia dei problemi psicologici che sociali, di intravederne gli sviluppi possibili in ambedue i campi e di instaurare quindi una corretta presa in carico, nel caso si evidenziasse la necessità di un intervento terapeutico, ed un adeguato accompagnamento nell’inserimento sociale e lavorativo per tutti.
Il lavoro pratico è esemplificato da quindici esempi, dieci dei quali sono storie di migranti senza alcuna patologia e cinque invece sono rappresentative di episodi psicopatologici rilevati durante la permanenza nei centri. I test e la scheda dell’identikit culturale hanno permesso di annotare le caratteristiche psico-culturali di ciascun migrante e di conoscere la sua visione del mondo. La descrizione del metodo è anche un occasione per
manualizzare la tecnica di incontro transculturale.




[caption id="attachment_3744" align="alignleft" width="240"]Rosamaria Vitale con alcuni richiedenti asilo. Rosamaria Vitale con alcuni richiedenti asilo.

Questo lavoro con immigrati richiedenti asilo è stata anche occasione per “mettere alla prova”, l’apporto dottrinario delle nuove posizioni mentali che sono richieste a tutti gli operatori nell’affrontare i processi transculturali ormai ineludibili sia per chi opera in determinati contesti, abituati alla cultura occidentale in continua evoluzione, sia per gli abitanti di altre culture coinvolte in radicali cambiamenti.
Ogni scheda compilata racconta di vicende umane di migranti, a volte drammatiche, e della loro speranza di una vita migliore e di come ciascuno di loro abbia avuto motivazioni, situazioni e percorsi diversi.  Nel libro si evidenzia come purtroppo soltanto pochi di essi si rendessero effettivamente conto di quanto sarebbe stato difficile vedere realizzati i loro obiettivi: lavoro, soldi, casa.


Guarda la scheda del volume sul sito.

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Redazione

Interessanti novità nel Catalogo 2015 di Edizioni Psiconline

Finalmente è on line il Catalogo 2015 di Edizioni Psiconline.


catalogo 2015L'attività editoriale di Edizioni Psiconline è ricca e variegata e si articola in diverse tipologie di testi. I titoli pubblicati sono infatti sia di grande impegno scientifico, tenendo fede alla impostazione iniziale di Edizioni Psiconline che nasce come Casa Editrice specializzata in psicologia, psicoterapia e scienze umane con lo scopo di diffondere on&off line una corretta cultura psicologica, che di taglio maggiormente divulgativo e si rivolgono a diverse tipologie di lettori.




Tra le novità pubblicate e in fase di pubblicazione  figurano infatti titoli inseriti nelle nostre collane: A Tu per Tu, Strumenti, Ricerche e contributi in psicologia, Punti di Vista.

A tu per tu
Una collana dedicata alla vita, alle esperienze, ai sentimenti che si svelano nell’incontro con la psicologia, racconti personali, vita vissuta, considerazioni di chi un giorno, per scelta o per necessità, ha preso contatto con una materia così bella ma anche così dura e concreta. E, comunque sia finita, vuol portare tutti i lettori a confrontarsi, compenetrarsi, capire cosa accade e come cambia il proprio quotidiano.

Tra le novità:

Icop_dentro_le_scarpe-x-sitoDENTRO LE SCARPE

Autore: Bianca Brotto
ISBN: 978-88-98037-81-0
Collana: A Tu per Tu
Pag. 336, formato 15X21 cm., rilegato in brossura filo refe
Prezzo: € 22.00

Dentro le scarpe è un romanzo intriso di realismo magico, che affronta con uno sguardo intenso, ma al contempo scanzonato, i temi fondamentali dell’esistenza, a cominciare dall’amore e dalla morte, e il modo in cui si intrecciano nella vita dell’uomo attraverso i fili imperscrutabili del destino.

copertina-citt-bianca-x-sitoLA CITTÀ BIANCA

Autore: Francesca Romana Orlando
ISBN: 978-88-98037-60-5
Collana: A Tu per Tu
Pag. 592, formato 15x21 cm., rilegato in brossura filo refe
Prezzo: € 26.00

Ogni sforzo dell'industria per tacere sui rischi per la salute connessi ai cellulari sembra vano quando, il 31 maggio 2011, l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro classifica la radiofrequenza come "possibile cancerogeno". Il Round Table poi non potrà nulla per arginare la diffusione una nuova tecnologia che si sostituirà ai cellulari e che cambierà il volto delle città.

Ricerche e Contributi in Psicologia
Teoria e Tecnica unite per parlare a tutti. Agli addetti ai lavori, che costantemente si rapportano con la materia e quotidianamente la vivono e la costruiscono, e a coloro che, nel loro percorso culturale e/o formativo, si interessano di psicologia e si confrontano con i suoi termini, le sue metodiche, le sue continue evoluzioni e scoperte.Una collana dedicata al “pensare” e al “fare” dove la teoria si trasforma in azione e dove l’idea assume un immediato connotato pratico.
Dedicata ai professionisti, agli studenti, agli appassionati di una materia così bella ed interessante e mai abbastanza indagata nel suo profondo e continuo divenire.

Tre le novità:

copertina-accogliere-il-migrante-sitoACCOGLIERE IL MIGRANTE. TECNICHE DI PSICOLOGIA TRANSCULTURALE IN SITUAZIONE DI EMERGENZA

Autore: Rosamaria Vitale, Rosalba Terranova Cecchini
ISBN: 978-88-98037-52-0
Collana: Ricerche e Contributi in Psicologia
Pag. 220 circa, formato 15x21 cm., rilegato in brossura
Prezzo: € 20.00

Nel libro sono presentate tecniche e strumenti che permettono all’operatore di entrare in contatto con la persona straniera in modo veloce ma empatico, di fare una valutazione immediata sia dei problemi psicologici che sociali, di intravederne gli sviluppi possibili in ambedue i campi e di instaurare quindi una corretta presa in carico, nel caso si evidenziasse la necessità di un intervento terapeutico, ed un adeguato accompagnamento nell’inserimento sociale e lavorativo per tutti.

Punti di Vista
Un modo diverso o personale di vedere gli argomenti della psicologia.
Ricerche, contributi, opinioni, punti di vista di chi si interessa di psicologia e di scienze umane.

Tra le novità:

copertina-101-anagrammi-zen-sito101 ANAGRAMMI ZEN. STORIE DI ENIGMISTICA, PSICOLOGIA, CINEMA, POLITICA.

Autore: Marco Minelli
ISBN: 978-88-98037-72-8
Collana: Punti di Vista
Pag. 264, formato 15x21 cm., rilegato in brossura
Prezzo: € 16.00

Marco Minelli ha focalizzato la sua attenzione sugli anagrammi, ricavandone una piccola antologia e cercando di
afferrare i nessi che si nascondono nell’esatto rimescolamento di lettere tra coppie o triadi di parole.
Strumenti
Gli strumenti della psicologia ed il loro uso professionale.
Teoria e pratica in azione a vantaggio di chi offre e di chi chiede ausilio in campo psicologico.

Tra le novità:

copertina_intervento-psicologico-scuolaxsitoINTERVENTO PSICOLOGICO PER LA SCUOLA E METODI NARRATIVI. STRATEGIA PER LA COSTRUZIONE DELL'INTERVENTO.

Autore: Annamaria Improta
ISBN: 978-88-98037-59-9
Collana: Strumenti
Pag. 184, formato 15x21 cm., rilegato in brossura
Prezzo: € 18.00

Il libro nasce con l’intento di suggerire vie e modalità per la risoluzione dei conflitti. L’autrice propone metodi operativi concreti, basati sulla conoscenza di sé per arrivare alla conoscenza e all’accettazione della diversità dell’altro.

Consulta il Catalogo 2015 sul nostro sito
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Redazione

La recensione di Videogiochiamo a scuola, l'ultimo libro di Luca Pizzonia

videogiochiamo a scuola x sitoVideogiochiamo a scuola, nella collana Strumenti di Edizioni Psiconline, è l'ultimo lavoro di Luca Pizzonia e vuole essere una guida all'utilizzo dei videogiochi e delle simulazioni per migliorare le modalità di insegnamento e apprendimento.


Giocare a scuola: sembrerebbe, a primo colpo, una contraddizione, quasi un ossimoro. Se poi si pensa al videogioco tra i banchi degli edifici scolastici, non si può non pensare a bambini o adolescenti, che, annoiati dalla solita lezione alla lavagna, cercano qualcosa di divertente da fare, ludico, ricreativo sì, ma anche deviante e deleterio per la concentrazione e lo studio. Figurarsi, quindi, quanto esso possa essere distante dall’apprendimento.

Eppure, secondo Luca Pizzonia, sta proprio qui lo snodo per un apprendimento “nuovo” ed efficace, un apprendimento attivo, che incuriosisce ed arricchisce di un sapere consapevole: esplorare, cercare, catturare (nel vero senso della parola), le caratteristiche, le dinamiche, le cause e tutto ciò che è insito nell’argomento da focalizzare.

L’autore, infatti, apre tutta la sua dissertazione con una spiegazione più che esaustiva su cosa sia, in concreto, l’apprendimento e ne introduce due modalità essenziali: quella percettivo-motoria, che sarebbe la tipologia più antica ed abitudinaria, contrapposta a quella simbolico-ricostruttiva, ovvero quella più recente e più proficua. È proprio quest’ultima, che, grazie al coinvolgimento diretto del soggetto, non solo riesce a fargli comprendere passo per passo l’essenza del fenomeno in analisi, ma lo guida anche ad una manipolazione pratica di quello che sta imparando, grazie alla tecnica della simulazione. Essendo il videogioco lo strumento principale che si serve di quest’ultima, nonché il canale comunicativo prediletto da bambini ed adolescenti, non resta che integrare questa risorsa con le attività didattiche tipiche del programma scolastico.

L’efficacia di questa ipotesi, sviluppata da Luca Pizzonia lungo tutto il discorso, viene gradualmente esplicata e confermata attraverso l’apporto di teorie, testimonianze e studi di altri colleghi, che ne hanno constatato gli effetti positivi a lungo termine. Non solo: egli dedica l’ultima parte ad un elenco di videogiochi concretamente presenti ed utilizzabili e, non da ultimo, cita, quale esempio a lui più vicino, proprio il software Sopravvivere, una simulazione creata da egli stesso.

Pizzonia affronta un tema sicuramente interessante, ma altrettanto vasto e giovane. Questo libro, quindi, può essere visto come una prima guida sulle tipologie presenti e da usare, tenendo presente, però, che restano alcune tematiche da approfondire: le modalità con le quali approcciarsi e sfruttare questa metodica, per esempio; la classificazione in base ai destinatari (adolescenti o bambini), oppure in base alle abilità richieste; infine, la gestibilità di tale tecnica con bambini e ragazzi che presentano una disabilità mentale.

Videogiochiamo a scuola è, comunque, una lettura altamente istruttiva e stimolante, ricca di esempi concreti, attraverso i quali avere un riscontro della teoria che sottostà a tutto il libro: l’apprendimento migliore è quello attivo, una delle sue modalità più efficaci consiste nella simulazione e la sua forma più  idonea per la scuola (e l’istruzione in generale) è il videogioco perché “I videogiochi permettono di provare e riprovare, apparentemente solo per arrivare alla conclusione della partita. Ma questa iteratività porta con sé anche il graduale miglioramento dei propri gesti, il piacere derivante dall’accettare una sfida e dall’esercizio pratico (meglio se di difficoltà crescente in maniera graduale), ossia un apprendimento per prove ed errori.” (pag. 36) e “Questi software mettono a disposizione un ambiente nel quale esercitare la classica curiosità infantile, attraverso divertenti percorsi che facilitano lo sviluppo di abilità cognitive. I bambini non si stancano di tentare differenti strategie, perché la loro esplorazione dei programmi ha lo scopo di scoprirne tutti i trucchi, arrivando ad un apprendimento più qualitativo e meno mnemonico.” (pag. 37).

 

a cura della Dott.ssa Alice Fusella


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Intervista a Marco Minelli autore di 101 Anagrammi Zen

foto minelli2Cosa accade quando uno psicologo, che è già impegnato nell’attività clinica di tutti i giorni, si appassiona anche all’enigmistica classica?
Per avere delle risposte a questa e ad altre domande, scaturite dalla lettura del libro 101 Anagrammi Zen nella collana Punti di Vista di Edizioni Psiconline, abbiamo intervistato l'autore Marco Minelli.

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Francesca Romana Orlando ci parla de La città bianca, suo ultimo romanzo.

Francesca Romana OrlandoLa città bianca di Francesca Romana Orlando è da pochi giorni in libreria, ma l'autrice è già impegnata in varie città italiane per presentare il suo romanzo, che suscita l'interesse di molti, dato anche il tema trattato e cioè i rischi legati all'esposizione a radiofrequenze emesse da cellulari, wi-fi, cordless ecc.




Francesca Romana Orlando, giornalista professionista, è esperta di divulgazione scientifica.
Ha conseguito prima il Perfezionamento in Scienze della Comunicazione presso la Sapienza e poi la Specializzazione in Analisi e Gestione della Comunicazione all'Università di Tor Vergata, facendo esperienza presso la redazione di Rai News 24 e del Tg3 Nazionale. Ha vinto nel 2000 il Premio speciale della giuria del Rotery Club Roma Nord-Ovest "C. Casalegno" per la qualità del percorso formativo. Dalla fine degli anni '90 alla metà degli anni 2000 ha lavorato per diverse riviste del settore delle telecomunicazioni e dell'editoria digitale, tra cui Media 2000, ZdNet, Internet Magazine, Internet World, e-Business e molte altre. Di recente collabora per Sicurezza Sanitaria e scrive articoli per il sito di A.M.I.C.A. (www.infoamica.it), un'associazione che si occupa di inquinamento chimico ed elettromagnetico. Per la stessa associazione, che ha co-fondato nel 2003, organizza annualmente convegni medico-scientifici. Nel 2010 ha pubblicato il saggio "Il Cerchio Perfetto" sul conflitto di interessi nelle politiche ambientali e di salute pubblica

Sicuramente torneremo a parlare de La città bianca, anche in occasione delle prossime presentazioni, abbiamo ritenuto però interessante intervistare Francesca Romana Orlando, durante la sua partecipazione a Più libri più liberi a Roma.

logo edizioni miniCome mai l'idea di scrivere un giallo su un argomento così importante come l'inquinamento elettromagnetico?

 

Francesca Romana Orlando logoNegli ultimi anni mi sono interessata sempre di più alla questione dei campi elettromagnetici perché è un tipico esempio in cui si osserva il divario tra conoscenze scientifiche e legislazione. A fronte di maggiori evidenze, infatti, di un rischio legato all'esposizione a radiofrequenza emessa dalle tecnologie senza fili - come wi-fi, cellulari, cordless, ecc. - manca un recepimento da parte delle agenzie di salute pubblica e i governi stentano ad intraprendere misure di tutela della salute più cautelative.

 logo edizioni miniCome ha avuto l'idea di mischiare dati reali con dati fantastici?

 

Francesca Romana Orlando logoHo avuto l'idea di utilizzare elementi fantastici per approfondire questioni reali da un maestro della narrativa contemporanea, Michael Crichton, che nei suoi romanzi è riuscito a trattare di argomenti scientifici complessi e del loro impatto sulla società in modo accattivante e comprensibile a tutti.

 logo edizioni miniIl libro è molto avvincente ma anche molto corposo, come mai il racconto si svolge in così tante pagine?

Francesca Romana Orlando logoMi piaceva far entrare gradualmente il lettore in mondi che sono probabilmente distanti dalla sua vita quotidiana, come quello della ricerca scientifica, delle agenzie di salute pubblica, delle società di consulenza e di pubbliche relazioni, dell'industria delle telecomunicazioni e della criminalità organizzata.
Attraverso un intreccio crescente che corre in parallelo negli Stati Uniti, in India, in Italia e in Inghilterra, ho messo in correlazione questi contesti per mostrare che la ricerca scientifica è fortemente condizionata dagli interessi economici e politici. E' noto, infatti, che l'industria sia solita finanziare studi ad hoc e servirsi di esperti di pubbliche relazioni per produrre verità di comodo che rassicurano l'opinione pubblica in merito ai prodotti che mette in commercio.
Nel caso dell'industria delle telecomunicazioni, poi, questa forma di condizionamento della ricerca è stata ampiamente dimostrata e analizzata da un punto di vista sociologico. Personalmente ho preferito far conoscere questi problemi attraverso la narrativa, invece che attraverso un trattato di sociologia, anche perché questo condizionamento si presta a interpretazioni fantasiose sulla possibile commistione tra industria e criminalità organizzata.

logo edizioni miniCi parli delle caratteristiche dei protagonisti. 

 

Francesca Romana Orlando logoIl libro è corale nel senso che ci sono tanti protagonisti che si trovano di fronte ad una scelta. L'idea del romanzo nasce da un personaggio in particolare, quello della dottoressa Cassandra Conte, biologa dell'Istituto Superiore di Sanità che è chiamata da un Giudice del Tribunale di Secondo Grado di Roma ad esprimersi in merito alla pericolosità delle antenne della telefonica mobile.
Ho immaginato Cassandra Conte all'apice della sua carriera. Figlia di un decano della medicina italiana, la Conte ha raggiunto all'Istituto Superiore di Sanità una delle posizioni più prestigiose a cui un biologo possa ambire nel nostro Paese. Man mano che approfondisce la questione della pericolosità dei campi elettromagnetici emessi dalle antenne, si rende conto di non condividere le posizioni rassicuranti delle agenzie di salute pubblica, come l'OMS e lo stesso istituto per cui lavora, perché secondo molti studi scientifici i campi elettromagnetici possono causare molte patologie anche al di sotto degli attuali limiti di legge.
La protagonista, dunque, si trova ad un bivio: seguire la propria deontologia professionale e dare ragione ai cittadini oppure attestarsi sulle posizioni rassicuranti delle agenzie di salute pubblica e dare ragioni ai gestori della telefonia mobile. A complicare la sua decisione arriva la proposta di un lavoro estremamente remunerativo da una fondazione di ricerca finanziata dall'industria delle telecomunicazioni. Sarà l'incontro con uno scienziato indiano a darle il coraggio di decidere, ma non senza conseguenze impreviste.
copertina-citt-bianca-x-sitoIl personaggio di Raj Kotak, fisico indiano, mi è stato ispirato da una persona reale, il Prof. Girish Kumar, del Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell'Istituto IIT di Bombay in India, il quale ha presentato al proprio governo proprio un rapporto sulla pericolosità delle antenne dei cellulari e ha avuto un'esperienza personale di elettrosensibilità. E' stato diversi mesi male con un progressivo aumento di sintomi che è riuscito a ricollegare alle esposizioni a radiofrequenza che subiva nel suo ambiente di lavoro. Le antenne presenti nel laboratorio accanto al suo, infatti, lo facevano stare male e solo schermando il proprio studio, è riuscito a far sparire tutti i sintomi di cui soffriva. Mi è sembrato interessante che un fisico abbia vissuto sulla propria persona gli effetti nocivi dei campi elettromagnetici. Anche in Italia ho conosciuto tecnici che soffrivano degli  stessi identici problemi i quali, per non avere ripercussioni di carattere lavorativo, hanno preferito tacere piuttosto che esprimere le proprie difficoltà in quanto l'elettrosensibilità ad oggi è una condizione non riconosciuta dalla comunità medica. L'esperienza del Prof. Kumar mi ha incuriosito particolarmente e l'ho voluta ripercorrere nel personaggio di Raj Kotak.
Un altro protagonista del libro è Theodore Cunningham, esperto di pubbliche relazioni che lavora per un'organizzazione occulta di società di telecomunicazioni. Abituato a mentire per confezionare verità rassicuranti per l'opinione pubblica, Cunningham si trova a dover far fronte alla richiesta di eliminare fisicamente alcuni scienziati "scomodi" per l'industria dei cellulari. Anche se è perfettamente consapevole che uccidere con una pistola non è diverso dall'uccidere con la negazione della verità, al momento di commettere azioni illegali, decide di redimersi e di smascherare l'organizzazione clandestina per cui lavora.

logo edizioni miniPerché partire dall'Italia?

 

Francesca Romana Orlando logo

Il romanzo parte dall'Italia e, in particolare da Roma, perché è la mia città ed è qui che ho immaginato una ricercatrice dell'Istituto Superiore di Sanità che proprio nella sera di frivolezze e di buon umore, la sera di Capodanno, deve fare i conti con la propria coscienza.

logo edizioni miniCome è nato in lei l'interesse per le questioni ambientali?

 

Francesca Romana Orlando logoHo cominciato ad interessarmi di ambiente perché ho una storia personale di gravi problemi di salute causati da veleni ambientali. È per questa ragione che undici anni fa ho co-fondato AMICA (www.infoamica.it), un'associazione impegnata per la difesa della salute e dell'ambiente. Attraverso l'attivismo mi sono accorta di quanto complessa sia la nostra società attuale e di quanto le scelte politiche dipendano dal parere di esperti sui quali è difficile compiere un monitoraggio democratico.

logo edizioni miniQuale messaggio vuole dare ai lettori?

 

Francesca Romana Orlando logoIl messaggio che vorrei far arrivare ai lettori è quello di imparare a mantenere uno spirito critico e vigile, facendo lo sforzo di informarsi in modo indipendente sul mondo che ci circonda.
Siamo fortemente condizionati, infatti, dal pensiero positivista secondo il quale, attraverso la ragione e gli strumenti del metodo sperimentale galileiano, sia possibile conoscere tutto e controllare tutto. In realtà, la nostra società si scontra oggi con una sfida nuova, quella del conflitto di interessi.
Sempre più la ricerca scientifica è condizionata dai suoi finanziatori e questo fenomeno dovrebbe essere in qualche modo controllato e regolamentato. Quando un ricercatore conclude che un farmaco, una tecnologia o un prodotto non è pericoloso per la salute, dopo aver impostato la propria ricerca su appositi vizi progettuali proprio per non trovare effetti nocivi, commette un vero e proprio crimine, ma al momento questo oggi non è illegale.

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Come sta cambiando il mondo del lavoro? Luca Paolo Libanora ne ha parlato a Belluno - Libreria Tarantola

copertina-trovare-lavoro-xsitoUn pubblico molto coinvolto e interessato, ha accolto Luca Paolo Libanora ed il suo ospite, Domenico Laterza, saggista e scrittore, presidente di Eduforma, che hanno presentato Trovare lavoro e vivere per sempre felici il 28 novembre a Belluno presso la Libreria Tarantola.



FOTO PRESENTAZIONE TARANTOLANe è nata una partecipata discussione, su argomenti spesso proposti dal pubblico, ispirata dagli argomenti che il libro sviluppa e approfondisce: il mondo del lavoro cambia velocemente, le giovani leve che si apprestano ad entrare nel mercato sono in grado di adeguare i loro schemi e le loro scelte? La prospettiva che è emersa è che alcune dinamiche hanno cambiato non solo il mercato del lavoro ma anche l’approccio che i lavoratori hanno verso il mercato che non prevede più l’investimento motivazionale che aveva caratterizzato le generazioni precedenti. L’ipotesi è che questo disinvestimento emotivo sia poco compatibile con la rete di piccole imprese che costituisce il tessuto economico del Nord-Est, che per molti anni è stato il motore dell’intera economia nazionale e che oggi appare in effetti in profonda crisi, non solo economica.

Domenico Laterza e l’autore del libro condividono, pur su territori diversi, le attività per creare occupazione favorendo l’incontro fra domanda e offerta di lavoro, creando iniziative, formando e qualificando lavoratori ed aziende, creando start-up aziendali. Hanno raccontato di numeri importanti di giovani e meno giovani che trovano occupazione grazie a questa attività, ma anche degli ostacoli quotidiani che derivano proprio dalla difficoltà di comprendere ed adeguare i meccanismi che fino a poco tempo fa erano funzionali, oggi non lo sono più.

Luca Paolo LibanoraTrovare lavoro e vivere per sempre felici è una sorta di corposo manuale (320 pagine) scritto, come ha precisato l’autore, dagli stessi corsisti che partecipano alle attività e che, riportando le loro esperienze, hanno creato una mole di informazioni importantissime che sono a disposizione di chi si appresta ad entrare nel mercato del lavoro. Conoscere le dinamiche dell’incontro domanda-offerta, del processo di reclutamento e selezione, le variabli che determinano la possibilità di rimanere in azienda una volta entrati (per un periodo di stage o tirocinio o con un contratto a tempo determinato) è evidentemente fondamentale, oggi.

Il pubblico si è dimostrato interessato anche alle storie, che l’autore (psicologo che opera nel campo delle organizzazioni e delle risorse umane) ha voluto utilizzare come sipario per il suo lavoro; storie di chi ha preferito non subire le perturbazioni del mercato e si è invece attivato creando un’attività per proprio conto, sfruttando opportunità economiche e formative, ed e creando carriere professionali coerenti con le proprie aspettative.

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http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=CNDNJD3iGZk
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Grande attesa per l'uscita in libreria de La città bianca di Francesca Romana Orlando

copertina-città-bianca-x-sitoDal 18 dicembre è finalmente disponibile in tutte le librerie e on line La città bianca il romanzo thriller di Francesca Romana Orlando nella collana A Tu per Tu - Edizioni Psiconline.



La città bianca è già stato presentato in anteprima a Pedavena e poi a Terni nell'ambito di manifestazioni nelle quali si è discusso dei rischi per la salute legati ai campi elettromagnetici di wi-fi, cellulari, dispositivi mobili, tema ampiamente trattato nel libro anche se, come l'autrice stessa ha specificato, il libro è opera di fantasia. I personaggi, le multinazionali, le organizzazioni e le istituzioni citate, come la E-ART o il Global Forum for Mobile World, sono il prodotto dell'immaginazione dell'autrice. Nel caso di istituzioni reali, come l'Istituto Superiore di Sanità e l'OMS, o di eventi reali, la citazione serve ad offrire una cornice alla finzione e non ha alcun intento di descrivere la condotta di alcuno degli appartenenti a queste istituzioni.
Anche le vicende relative al conflitto di interessi nella commissione IARC, che sono state svelate da un'inchiesta giornalistica, sono citate in questo libro esclusivamente come pretesto per costruire intorno ad esse gli intrecci della finzione.
Quando si fa riferimento a studi scientifici reali, questi sono citati dettagliatamente in nota.

Il volume conduce il lettore in mondi che sono probabilmente distanti dalla sua vita quotidiana, come quello della ricerca scientifica, delle agenzie di salute pubblica, delle società di consulenza e di pubbliche relazioni, dell'industria delle telecomunicazioni e della criminalità organizzata.
La città bianca è un volume piuttosto corposo, ma ciò non deve intimidire chi è in cerca di novità editoriali anche in vista dei regali di Natale e rimane incuriosito, ma anche indeciso se acquistare il libro fresco di stampa nonostante le sue quasi seicento pagine.
La città bianca è infatti un libro che rapisce il lettore dalla prima all'ultima pagina, che si esaurisce in poche ore perché è impossibile interrompere la lettura, si diventa parte della storia e la suspense fa restare in allerta in quell'intreccio crescente di varie vicende che corre in parallelo negli Stati Uniti, in India, in Italia e in Inghilterra e che coinvolge personaggi diversi tra loro.
Un tranquillo professore di statistica di una università di provincia si è appena trasferito a New York. Sta per iniziare una consulenza per una delle più grandi società di assicurazioni statunitensi. È entusiasta. Sembra che niente possa fermare la sua ascesa nella Grande Mela quando apre la porta della sua camera d’hotel e viene ucciso da un misterioso fattorino.
A Londra, l'ultima sera dell'anno, un esperto PR della City partecipa ad un incontro degli alcolisti anonimi. Vuole cambiare la sua vita e per non essere riconosciuto, ha scelto una chiesa di periferia.
A Roma una biologa dell’Istituto Superiore di Sanità sta preparando una perizia per conto del tribunale sui rischi connessi ai ripetitori dei cellulari. È una decisione difficile da cui dipenderà il destino di centinaia di persone, ma anche il suo. Se sbaglia potrebbe restare isolata dalla comunità scientifica. Ad aggravare queste preoccupazioni c’è l’accusa assurda di essere coinvolta in un traffico di stupefacenti e lo strano incidente stradale di cui è vittima suo padre, decano di medicina ormai in pensione.
Un ingegnere di Nuova Dehli sta per lasciare l’India per iniziare una nuova carriera a Londra, quando una giovane e bellissima ricercatrice si offre a lui con eccessiva disinvoltura.
Che cosa accomuna questi personaggi?
Si trovano tutti ad un bivio, di fronte ad una scelta e sono tutti in pericolo di vita.

Francesca_Romana_Orlando_LacittàbiancaFrancesca Romana Orlando, giornalista professionista, è esperta di divulgazione scientifica. Ha studiato Lettere all'Università La Sapienza di Roma e all'Università di Exeter nel Regno Unito. Ha conseguito prima il Perfezionamento in Scienze della Comunicazione presso la Sapienza e poi la Specializzazione in Analisi e Gestione della Comunicazione all'Università di Tor Vergata, facendo esperienza presso la redazione di Rai News 24 e del Tg3 Nazionale. Ha vinto nel 2000 il Premio speciale della giuria del Rotery Club Roma Nord-Ovest "C. Casalegno" per la qualità del percorso formativo.
Dalla fine degli anni '90 alla metà degli anni 2000 ha lavorato per diverse riviste del settore delle telecomunicazioni e dell'editoria digitale, tra cui Media 2000, ZdNet, Internet Magazine, Internet World, e-Business e molte altre. Di recente collabora per Sicurezza Sanitaria e scrive articoli per il sito di A.M.I.C.A. (www.infoamica.it), un'associazione che si occupa di inquinamento chimico ed elettromagnetico. Per la stessa associazione, che ha co-fondato nel 2003, organizza annualmente convegni medico-scientifici. Nel 2010 ha pubblicato il saggio "Il Cerchio Perfetto" sul conflitto di interessi nelle politiche ambientali e di salute pubblica.

Guarda la scheda de La città bianca sul sito.
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Intervista a Massimiliano Anzivino durante la presentazione a Messina di Costruttori di Cerchi

anzivinoPrima presentazione siciliana di Costruttori di cerchi di Massimiliano Anzivino  il 5 dicembre 2014 presso la Feltrinelli Point di Messina, Edizioni Psiconline ha intervistato l'autore al termine della presentazione.




intervista_anzivinoLa Feltrinelli Point di Messina, e il suo gentilissimo staff, è stato l'accogliente e accattivante teatro di un momento di condivisione con insegnanti, cittadini e professionisti di diverse categorie professionali: dagli psicologi agli avvocati, dai mediatori agli assistenti sociali.
Il libro è stato introdotto da Francesca Panarello dell'Associazione MediArea di Messina che ha organizzato l'evento e che da oltre un decennio si occupa di temi legati alla gestione dei conflitti e al benessere nelle relazioni interpersonali.

anzivinoMassimiliano Anzivino, ha presentato alcuni punti salienti del testo, dal senso del lavoro psicologico nelle scuole, agli strumenti operativi, ad alcuni elementi di esperienza vissuta alternando un dialogo sia con il pubblico, per l'occasione volutamente disposto in cerchio, che con la moderatrice dell'incontro.
C'è stato modo di parlare ampiamente del mondo della scuola anche grazie ad una corposa presenza di insegnanti ed ex insegnanti e collegandosi ad un momento di fermento caratterizzato negli ultimi mesi dall'occupazione e autogestione studentesca di diversi istituti superiori in tutta Italia.
Si è parlato anche di visione, di uno sguardo da tenere per rendere la collaborazione fertile tra scuola e psicologia, quindi uno sguardo che punta ad uscire dai ruoli, dalle consuetudini, dalle prassi più consolidate per mettere al centro la persona e ricostruire relazioni e cerchi!

Al termine della presentazione, abbiamo intervistato Massimiliano Anzivino per conoscere più approfonditamente il suo libro Costruttori di cerchi.

logo edizioni miniInnanzitutto, le chiediamo una spiegazione riguardo al titolo: perché “Costruttori di cerchi”? Come collegare questa figura antica con la scuola moderna e quest’ultima con la psicologia?

anzivinologoCostruttori di cerchi è l'immagine che sintetizza come intendo il lavoro da consulente nella scuola. Quindi non tanto l'esperto esterno che arriva a mettere a posto ciò che non funziona, a fare diagnosi di disagio e prescrivere rimedi, ma un facilitatore delle relazioni tra le persone che a scuola vivono tutti i giorni.
La scuola moderna ha sempre più bisogno di un lavoro di questo tipo fatto di piccoli gesti ma anche di un'attenzione quotidiana e continuata nel tempo. Un'attenzione che però richiede tanta fatica e per uno strano meccanismo rischia di scomparire dalle priorità della scuola stessa. A dire il vero la ricostruzione e la cura delle relazioni non è solo un obiettivo e un bisogno dell'istituzione scolastica, anche la società in generale avverte una grande mancanza in questo senso.
La psicologia in questa prospettiva può essere un importante interlocutore per promuovere una cultura dell'attenzione alla persona e ai contesti nei quali vive, ma solo se riesce a collocarsi con saggezza di fronte a questa sfida, con uno sguardo diverso rispetto alle più consolidate modalità tradizionali.

logo edizioni miniPerché ha scelto di scrivere sulla scuola, tema già molto complesso, e di porlo in questa prospettiva ampia ed articolata?

anzivinologoDa un lato è stato un bisogno egoistico di rielaborare un pezzo della mia vita professionale, rimettere in fila i pezzi di un mosaico che si è andato componendo man mano, esperienza dopo esperienza, confronto dopo confronto, fatica dopo fatica: il libro è un condensato di oltre un decennio di attività con le scuole, in particolare quelle medie superiori.
Dall'altro il voler rendere comune un patrimonio di pensiero che ancora oggi mi accorgo non essere assolutamente scontato.
Infine è bello poter dire che tutte queste riflessioni “le puoi trovare in un libro!”.

anzivino

 

logo edizioni miniChi vorrebbe coinvolgere nella lettura del suo libro?

 

anzivinologoDue destinatari prima di tutto: i colleghi, intendendo con questa parola gli psicologi ma non solo, anche tutti gli altri professionisti che svolgono ruoli preziosi nel lavoro quotidiano. Credo che sia importante farsi carico anche di uno sforzo di condivisione e divulgazione di pezzi di ragionamento per evitare di restare soli di fronte alle difficoltà oppure semplicemente attendere anni, come è successo a me, prima di riuscire a dare un senso ad una pratica professionale complicatissima.
Operare a scuola è davvero un'arte complessa che non si finisce mai di imparare.
L'altro grande destinatario è il “popolo” della scuola: gli insegnanti e i dirigenti, il personale in generale che spesso opera dietro le quinte, professionisti dai quali ho imparato molto ma che credo abbiano tanto bisogno di capire meglio quello che possono ottenere dalle collaborazioni e la direzione di senso che la caoticità dei problemi fa smarrire.
Poi sarebbe bello pensare ad un lettore semplice cittadino, solo perché interessato ad avere uno sguardo più “da dentro” la scuola: purtroppo spesso basa le sue conoscenze di questo settore su pregiudizi e conoscenze superficiali.

logo edizioni miniPensa che il suo libro possa interessare i diretti destinatari della sua dissertazione? Soprattutto, crede che si riuscirà a far riflettere scuola, genitori, psicologi, ecc, sulla panoramica da lei descritta e ad applicare concretamente il modello da lei presentato?


anzivinologo
La speranza è sicuramente in tal senso e già vedo in questa direzione qualcosa muoversi. Alcuni colleghi mi scrivono per restituirmi impressioni sul testo, insegnanti e cittadini mi rimandano immagini e sollecitazioni dalla lettura che neppure io speravo o credevo possibili. C'è del movimento che mi dà la sensazione che ci sia bisogno di riflettere su alcuni temi come la scuola, i servizi, la visione di mondo che vorremmo ma cercando di mettere le cose insieme, integrarle, collegarle come ho provato a proporre nel testo.

Da qui ad un passo applicativo credo serva molto tempo e ancora tanta dedizione. Chi conosce la scuola e il lavoro nel sociale in genere sa bene che i cambiamenti avvengono con calma, gradualità e mai in modo  leggero, serve tanta insistenza e perseveranza. Quindi credo che il libro sia un passo, una rampa di lancio per continuare a camminare in una certa direzione, per offrire magari qualche possibilità in più.

logo edizioni mini

Un elemento chiaro della sua dissertazione è che lei parla di cose che ha vissuto veramente ed in modo diretto. Vorrebbe spiegarci e raccontarci un po’ di più riguardo queste esperienze?

anzivinologoHo collaborato e lavorato all'interno di scuole fin dai primi anni 2000 copertina-costruttori-di-cerchi-sitoattraversando gli istituti medi e superiori prima come volontario, poi come educatore e infine come psicologo. Mi ritrovo oggi a coniugare diverse identità nel mio essere a scuola come consulente.
L'esperienza che più si trova nel libro riguarda gli anni in cui ho collaborato con l'azienda sanitaria della mia città ad un progetto di counselling scolastico, Free Student Box, con una pubblicazione nel 2009 da parte dell'allora gruppo di lavoro tra l'altro proprio con Psiconline.
Sono stati anni intensi e in qualche modo pioneristici di un'attività che in quel periodo muoveva se non i suoi primissimi passi, sicuramente i primi di un'avventura intensa e complessa. La grande scommessa era quella di portare un pezzo della cultura dei servizi sanitari dentro la scuola e con essa un'idea di prevenzione e di possibilità di utilizzare alcune figure professionali come gli psicologi sulle quali ancora persistevano interpretazioni bizzarre.
Ho incontrato una scuola che non mi aspettavo, per certi versi molto più articolata nel viverla dalla prospettiva di consulente, dall'altro sofferente e affaticata dalle mille incombenze e richieste alle quali in qualche modo la mia presenza provava a dare una risposta attraverso colloqui, percorsi di counselling e invii ai servizi del territorio.
Ben presto ho capito che ciò non era assolutamente sufficiente per incontrare veramente i bisogni che a me arrivavano e, non so quanto in modo consapevole, ho cominciato ad allargare lo sguardo e le sperimentazioni integrando progettazione, formazione, lavoro sui gruppi, divulgazione e promozione culturale, consulenza all'organizzazione scolastica più che ai singoli in un percorso che mi ha portato all'interno di quasi tutte gli istituti superiori di Reggio Emilia e in altri dell'Emilia Romagna dove tuttora lavoro.


logo edizioni miniDa dove nasce il modello che descrive nel suo libro? È riuscito ad applicarlo di persona e, se sì, potrebbe riassumerci i risultati che ha potuto osservare?


anzivinologoNon so se possiamo parlare di un vero e proprio modello. Certamente ho avuto molti ispiratori, colleghi dai quali ho imparato tanto e dai quali ho preso spunto per capire meglio quello che io stesso stavo facendo, ma anche esponenti di altre discipline che a volte sembrano lontani quando in realtà i punti di contatto sono numerosi.
Si è trattato di una lenta trasformazione e in alcuni momenti è stato quasi doloroso abbandonare un modo di fare psicologia scolastica più tradizionale e rassicurante. In questa fase la mia esperienza anche come educatore mi ha aiutato a mescolare le carte e a porre la relazione, quella costruita in modo più formale ma anche e soprattutto quella costruita in modo silenzioso alle macchinette del caffè e nei rumorosi intervalli degli studenti, come elemento principale del mio lavoro.
Da qui l'ostinata visione non tanto di un progetto sul disagio ma di una rete di progetti per il benessere: ha preso concretezza, dove ho potuto per qualche anno seminare, l'idea che fosse la scuola stessa il destinatario della mia consulenza e in più chi la viveva fosse l'attore da rimettere al centro, non certo io come psicologo.
Difficile dire dei risultati: i contesti nei quali ho lanciato questa proposta sono stati tanto diversi quanto imprevedibili, ogni anno attraversati da tanti e tali cambiamenti che risulta davvero azzardato ipotizzare cause ed effetti. Quello che ho potuto osservare è la nascita di gruppi di lavoro che hanno continuato anche in autonomia un lavoro che insieme avevamo impostato, a farsi man mano più autonomi e promotori di un certo modo di fare scuola e di abbordare le criticità nascenti. Ho visto germogliare una cultura della psicologia più vicina alla realtà, meno ingabbiata in posizioni sterili e difensive rispetto al cambiamento. Ho ritrovato la forza di progetti integrati esportati in altri istituti come pezzi che vanno insieme, che possono coniugarsi o pensarsi come una cosa sola.   

logo edizioni miniSecondo lei, quanto siamo lontani dall’attuazione del suo progetto e di tutte le dinamiche e conseguenze che esso porta con sé?

anzivinologoC'è ancora tanto da fare. I tempi sono purtroppo diversi da quelli che umanamente possiamo sperare per essere contenti di vedere cambiamenti concreti e visibili. Le istituzioni hanno i loro ritmi che vanno capiti e rispettati. Occorre anche saper guardare nei dettagli e nelle pieghe di una giornata scolastica a distanza di alcuni anni dall'avvio di un progetto per poter cogliere quei movimenti di presanzivinoa di consapevolezza delle persone, di decisione dell'istituzione, di modalità differenti di trattare un'emergenza o un problema.
A distanza di 10-15 anni sento di dire che tanto si è fatto e anche tanto si è mosso e anche una modalità più tradizionale di essere consulente a scuola ha avuto i suoi meriti. Quello che cerco di sottolineare in questo libro è che non possiamo limitarci a questo se vogliamo davvero essere un supporto autentico. Siamo piuttosto in dovere di fare un salto di qualità: ciò vuol dire non guardare più a quel pezzettino di lavoro che ci riguarda ma di aprire col grandangolo a tutta la scuola intesa come organizzazione e come comunità.
Per farlo ho descritto qualcuno degli strumenti che ho utilizzato, penso ai progetti accoglienza, alla peer education o all'apprendimento cooperativo, non tanto come mete bensì come stazioni intermedie per la creazione di fiducia e il riavvio del motore relazionale.
Al termine del libro parlo della prospettiva di chi pianta alberi, alla pazienza e alla visione per certi versi folle e sognatrice alla quale voglio continuare ad ispirarmi ogni volta che una scuola mi chiede di fare un pezzo di strada insieme.

logo edizioni miniNon pensa che questo modello potrebbe non essere efficace in determinati contesti? Se ciò si verificasse, cosa consiglierebbe a riguardo?

anzivinologoAssolutamente, credo ci siano tanti contesti dove non si può fare molto di più di quello che già si porta avanti. Questo per tanti motivi che a volte bisogna solo accogliere e accettare. La scuola è a volte uno stratificarsi di situazioni difficili che nel tempo hanno ossificato quei meccanismi che hanno bisogno di essere estremamente fluidi: parlo della collaborazione, della pazienza, della creatività, dell'innovazione, delle abilità emotive.
Credo però che anche in questi contesti avere in mente la proposta di questo testo possa aiutare a mettere mano, o quantomeno a provarci, ad alcuni nodi e ad innestare quelle piccole perturbazioni che poi altri potranno rendere cambiamenti più concreti e visibili.
Il guaio è che a volte sono proprio i consulenti ad imbrigliare ancora di più la scuola nelle sue contraddizioni senza rendersene conto certo, ma anche senza rischiare nulla.
Perché qualcosa è necessario rischiare, mettere in gioco e in discussione per poter generare bellezza in un contesto che tanto spesso rimanda un'immagine di apatia e di poca speranza. 

logo edizioni miniCome dovrebbe muoversi un professionista interessato ad applicare questo suo modello, magari nel suo contesto lavorativo?
anzivinologoHo scritto un decalogo per mettere a fuoco alcuni punti importanti. Lo ripropongo: 

1 Conosci bene la scuola, datti il tempo di capirla, raccogli più informazioni che puoi

2 Accogli la porta che ti viene aperta per cominciare ma tieni in mente il piano finale

3 Non accettare compromessi eccessivi: c'è un limite che non puoi superare

4 Prova, sperimenta, mescola, rischia qualcosa, fatti guidare dalle circostanze

5 Crea buoni rapporti, sii cordiale e sorridente, dormi bene la sera prima

6 Stabilisci collaborazioni: non sei un mago, da solo non ottieni nulla

7 Aggancia gli adulti attraverso i ragazzi

8 Pensa: è la cosa più importante che tu possa fare

9 L'emergenza non esiste: se ne occupano polizia e pronto soccorso, non tu

10 Lavora bene, crea qualcosa di nuovo, divertiti

Come vedete è più una guida allo spirito con il quale intraprendere questi viaggi che non un vademecum professionale.
In tutto il testo insisto molto nell'interrogarsi sul senso del lavoro a scuola perché è la bussola essenziale di ogni azione, la boa alla quale aggrapparsi nei momenti inevitabili di difficoltà e confusione.

logo edizioni miniA suo parere, quello da lei presentato potrebbe essere un progetto applicabile in altri contesti, ovviamente con le dovute modifiche, dettate dall’ambito di pertinenza?

anzivinologoIn questi anni mi è capitato di lavorare anche fuori dalla scuola. Ho scoperto con piacere la potenza dei progetti educativi cosiddetti extrascolastici: dai doposcuola ai centri di aggregazione giovanile, dalle ludoteche ai percorsi partecipati coi giovani. Ne ho sentito le potenzialità come i anche i limiti in situazioni davvero molto lontane da quelle che le scuole mi hanno trasmesso in questi anni.
Mi sono reso conto così che il modello di lavoro con il quale ho approcciato questo mondo, spesso intrecciato tra privato sociale e amministrazioni pubbliche, era molto simile, giocato certamente in altri contesti e con modalità o strumenti diversi ma sempre orientato a creare cerchi, a mettere insieme, a costruire comunità.
Di più: ho capito come tali ambiti possano essere complementare e necessari l'uno all'altra per essere in equilibrio, efficaci, potenti. Ma anche qui è questione di piantare alberi, forse un tantino più rapidi nella crescita, ma sempre alberi sono! 

logo edizioni miniPotrebbe spiegarci la motivazione per la quale ha scelto uno stile diretto, ma anche umoristico, in un libro che, comunque, segue uno standard argomentativo? Non teme che il lettore possa crederlo privo di validità, oppure, è un escamotage per mantenere l’attenzione del lettore su questo argomento?

anzivinologoHo riflettuto a lungo sullo stile da utilizzare e nei primi tentativi di stesura mi sono ritrovato a ricalcare il linguaggio, le parole, i modi dei miei cari testi universitari e di una argomentazione tanto vicina al mondo accademico della ricerca e della psicologia. Mi sono reso conto dei miei limiti prima di tutto nel poter percorrere una strada di questo tipo e ho cercato di essere quello che sono anche nello stile, nel rendere il più semplice e scorrevole possibile un concetto non certo nuovo o originale. Certamente più originale nel taglio assolutamente divulgativo ma anche leggero.
Ho deciso di inserire qualche passaggio anche divertente perché comunicasse l'umanità che c'è dietro questi anni di lavoro, le storie fatte di emozioni diverse ma anche il guardare avanti nonostante in certi giorni davvero sia difficile farlo.
C'è tanto che non funziona nel nostro mondo e lo sappiamo, non c'è bisogno di sottolinearlo. Credo ci sia invece molto bisogno di avere uno scenario di speranza e di luce verso cui guardare e questo stile mi è sembrato più coerente con tale tentativo.  

logo edizioni miniVuole aggiungere qualcosa a quanto già detto e scritto (una precisione, una spiegazione, un commento conclusivo)?

anzivinologoScrivere è un'esperienza davvero illuminante, forse un lusso oggi per gli operatori sociali, spesso soffocati da ritmi davvero insostenibili. Vorrei sottolineare che non mi considero uno scrittore e con in miei colleghi condivido questi vissuti che a lungo mi hanno tenuto lontano dal completare questo libro tenuto nel cassetto per qualche anno prima dello slancio finale.
Scrivere per chi lavora in questi campi in un certo senso è un forma di dovere per non dire un obbligo, verso se stessi per stare meglio, verso gli altri per sostenerli e accompagnarli nella propria ricerca. Grazie a Psiconline che sostiene questo bellissimo dovere.

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Redazione

Come stabiliamo oggi le nostre relazioni? Lo abbiamo chiesto a Virginia Maloni

MALONI_FELTRINELLIVirginia Maloni ha presentato il suo libro Patologia della coppia. Relazioni e dintorni, alla Libreria Feltrinelli di Pescara lo scorso 26 novembre.
 
Edizioni Psiconline ha partecipato alla presentazione e ha colto l'occasione per intervistare l'autrice, al termine della serata.



IMG_20141126_182941Una serata piacevolissima, i relatori Virginia Maloni e Massimo Piscitelli dopo l'introduzione e l'esposizione del contenuto del libro hanno dato vita ad un acceso dibattito in cui il pubblico, vivace, attento, interessato è stato il vero protagonista.
Il tempo a disposizione non è stato sufficiente, perché gli interventi sono stati molto numerosi, i temi trattati: la relazione di coppia, l'evoluzione del rapporto di coppia nel tempo, come è cambiato oggi il rapporto di coppia, i problemi che sorgono nella relazione, sono molto sentiti e gli intervenuti avevano molte curiosità in merito.

Un estratto del dibattito è riportato nella intervista che di seguito pubblichiamo e che Virginia Maloni ci ha gentilmente concesso.

logo edizioni miniLo sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione, ha portato ad una modificazione nelle relazioni sociali, quindi dei legame. Considerata la sua esperienza di psicoterapeuta, tutto questo, quanto influisce nella sfera psicopatologica?

virginia_maloniLa comunicazione collettiva è sorretta oggi da nuovi strumenti, che permettono di oltrepassare le barriere e i vincoli di tempo e di spazio e, fra i nuovi modi di comunicare, la rete telematica internazionale è indubbiamente uno dei mezzi che offre maggiori opportunità. La presenza delle “new technologies” diventa così parte costitutiva delle attività quotidiane degli adulti e degli adolescenti. L’utilizzo quotidiano di queste tecnologie modifica fortemente le interazioni educative attraverso le quali i membri della famiglia decidono, patteggiano e identificano direttive, regole, ruoli, identità e valori morali comuni. Ognuno di noi trova nella rete nuove opportunità di scambio interattivo che ci permette ogni volta di sperimentare noi stessi. I cambiamenti dei mezzi di comunicazione non dipendono solo dallo sviluppo delle nuove tecnologie ma anche dalle metamorfosi sociali che stanno avvenendo all’interno della famiglia.
Facciamo un esempio: il computer non solo è utile per moltissime cose ma psicologicamente ci aiuta a governare lo spazio di comunicazione e relazione con gli altri. Attraverso il pc precisamente, ci si può avvicinare o allontanare dagli altri, proteggendosi dai rischi dell’impatto emotivo diretto, trovando una risposta alle proprie insicurezze relazionali, ma può nello stesso tempo tenere vicine e presenti le persone a cui si è legati affettivamente, gestendo l’ansia da separazione e la lontananza.
Costruiamo la nostra Personalità giorno per giorno, attraverso l’incessante processo esistenziale e di autoformazione che utilizza interazioni face to face e interazioni sociali che utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione attraverso i quali plasmiamo il nostro Io, i nostri processi cognitivi ed emotivi. Questa concatenazione tra reale e virtuale trasferisce su un terreno inedito sia le relazioni sociali che la formazione della struttura di personalità tanto che si sta sviluppando un ambito di studio nuovo che analizza la psicopatologia dei mondi virtuali.

logo edizioni miniLa donna del mondo moderno sente il peso della responsabilità di questo cambiamento dei legami, secondo lei, in base alla sua esperienza di clinica, quanto pesa su di essa il triplice ruolo di madre, compagna e donna lavoratrice?

virginia_maloniRisponderei ponendomi delle domande e osservazioni. Chi erano le donne di ieri? E come gli avvenimenti storici le hanno trasformate?
La post-modernità ha portato e ancora porta dei cambiamenti che riusciamo solo ad attingere ma non ben a definire. Ma una invariante di cui possiamo parlare perché osserviamo ogni giorno è la possibilità di essere e di esistere in più ruoli indefiniti. Cosa vuol dire? Oggi scrutiamo tanti modelli di riferimento femminili, ad esempio ballerine che diventano giornaliste, giornaliste che diventano ballerine, donne politiche che diventano opinioniste, giovani donne difficili che uccidono per gelosia, minorenni che osteggiano ad essere donne che conducono una vita di lusso, e cosi via.
E poi ci sono le donne casalinghe, lavoratrici, laureate precarie, specializzate senza un incarico, madri, mogli, figlie, sorelle dal multi ruolo. Queste donne sembrano sempre meno essere dei personaggi principali in questa società, spettatrici di un mondo che non dà spazio alle capacità. La società odierna sottolinea molto la seduzione del mondo femminile che tende a mettere da parte tutti gli altri attributivi cui la donna dispone e che nel passato ha permesso la conservazione delle famiglie e dei ruoli maschile e femminile. Nella post-modernità c’è l’esasperazione ed il desiderio di esistere, di avere potere e dimostrare sempre di più, ancora di più, per equilibrare una bellezza fisica, che ora, più di una volta, è ricercata, inseguita, ottenuta e abusata. Quindi oggi le donne risentono di tutto questo e combattono ogni giorno per poter manifestare le proprie potenzialità umane e professionali. Alcune donne sono stanche e si sentono inadeguate, inadatte, inopportune sviluppando vissuti di ansia, angosce, dubbi. E si sentono sole, perché non sempre comprese dai compagni, colleghi, amici.

logo edizioni miniLei scrive “La coppia post- moderna ha paura di morire appena si mette in piedi”. Come mai non si riesce ad arrivare alla fase “post-moderna”?

virginia_maloniLe rispondo con una frase di Bauman: "Le emozioni passano i sentimenti vanno coltivati". Oggi siamo alla ricerca del sentire, abbiamo poca pazienza e quindi sappiamo che un legame di coppia richiede sacrificio. Questo alimenta paure ed insicurezze che ci portano a non voler rischiare.
L’essere cresciuti acquisendo un background culturale differente da quello che oggi, la società è, quanto influisce nel disorientamento dell’individuo?
La realtà odierna, adattata alla fenomenologia della Rete, sembra assumere confini sempre più labili ed evanescenti consentendo all’identità di sganciarsi momentaneamente dalla propria stabilità per esprimersi in molteplici Sé. È vero che ognuno di noi, ogni giorno, riveste più ruoli in circostanze diverse (professionali in ambito lavorativo, più
leggeri con gli amici, emotivamente più vicini nelle relazioni più strette) ma il problema nasce nel web, quando, nell’esperire fugacemente diversi Sé, si corre il rischio che la nostra identità possa subire un’alterazione e che possa quindi svincolarsi da un piano di realtà. A volte la frequentazione sui social ha come intenzione invisibile quella di compensare il vuoto di relazioni sociali vissute come insufficienti. L’individuo disorientato è un individuo
che sta vivendo virtualmente un’identità che ha sempre desiderato ma che si allontana sempre più da quello che è nella realtà.

logo edizioni miniQual è il messaggio per i suoi lettori?

 

virginia_maloniOgnuno di noi ha delle paure, dei desideri positivi e anche negativi, condizionati dalla nostra storia e dai nostri tabù. Oggi la società ci richiede di essere più forti, più tolleranti alle frustrazioni e questo comporta che dobbiamo sforzarci di comunicare maggiormente le nostre paure ed esorcizzarle affrontandole. Essere se stessi è difficile, a volte inaccettabile, altre volte coperto da un’identità che funziona di più della mia. Dobbiamo ri-acquisire la forza di esistere, coltivare tutte le reti sociali e comunitarie che ci aiutano a non isolarci ed ogni tanto fare il punto su noi stessi, anche se la società cosi veloce ce lo impedisce. Ognuno di noi ha delle capacità e delle virtù importanti ed uniche cui non pensiamo mai, anzi, il più delle volte, ce ne dimentichiamo, presi dai pensieri negativi e dal concetto che tanto, soprattutto in questo periodo di crisi economica e culturale, in realtà tali talenti nascosti, potrebbero non esserci cosi utili.
Sbagliato! Siamo talmente avvezzi a mettere a fuoco quello che non va intorno a noi, che non siamo capaci di considerare quello che invece potrebbe funzionare molto bene e risultare utile.
La nostra personalità è in continuo apprendimento sia positivo sia negativo. Questo vuol dire che molto spesso i nostri disagi o i nostri umori orientati negativamente ci ricordano che non stiamo compiendo la nostra vera natura e che ci stiamo permettendo di arrenderci.

MALONI_FIRMACOPIE

 

Al termine della presentazione, prima di andare via molti lettori si sono intrattenuti per il FIRMALIBRO e le foto ricordo.

 

 

 

 

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Redazione

Edizioni Psiconline: gli effetti di Più Libri Più Liberi

ROMA3Si  è conclusa positivamente la tredicesima edizione di Più libri più liberi, la Fiera Nazionale interamente dedicata all’editoria indipendente che si è tenuta dal 4 all’8 dicembre a Roma presso il Palazzo dei Congressi dell’Eur e che ha visto la partecipazione di circa cinquantaseimila visitatori , una cifra superiore alla edizione precedente.


più_libri_autori_psiconlineAnche quest'anno la Casa Editrice Psiconline è stata presente a Più libri più liberi con il suo Staff e con uno stand ricco di nuove proposte editoriali.
Nei giorni della manifestazione abbiamo incontrato un pubblico sempre attento, preparato, desideroso di conoscere meglio le proposte della piccola editoria.
Come di consueto allo stand si sono avvicendati alcuni dei nostri autori, (Eleonora Capitani, Antonio Di Giovanni, Patrizia Del Verme, Stefano Paolillo, Tiziana Campanella, Stefano Mosca [vedi foto] ) con i quali intratteniamo dei piacevoli rapporti di amicizia e collaborazione.
I visitatori sono stati piacevolmente sorpresi e hanno apprezzato moltissimo la possibilità che è stata offerta loro, di intrattenersi con gli autori e il FIRMALIBRO organizzato per l'occasione.
Lo staff di edizioni Psiconline ha anche distribuito gadget ai lettori che si sono avvicendati allo Stand per avere informazioni,  acquistare i libri scontati  e consultare il nostro nuovo catalogo 2015.
In questa occasione si creano rapporti di amicizia e fiducia con i lettori che proseguono anche durante l'anno.

Nonostante la crisi economica e morale che il paese attraversa, la presenza del pubblico alla fiera ci dimostra che i lettori apprezzano il nostro lavoro e ci incitano a continuare  e che la nostra passione è ricompensata e ancora di più l'entusiasmo la professionalità, con cui noi piccoli editori lavoriamo, possono contribuire al rilancio della cultura in Italia.

staff_edizioni_psiconlineRingraziamo ancora una volta tutto il pubblico che ci ama e ci segue in tutte le manifestazioni a cui partecipiamo, il vostro sostegno ci incoraggia a fare di più ed è con questo spirito che iniziamo il nuovo anno che arriva.
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Redazione

L'uomo che correva vicino al mare di Ciro Pinto alla Rassegna Internazionale dell'Editoria di Cattolica

copertina-uomo-che-correva-sitoDomenica 14 dicembre ore 17.15, CIRO PINTO presenta L’UOMO CHE CORREVA VICINO AL MARE durante la Rassegna Internazionale dell’Editoria WORLDBOOK (12-14 dicembre) presso il Museo della Regina – CATTOLICA




L'UOMO_CHE_CORREVA_VICINO_AL_MAREUn uomo corre vicino al mare per sfuggire alla malattia, alle iatture della vita e alla morte.
Il protagonista tenta ogni giorno di perpetuare le sue abitudini anche dopo la morte della moglie, come un pazzo che, crollata la casa, rimane fuori a governare il giardino come se nulla fosse successo.
La sua vita si sgretola pian piano, la sua corsa lo porta dentro i suoi ricordi, mentre la mente si sfoca e si perde nella nebbia di un precoce invecchiamento.
Una storia d’intima sofferenza, con riflessioni e spunti.
I temi del ricordo, della famiglia e della riflessione sulla vita molto intensi e toccanti si sviluppano attraverso luoghi e momenti diversi, seguendo la trama del romanzo.
La storia termina con la proiezione nel futuro di qualche anno, che dona alla fine una luce di speranza: la possibilità che l’umanità ha di tramandare se stessa rende possibile il perpetuarsi della vita e il superamento della morte.

CIRO PINTO è nato a Napoli nel novembre del 1953, dove tuttora risiede.
Ha pubblicato nel settembre del 2012 il suo primo romanzo: Il problema di Ivana, Edizioni Draw Up. Menzione d’onore al Premio Internazionale di Letteratura, 27ma edizione Phintia 2013.
Terzo classificato, sezione editi, al Premio di Letteratura Circe, I edizione. Menzione speciale dell’Asso Artisti Nazionale nell’ambito del Premio Circe.
Ha pubblicato due racconti su Storie brevi de La Feltrinelli nel 2013 e un racconto nell’antologia Crisalide, Edizioni Draw Up, Ottobre 2012, di cui ha curato l’editing ed è stato coordinatore editoriale. È inoltre autore di diverse poesie, tra cui alcune premiate e pubblicate in antologie Artemuse e Circumnavigarte.
L’uomo che correva vicino al mare si è classificato al secondo posto, nella sezione inediti, al Premio di Letteratura Circe, I edizione 2013 (primo classificato dalla Giuria dei lettori).

L’autore è introdotto da Stefania Maestri (Scrittrice, consulente letteraria)

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Redazione

Stefano Mosca presenta Le Ali di Christina alla Rassegna Letteraria LIBeRI: che cosa possono le parole?

Dopo la presentazione a Napoli alla Mostra d'Oltremare, Giovedì 11 dicembre alle ore 16.00, STEFANO MOSCA presenta LE ALI DI CHRISTINA presso la Sala Conferenze – Chiostro Comunale Sant’Agostino – Via Mazzini, 67 – Caserta.




stefano_mosca_CASERTALe Ali di Christina è una piccola metafora sulla libertà, raccontata con stile fiabesco. Un racconto breve che custodisce un messaggio profondo e che vuol portare il lettore alla riflessione.
La piccola Christina, rinchiusa in una pericolosa torre, inizia un percorso utopistico verso la consapevolezza e la trasformazione di se stessa.
Attraverso esperienze surreali, la piccola donna arriverà a imporsi su una società che la vuole identica agli altri e a far valere la sua personalità.

Quando la consapevolezza di chi siamo realmente inizia a farsi strada nel nostro animo, non ci resta che liberarci da ciò che ci limita e iniziare quel viaggio, quel volo, che ci porta finalmente ad essere noi stessi. In un mondo che si contamina l’unico modo per non cadere è liberarci di ogni cosa.



STEFANO MOSCA è nato a Maddaloni (CE) nel 1982, è un critico letterario e recensore cinematografico. Ha maturato esperienza nel teatro come attore e nella lettura espressiva di brani poetici. Nutre grande interesse per la psicologia e l’interpretazione dei sogni. È appassionato di illustrazioni. Attivista per i diritti umani, collabora come redattore volontario con Ong italiane ed internazionali. “Le Ali di Christina” è il suo racconto d’esordio di cui ha realizzato anche le illustrazioni.

La presentazione è inserita nell’ambito della rassegna letteraria LIBeRI: che cosa possono le parole? organizzata dall’Associazione RAIN con il patrocinio del Comune e della Provincia di Caserta.

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Redazione

Nel nome di Dio di Maria Francesca Mariano alla Città del Libro - Campi Salentina (LE)

Sabato 13 Dicembre 2014 alle ore 17.00 Maria Francesca Mariano presenta Nel nome di Dio. Un giudice penale e
un sacerdote mago durante la XX Edizione della Città del Libro, Rassegna Internazionale degli Autori ed Editori del Mediterraneo che si terrà a  Campi Salentina (LE) dall'11 al 14 dicembre presso il Centro Fieristico.




nel_nome_di_dio_campi_salentinaIl romanzo “Nel Nome di Dio. Un Giudice Penale e un Sacerdote Mago” attraverso la vicenda di un Magistrato e di un Esorcista, alleatisi per salvare un uomo, racconta il vissuto quotidiano di un Giudice Penale, al di fuori degli stereotipi proposti dai media, in una ricostruzione veritiera delle sue categorie di ragionamento, della sua solitudine, degli ostacoli frapposti all’accertamento della verità, nello sforzo di conservarsi integri in mezzo alle difficoltà della quotidianità, e di un Sacerdote che guiderà il Giudice attraverso l’esperienza sconvolgente di un esorcismo, eseguito con l’impiego di energie fuori dal comune alle quali l’Esorcista attingerà, forte di un passato oscuro dal quale ha cercato redenzione.

MARIA FRANCESCA MARIANO, nata a Galatina in provincia di Lecce, dopo il liceo classico si è laureata in giurisprudenza presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma con lode. Magistrato più giovane d’Italia a ventitré anni, dopo l’esperienza professionale in Sicilia, oggi è Giudice della Corte di Assise di Lecce, impegnata nel contrasto alla criminalità organizzata soprattutto di stampo mafioso, oltre che in iniziative a carattere culturale.
Il suo primo lavoro letterario è stato la pubblicazione del romanzo ‘Ha visto e non ha taciuto’ per la casa editrice romana LIUX Edizioni. Il libro, formato da due racconti lunghi, sviluppa il tema del rapporto tra fede ed esoterismo. Ha, inoltre, composto il testo teatrale ‘Falcone e Borsellino –storia di un dialogo-‘ messo in scena a Palermo nel gennaio 2013 in occasione dell’inaugurazione del Centro Paolo Borsellino del quale è divenuto testo
ufficiale.

La presentazione si terrà nella SALETTA CULTURA, dialoga con l'autrice Roberto Tanisi (Presidente della Corte di Assise di Lecce)

 

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Redazione

Il Training Autogeno di Patrizia Del Verme a Napoli - Fondazione G.B. Vico

copertina-il-training-autogeno-sitoiMercoledì 10 dicembre alle ore 18.00, PATRIZIA DEL VERME presenta IL TRAINING AUTOGENO. Come custodire e recuperare la salute presso la Fondazione G.B. Vico, nel Complesso Monumentale di S. Gennaro all'Olmo in Via S. Gregorio Armeno, 35 - Napoli.




TRAINING_AUTOGENO_NAPOLIIl Training autogeno viene semplicemente definito una tecnica di rilassamento, ma è molto di più, è una tecnica di trattamento, di cura con mezzi psichici di disturbi più svariati e finalizzata in primis al mantenimento di uno stato di benessere, con lo scopo di prevenire(soprattutto in presenza di stress), di curare (ha indicazioni elettive per stati d’ansia, disturbi psicosomatici, insonnia ecc) e di rafforzare le cure mediche in altre patologie. Il T.A. può permettere anche una “diagnosi precoce” di malattia, poichè durante l’esecuzione degli esercizi, possono manifestarsi sintomi che sono l’espressione di manifestazioni patologiche non ancora percepite ed inoltre il T.A aumenta in generale, la percezione e la consapevolezza del proprio stato psico-corporeo.
L’autrice rifacendosi ai grandi autori del Training Autogeno (Schultz, Luthe, Thomas, Hoff man, Giorda, Bazzi (alla revisione delle formule di quest’ultimo) riporta la sua esperienza quasi trentennale nell’utilizzo del T.A.(esercizi inferiori) avvenuta in ambito psicoterapeutico e in gruppi di formazione ed esperienziali.
È un testo di facile consultazione che si differenzia dalle altre pubblicazioni, soprattutto nel fornire suggerimenti ed accorgimenti pratici per l’apprendimento del T.A. e per l’utilizzo delle formule di proponimento(per problematiche specifiche) e su come affrontare eventuali difficoltà che si presentano, con un linguaggio semplice e discorsivo.

Patrizia Del Verme nata nel ’62 a Torchiara(SA) laureata in Psicologia all’Università degli studi di Roma “La Sapienza”specializzata in psicologia clinica e psicoterapia ad orientamento psicoanalitico e in varie tecniche psico-corporee e di rilassamento.
Svolge da circa trentanni attività clinica. Attualmente responsabile dell’U.O. di Psicologia dell’ASLSA distretto Sanitario di Capaccio (SA). Si occupa anche di corsi esperienziali per l’equilibrio corpo-mente-spirito. Autrice di varie pubblicazioni in campo psicologico e relatrice in corsi di formazione e convegni.

Alla Presentazione interverranno:

Patrizia Del Verme - Autrice
Dott.ssa Rosanna Romano (Direttore Generale per le Politiche Sociali, le Politiche Culturali, le Pari Opportunità e il Tempo Libero della Regione Campania)
Prof. Vincenzo Pepe (Presidente della Fondazione Vichiana)

Modera:
Dott. Raffaele Felaco (Psicologo ASL NA 2 - Presidente Psicologi Responsabilità Sociale)

 

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Costruttori di cerchi di Massimiliano Anzivino - La recensione

copertina-costruttori-di-cerchi-sitoIn occasione della presentazione presso la Libreria Feltrinelli Point di Messina del libro Costruttori di cerchi. Psicologia possibile per una scuola felice di Massimiliano Anzivino, (Edizioni Psiconline, 2014, nella collana Ricerche e Contributi in Psicologia), pubblichiamo la nostra recensione a cura della Dott.ssa Alice Fusella.




LOCANDINA_MESSINAAnzivino cerca, innanzitutto, di catturare l’attenzione del lettore, presentandogli un’immagine inusuale e suggestiva: i costruttori di cerchi, arte antica e sicuramente poco conosciuta, insinuando già una prima riflessione su come queste due tematiche possano intrecciarsi tra di loro e, a loro volta, con quella della psicologia.

Da qui, comincia a trasportare chi legge nel mondo che vuole rappresentare: una scuola, frammentata essa stessa in piccoli gruppi: c’è il gruppo-cerchio degli studenti, a cui si contrappone il gruppo-cerchio degli insegnanti, sottoposto al gruppo-cerchio dell’amministrazione (preside, funzionari, impiegati…) e, più isolati, al margine della vita scolastica, il gruppo-cerchio dei bidelli/operatori e, sempre più lontano, quello dei genitori.
La scuola, dalla descrizione fornita dall’autore, si presenta, quindi, come un mondo frammentato e formato da tanti tasselli sparpagliati, uniti solo da alcuni elementi “scotch”: il tempo, ovvero il programma scolastico standardizzato; lo spazio, ovvero le aule, nelle quali si riversano tutte le dinamiche scomposte di questo puzzle incompleto; il denaro, fonte unica di sostentamento ed interesse cardine di tutta l’istituzione.
Tutte queste cose, ovviamente, non bastano mai a soddisfare tutti i bisogni della scuola stessa e sono le cause principali di corse, ritardi, malesseri vari e della chiusura estrema di questo mondo, le cui conseguenze sembrano riversarsi, secondo l’esperienza diretta dell’autore, sul gruppo-cerchio degli psicologi, al quale ogni membro della società scolastica sembra rimandare la soluzione.

Ma può una sola persona avere la chiave o, come dice Anzivino, la “bacchetta magica” che risolve tutti i problemi che si presentano?

La risposta non può che essere negativa e l’autore, cercando di spiegarne le motivazioni e di fornire quella che ritiene essere la “giusta” soluzione, descrive, in modo minuzioso, ciò che potrebbe essere davvero utile per cambiare o, almeno, migliorare, la situazione scolastica attuale.
Anzivino fornisce, insomma, un modello esemplare, nel quale poter ricongiungere ognuno dei singoli cerchi, ora disgiunti, e formare una rete salda e collaborativa, fatti di scambi reciproci e costruttivi, attraverso delle tecniche, ormai riconosciute e convalidate a livello empirico, come gli sportelli d’ascolto, la peer education, i progetti d’accoglienza, il circle time, l’educazione alla salute ed i vari progetti per la prevenzione, nonché i corsi di formazione per i docenti e gli incontri con i genitori.
Ovviamente, è l’autore stesso a riconoscere come potrebbe essere difficile applicare, a tutto campo, un progetto così articolato e ribadisce l’importanza di una buona pianificazione tra le parti coinvolte, per ottenere un risultato il più efficace possibile.

Massimiliano Anzivino, psicologo e consulente scolastico con un’ampia esperienza sul campo, ci accompagna, insomma, in quello che egli stesso definisce un viaggio, in cui conoscere le criticità, ma anche le risorse, nell’ambito scolastico, utili anche per la realizzazione di una rete più efficiente ed al servizio di un contesto in cui si promuovono non solo le competenze, ma anche i “valori” importanti nella/della vita, inclusa l’utilità della psicologia, intesa non più come un rimedio che guarisce quei problemi, di cui nessuno si può più occupare (per mancanza di tempo, di spazio, di risorse, di importanza?), ma come aspetto dinamico ed integrato nell’ambito, più generale, della salute e del benessere della persona. Obiettivo, quest’ultimo del benessere, che la scuola, in quanto ente che si prefigge la formazione e l’educazione dell’individuo, non può ignorare, ma, anzi, deve perseguire, servendosi di quelle figure professionali, idonee a tal fine, che diventano uno degli anelli di questa grande rete. Un viaggio critico, quindi, in cui viene rivalutata l’importanza di quell’ovvio, che, per l’autore, è stato sempre etichettato come superfluo e di competenza altrui, ma che, invece, sembra essere proprio ciò che conta davvero nel futuro di ogni persona.

Anzivino sembra usare un tono duro, ma, ad un’analisi attenta di tutto lo scritto, il suo stile risulta anche propositivo, pieno di speranza, di tanta praticità ed anche di un po’ di umorismo, rendendo questa dissertazione una guida utile e concreta, lontana dalle solite raccomandazioni fini a se stesse. Egli, infatti, usa la sua esperienza per far capire al lettore cosa intende dire e fargli vedere chiaramente di che cosa sta parlando. Non si limita alla “solita ramanzina” sul come le cose non funzionino, ma fornisce un modello, altrettanto pratico, da poter, anzi dover, utilizzare, viste le numerose approvazioni e la sua efficacia, già ampiamente dimostrata in quei contesti in cui è stato applicato.

a cura della Dott.ssa Alice Fusella

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